CORPI VIVI

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CORPI VIVI CORPI VIVI è un progetto culturale che esplora la rappresentazione dei tumori ginecologici e genitali attraverso fotografia, parole e ricerca.

Per cambiare lo sguardo sul corpo, oltre stereotipi, silenzi e rappresentazioni edulcorate.

Ci sono parole che non hanno bisogno di essere spiegate e ci sono momenti in cui non si vuole essere consolati né capiti...
08/10/2026

Ci sono parole che non hanno bisogno di essere spiegate e ci sono momenti in cui non si vuole essere consolati né capiti.
Si vuole poter dire quello che si sente, avere il diritto di attraversare anche la sofferenza, senza doverla rendere più accettabile per gli altri.
Parole che raccontano che il vissuto della malattia non ha una sola forma perché cambiano le emozioni, cambia ciò di cui si ha bisogno, cambia anche il modo in cui si attraversano le giornate, che raccontano il vissuto senza cercare di renderlo più semplice, più rassicurante o più facile da comprendere.
In parole del corpo le raccogliamo così come arrivano, senza interpretarle, senza correggerle, senza trasformarle in una storia diversa da quella che appartiene a chi le ha pronunciate.
Perché una parola affidata è anche una forma di fiducia e raccoglierla significa prima di tutto rispettarne il significato, il peso e il silenzio che può esserci intorno.
Le parole entrano così nell'archivio di corpi vivi/parole del corpo.
Per lasciare che quelle parole possano essere lette.
Parole del corpo, parole (anche) di chi attraversa la malattia.��

-> parole del corpo è una sezione del progetto culturale corpi vivi ideato da Stefania Scaradozzi curato insieme a Valentina Cinelli, Gaia Benedetti Perinetti Casoni, Daniela Liucci.

06/10/2026

Il dolore non ha una sola immagine.
Abbiamo individuato alcuni orientamenti visivi, stimoli per avvicinarsi al tema del dolore attraverso la fotografia, senza stabilire in anticipo quale forma debba assumere.
Il dolore che si manifesta sul corpo, quello che rimane invisibile, quello che passa attraverso un gesto, una postura, una distanza, quello che può trovare un’immagine e quello per cui un’immagine deve ancora essere cercata.
Gli orientamenti visivi non sono risposte, non sono immagini da riprodurre, sono possibilità, direzioni, domande aperte.
La possibile rappresentazione del dolore sarà nelle immagini di chi sceglierà di confrontarsi con questo tema.
Segni Visibili si prepara a guardare. Seguiteci.


dolore · open call · segni visibili

Sopralluoghi. Per consentire l’incontro con pubblici e contesti diversi perché se le immagini dettano le parole e le par...
02/10/2026

Sopralluoghi. Per consentire l’incontro con pubblici e contesti diversi perché se le immagini dettano le parole e le parole dettano l’immaginario quelle immagini devono poter essere mostrate il più possibile.

segni visibili | corpi vivi | mostre fotografiche

Il dolore si vive ma come si può rappresentare?Il dolore è un’esperienza, ha un corpo, una durata, un’intensità. Può ess...
25/09/2026

Il dolore si vive ma come si può rappresentare?
Il dolore è un’esperienza, ha un corpo, una durata, un’intensità. Può essere fisico, può attraversare la mente, le relazioni, la quotidianità.
Eppure non esiste un solo modo di viverlo, non esiste una misura uguale per tutte e tutti, non esiste necessariamente un segno visibile, e non sempre ciò che si prova riesce a trovare parole.
Da qui nasce una delle domande della nuova ricerca di Segni Visibili: che cosa accade quando proviamo a trasformare il dolore in un’immagine? Cosa può rendere visibile un’esperienza che, per sua natura, è intima e soggettiva? Un corpo? Un gesto? Una distanza? Una postura? Uno sguardo? Oppure un’assenza? Rappresentare il dolore non significa necessariamente mostrarlo.
Significa interrogarsi su come può diventare immagine senza essere semplificato, spettacolarizzato o addomesticato.
È uno spazio di ricerca ancora aperto.
E forse è proprio nelle domande, prima ancora che nelle risposte, che comincia un nuovo sguardo.

-> corpi vivi è un progetto culturale ideato da Stefania Scaradozzi curato insieme a Valentina Cinelli, Gaia Benedetti Perinetti Casoni, Daniela Liucci
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open call fotografica · dolore · segni visibili

22/09/2026

Il prossimo segno invisibile è il dolore.
Stiamo lavorando alla nuova open call fotografica.
Il tema è già deciso, il lavoro è in corso, la ricerca sta prendendo forma.
Il dolore sarà il prossimo ambito di ricerca, quello che si vede, quello che non si vede, quello che resta senza immagini.
Cerchiamo nuovi sguardi per renderlo visibile, attraversarlo.
Open Call > loading…
Tenete gli occhi aperti.

-> corpi vivi è un progetto culturale ideato da Stefania Scaradozzi curato insieme a Valentina Cinelli Gaia Benedetti Perinetti Casoni .bpc Daniela Liucci
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open call fotografica · dolore · segni visibili


il 20 settembre è il World Gynecologic Oncology Day  una campagna internazionale che porta l’attenzione sui tumori ginec...
19/09/2026

il 20 settembre è il World Gynecologic Oncology Day una campagna internazionale che porta l’attenzione sui tumori ginecologici e sulle persone che li attraversano.
Anche quest'anno corpi vivi partecipa con la propria voce e con una domanda che attraversa tutto il progetto: cosa succede quando cambiamo il modo di guardare e di raccontare la malattia?
Attraverso immagini, parole e ricerca, lavoriamo per costruire una rappresentazione più autentica dei tumori ginecologici e dell’apparato genitale, dando spazio a ciò che troppo spesso resta invisibile o non viene nominato.
Essere parte del WGOD 2026 significa condividere questa ricerca oltre i confini del progetto e contribuire, insieme ad altre voci, a cambiare lo sguardo.
Le immagini cambiano, le parole cambiano. Anche l’immaginario può cambiare.
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Photo credit: Gaia Benedetti Perinetti Casoni Gaia Benedetti Perinetti Casoni
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Ci sono parole che non si riesce a dirle non perché non esistano, perché a volte, non troviamo il momento, il modo o il ...
17/09/2026

Ci sono parole che non si riesce a dirle non perché non esistano, perché a volte, non troviamo il momento, il modo o il coraggio.
Parole del corpo raccoglie quelle parole. Quelle che rimangono dentro, che non trovano spazio nelle conversazioni, che spesso non si sa nemmeno come pronunciare.
Questa è la voce di una donna che ha perso il proprio compagno.
Parole che raccogliamo, senza interpretarle, senza addolcirle, in forma anonima quando ci viene chiesto.
Perché "parole del corpo" nasce per dare spazio a ciò che spesso non trova il coraggio di diventare parola ma le parole non dette fanno parte del vissuto.
Noi le raccogliamo.

parole del corpo è parte integrante del progetto culturale corpi vivi.
www.corpivivi.it
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parole del corpo | corpi vivi | psiconcologia

Una mostra in un ospedale cambia significato.Abbiamo effettuato un sopralluogo per valutare l’esposizione di una selezio...
11/09/2026

Una mostra in un ospedale cambia significato.
Abbiamo effettuato un sopralluogo per valutare l’esposizione di una selezione delle fotografie della mostra "segni visibili" all’interno di una struttura ospedaliera.
La mostra è pensata per adattarsi ai contesti, cambiano gli spazi, cambia la selezione delle immagini, cambia il modo in cui il percorso può essere costruito. Non cambia la sua ragione, portare uno sguardo diverso sui corpi, sulle trasformazioni e sul vissuto dei tumori ginecologici e dell’apparato genitale.
Esporre in un ospedale non significa semplicemente portare una mostra in un luogo diverso, significa portare quelle immagini nel luogo in cui la malattia viene vissuta, curata, attraversata, significa incontrare persone che quei corpi li conoscono dall’interno e professionisti che ogni giorno li accompagnano.
E proprio perché il luogo è quello della malattia, ogni immagine deve incontrare chi la vive con attenzione, rispetto e consapevolezza.
È qui che la fotografia può assumere un significato ancora più potente, non soltanto essere guardata ma entrare nel luogo in cui quello sguardo può generare una domanda.

La mostra "segni visibili" continua il suo percorso.

segni visibili | mostra fotografica | tumori ginecologici�

Il dolore ha più di una voce. La raccolta di “parole del corpo” continua.Il nuovo tema di ricerca di “segni visibili” è ...
10/09/2026

Il dolore ha più di una voce. La raccolta di “parole del corpo” continua.
Il nuovo tema di ricerca di “segni visibili” è il dolore, quello di chi attraversa la malattia, ma anche quello di chi la cura.
Per questo abbiamo iniziato a raccogliere (anche) le parole dei medici, non soltanto quelle con cui raccontano il dolore delle persone che seguono, ma anche quelle che raccontano il proprio, il dolore che nasce dall'ascolto, dalla cura, dalla relazione, dalla perdita, dall'impotenza.
Questa è la voce di un medico, una delle voci che entrano nella raccolta di “parole del corpo” per continuare a costruire uno spazio in cui il dolore possa essere nominato nelle sue diverse forme, senza semplificarlo.
Come tutte le voci, a volte, quando ci verrà richiesto, saranno in forma anonima.
Perché anche chi cura ha un corpo, ha parole.

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-> corpi vivi è un progetto culturale ideato da Stefania Scaradozzi curato insieme a i Valentina Cinelli Gaia Benedetti Perinetti Casoni Daniela Liucci
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