08/10/2026
Ci sono parole che non hanno bisogno di essere spiegate e ci sono momenti in cui non si vuole essere consolati né capiti.
Si vuole poter dire quello che si sente, avere il diritto di attraversare anche la sofferenza, senza doverla rendere più accettabile per gli altri.
Parole che raccontano che il vissuto della malattia non ha una sola forma perché cambiano le emozioni, cambia ciò di cui si ha bisogno, cambia anche il modo in cui si attraversano le giornate, che raccontano il vissuto senza cercare di renderlo più semplice, più rassicurante o più facile da comprendere.
In parole del corpo le raccogliamo così come arrivano, senza interpretarle, senza correggerle, senza trasformarle in una storia diversa da quella che appartiene a chi le ha pronunciate.
Perché una parola affidata è anche una forma di fiducia e raccoglierla significa prima di tutto rispettarne il significato, il peso e il silenzio che può esserci intorno.
Le parole entrano così nell'archivio di corpi vivi/parole del corpo.
Per lasciare che quelle parole possano essere lette.
Parole del corpo, parole (anche) di chi attraversa la malattia.��
-> parole del corpo è una sezione del progetto culturale corpi vivi ideato da Stefania Scaradozzi curato insieme a Valentina Cinelli, Gaia Benedetti Perinetti Casoni, Daniela Liucci.