Pinacoteca Nazionale di Sassari

Pinacoteca Nazionale di Sassari L'accesso per le persone con disabilità è garantito da via Canopolo. Tutti i piani superiori adibiti ad esposizione sono raggiungibili tramite un ascensore.

La pinacoteca è allestita all'interno del restaurato ex collegio gesuitico del Canopoleno, storico complesso eretto tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento nel cuore del centro storico, in prossimità dei maggiori e più significativi edifici monumentali della città. L'attigua antica chiesa gesuitica di Gesù e Maria, ora intitolata a Santa Caterina, ne era parte integrante. La sua costit

uzione è nata dall'esigenza di rendere fruibile il ricco patrimonio di opere d'arte pervenute allo Stato attraverso una serie di donazioni di privati cittadini, che, tranne che per una piccola sezione esposta nel Museo Archeologico Nazionale G.A. Sanna, giaceva nei depositi. L'esposizione si sviluppa su tre piani e raggruppa oltre quattrocento opere prevalentemente pittoriche suddivise per tematiche (tema religioso, mitologico, storico, ritratto, nature morte, scene di genere etc.), organizzate al loro interno in ordine cronologico e capaci di documentare la produzione di diverse scuole e artisti italiani ed europei dal Medioevo alla metà del Novecento, compresa una significativa rassegna di artisti sardi del primo Novecento e una ricca sezione di grafica. Il costo del biglietto è di 6€
Ridotto 2€
Gratuito sino ai 18 anni

‼️ Non dimenticate l’appuntamento di venerdì 26 alle 18.30: un invito a passeggiare tra opere d’arte e ascoltare buona, ...
23/06/2026

‼️ Non dimenticate l’appuntamento di venerdì 26 alle 18.30: un invito a passeggiare tra opere d’arte e ascoltare buona, buonissima musica.
Grazie a Insulæ Lab - Centro di Produzione Musica

[R]EVOLUTION é un progetto originale di Elisabetta Antonini e Alessandro Contini con Alessandro Gwis.
Non perdetelo!

La Pinacoteca cresce grazie anche alle tante donazioni, che tra il 2025 e questi primi mesi del 2026 sono arrivate numer...
22/06/2026

La Pinacoteca cresce grazie anche alle tante donazioni, che tra il 2025 e questi primi mesi del 2026 sono arrivate numerose.
Una delle ultime comprendeva anche l'opera di cui parliamo oggi, ovvero l’”Autoritratto” del 1934, tra le xilografie più note di Remo Branca, figura poliedrica dell’arte sarda del Novecento (è stato incisore, illustratore e pittore, scrittore, teorico e critico d'arte). Gli anni trenta sono un periodo d'oro per la xilografia sarda, e a questo momento risalgono diversi degli autoritratti giovanili dell'artista: qui il volto è serio, lo sguardo intenso, il segno che percorre con una trama f***a l'intera superficie, marcando con l'approfondirsi dei neri la caratterizzazione del viso, scolpito dalla luce che arriva da destra.

L'autore correda la stampa di una dedica: “A Remo Bertelli/ perché prosegua con amore e pazienza”. Si tratta di una esortazione che Branca, al tempo docente della Scuola di Incisione di Iglesias, rivolge a un suo giovane allievo, artisticamente dotato e appassionato d’arte. Remo Bertelli seguirà il suggerimento del maestro, iscrivendosi prima all’ISIA di Monza e poi mettendo a frutto il suo talento artistico nella decorazione del convento di Mores, dopo essere entrato nell’Ordine Cappuccino.
La donazione ci arriva grazie alla generosità di Maria Luisa Bertelli

Tra le nuove opere esposte nella sala ‘africana’ c’è lo “Studio di portatrice d’acqua” di Giuseppe Biasi (1926 – 27).Si ...
19/06/2026

Tra le nuove opere esposte nella sala ‘africana’ c’è lo “Studio di portatrice d’acqua” di Giuseppe Biasi (1926 – 27).

Si tratta di un tema che Biasi tratta più volte nei suoi tre anni in Nordafrica, anche perché la figura della portatrice d’acqua (già presente nei lavori dedicati alla Sardegna) è immagine emblematica per il movimento artistico “La Chimera”, cui il nostro artista si avvicina tramite la conoscenza e amicizia con Mahmoud Said, pittore alessandrino che nel 1938 sarà presente alla Biennale di Venezia; è grazie a lui che Biasi partecipa a una mostra al Cairo nel 1927.
In questo studio - ripetuto poi nei disegni - l’artista attinge a un grande modello, la celebre tela “La sorgente” di Jean-Auguste-Dominique Ingres.

Poiché questo stesso tema appare nello stesso momento in un dipinto dello stesso Mahmoud Said é probabile che i due pittori si siano reciprocamente influenzati.
Una curiosità: un’opera di Mahmoud Said é stata esposta anche nella Biennale di Venezia del 2024.

Condividiamo una parte della rassegna stampa che ha parlato del concerto (R)evolution che si terrà in Pinacoteca venerdì...
18/06/2026

Condividiamo una parte della rassegna stampa che ha parlato del concerto (R)evolution che si terrà in Pinacoteca venerdì 26 alle 18.30.
Per info e prenotazioni chiamate al 349 8024059

Insulæ Lab - Centro di Produzione Musica

🎶 Il 26 giugno la Pinacoteca Nazionale di Sassari ospita “[R]EVOLUTION”, progetto di Insulae Lab firmato da Elisabetta Antonini e Alessandro Contini con Alessandro Gwis. Un percorso musicale che unisce jazz, elettronica e improvvisazione, ispirato a figure della cultura contemporanea.

Link articolo nel primo commento 👇🏻

Venerdì 26 giugno vi aspettiamo per il secondo appuntamento di Insulæ Lab - Centro di Produzione Musicanon perdetelo!
16/06/2026

Venerdì 26 giugno vi aspettiamo per il secondo appuntamento di Insulæ Lab - Centro di Produzione Musica
non perdetelo!

Una serata speciale dedicata alla forza trasformativa dell’arte, tra jazz contemporaneo, elettronica, minimalismo, world music e improvvisazione.
In scena:
𝐄𝐥𝐢𝐬𝐚𝐛𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐧𝐢 – voce, musiche, live effects
𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢 – voce, musiche, live effects
𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐆𝐰𝐢𝐬 – pianoforte, elettronica

[𝐑]𝐄𝐕𝐎𝐋𝐔𝐓𝐈𝐎𝐍 è un viaggio sonoro originale e visionario che attraversa paesaggi ambient, sofisticate architetture ritmiche e melodiche, spazi di improvvisazione e suggestioni poetiche ispirate a figure come Pina Bausch, Dino Buzzati, Charles Bukowski, Fela Kuti e Sebastião Salgado.
Un progetto acclamato dalla critica come: “𝐔𝐧 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐨, 𝐚𝐧𝐳𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞” (All About Jazz) “𝐔𝐧’𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐩𝐧𝐨𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞" (Jazz in Family)
“𝐀𝐥𝐛𝐮𝐦 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞-𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐞: 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐣𝐚𝐳𝐳, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐩, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚" (Off Topic Magazine)
Presentato in anteprima al Roma Jazz Festival e ospite di importanti rassegne nazionali come Udin&Jazz, Como Jazz, Lucca Jazz e Ambria Jazz, [R]EVOLUTION sarà ospitato a Sassari dal Centro di produzione Insulæ Lab.

📅 𝟐𝟔 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 - 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎
📍 𝐏𝐢𝐧𝐚𝐜𝐨𝐭𝐞𝐜𝐚 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞

Un concerto che celebra il valore dell’arte come motore di cambiamento, consapevolezza ed evoluzione.

Info e prenotazioni 349 8024 059

Tra pochi giorni sarà la   e torniamo a parlare degli strumenti tradizionali: oggi vediamo il “sulittu e tamburinu”.L’ut...
15/06/2026

Tra pochi giorni sarà la e torniamo a parlare degli strumenti tradizionali: oggi vediamo il “sulittu e tamburinu”.

L’utilizzo contemporaneo di due strumenti, un flauto a becco e un membranofono di dimensioni variabili, fa sì che si parli di un unico congegno: il “sulittu e tamburinu” è una specie di universale della musica di tradizione orale in Europa, dove è divenuto non solo parte del folklore locale, ma anche manifestazione di tradizione vivente e identitaria. Il flauto consta di tre soli fori, normalmente due frontali e uno posteriore, con una particolare configurazione e lunghezza che consente di emettere almeno una decina di suoni di altezza variabile.
In Sardegna la testimonianza più antica è rintracciabile nel Retablo della Porziuncola del Maestro di Castelsardo, oggi alla Pinacoteca di Cagliari (1490 circa), ma possiamo avere testimonianza della sua attestazione nell’Ottocento e nel primo Novecento grazie all’opera di pittori come Giovanni Marghinotti, Simone Manca di Mores e Giuseppe Biasi (anche se nel suo quadro “la Canzone del Pappagallo” lo strumento abbinato al tamburo sembra più uno strumento ad ancia, forse una mancosedda di launeddas).
Nel quadro di Marghinotti, ambientato davanti alla chiesa campestre di San Lussorio a Selargius, compare in basso a sinistra un suonatore di sulittu e tamburinu (o “tumbarinu”), che, insieme alla suonatrice di tamburello sull’altro lato del dipinto, sembra dare il ritmo al passo dei ballerini.

  1926_2026Ausonio Tanda, Ciborg n.7, 1961Polistirolo, filo metallico, plexiglas L’attualità della ricerca di Ausonio Ta...
13/06/2026

1926_2026

Ausonio Tanda, Ciborg n.7, 1961
Polistirolo, filo metallico, plexiglas

L’attualità della ricerca di Ausonio Tanda è testimoniata dalla profondità della sua riflessione sull’impatto della tecnologia sulla vita umana. In un’epoca in cui la tecnologia non era così pervasiva e minacciosa come è oggi, l’artista anticipava ciò che sarebbe potuto succedere, e scriveva:

“Ora queste opere che ho chiamato Ciborg (abbreviazione di organismo cibernetico) nascono proprio dalla considerazione che a fare la scienza non possono essere impegnati che gli scienziati. [...] Ora sulla necessità di adeguarsi alle condizioni di vita dettate proprio dalla scienza, o meglio dalla tecnologia, non abbiamo più alcun dubbio […] e mi è parsa chiara la pericolosità non soltanto delle indiscriminate ricerche scientifiche, ma addirittura si è adombrato il pericolo che l’uomo di oggi corre a seguito di operazioni capaci di distinguere la coscienza degli uomini. È a questo punto che nasce il ciborg. [...] Sono abbastanza numerose le considerazioni che si possono fare per avallare la possibilità che in un disegno molto vasto rientri anche lo spegnimento di ogni rapporto spirituale tra gli uomini (la televisione per esempio che anche se invita alle riunioni esclude la conversazione e quindi lo scambio non soltanto di idee ma anche di notizie che non siano filtrate attraverso il video. La radio che costringe, che persuade al rumore e cancella il silenzio come ambiente creativo, ecc.). Mi pare chiaro che la tecnica conduca un’offensiva massiccia contro la libertà dell’uomo [come] la distruzione della sua intimità per esempio».

Per un’opera di Maria Lai che parte, due tornano in esposizione!Nell’allestimento temporaneo del solo piano terra abbiam...
11/06/2026

Per un’opera di Maria Lai che parte, due tornano in esposizione!
Nell’allestimento temporaneo del solo piano terra abbiamo voluto dedicare una sala alle opere d’arte contemporanea.
Che ne dite? Vi piace?
Venite a vedere il nuovo allestimento e fateci sapere che ne pensate.
Vi aspettiamo!

Una delle nostre opere di   è partita oggi per un’importante mostra di cui vi racconteremo a breve.Ci lascia per qualche...
09/06/2026

Una delle nostre opere di è partita oggi per un’importante mostra di cui vi racconteremo a breve.

Ci lascia per qualche mese il ‘Paesaggio’ del 1964, un lavoro che chiaramente dichiara la temporanea adesione di Maria Lai all’Arte povera, massimo movimento artistico italiano del Dopoguerra: un’opera delicata e poetica, che nasce, come quasi sempre, dalla fertile sostanza che nutre la sua ispirazione; ovvero la sua terra, la Sardegna.

Il 7 giugno torna  Sarà anche l’ultimo giorno in cui si potrà visitare la mostra ‘Vestire da regina, dipingere un’isola ...
05/06/2026

Il 7 giugno torna

Sarà anche l’ultimo giorno in cui si potrà visitare la mostra ‘Vestire da regina, dipingere un’isola favolosa’.
Non perdetela!
Vi aspettiamo come sempre dalle 9 alle 19.30, ultimo ingresso ore 19.00.

Indirizzo

Piazza S. Caterina N. 4
Sassari
07100

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 19:30
Domenica 09:00 - 19:30

Telefono

+39079231560

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