13/07/2018
Sabato 14 luglio 2018, nell’ambito della VII edizione del Festival delle Corti, si avrà il secondo
appuntamento del Festival dal titolo “Cancello 1255”, organizzato dalle associazioni Fatti per Volare Onlus,
Viviamo Cancello, Viviamo Cancello Trekking ed Archeoclub di Acerra e Suessula.
Grazie alla fattiva collaborazione di due importanti ed attive associazioni di volontariato di Cancello Scalo, i
partecipanti rivivranno il l’antico e storico rito con cui i una delegazione di deputati cittadini di Napoli si
recarono al Casale di Cancello per omaggiare il loro signore Manfredi di Svevia, già principe di Taranto, ed
offrire in segno di sottomissione le chiavi della città di Napoli. Era il giorno di Santa Lucia, 13 dicembre
1255.
Un maggior dettaglio storico è riportato nel seguito:
Nel 1254 il Regno di Napoli era sotto la reggenza di Manfredi di Svevia, principe di Taranto. A
lui spettava tutelare i diritti di successione del nipote Corradino di Hohenstaufen, ancora
minorenne.
Manfredi cercò allora l’alleanza di papa Innocenzo IV nell’intento di tenere a bada la riottosa
feudalità del Regno, sempre pronta ad approfittare di ogni vuoto di potere per conquistare
sempre maggiore autonomia, se non indipendenza.
Un incidente, tuttavia, fu ben presto alla base della rottura tra il pontefice e il principe di
Taranto. L’uccisione di Borrello d’Anglona, nobile pugliese, postosi sotto la protezione del
papa, ad opera di alcuni cavalieri del seguito di Manfredi.
FATTI PER VOLARE ONLUS
SEDE LEGALE - Via Toscana 14 (Cancello Scalo) - 81027 San Felice a Cancello – Caserta - C.F. 93074680617
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Consapevole che si trattasse di un pretesto per arrestarlo e deporlo, lo Svevo, anziché
presentarsi al cospetto di una giuria papale per rendere conto dell’atto criminoso, al
momento corse a rifugiarsi ad Acerra, presso Tommaso D’Aquino, signore di quella contea
che aveva sposato Margherita di Svevia, figlia dell’imperatore Federico II e pertanto a lui
sorella.
La precarietà della situazione in cui versava, in Campania poteva contare sulla fedeltà di ben
pochi baroni, lo convinse a spostarsi il più velocemente possibile in Puglia e raggiungere
Lucera, colonia di siciliani saraceni, lì deportati dal padre, l’imperatore Federico II, assai
devoti alla Casa di Svevia. A Lucera era nondimeno custodito il Tesoro del Regno.
Attraverso un viaggio avventuroso tra territori ostili, Manfredi riuscì a mettersi in salvo nella
città pugliese. Qui, impadronitosi della Cassa reale, si pose alla guida di un forte e disciplinato
esercito per muovere poi alla riconquista del Regno.
Intanto, sul finire dell’anno era morto Innocenzo IV e il nuovo papa Alessandro IV aveva
provveduto a scomunicare il principe di Taranto. Nell’autunno del 1255 questi, dopo aver
ripreso il pieno controllo della Puglia, mosse il suo poderoso esercito (ne facevano parte
anche 3000 saraceni), verso la Terra di Lavoro.
Accampatosi nei pressi del Casale di San Pietro a Cancello (oggi Cancello Scalo nel territorio di
San Felice a Cancello) dispose l’invio di ambasciatori a Napoli, città a lui ribelle, perché si
arrendesse, evitando così le spiacevoli conseguenze di una sua presa “manu militari”.
I napoletani, che nel ribellarsi avevano confidato in un sollecito soccorso da parte del
pontefice, ormai disperandone e memori del feroce sacco subito dalla città alcuni anni prima
ad opera del defunto fratellastro di Manfredi, Corrado IV di Hohenstaufen, accondiscesero
alla resa.
Una delegazione di deputati cittadini venne così al Casale di Cancello per omaggiare il loro
signore e ad offrire in segno di sottomissione le chiavi della città di Napoli. Era i giorno di
Santa Lucia, 13 dicembre 1255.