12/01/2014
La nostra punta di diamante: da grande attore, qual è, risolve quando tutto sembrava perduto
Sono molti i visitatori e, soprattutto, i santangelesi che non abitano più in paese e che, per un motivo o per un altro, piacevolmente tornano a vedere, assaporare, la “Festa del sei Gennaio” o scampoli di essa.
Una festività che rimanda alla tradizione, al passato, quando si era giovinastri e ci si faceva le foto a cavallo, o quando bambini si seguiva il viaggio dei pastori verso la “mannira” e si attendeva la morte di Erode.
Quest’anno una patina di incertezza ha avvolto la festa dell’Epifania fino ad un’ora dall’inizio.
Dubbi su chi dovesse interpretare i ruoli di Nardo e Riberio. Si sussurravano dei nomi ma niente di concreto, si diceva che forse saltava tutto, o meglio saltava la “Vastasata” di Nardo e Riberio e sarebbe stato un peccato, una festività sottotono.
La “festa di u se innaru” ha il suo fascino particolare in tutte le sue sfaccettature: Sagra della ricotta, sfilata di cavalli, vastasata, rappresentazione teatrale della morte di Erode, processione religiosa, santa messa.
Dicevamo, allora, che stava per saltare la Vastasata di Nardo e Riberio; non c’era e non si trovava una persona disposta ad interpretare il ruolo di uno dei due protagonisti.
Siamo scesi alla Croce col dubbio, con l’incertezza di restare delusi perché la vastasata fosse stata annullata ma …come un Angelo caduto dal cielo… per la verità, anticipato dalla sua voce: “Ooohhh Nardu…”, è apparso, con il “suo asinello”, il grande Lorenzo Salvatore La Porta, ‘U zi Riberiu’ illuminando il clima di festa. Dubbi e incertezza spazzati via in pochi secondi e rimpiazzati da entusiasmo, gustose risa, gioia.
La nostra punta di diamante ha divertito e si è divertito, sfoderando tutto il suo repertorio e talento. Come sempre brillante, frizzante, “sciampagnusu”, come lo definisce qualcuno tra I Camici, “istantaneo e spontaneo”, dettato dalla vista di un volto o persona.
Grande cuore il suo. Da grande attore, qual è, è entrato in scena, quando tutto sembrava perduto.
Al suo fianco, nel ruolo di Nardo, Totò Buscaglia, instancabile per tutta la giornata, impegnato anche in altri ruoli o situazioni. Il suo è stato un Nardo quasi sornione e sempre pronto alla risposta, mai intimorito dalle grida del “vuciulero” Lorenzo Salvatore.
Gradevole è stata la sorpresa nel vedere al loro seguito tanti giovani… per non parlare della “zuffatina” alla fine di via Libertà, in prossimità di Piazza Umberto I, tra Nardu e Riberiu che ha palesemente divertito tutti, perfino i venditori ambulanti provenienti da altre latitudini, confermando il talento puro dei due attori.
Una bella “performance”, dai toni popolari e talvolta dovutamente “vastasi” … peccato che mancava la retina, u lupu, il campere, u patruni ed in questi momenti il ricordo va, anche, a chi non c’è più: u zi Peppi Scaritu, u zi Raffaele Butticè e tanti altri ancora come u zi Vincenzu Capodicasa, per molti il più grande Nardo di tutti i tempi.
Ogni stagione ha, però, i suoi protagonisti, tutti veramente capaci.
Bravissimi tutti coloro che hanno partecipato, a vario titolo, alla festa: dai cavalieri ad ogni singolo attore… da chi distribuiva panini con la ricotta, a chi preparava il vin brûlé… dal più anziano dei Magi al bravissimo Giuseppe Mulè, nel ruolo della morte… da chi ha rivisitato il testo teatrale, al coro in chiesa, a chi ha suonato e cantato per le novene… per finire con la suggestiva ” messa cantata”.
Grazie a tutti… e grazie a tutti voi che consentite il prosieguo della tradizione.
Buon Anno a tutti