L'Associazione CasermArcheologica si costituisce formalmente l'1 aprile 2016 e raccoglie l'esperienza di un gruppo di professionisti della Valtiberina che dal 2013, in modo spontaneo e volontario, hanno recuperato lo spazio abbandonato dell'ex Caserma di Palazzo Muglioni a Sansepolcro. CasermArcheologica è un percorso di rigenerazione urbana che sta riqualificando l’ex Caserma dei Carabinieri di S
ansepolcro, all’interno di Palazzo Muglioni, edificio storico nel centro urbano. Grazie ad uno straordinario movimento che coinvolge studenti delle Scuole Superiori, professionisti, imprenditori, Istituzioni e Fondazioni, l’Associazione CasermArcheologica ha riconsegnato alla Città due piani del palazzo, abbandonato e inutilizzato dagli anni ’90, ora di nuovo accessibile come centro dedicato alle Arti Contemporanee e spazio di lavoro per giovani professionisti. CasermArcheologica è un’architettura di comunità, un edificio pubblico che ha le sue fondamenta in tutti coloro che se ne prendono cura. Per vedere le attività svolte dal 2013 a oggi https://www.casermarcheologica.it/attivita/
Palazzo Muglioni accompagna la storia della Città di Sansepolcro dal 1536, allora dimora nobiliare. Una parte dell’edificio è stata la prima sede della Buitoni, azienda che costituisce ancora oggi uno degli assi portanti dell’economia locale. Successivamente il palazzo è diventato Caserma dei Carabinieri e, a fine anni ’80, è stato adattato a succursale scolastica; poi un lungo silenzio. Nel 2013, alcuni studenti del Liceo “Città di Piero”, insieme a Ilaria Margutti – la loro insegnante – entrano per la prima volta in questo luogo dall’atmosfera decadente e affascinante. Lo ripuliscono da strati di polvere accumulatisi in 30 anni di inutilizzo e cominciano a organizzare mostre d’arte contemporanea, concerti, attività, in uno straordinario movimento dal basso che attrae una comunità intergenerazionale e proattiva. Alla fine del 2015 quel movimento spontaneo s’interrompe. I Vigili del Fuoco rilevano l’inagibilità del palazzo a causa dell’impianto elettrico inadeguato e per diversi mesi sembra impossibile poter reperire i fondi per sanare le criticità. Oggi diciamo che quel verbale è stato la più grande opportunità per CasermArcheologica. Ci ha costretti a fermare il movimento spontaneo ed estemporaneo e alzare lo sguardo oltre la crisi di quel momento, progettando nel medio/lungo periodo, mettendo a sistema i bisogni e i desideri maturati, in un’ottica di sostenibilità. A settembre 2016, dopo una lunga fase di progettazione, l’Associazione ha vinto il bando Culturability, promosso da Fondazione Unipolis, che ci ha dato i primi fondi per avviare i lavori. Grazie alla vittoria del bando e ad altre risorse provenienti dal nostro territorio, con l’aiuto dell’Architetto Monica Gnaldi Coleschi (Studio Idea+), della Ditta Pecorelli e di tutti gli artigiani che si sono affezionati al progetto, abbiamo potuto riaprire lo spazio il 9 luglio 2017 con la mostra Agibile. Grazie a Culturability, con l’accompagnamento di Roberta Franceschinelli, siamo entrati in contatto con un sorprendente circuito che in questi anni si sta sviluppando intorno a luoghi abbandonati, spazi sottoutilizzati che diventano luoghi di promozione e produzione culturale, di sperimentazione di modelli d’impresa, di inclusione sociale, di attivazione di cittadinanza intorno ai beni pubblici. Si tratta di un dibattito critico e di pratiche concrete che vedono in campo architetti, urbanisti, artisti, giuristi, associazioni, singole persone, esperti in economia e in politiche sociali: sono policy makers, professionisti dai profili ibridi che agiscono sulle dinamiche locali, costruendo reti lunghe e progettualità di ampio respiro, creando ponti tra le dimensioni informali e le esigenze normative e istituzionali, in continuo e frequente scambio, tentando di essere ciascuno acceleratore per altre esperienze; una forma ancora vitale di Umanesimo. CasermArcheologica, insieme a tante altre storie di rigenerazione urbana in Italia, mostra che esistono almeno due generazioni di persone che hanno desiderio e capacità per ripartire dal patrimonio artistico trascurato e dal capitale umano, per creare valore intorno a questi beni. È un processo di crescita progressiva, progetto per progetto, stanza per stanza, in una continua ricerca di senso, condivisa con la comunità. Gli spazi della ex Caserma, la sua storia e le sue crepe, testimoni della stratificazione del tempo, ci ispirano e ci guidano in un lavoro dentro e fuori le sue mura. Quotidianamente ci interroghiamo su chi abiterà questi luoghi, la Valtiberina, tra cinque anni, che desideri avremo e che lavori faremo. Nel porre e nel condividere queste domande, che sentiamo le più urgenti da fare al nostro tempo, agiamo sulle direttrici cultura e lavoro, in un flusso continuo di pratiche e allo stesso tempo di traduzione in consapevolezza, perché le attività di Caserma potranno anche interrompersi, ma il pensiero potrà sempre essere generativo oltre noi stessi e oltre l’esperienza straordinaria che CasermArcheologica ci sta regalando. Laura Caruso e Ilaria Margutti