Aleph Teatro

Aleph Teatro Siamo un'associazione teatrale che svolge laboratori per la popolazione detenuta e soggetti disagiati.

Il nostro scopo è di costruire percorsi di autonomia e di emancipazione sociale attraverso le pratiche del teatro.

16/01/2026

Torna l’orrore del 1938… In Italia il governo ha ordinato di schedare gli studenti in base all’appartenenza etnica. Giuseppe Valditara, ministro Una nota emanata dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio – Ambito territoriale di Roma, su indicazione del Ministero dell’Istruzione e d...

15/01/2026
15/01/2026

La Campagna dei Nastri Rossi del 15 gennaio

Oggi pubblichiamo insieme un post per i bambini e i civili palestinesi detenuti senza accusa né processo.
In contemporanea.
Una sola voce.
Un solo messaggio.



🇵🇸

15/01/2026

COLPO DI MANO SU CASALE GARIBALDI: DIFENDIAMO LA CITTÀ PUBBLICA!
Sabato 17 gennaio, ore 16, ASSEMBLEA PUBBLICA, via Romolo Balzani 87
🤬 Dopo giorni colmi di voci di corridoio ieri è arrivata la conferma definitiva: la Commissione Tecnica del Municipio V ha deciso di non assegnare gli spazi di Casale Garibaldi, tramite procedura prevista dalla delibera 104, all'associazione che per anni, faticosamente, ha custodito il posto dopo la scadenza della precedente assegnazione.
🔥 Quello che poteva diventare l'ennesimo spazio vuoto e abbandonato della città ha continuato invece a vivere per nove anni grazie all'impegno volontario del collettivo e della comunità più ampia del quartiere, ospitando eventi culturali, workshop, corsi, presentazioni, laboratori per i più piccoli, giornate conviviali, assemblee, festival, rassegne e tanto altro.
⚡ Per noi Casale Garibaldi - common at work è un nodo organizzativo imprescindibile, una nostra sede sindacale a tutti gli effetti, non solo perché per anni ha ospitato Clap&Go!, il festival annuale delle CLAP, ma anche e soprattutto perché rappresenta l'esempio concreto di quello che per noi è il sindacalismo sociale, di nuova generazione: rapporto col territorio, camera del lavoro inserita nelle contraddizioni della città e del mercato del lavoro, spazio a disposizione per l'autorganizzazione di lavoratrici e lavoratori.
📌 Non è un caso che per anni sia stato (e continui ad essere) un punto di riferimento e un luogo di incontro per operatori e operatrici sociali (qui è nata e cresciuta l'esperienza dei Social Workers ad esempio), che lavorano in uno dei settori con i salari più bassi del panorama italiano, divisi e sparsi su tanti servizi diversi, senza possibilità di incontrarsi e organizzarsi insieme. Il Casale Garibaldi per loro è uno spazio di possibilità di organizzazione e di contrasto alla solitudine dello sfruttamento.
⚠️ Vogliamo capire di più di quello che è successo, perché sono troppe le cose che non tornano in questa faccenda. Nel frattempo ci chiediamo: la Giunta che amministra la città di Roma intende davvero favorire un modello di governo dei territori che sostituisce competizione a cooperazione sociale, mercato a mutualismo, e che alimenta concorrenza tra piccole realtà associative mentre i fondi immobiliari e Airbnb fanno ciò che più gli conviene? E ancora: in che modo intende difendere i valori costituzionali, se un presidio sindacale e solidale viene sfrattato? Sia chiaro: se il modello di città è quest'ultimo, non è quello che vogliamo e che ci rappresenta. Chiediamo alle forze politiche che governano la città e che conoscono fin troppo bene le tante attività che si svolgono al Casale Garibaldi, di prendere parola, di verificare cosa è accaduto, di darne conto e, soprattutto, di evitare che anche a Roma si proceda nella direzione tanto auspicata dal Governo Meloni.
📌 Come organizzazione sindacale invitiamo tutti e tutte all'assemblea pubblica prevista per sabato 17 gennaio a partire dalle 16 al Casale Garibaldi e anche a firmare l'appello (https://form.jotform.com/260131835068050) a difesa della fondamentale esperienza di mutualismo e socialità portata avanti negli anni dalla comunità territoriale.
☀️ A difesa della città pubblica, a difesa delle camere del lavoro, a difesa di Casale Garibaldi!

15/01/2026

Carte Blanche ETS - Compagnia della Fortezza / Fondazione Teatro della Toscana

𝐅𝐎𝐑𝐓𝐄𝐙𝐙𝐀
𝐋𝐚 𝐒𝐚𝐠𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐒𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚

La Compagnia della Fortezza di 𝑨𝒓𝒎𝒂𝒏𝒅𝒐 𝑷𝒖𝒏𝒛𝒐
fotografie di 𝑺𝒕𝒆𝒇𝒂𝒏𝒐 𝑽𝒂𝒋𝒂
a cura di 𝑪𝒊𝒏𝒛𝒊𝒂 𝒅𝒆 𝑭𝒆𝒍𝒊𝒄𝒆

📍 Foyer del Teatro Era, Pontedera
Inaugurazione della mostra fotografica
venerdì 16 gennaio 2026
visitabile fino all’8 febbraio 2026

Il Principio Speranza di Ernst Bloch è il testo segreto che accompagna una fase del lavoro di Armando Punzo che dura da dodici anni. L’incontro tra il filosofo e cantore dell’utopia e il regista e drammaturgo della Compagnia della Fortezza - che ha fatto dell’utopia realizzabile, fin dagli esordi, la sua bandiera e la sua poetica – era inevitabile.
Siamo di fronte a una vera e propria saga che segue lo sviluppo di un romanzo di formazione. L’inizio è nella messa in discussione provocatoria della poetica e dell’opera di Shakespeare che sembra consegnarci una umanità incapace di cambiamento, una rappresentazione dell’uomo che ci assomiglia troppo, che sembra senza speranza di evoluzione, che si trascina sempre uguale a se stessa da secoli. “Lui” e “Il bambino” ne sono i protagonisti, insieme attraversano e si lasciano alle spalle questa umanità prigioniera dei suoi meccanismi più ordinari, dando vita a Dopo la tempesta; attraversano poi la scrittura e la visione del mondo di Borges dando forma a Beatitudo; continuano il loro viaggio con Naturae dove le qualità del bambino vengono assunte dal protagonista, fino all’ultima fase che vede in Atlantis prima e in Cenerentola ora il coronamento dell’idea che tutto è possibile, che nulla è dato per sempre, che qualsiasi destino possa essere riscritto.
Questa mostra è il racconto per immagini di una lunga e coraggiosa avventura. Dodici anni di creazioni che non sono solo spettacoli, ma riscrittura della realtà, creazione di altra realtà realizzata lì dove si pensa che non sia possibile.
Ogni fotografia è una soglia. Una testimonianza, un varco, un esercizio di prossimità.
A firmarle è Stefano Vaja, storico fotografo della Compagnia, che da sempre accompagna questo laboratorio unico al mondo con uno sguardo partecipe, complice, poetico.
Armando Punzo

15/01/2026

La morte di Riccardo Magherini si poteva e si doveva evitare.

È una sentenza storica, quella con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha affermato oggi una verità impossibile da accettare per lo Stato italiano, che abbiamo aspettato più di dieci anni. Dieci anni e più di dolore per una famiglia che, in quella maledetta mattina del 3 marzo 2014, si vide portare via un proprio caro, quando più aveva bisogno di aiuto.

Riccardo in quelle ore vagava in preda al panico. Non stava bene.

I carabinieri lo fermarono, lo immobilizzarono e ammanettarono, tenendolo a pancia in giù per più di venti minuti. Riccardo all’inizio urlava, poi un po’ alla volta p***e la voce, e con quella tutte le energie rimaste.

Morì di arresto cardiaco.

Morì per la mancanza di linee guida che tutelassero il diritto alla vita del fermato, contro quella che sarebbe diventata tristemente famosa come la “manovra Floyd”.

Morì per la mancanza di formazione delle forze dell’ordine.

Quella che in tutto questo tempo avrebbe dovuto essere al centro non solo dei processi sulla sua morte, ma di una riflessione collettiva, politica, sulle misure di sicurezza.

Invece, in un Paese dove si fabbrica un decreto sicurezza all’anno, di quella formazione non si è mai occupato nessuno. Ma oggi le parole della Corte restituiscono la verità. E fanno di più. Con la sentenza, infatti, la CEDU ci obbliga a fare una legge per evitare che altri interventi su strada si trasformino in una condanna a morte.

Ora non abbiamo più scuse.

Lo dobbiamo a Riccardo

15/01/2026

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14/01/2026

📌 Save the date
Diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane
Assemblea aperta

📍 Roma, 6 febbraio 2026
Università Roma Tre, via Principe Amedeo 182b
Polo di Scienze della Formazione – Aula 9
🕥 ore 10.30–15.00

➡️ A distanza di alcune settimane dalla chiusura del Giubileo dei detenuti, dopo un ennesimo anno nero per le carceri, riteniamo necessario rilanciare una riflessione pubblica sulla condizione delle carceri italiane e sulle responsabilità che questa situazione drammatica chiama in causa.

💡L’assemblea sarà un’occasione per condividere analisi, esperienze e proposte e per ragionare insieme su possibili iniziative comuni. Gli strumenti per intervenire esistono: è necessario discuterne e renderli praticabili, a partire dalla richiesta esplicita di provvedimenti di clemenza, in grado di intervenire sul grave sovraffollamento, causa di condizioni inumane.

La partecipazione è aperta a chiunque ritenga importante contribuire a un cambiamento reale delle politiche penitenziarie, nel rispetto della dignità delle persone, dei loro diritti – a partire dai diritti alla salute, al lavoro, all'affettività – e dei principi costituzionali.

👉 Per saperne più, sottoscrivere l’appello “Chiediamo diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane” e segnalare la propria partecipazione all’assemblea si invita a compilare il modulo disponibile qui:
bit.ly/assemblea-aperta-6-febbraio-2026

✅ Promotori: A Buon Diritto, Acli - Associazioni cristiane lavoratori italiani, Associazione Antigone, Arci nazionale, CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti - CNCA, Forum Droghe, Gruppo Abele Onlus, L'altro diritto, Società della Ragione ONLUS, Legacoopsociali, MoVI - Movimento di Volontariato Italiano, ⁠Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti.

Indirizzo

San Vito Dei Normanni
72019

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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