San SperArte

San SperArte San Sperate ha nello spazio pubblico più di 500 opere d'arte. Servizi turistico culturali non convenzionali.

Murales, installazioni, sculture... San SperArte racconta le storie racchiuse dentro ognuna di esse e la straordinaria storia del Paese Museo.

26/09/2024

Ieri Ouidad Bakkali, deputata del Partito Democratico, si è alzata in piedi in aula e ha fatto uno di quei rari discorsi che ti fanno capire il valore altissimo della politica e la dignità di chi la fa per cambiare il mondo in cui vive.

Da leggere fino in fondo.

“‘Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi’.
Io questo giuramento lo feci a 23 anni, divenni cittadina nel 2009. Ero arrivata a due anni, ventuno anni dopo. Qui ho frequentato le scuole dell’infanzia dalle suore di Casal Borsetti, le elementari, le medie, le superiori. A 16 anni militavo nelle giovanili del mio partito, collaboravo attivamente alle campagne elettorali per le quali non avevo il diritto di voto, ero rappresentante d’istituto.
Alla gita di quinta superiore fui bloccata all’aeroporto di Praga perché il documento con cui viaggiavo non era corretto, seppur vagliato dalla Questura. Passai la notte in aeroporto con due professori del mio liceo e mi dissi lì che non mi sarei mossa fino alla fine della gita, per principio e per un senso di ingiustizia che avevo provato sulla pelle tante di quelle volte. Non ricordo quanti giorni di scuola ho saltato per andare in Questura per il rinnovo del permesso di soggiorno e al Consolato per il documento d’identità.

Perché no, i bambini non sono tutti uguali. Io capisco che voi quelli che appartengono alle famiglie che non vi piacciono li mandate in galera, noi cerchiamo invece di costruire politiche perché veramente siano tutti uguali. Queste mie note biografiche rappresentano le storie e le esperienze di centinaia di bambine e di bambini, e volevo dar loro voce affinché queste storie entrino prepotentemente dentro quest’aula e la vostra ipocrisia e la vostra ideologia si scontri contro questa mia faccia, perché questa faccia che vedete rappresenta quella narrazione che svaluta continuamente queste nuove e questi nuovi italiani e racconta quella condizione diffusa, ingiusta, che vede queste ragazze e questi ragazzi nascere, crescere, imparare a camminare in un Paese che non si accorge di loro, che ancora li computa nella percentuale di studenti stranieri quando deve stilare le statistiche.

Sono quei bambini che la narrazione dominante vuole relegare a viaggiare in ultima classe per quanto riguarda diritti sociali, civili, politici.

Sono quelle ragazze e quei ragazzi i cui sogni si infrangono decine di volte davanti alle porte di una Questura di qualunque provincia italiana.

Sono le storie di Casey, arrivata in Italia a dieci anni, ora ne ha ventisei. Sognava la carriera diplomatica, ma non potrà neanche iniziarla perché non raggiunge il parametro reddituale.

O Yassin, arrivato qua piccolissimo, ha perso la finestra della richiesta di cittadinanza perché a causa dei ritardi deve ricominciare da capo.

O Insef, che è arrivata a quattro anni e non potrà partecipare a un tirocinio in un’istituzione europea perché non è cittadina Ue.

O Kadija, campionessa italiana di boxe; non potrà partecipare ai campionati europei perché non è cittadina italiana.

E potremmo continuare all’infinito. Noi vogliamo solo riconoscere il presente e l’Italia di oggi, preservare il futuro dell’Italia, vogliamo che tutti i giovani partecipino al futuro di questo Paese senza cittadini di serie a e di serie b.

(…) Bisogna cominciare a parlare con rispetto di una popolazione straniera che contribuisce per l’8% del Pil di questo Paese. Non solo come braccia e non come schiavi. Sono portatori di diritti in quanto persone. In quanto persone.

La legge 91/92 non funziona. E lo dico alla Presidente del Consiglio che ignora la mobilitazione di 500.000 persone. La cittadinanza come concetto premio è un concetto fallimentare, oltreché una discriminazione. Per guardare verso il futuro ci vuole coraggio per tenere vivi i presidi educativi, le scuole dell’infanzia nei territori decentrati. Questa è un’Italia che ha bisogno di ogni singola e ogni singolo giovane che possa nutrire da subito il senso e il legame di appartenenza con la Repubblica e lo Stato.”

Grandiosa.

25/11/2023

NON C'E' EMANCIPAZIONE SOTTO OCCUPAZIONE

La cultura patriarcale che opprime tutte le donne e quella coloniale che opprime il popolo palestinese si basano sulla stessa idea di possesso e di appropriazione da parte dei più forti, un’idea che dobbiamo combattere con tutte le nostre forze ovunque essa si manifesti.
Per le donne palestinesi al sistema patriarcale di discriminazione e violenza si aggiunge quello dell’oppressione coloniale perpetrata dall’occupazione israeliana.
Per questo in questa giornata contro la violenza di genere vogliamo parlare di loro.
L’emancipazione delle donne palestinesi è infatti resa ancora più difficile dall’occupazione israeliana che rende le donne sempre più povere, fragili e dipendenti dagli uomini. Lo fa limitando l’accesso alle cure, con ospedali sottofinanziati e dipendenti dalla cooperazione internazionale, lo fa limitando le possibilità di istruzione per tutti e tutte, e quindi in maggior misura per le ragazze e anche limitando le ore scuola di bambini e bambine e quindi caricando le donne di ancora più di compiti di cura.
Secondo i dati della banca mondiale sull’economia palestinese nel 2021, a Gaza il tasso di disoccupazione era del 44,7 percento. Per le donne questa percentuale saliva al 78,1 percento. Quale emancipazione, quali diritti possono rivendicare le donne in questa situazione, senza un’indipendenza economica e senza servizi pubblici che le sollevino dalle attività di cura?

Per questo diciamo che non c’è emancipazione sotto occupazione.
Per aiutare le donne palestinesi, insieme alla richiesta di un cessate il fuoco immediato è necessario sostenere la richiesta della fine dell’occupazione coloniale della Palestina.
A combattere il patriarcato delle loro società ci penseranno le donne palestinesi.
Questa sera saremo con Non Una di Meno Cagliari in Piazza Costituzione dalle 16.00 per noi stessə e per dire alle donne palestinesi: SORELLE, NON SIETE SOLE!

Potere al Popolo


Sardegna Palestina

Vi aspettiamo stasera al Museo del Crudo!
03/06/2023

Vi aspettiamo stasera al Museo del Crudo!

12/09/2022
😎 Domeniche speciali a San SperArte!
11/09/2022

😎 Domeniche speciali a San SperArte!

🤩 Una straordinaria idea regalo!Da quassù, il primo albo illustrato di Cristina Caboni - autrice e Flavia Cuddemi, edito...
14/12/2021

🤩 Una straordinaria idea regalo!

Da quassù, il primo albo illustrato di Cristina Caboni - autrice e Flavia Cuddemi, edito da NoArte-PaeseMuseo. Progetto San SperArte POR Sardegna F.E.S.R 2014/2020 ASSE III AZIONE3.7 BANDO CULTURE LAB e Fondazione di Sardegna.

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Gli acquerelli realizzati da Flavia Cuddemi per l'albo illustrato "Da Quassù" sono disponibili in edizione limitata. Scegli e prenota la tua stampa artistica autografata!

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🤩🤩🤩 San Sperate, Paese WOW per MarieClaire.it!Progetto San SperArte POR Sardegna F.E.S.R 2014/2020 ASSE III AZIONE3.7 BA...
20/11/2021

🤩🤩🤩 San Sperate, Paese WOW per MarieClaire.it!

Progetto San SperArte POR Sardegna F.E.S.R 2014/2020 ASSE III AZIONE3.7 BANDO CULTURE LAB e Fondazione di Sardegna.

🤩 Su MarieClaire.it di Dicembre, una bella pagina dedicata a "Da quassù" e a San Sperate, Paese WOW! Grazie a Valeria Balocco.

Da quassù, il primo albo illustrato di Cristina Caboni - autrice e Flavia Cuddemi edito da NoArte-PaeseMuseo. Dal cuore del Mediterraneo, una storia sul coraggio di perseguire la bellezza.

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Progetto San SperArte POR Sardegna F.E.S.R 2014/2020 ASSE III AZIONE3.7 BANDO CULTURE LAB e Fondazione di Sardegna.


LaChicca Ufficio Stampa

🌎🌍🌏 Le rondinelle di "Da quassù" sono arrivate in Giappone!Da quassù, il primo albo illustrato di Cristina Caboni - autr...
18/11/2021

🌎🌍🌏 Le rondinelle di "Da quassù" sono arrivate in Giappone!

Da quassù, il primo albo illustrato di Cristina Caboni - autrice e Flavia Cuddemi, a cura di NoArte-PaeseMuseo.
Progetto San SperArte POR Sardegna F.E.S.R 2014/2020 ASSE III AZIONE3.7 BANDO CULTURE LAB e Fondazione di Sardegna.


LaChicca Ufficio Stampa

‼️ Ultima opportunità per ammirare gli acquerelli realizzati da Flavia Cuddemi per l'albo "Da quassù". 😎 E se ve lo dice...
30/10/2021

‼️ Ultima opportunità per ammirare gli acquerelli realizzati da Flavia Cuddemi per l'albo "Da quassù". 😎 E se ve lo dice Angelo Pilloni...

📌 Oggi dalle 17.00 alle 20.00
📌 Domani dalle 10.00 alle 13.00
Al Museo della terra cruda, in via Roma 15 a San Sperate.

Da quassù, il primo albo illustrato di Cristina Caboni - autrice e Flavia Cuddemi, a cura di NoArte-PaeseMuseo. Progetto San SperArte POR Sardegna F.E.S.R 2014/2020 ASSE III AZIONE3.7 BANDO CULTURE LAB, Fondazione di Sardegna e Comune di San Sperate.


LaChicca Ufficio Stampa

‼️ Ultima opportunità per ammirare gli acquerelli realizzati da Flavia Cuddemi per l'albo "Da quassù".

📌 Oggi dalle 17.00 alle 20.00
📌 Domani dalle 10.00 alle 13.00
Al Museo della terra cruda, in via Roma 15 a San Sperate.

Da quassù, il primo albo illustrato di Cristina Caboni - autrice e Flavia Cuddemi, a cura di NoArte-PaeseMuseo. Progetto San SperArte POR Sardegna F.E.S.R 2014/2020 ASSE III AZIONE3.7 BANDO CULTURE LAB, Fondazione di Sardegna e Comune di San Sperate.


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Indirizzo

Via Risorgimento 31
San Sperate
09026

Orario di apertura

Giovedì 10:00 - 12:30
16:00 - 16:30
Venerdì 10:00 - 12:30
14:00 - 18:30
Sabato 10:00 - 12:30
14:00 - 18:30
Domenica 10:00 - 12:30
14:00 - 18:30

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Per un patrimonio accessibile

San Sperate è un'esplosione di colori. Migliaia di persone la visitano ogni anno. Per comprenderla, in tanti utilizzano un' audioguida ricca di anedotti. Li accompagna attraverso le strade di questo coloratissimo paese. Un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.

San SperArte nasce per raccontare la storia del Paese Museo a cinquant’anni dalla sua nascita con l'obiettivo di valorizzarne l’immenso patrimonio materiale e immateriale.

Nei mesi scorsi abbiamo ideato e realizzato un itinerario con audioguida che permette ai visitatori di conoscere la storia e ammirare le opere artistiche create a San Sperate dalla fine degli anni '60 ai giorni nostri.

Acquista i prodotti culturali, artistici e i gadgets esposti presso il nostro Centro, in Via Risorgimento 31.