08/07/2023
Artemisia Gentileschi era nata lo stesso giorno di suo padre Orazio, l’8 luglio. Primogenita di sei figli, dei quali sopravvissero solo in quattro, Artemisia era l’unica figlia femmina, sua madre, Prudenza Montone, morì di parto a soli trent’anni, quando Artemisia ne aveva dodici.
Quando morì sua madre, la famiglia era composta da soli uomini e l’unica compagnia femminile che la giovane aveva era quella della sua vicina di casa, Tuzia.
Il padre Orazio era un affermato pittore e Artemisia, già all’età di tre anni giocava con i colori e posava per lui.
Dopo la morte della madre, la giovane andava tutti i giorni nella bottega di Orazio, imparando le innumerevoli mansioni associate al mestiere di pittore.
Una ragazza apprendista in una bottega tutta maschile all’epoca era una cosa rara, ma Artemisia passava ugualmente lunghe ore nello studio, guardando impastare i colori e preparare le superfici e ben presto assimilò la maestria tecnica e sviluppò una sua indipendenza pittorica.
Orazio, desideroso di perfezionare l’educazione artistica della figlia, chiese all’amico Agostino Tassi di “appraticarla” nella prospettiva, di cui era un virtuoso.
È nota a tutti la drammatica vicenda che sconvolse la vita della giovane Artemisia quando conobbe Agostino Tassi. Fu un’esperienza terribile che la costrinse a lasciare Roma e a sposarsi frettolosamente con un uomo che non amava.
Si allontanò così da un passato tormentato e da un padre che era diventato troppo ingombrante e di cui rinnegò anche il cognome, acquisendo quello dello zio.
Si trasferì così a Firenze e da quel momento si sarebbe firmata “Artimisia Lomi”, il nome che appose anche su questo straordinario dipinto, precisamente lungo la spalliera della sedia, che raffigura Maria Maddalena.
Artemisia Gentileschi, Santa Maria Maddalena, 1620 ca., Palazzo Pitti, Galleria Palatina
Per un approfondimento sull’opera 👉 https://www.uffizi.it/opere/artemisia-santa-maria-maddalena