Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell'Arte

Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell'Arte La Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell'Arte, fondata nel 2008 dall'artista Elena La Verde è un'istituzione dedicata all'arte e alla cultura.

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19/06/2026




Come sapete, lo scorso 13 giugno, presso la Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte di San Giovanni La Punta (CT), si è conclusa “Del Vedere e del Sentire”, mostra che, inaugurata il 28 settembre 2025, in questi mesi ha permesso ad un ampio pubblico di ammirare una selezione di dipinti di Franco Marrocco, docente di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, istituzione di cui è anche Direttore.
Protagonista di una ricerca pittorica che trova la sua ragion d’essere in un personalissimo linguaggio astratto che fonde insieme materia, luce e colore, l’artista nato a Rocca d’Evandro, nel corso di una serata che non possiamo che definire speciale, è stato intervistato dallo storico e critico d’arte Giorgio Agnisola, curatore di “Del Vedere e del Sentire” che ha anche proposto le sue considerazioni finali sulla mostra.
Come da tradizione, vi mostriamo alcune fotografie scattate durante l’evento e ringraziamo di cuore tutti coloro che sono intervenuti.
A presto!

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www.francomarrocco.it
www.giorgioagnisola.it

        Sabato prossimo, 13 giugno 2026 (ore 18 - ingresso libero), presso la Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’...
09/06/2026





Sabato prossimo, 13 giugno 2026 (ore 18 - ingresso libero), presso la Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte di San Giovanni La Punta (CT), chiuderà “Del Vedere e del Sentire” di Franco Marrocco, mostra che, curata dallo storico e critico d’arte Giorgio Agnisola ed ideata dallo stesso Agnisola e da Alfredo La Malfa e Dario Cunsolo, in questi mesi ci ha dato la possibilità di ammirare diciotto dipinti dell’artista che, nato nel 1956 a Rocca d’Evandro, è protagonista di una ricerca pittorica che trova la sua ragion d’essere in un personalissimo linguaggio astratto che fonde insieme materia, luce e colore.
Vi ricordiamo che il finissage sarà impreziosito dalla presenza di Franco Marrocco e di Giorgio Agnisola. Quest’ultimo dialogherà con il pittore e proporrà le sue considerazioni finali su “Del Vedere e del Sentire”.
Vi aspettiamo numerosi all’evento di chiusura e vi ricordiamo che, come sempre accade in queste occasioni, sarà possibile visitare la Fondazione ed ammirare tutte le opere d’arte che custodisce!

Per saperne di più
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          Manca poco più di una settimana all’evento di chiusura (13 giugno - ore 18 - Ingresso libero) della mostra “De...
05/06/2026







Manca poco più di una settimana all’evento di chiusura (13 giugno - ore 18 - Ingresso libero) della mostra “Del Vedere e del Sentire” di Franco Marrocco, mostra che, curata dallo storico e critico d’arte Giorgio Agnisola ed ideata dallo stesso Agnisola e da Alfredo La Malfa e Dario Cunsolo, in questi mesi ci ha dato la possibilità di ammirare, presso la Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte, diciotto dipinti dell’artista che, nato nel 1956 a Rocca d’Evandro, è protagonista di una ricerca pittorica che trova la sua ragion d’essere in un personalissimo linguaggio astratto che fonde insieme materia, luce e colore.
Vi ricordiamo che il finissage sarà impreziosito dalla presenza di Franco Marrocco e di Giorgio Agnisola. Quest’ultimo dialogherà con il pittore e proporrà le sue considerazioni finali su “Del Vedere e del Sentire”.
Come sempre accade in queste occasioni, sarà possibile visitare tutti gli spazi espositivi della Fondazione, a cominciare dal Parco dell’Arte, vero e proprio “museo all’aperto” che fa parte del network Grandi Giardini Italiani ed ospita una serie di sculture e installazioni d’arte contemporanea.
In attesa di giorno 13 giugno, con questo post ci proponiamo di dirvi qualcosa in più su Franco Marrocco.
Buona lettura!

Il testo che segue è tratto dal catalogo della mostra “Del Vedere e del Sentire”, catalogo che potete acquistare presso la Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte e nei principali store online, ed è stato scritto da Melania Marrocco.

«Franco Marrocco si approccia alla ricerca pittorica nei primi anni Settanta frequentando il Liceo Artistico di Cassino. Terminati gli studi superiori continua la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, dove indirizza la propria visione artistica. Esordisce nel 1978 con una mostra personale presso il Centro Servizi Culturali di Cassino (FR) e l’anno seguente è presente all’esposizione collettiva per il Premio Mazzacurati di Teramo; questi sono anni di sperimentazione nel corso dei quali Marrocco indaga differenti “questioni” artistiche, ricercando un sempre più preciso indirizzo.
Le esposizioni personali e collettive si intensificano nei primi anni Ottanta culminando, nel 1986, con la partecipazione alla XI Quadriennale di Roma, in cui Marrocco dà inizio ad un’intensa ricerca che dalla tradizione realistica si indirizza verso “un uso espressivo unito ad una gestualità che dialoga con la struttura schematica dell’immagine” (Bignardi, 1989). È durante questo periodo che l’artista sperimenta questioni figurali che lo condurranno, nella seconda metà del decennio, a prestare attenzione al segno e al gesto, attraverso opere materiche in cui l’immagine si fa onirica e dilatata, con forme che tendono all’astrazione. Nel 1989 presenta una mostra personale presso la Chambre de Commerce Italienne pour la France, a Parigi. Questi sono anni rilevanti, nel corso dei quali “la tendenza verso l’astrazione introduce una pittura dai toni lirici in cui il colore diluisce la rappresentazione e la costruzione del racconto, per accogliere gli inquieti registri dell’emozione” (Bignardi, 1989).
Negli anni Novanta si afferma a livello internazionale grazie a numerose esposizioni personali e collettive all’estero come la mostra presso Annexe Monaco, OCDE, a Parigi del 1990 e quella nel 1994 presso le Palais d’Europe - Parlamento Europeo di Strasburgo. Continua la ricerca sul gesto pittorico con colori meno corposi e più diluiti che restituiscono una tensione maggiormente lirica. Le opere di questi anni sono caratterizzate da una cifra che va oltre la dimensione astratta e materica del colore, ma più tonale. Nel 1997 partecipa alla XII Quadriennale di Roma. Le opere di questo periodo permettono di evidenziare un avvio verso la monocromia con le dominanze del blu, del nero e del bianco. La produzione pittorica assume la forma dei grandi cicli tematici: “Qui la pittura inizia il suo più difficile percorso che, come avviene per qualunque quotidiana percezione, anche nella percezione della pittura ciò che si vede non è tutto quanto si vede. Entra infatti in campo una serie molto complessa di fattori, non ultimi quelli relativi alle assenze, di forma, di colore, che contribuiscono al delinearsi di quelle forme, di quei colori che, soli, pensiamo di vedere” (Accame, 1998).
L’imponente mostra presso il Palazzo Reale di Caserta apre gli anni Duemila, seguono l’esposizione presso la suggestiva Villa Rufolo di Ravello (SA), nel 2001, ed altre esposizioni in Italia e in Europa tra le quali “Braci, Tracce, Traiettorie” presso Palazzo Sternberg, Istituto Italiano di Cultura di Vienna, nel 2009.
Le riflessioni artistiche di Marrocco si orientano a tematiche spirituali, come si evince nella mostra “Alito e Costato” che trova accoglienza presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, sita nel Complesso di San Simpliciano a Milano, del 2010.
Il primo decennio del nuovo secolo si caratterizza dallo sviluppo sistematico di questioni legate allo spirituale. Tra le numerose esposizioni di questi anni, Marrocco partecipa per tre edizioni alla Biennale di Arte Sacra Contemporanea presso Isola del Gran Sasso (TE). Seguono le partecipazioni alla 54a, 58a, 59a e 60a Biennale d’Arte di Venezia e, contemporaneamente, l’attività espositiva prosegue e si intensifica e nel 2012, insieme a Savelli, espone presso la Chiesa Bianca, a Maloja in Svizzera, nella mostra “Das geistige in der nature” (“Lo spirituale nel naturale”), di cui Ogliari scrive: “Infine, l’opera ‘Ascesa’ del 2012 [...] Dalla campitura sanguigna, poggiante su di una fascia orizzontale oscura, si stacca una massa rossa e informe che sembra librarsi verso l’alto e che, pur frammentandosi, non decelera la sua corsa. È come se quel moto di ascesa, moto di emancipazione e di libertà verso le vette incontaminate dello spirito - a cui anche la vita monastica aspira - fosse frenato e confrontato dalla pesantezza della terrestrità” (2020).
Una mostra personale tenutasi ad Alatri (FR) nel Chiostro di San Francesco nel 2012 dà vita ad una più ampia riflessione sul tema della natura. Dalla serie “La foresta pietrificata” si apre “L’eco del bosco”, tematica sulla quale la ricerca è ancora in corso. Alle tele si aggiungono elementi plastici e inserti in differenti materiali che si aprono allo spazio circostante: “L’aspetto concettuale e tematico, all’interno dell’intero progetto artistico, viene ridefinito, sia come indice che come funzione rappresentativa, soprattutto attraverso il valore residuale di alcuni elementi materiali come il vetro, l’acqua, il bronzo e ovviamente la pittura. La materia, l’acqua ad esempio, assume così la funzione di un ‘atto linguistico’, diviene un enunciato performativo che rende attiva e complessa l’opera o l’installazione” (Iovane, 2019).
Del 2014 è la partecipazione al Premio Michetti presso il Museo della Fondazione Michetti, Francavilla a Mare (Chieti), e l’anno successivo una personale di Marrocco è ospitata all’interno dello stesso premio.
Nel biennio 2014-15 espone a Los Angeles (USA) presso il Building Bridges, Art Foundation, in particolare nel 2015 con “Franco Marrocco. The Red Studios & Other Works”. Nello stesso anno le opere di Marrocco vengono esposte presso il CEARTE Centro Estatal de las Artes di Ensenada (Mexico) in una rassegna dal titolo “Espozos y planos en la pintura de Franco Marrocco”.
Nel 2017 Marrocco si presenta ancora all’interno di due interessanti progetti internazionali: “Komorebi”, presso il Verein Berliner Künstler di Berlino, e “Friend’s Friend” all’Ikeda Art Museum di Niigata, in Giappone.
Nel 2018 la Reggia Reale di Monza accoglie la personale “Concerto da camera” in cui il rapporto con gli importanti spazi della villa diviene sostanziale per le opere e anche per gli spazi stessi.
L’anno successivo Marrocco riflette sulle tematiche relative al suo territorio di origine con una mostra presso il Museo dell’Abbazia di Montecassino (Cassino, FR) dal titolo “Franco Marrocco – L’eco del bosco, 15 febbraio, Reperti”.
Nel corso del 2022 dà continuità alla propria riflessione relativa ai temi benedettini e allo spirituale attraverso l’esposizione dal titolo “Cammino. Sui Passi di San Benedetto”. Questa è una mostra “diffusa” su sette tappe del Cammino di San Benedetto, tra Umbria e Lazio: Chiesa Santa Maria delle Grazie, Norcia (PG); Chiesa di San Pietro, Leonessa (RI); Museo Civico, Rieti; Chiesa di San Giacomo, Orvinio (RI); Monastero di Santa Scolastica, Subiaco (RM); Sala Capitolare, Abbazia di Casamari (FR); Chiesa Abbaziale di Montecassino (FR). Proprio sul legame con la Terra di San Benedetto Bonini sottolinea: “Allora, se spiritualità vuol dire primariamente indagine intorno all’inesprimibile che è la nostra interiorità e anelito ad un ordine superiore, Franco Marrocco che ha vissuto la sua infanzia e giovinezza a Cassino, nel suo cammino verso un altrove, ripercorrendo i sentieri della propria memoria, non poteva che ritrovare in sé, nel suo vissuto, una reminiscenza risalente a una figura insopprimibile, dominante, imponente, come il monastero da lui fondato [...]” (2020).
Una vasta selezione di opere di Franco Marrocco, dalle opere giovanili a quelle recenti, è esposta in permanenza presso il Museo MARE del Castello di Rocca d’Evandro (CE), sua città natale.
È attualmente docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, istituzione di cui è anche Direttore».

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            Mancano circa due settimane all’evento di chiusura (13 giugno - ore 18 - Ingresso libero) della mostra “Del ...
31/05/2026





Mancano circa due settimane all’evento di chiusura (13 giugno - ore 18 - Ingresso libero) della mostra “Del Vedere e del Sentire” di Franco Marrocco, mostra che, curata dallo storico e critico d’arte Giorgio Agnisola ed ideata dallo stesso Agnisola e da Alfredo La Malfa e Dario Cunsolo, in questi mesi ci ha dato la possibilità di ammirare, presso la Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte, diciotto dipinti dell’artista che, nato nel 1956 a Rocca d’Evandro, è protagonista di una ricerca pittorica che trova la sua ragion d’essere in un personalissimo linguaggio astratto che fonde insieme materia, luce e colore.
Vi ricordiamo che il finissage sarà impreziosito dalla presenza di Franco Marrocco e di Giorgio Agnisola. Quest’ultimo dialogherà con il pittore e proporrà le sue considerazioni finali su “Del Vedere e del Sentire”.
Come sempre accade in queste occasioni, sarà possibile visitare tutti gli spazi espositivi della Fondazione, a cominciare dal Parco dell’Arte, vero e proprio “museo all’aperto” che fa parte del network Grandi Giardini Italiani ed ospita una serie di sculture e installazioni d’arte contemporanea.
In attesa di giorno 13 giugno, con questo post ci proponiamo di farvi conoscere meglio proprio Giorgio Agnisola.
Buona lettura!

Notissimo critico d’arte e scrittore, Giorgio Agnisola, nato a Maddaloni (CE) nel 1947, si è laureato nel 1974 in Ingegneria Meccanica dedicandosi parallelamente alla critica d’arte e alla letteratura.
È professore emerito di Arte Sacra alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (ITS - Istituto Teologico Salernitano), presso cui ha diretto per quindici anni la Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia, da lui fortemente voluta insieme a Padre Giuseppe Manca SJ e di cui è oggi coordinatore della ricerca.
Tra i suoi libri ricordiamo almeno “Jurij e Lara. Lettura de ‘Il Dottor Zivago’” (Italibri, 1991), “L’addio. Lettura del distacco amoroso” (Guida, 1997), “Viaggio nell’opera. Vedere e sentire l’arte” (Moretti & Vitali, 2005), “La pietra e l’angelo, paesaggio sacro in Campania” (Guida, 2006), “L’oltranza dello sguardo in Friedrich, Monet, Cézanne” (Il Pozzo di Giacobbe, 2010), “L’avvertimento dell’oltre in Morandi, Rothko e Manzù” (Il Pozzo di Giacobbe, 2015), “Itinerari dell’anima. Campania e dintorni” (Guida, 2017), “Lo sguardo e l’oltre. Da Friedrich a Rothko” (Moretti & Vitali, 2018), “La misericordia nell’arte” (scritto con Andrea Dall’Asta) (Il Pozzo di Giacobbe, 2018), “Arte e dialogo nel Mediterraneo. Analisi, contributi, testimonianza, sguardi” (Il Pozzo di Giacobbe, 2020), “Artisti dell’Ottocento” (Caramanica Editore, 2021), “La materia trasparente. Testi critici 2010-2020” (Libria, 2021), “Henri Matisse, Gioia di vivere. Lettere e scritti sull’arte” (Donzelli Editore, 2022), “L’amore spezzato. Dei distacchi e degli addii” (Moretti & Vitali, 2023), “Quale arte sacra oggi?” (volume curato insieme ad Andrea Dall’Asta - Àncora, 2023).
Sempre restando ai libri di Giorgio Agnisola, ci fa piacere riportare quanto scritto nel sito dell’editore su “Viaggio nell’arte delle stelle. Dalle Grotte di Lascaux alla Space Art”, saggio pubblicato nel novembre del 2024 da Donzelli: «Il cielo notturno è uno spazio fisico e un luogo metafisico, e gli artisti lo sanno bene. Anche se oggi sembra affievolita quella trepidante percezione di infinito che in una notte di stelle il cielo restituisce alla nostra sensibilità e alla nostra coscienza, lo sguardo al cielo è ciò che dagli albori ci ha caratterizzato come esseri umani, e rimane un tratto distintivo della nostra specie. In questo prezioso volume Giorgio Agnisola racconta il rapporto tra l’uomo e le stelle attraverso opere e luoghi d’arte, dalla preistoria ai nostri giorni: dai dipinti parietali delle grotte di Lascaux alle immagini della dea egizia Nut, dalle volte celesti nelle cupole delle chiese ai grandi zodiaci dipinti dell’età rinascimentale, dai quadri romantici del primo Ottocento ai cieli stellati di Vincent van Gogh, dai paesaggi cosmici di Anselm Kiefer alle installazioni “stellari” dell’arte elettronica e all’Art Space degli ultimi decenni. Le tappe di questo viaggio nell’arte delle stelle sono scandite da un ricco apparato iconografico che mostra come, nel corso dei secoli, per l’uomo sia mutata l’immagine delle stelle, riflettendo i cambiamenti nelle credenze, nelle conoscenze scientifiche e nella sensibilità artistica. Il ricorso all’arte come spazio di questo viaggio tra visibile e invisibile traccia così un cammino nella bellezza e nell’interiorità, un’affascinante avventura dell’anima tra astronomia e astrologia, filosofia e teologia. Questo libro è un invito a guardare il cielo stellato e a rileggerlo nelle testimonianze dell’arte: se, come la scienza ci ha rivelato, siamo della stessa natura di quei punti luminosi che da millenni sono un imprescindibile riferimento per la nostra vita, allora forse proprio lassù, nei mondi stellari, si trova la risposta ai nostri più profondi desideri».
Dal 1990 Giorgio Agnisola collabora alle pagine culturali del quotidiano “Avvenire” ed in particolare alla pagina “Arte”. È membro dell’Associazione Internazionale dei Critici d’Arte. Attualmente dirige anche l’interessante quadrimestrale “AT - Arti e Teologie”.
Nell’aprile del 2024 ha ricevuto il prestigioso “Premio Montale Fuori di Casa 2024” per la sezione Montal/Arte con la seguente motivazione: «Perché ha saputo intessere il dialogo tra arte e sacro sia attraverso l’approfondimento scientifico sia attraverso l’insegnamento universitario. Il suo approccio al mondo delle arti nel segno della bellezza come espressione dello spirito ha aperto nuovi orizzonti di conoscenza e di speranza».
Giorgio Agnisola ha curato prestigiose esposizioni dedicate ad artisti come, solo per citarne alcuni, Emilio Greco, Paul Jenkins, Aligi Sassu. Inoltre, sempre per la Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte di San Giovanni La Punta (CT), ha curato la mostra “Rosso Guttuso. Opere 1934 - 1984” (2017), la personale di Ettore Frani “Nel lucido buio” (2020-2021), la mostra fotografica di Begoña Zubero “NEEEV. Non è esotico, è vitale” (2022), la mostra antologica “Giusto Sucato: dal segno alla profezia” (2023) ed, infine, la mostra fotografica di Alfredo La Malfa “Il Silenzio e la Luce” (2025).

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         Sabato 13 giugno 2026 (ore 18 - ingresso gratuito) presso la Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte di ...
25/05/2026






Sabato 13 giugno 2026 (ore 18 - ingresso gratuito) presso la Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte di San Giovanni La Punta (CT) si celebrerà la chiusura della personale “Del Vedere e del Sentire” di Franco Marrocco.
La serata vedrà la presenza dell’artista nato nel 1956 a Rocca d’Evandro (CE) e del critico d’arte Giorgio Agnisola che dialogherà con il pittore e proporrà le sue considerazioni finali sulla mostra.
In attesa dell’evento, vi proponiamo il comunicato stampa dedicato al finissage di “Del Vedere e del Sentire”.
Buona lettura!

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Alla Fondazione La Verde La Malfa si conclude “Del Vedere e del Sentire”

Il prossimo 13 giugno 2026 (ore 18 - ingresso gratuito), presso la Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte di San Giovanni La Punta (CT), chiuderà “Del Vedere e del Sentire”, personale di Franco Marrocco, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, istituzione per cui è anche docente di Pittura.
Curata dallo storico e critico d’arte Giorgio Agnisola e ideata da Alfredo La Malfa, Dario Cunsolo e dallo stesso Agnisola, la mostra ha permesso in questi mesi di ammirare una serie di dipinti dell’artista che, nato nel 1956 a Rocca d’Evandro (CE), è protagonista di una ricerca pittorica che trova la sua ragion d’essere in un personalissimo linguaggio astratto che fonde insieme materia, luce e colore.
Ultima occasione per osservare da vicino i quadri esposti, l’evento vedrà la presenza di Franco Marrocco e di Giorgio Agnisola che converserà con il pittore e proporrà le sue considerazioni finali su “Del Vedere e del Sentire”.
La mostra ha riscosso un sentito successo. In questi mesi, difatti, le opere di Franco Marrocco hanno costantemente dialogato con lo spettatore seducendone lo sguardo e spingendolo a compiere quel “viaggio dell’anima” che coinvolge la dimensione più intima e spirituale dell’essere umano, esortandolo a provare a comprendere la sua essenza più profonda.
«Il desiderio dell'artista è quello di avere comunque uno spazio di visibilità, affinché la propria opera diventi un luogo condiviso. Luogo nel senso di uno spazio ideale o, tra virgolette, di un racconto, anche se alla fine l’opera non è un racconto, ma è qualcos’altro che appartiene all’intimità. Nel momento in cui viene esposta, l’opera viene messa, diciamo, sotto lo sguardo e l’osservazione del pubblico, acquista un altro valore, acquista senso; il senso anche della verifica del lavoro stesso», sottolinea Franco Marrocco.
Giorgio Agnisola ci ricorda, poi, che “Del Vedere e del Sentire” è stata la mostra «di un artista di rilievo la cui opera è interpretata come un cammino, un viaggio. Un viaggio spirituale letto in una pittura che ha, sì, un segno astratto, informale, a tratti simbolico, ma che in realtà è soprattutto un luogo dialettico tra il Vedere e il Sentire. Un’espressione che riprende una ricerca interiore, elaborata con finezza, sensibilità, ma anche con grande e lucida attenzione intellettuale, e che diventa in questo lavoro sensibile e attenta dimensione dello spirito».
Alfredo La Malfa, infine, sottolinea che «è stato un piacere ospitare Franco Marrocco. “Del Vedere e del Sentire” ha rappresentato la continuazione di un percorso, già iniziato negli anni precedenti dalla nostra Fondazione, di ricerca di senso e di viaggio interiore. È stata una scelta importante e significativa, quella di Marocco, perché il suo lavoro è veramente una geografia dell'anima, una scoperta di ciò che è fondamentale per la condizione umana. Una scelta importante e significativa anche perché la Fondazione da tempo si adopera per proporre, offrire delle soluzioni artistiche alla ricerca del senso della vita».
Prosegue, dunque, l’ispirato “cammino” intrapreso dalla Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte e, in attesa di scoprirne gli snodi futuri, l’atto conclusivo di “Del Vedere e del Sentire” induce, oggi più che mai, a riflettere su quanto sia importante l’arte, e gli eventi che ne valorizzano gli esiti più felici, per avviare un percorso che ci renda più umani.

    Venerdì 8 maggio 2026 ricorre il quattordicesimo anniversario (2012 - 2026) della scomparsa di Elena La Verde, artis...
08/05/2026



Venerdì 8 maggio 2026 ricorre il quattordicesimo anniversario (2012 - 2026) della scomparsa di Elena La Verde, artista poliedrica e fondatrice della Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell'Arte.
La ricordiamo con alcuni versi datati marzo 1998 e tratti dal volume “Abbracciare il tempo. 1951 - 2012” (Guida editori, 2016), una raccolta di poesie che Elena La Verde ha composto nell’arco di oltre sessant’anni e che rappresenta «una sorta di “diario dell’anima” che esplora i sentimenti umani e la natura, con toni intensi e privi di retorica».

Prima che sia troppo tardi
vestirò di sole
la mia casa di tenebre
e aprirò alla luce i miei occhi
e gli altri mi vedranno
ammantata di luce,
e udranno la mia voce.
Celata,
m’avvolgo nel tiepido oblio.
Non sono mai nata
e mai esistita.
Prima che sia troppo tardi
mi vestirò di luce.

   La Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte, nella speranza che queste giornate di festa portino pace e serenit...
05/04/2026


La Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte, nella speranza che queste giornate di festa portino pace e serenità, augura a tutti BUONA PASQUA!

Immagine: Resurrezione (1457 - 1459 / tempera su tavola) di Andrea Mantegna (1431 - 1506)

Indirizzo

Via Sottotenente Pietro Nicolosi, 29
San Giovanni La Punta
95037

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