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Il Circolo Culturale ARCI "Gli Amici del Bibliofilo" è...un angolo di cultura, un momento di svago, un'opportunità di promozione sociale, un laboratorio di idee, uno spazio eventi!

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06/04/2025

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Ieri la comunità di Riace è stata raggiunta da una terribile notizia: Adele, giovane attivista e antropologa, è stata ritrovata senza vita nella sua abitazione di Benevento, dove viveva e lavorava come mediatrice culturale.

Adele venne la prima volta a Riace alcuni anni fa per svolgere una ricerca per la propria tesi di laurea sul “laboratorio” Riace (termine che, come me, preferiva a quello di “modello”), stringendo un rapporto di sincero affetto e amicizia con i riacesi e con i cittadini stranieri qui residenti.

L’ultima volta che venne da noi fu due anni fa; in quell’occasione presentò insieme a un’altra coautrice un libro collettaneo sull’esperienza d’accoglienza del nostro borgo, in cui spiccava, per brillantezza,  precisione e metodo, proprio il suo saggio. 

Adele era una ragazza splendida, colma di vita, generosa e dolcissima, con in corpo un’immensa sensibilità che, come è noto, può a volte rivolgersi contro se stessi.

Voglio esprimere, a nome mio e di tutta la comunità riacese, il più profondo dolore per questa precoce scomparsa, e la nostra sentita vicinanza alla sua famiglia e ai suoi amici cari.

Terremo vivo, come possiamo, il tuo sorriso, i tuoi occhi neri luminosi, la tua formidabile dolcezza, il tuo impegno tenace a favore degli ultimi e degli indifesi.

Che il tuo ultimo viaggio ti sia lieto.

Dalla mia ultima raccolta di racconti "Il posto di Nenè."Chi volesse una lettura per l'estate mi può contattare sotto il...
22/06/2023

Dalla mia ultima raccolta di racconti "Il posto di Nenè."
Chi volesse una lettura per l'estate mi può contattare sotto il post o tramite Messenger.

UNA MADRE


Liberamente ispirato alla storia vera di Maria Giovanna Garofano detta Mastelluccio e di suo marito Vitangelo Ciaraolo, accaduta nel 1841 a Guardia Sanframondi.

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“Maria, Maria, l’è pigghiata la pacciarìa.”
I ragazzi comparivano come sciami, coi loro pantaloni di fustagno rattoppati e le giacche larghe ereditate dai fratelli maggiori, sempre mancanti dei bottoni che si erano giocati.
La canzonavano ripetendo quella litania all’infinito, le giravano intorno correndo e ridendo, le tiravano la veste o i capelli.
Maria Giovanna gettava a terra il mastello, colmo di panni da lavare o appena lavati e, mantenendo la lunga gonna nera con una mano, li rincorreva scalza, nonostante l’ingombro del pancione, masticando fra i denti mille improperi.
I ragazzi si allontanavano e si disperdevano, parevano sparire, lasciando una scia di risatine. Poi tornavano indietro, tutti contemporaneamente, come si fossero dati un segnale, sempre ripetendo quel ritornello.
Le lanciavano pietre e sputi, senza pietà, come sanno fare i ragazzi di quell’età, specialmente quando sono in gruppo. Maria Giovanna, grandi occhi scuri persi fra i capelli scompigliati e ricci, che le scendevano sul viso minuto, così tanto da sembrare troppo poco per quegli occhioni curiosi e sorridenti. Questa era Maria Giovanna solo qualche anno prima, da ragazzina, sempre sporca e scalza, sempre con un fratellino o una sorellina per mano, a cercare di pulirgli il moccio sul viso con il lembo della gonna.
Era la più grande di cinque figli e faceva loro da madre, anche se aveva solo dieci anni, ma la necessità non conosce età.
Suo padre era morto per una strana febbre. Per mesi non era più riuscito ad alzarsi dal letto per andare a lavorare nei campi per i padroni. Avevano dovuto vendere quelle poche galline che possedevano ed anche il somaro. Gli erano restate solo quelle quattro pietre di casa, che si reggevano a dispetto del tempo e delle crepe disegnate sui muri, perché nessuno le aveva volute. Sua madre aveva dovuto arrangiarsi con ogni lavoro, pur di riuscire a sopravvivere lei ed i suoi figli.
Usciva di casa all’alba per andare nei campi, a servizio o a lavare i panni alla fontana grande o qualsiasi cosa trovasse da fare, pur di portare a casa almeno del pane. Tornava che era già buio con gli occhi infossati per il sonno e la stanchezza.
Maria Giovanna era dovuta crescere in fretta e dimenticare qualsiasi gioco.
“I figghi songo ‘na razia re Dio.” Le diceva spesso la madre.
“Che sarria re nui femmene senza li figghi? A che servevano le vite noste? Nui simmo nate pe esse mamme, chesta è la nosta benerizione.”
Maria Giovanna era nata per fare la madre, perché questo era ciò che le era stato insegnato, perché questo era il compito affidatole da Dio.

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17/05/2023

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27/02/2022
Mimmo Lucano, il sindaco che "voleva essere umano" in una terra dove tutto cade a pezzi.. Firmate anche voi💪🏽♥️
01/10/2021

Mimmo Lucano, il sindaco che "voleva essere umano" in una terra dove tutto cade a pezzi..
Firmate anche voi💪🏽♥️

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Vi restituisco ciò che vi appartiene.Cordiali saluti,Il mare..
06/08/2021

Vi restituisco ciò che vi appartiene.
Cordiali saluti,
Il mare..

Indirizzo

Piazza Immacolata N. 4
San Giorgio Del Sannio
82018

Orario di apertura

Lunedì 17:30 - 21:00
Martedì 10:00 - 12:00
17:30 - 21:00
Mercoledì 17:30 - 21:00
Giovedì 17:30 - 21:00
Venerdì 17:30 - 21:00
Sabato 10:00 - 12:00
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