Vivi SanBenedetto

Vivi SanBenedetto Due sale di lettura, una sala conferenze , una sala museo del primo donatore della biblioteca

13/09/2026
San Camillo de Lellis , santo protettore insieme a San Gabriele dell’Addolorata  dell’Abruzzo , si fermerà anche a San B...
12/09/2026

San Camillo de Lellis , santo protettore insieme a San Gabriele dell’Addolorata dell’Abruzzo , si fermerà anche a San Benedetto dei Marsi!

𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗣𝗮𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁𝗲𝗗𝗢𝗩𝗘 𝗩𝗢𝗟𝗔𝗡𝗢 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗤𝗨𝗜𝗟𝗢𝗡𝗜𝗹’𝗔𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗶𝘁𝗮𝗱𝗲𝗹𝗹𝟭𝟵𝟰𝟯-𝟭𝟵𝟰𝟰𝗜𝗹 𝗱𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗮𝘃𝗶...
11/09/2026

𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗣𝗮𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁𝗲
𝗗𝗢𝗩𝗘 𝗩𝗢𝗟𝗔𝗡𝗢 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗤𝗨𝗜𝗟𝗢𝗡𝗜
𝗹’𝗔𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗶𝘁𝗮𝗱𝗲𝗹𝗹
𝟭𝟵𝟰𝟯-𝟭𝟵𝟰𝟰
𝗜𝗹 𝗱𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗮𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗴𝗹𝗲𝘀𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗶𝘁𝗮𝗱𝗲𝗹𝗹 𝗮𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲.
LA VIA DI FUGA
Domenica 30 gennaio 1944, via S. Roberto ore 5. Il carretto con alla stanga il mulo era fermo davanti alla stalla, Gialdone stava finendo di caricare gli ultimi sacchi di provviste quando da via vicoletto fucino sbucarono Francisc con Robert. Dopo un breve saluto l’Inglese si sistemò sul carro mentre l’anarchico risalì via S. Roberto scomparendo alla loro vista. Nel frattempo le sorelle Annunziata e Domenica, dirimpettaie della stalla uscirono di casa consegnando un sacchetto con del cibo a Robert che ringraziò con un cenno della testa. Più delle parole o dei segni furono i loro occhi ad augurare ogni bene allo straniero che si commosse. Il carro si mosse in direzione di Venere, dove li attendeva un altro carretto condotto da Carsonvuels un amico pastore che doveva accompagnare Gialdone verso la terra promessa. Non era la prima volta che percorse la via della transumanza verso Littoria. Era accaduto quando aveva l’età di sedici anni . Il trasferimento delle greggi durò circa una settimana, battendo sentieri millenari calpestati da uomini e animali che ne portavano impressi nella memoria ogni scorcio, sentiero o dirupo. Come doveva essere stato anche per gli animali che ne serbavano una memoria genetica di quelle vie d’erba, ereditata dai loro antenati. Puntarono verso Lecce la Guardia, scendendo a Villavallelonga e risalendo la cima del monte Cornacchia discesero nella valle roveto, costeggiando il giovenco che sarebbe diventato il fiume Liri, in direzione di Sora. Nelle stesse ore, Francisc con il cuore rinfrancato e la coscienza serena per aver voluto e fatto la cosa migliore si apprestava al ritorno dalla sua famiglia a Musellaro, scendendo nella valle peligna. Rifletté sulla sua condizione umana e sulle vite intrecciate delle persone coinvolte in quell’avventura. E’ incredibile come gli eventi esterni abbiano condizionato le loro di vite, sciogliendo e riannotando legami umani mai dispersi, per fronteggiare un destino crudele sempre pronto a sacrificarle. Ecco perché, pensò, è vitale reagire per non darla
vinta alla morte, pagare anche un prezzo se fosse necessario ma non arrendersi. La moglie Pasqualina lesse quella serenità nei suoi occhi quando aprì la porta di casa, accogliendolo con in braccio il piccolo Etievante.
Qualcosa di simile tormentava l’animo di Robert, mentre sballottato dal tragitto impervio, osservava le verdi montagne che si preparavano al sonno invernale. Aveva affidato la sua di vita a persone sconosciute, immaginando che il loro aiuto potesse essere una sorta di riconoscenza nei suoi confronti per la liberazione della loro terra da un nemico comune con la riconquista della libertà. Pensò alla sua casa lontana, alla sua famiglia morsa dalla preoccupazione infinita comune a tante altre, alla promessa fatta ad Annina di un arrivederci quando tutto questo sarebbe finito. Una madre mai vinta e convinta che aiutandolo stava cercando di salvare il suo di figlio disperso sul fronte albanese : una vita per una vita.
Lasciando l’Abruzzo entrarono nel basso Lazio attraversando le campagne di Sora e Frosinone, terra di Ciociaria, estesa tra le valli del Sacco e fiume Liri, racchiusa e protetta tra i monti Ernici e Simbruini testimoni silenziosi di antiche transumanze ed ora sorvolati
incessantemente dai bombardieri alleati il cui rombo sordo rassicurò l’animo di Robert: il fronte era in movimento.
Giunsero nelle campagne di Borgo san Michele, a pochi chilometri da Littoria. Gialdone sorrise a Robert che capì che erano giunti a destinazione e l’incubo era finito. Furono superati da tre
autocarri le cui insegne non lasciavano ombra di dubbio: erano militari alleati. Si salutarono con un abbraccio. Robert sapeva cosa fare muovendosi nella direzione dei cartelli militari di segnalazione,
Carsonvuels lo vide salire su una jeep che si allontanò a tutta velocità. Fu un giorno felice per tutti. Vedi meno

Domenica applaudiamo i ciclisti!
09/09/2026

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Unica regola: n’ze rulle!!!
08/09/2026

Unica regola: n’ze rulle!!!

𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗣𝗮𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁𝗲𝗗𝗢𝗩𝗘 𝗩𝗢𝗟𝗔𝗡𝗢 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗤𝗨𝗜𝗟𝗢𝗡𝗜𝗹’𝗔𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗶𝘁𝗮𝗱𝗲𝗹𝗹𝟭𝟵𝟰𝟯-𝟭𝟵𝟰𝟰𝗜𝗹 𝗱𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗮𝘃𝗶...
08/09/2026

𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗣𝗮𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁𝗲
𝗗𝗢𝗩𝗘 𝗩𝗢𝗟𝗔𝗡𝗢 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗤𝗨𝗜𝗟𝗢𝗡𝗜
𝗹’𝗔𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗶𝘁𝗮𝗱𝗲𝗹𝗹
𝟭𝟵𝟰𝟯-𝟭𝟵𝟰𝟰
𝗜𝗹 𝗱𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗮𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗴𝗹𝗲𝘀𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗶𝘁𝗮𝗱𝗲𝗹𝗹 𝗮𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲.

LA MISSIONE
Francisc nascosto con la famiglia a Musellaro seppe dello sbarco degli Alleati ad Anzio a fine gennaio ’44, ascoltando di nascosto RadioLondra. Capì che era arrivato il momento di ti**re fuori dalla casa di Annina, Robert considerata la situazione critica che si stava creando nel paese dove continui rastrellamenti e perquisizioni producevano una condizione di pericolo crescente per gli abitanti: nessun luogo o nascondiglio poteva assicurare l’incolumità di Robert e dei numerosi soldati sbandati nascosti.
Ne parlò con la moglie Pasqualina e decise di muoversi. Aveva un piano ben chiaro contando sulle amicizie giù al paese, sulle poche ma fidate persone che erano ben liete di aiutarlo.
Sapeva come muoversi su le montagne dell’Abruzzo interno conoscendo i sentieri impervi e nascosti, lontani dalle strade insicure per i continui passaggi di mezzi militari tedeschi. Anche se le condizioni climatiche erano delle peggiori decise di muoversi: riempito la sacca con pochi viveri salutò la moglie e il piccolo Caserio, uscendo di casa di nascosto come aveva sempre fatto nella sua vita, dirigendosi ad ovest mentre l’alba si preannunciava chiara e rigida per via delle prime gelate notturne: discese monte Rotondo verso Salle, giù nella valle in direzione di Corfinio. Pensò a Robert e come avrebbe dovuto convincerlo ad abbandonare il suo nascondiglio da Annina. Erano passati quasi tre mesi da quando vi giunse aiutato dai ragazzi della citadell. Le sue condizioni di salute erano stazionarie benché avesse perso notevolmente l’uso del braccio ferito. Ma era vivo ed era quello che contava. Francisc puntò verso Raiano tenendosi a debita distanza dalla Tiburtina Valeria, strada importante di collegamento tra ovest ed est, percorsa dalle truppe tedesche che quella mattina fu scelta dai partigiani della brigata Maiella per un’imboscata ai nemici. Francisc muovendosi tra la boscaglia poteva osservare dall’alto qualsiasi movimento e quello che sentì fu il crepitio delle armi contro il convoglio tedesco bloccato da massi che occupavano tutta la carreggiata. I camion tentarono una inversione mentre i soldati saltati giù dai mezzi risposero al fuoco sparpagliandosi nella campagna. Francisc nascosto poté assistere alla scena : un soldato tedesco veniva verso la sua direzione sparando raffiche di mitra contro un partigiano nascosto tra gli alberi mentre tutt’intorno infuriava una battaglia. I due erano nel mirino dell’altro, ormai a pochi metri di distanza. Lui disteso a terra vide correre il tedesco contro il partigiano che non rispose al fuoco a causa del fucile inceppato, la sua sorte sembrava segnata con il tedesco a pochi metri deciso a finirlo, fu in quel momento che Francisc gli balzò alle spalle atterrandolo salvando la vita al giovane. Insieme corsero verso l’interno della vegetazione mentre il crepitio delle armi dei contendenti cessò. Nello scontro perirono tre tedeschi mentre il nucleo dei partigiani ne usci indenne. Il giovane ringraziò con un cenno della mano il suo salvatore e sparì verso la montagna per ricongiungersi al gruppo. Francisc si mosse velocemente verso la sua direzione, allontanandosi da quel luogo che sicuramente avrebbe visto arrivare altri nemici per un probabile rastrellamento .Lasciò alle sue spalle il Morrone e laggiù Sulmona distesa sulla Valle Peligna, guardando ad ovest verso le cime delle montagne che lo separavano dalla sua meta, puntando verso Cocullo per poter scendere verso Pescina. Ma la notte era vicina e doveva fermarsi per attendere un nuovo giorno. Scelse di fermarsi proprio a Cocullo presso il parroco don Antonio che conosceva da bambino. Cosa che fece tranquillamente senza dover dare spiegazioni. All’alba era di nuovo in cammino e pensò di fermarsi a Forca Caruso, in uno stazzo incontrò Bnucc, l’unico rimasto con poche capre, mentre seppe che gli altri pastori paesani già da novembre era partiti in transumanza verso le Puglie e Littoria.

Questa sera 🎵❤️🎶
06/09/2026

Questa sera 🎵❤️🎶

I nostri 35enni
06/09/2026

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Indirizzo

San Benedetto De' Marsi

Orario di apertura

Martedì 16:00 - 17:00
Giovedì 16:00 - 17:00
Sabato 16:00 - 17:00

Telefono

+390863071145

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