11/09/2026
𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗣𝗮𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁𝗲
𝗗𝗢𝗩𝗘 𝗩𝗢𝗟𝗔𝗡𝗢 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗤𝗨𝗜𝗟𝗢𝗡𝗜
𝗹’𝗔𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗶𝘁𝗮𝗱𝗲𝗹𝗹
𝟭𝟵𝟰𝟯-𝟭𝟵𝟰𝟰
𝗜𝗹 𝗱𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗮𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗴𝗹𝗲𝘀𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗶𝘁𝗮𝗱𝗲𝗹𝗹 𝗮𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲.
LA VIA DI FUGA
Domenica 30 gennaio 1944, via S. Roberto ore 5. Il carretto con alla stanga il mulo era fermo davanti alla stalla, Gialdone stava finendo di caricare gli ultimi sacchi di provviste quando da via vicoletto fucino sbucarono Francisc con Robert. Dopo un breve saluto l’Inglese si sistemò sul carro mentre l’anarchico risalì via S. Roberto scomparendo alla loro vista. Nel frattempo le sorelle Annunziata e Domenica, dirimpettaie della stalla uscirono di casa consegnando un sacchetto con del cibo a Robert che ringraziò con un cenno della testa. Più delle parole o dei segni furono i loro occhi ad augurare ogni bene allo straniero che si commosse. Il carro si mosse in direzione di Venere, dove li attendeva un altro carretto condotto da Carsonvuels un amico pastore che doveva accompagnare Gialdone verso la terra promessa. Non era la prima volta che percorse la via della transumanza verso Littoria. Era accaduto quando aveva l’età di sedici anni . Il trasferimento delle greggi durò circa una settimana, battendo sentieri millenari calpestati da uomini e animali che ne portavano impressi nella memoria ogni scorcio, sentiero o dirupo. Come doveva essere stato anche per gli animali che ne serbavano una memoria genetica di quelle vie d’erba, ereditata dai loro antenati. Puntarono verso Lecce la Guardia, scendendo a Villavallelonga e risalendo la cima del monte Cornacchia discesero nella valle roveto, costeggiando il giovenco che sarebbe diventato il fiume Liri, in direzione di Sora. Nelle stesse ore, Francisc con il cuore rinfrancato e la coscienza serena per aver voluto e fatto la cosa migliore si apprestava al ritorno dalla sua famiglia a Musellaro, scendendo nella valle peligna. Rifletté sulla sua condizione umana e sulle vite intrecciate delle persone coinvolte in quell’avventura. E’ incredibile come gli eventi esterni abbiano condizionato le loro di vite, sciogliendo e riannotando legami umani mai dispersi, per fronteggiare un destino crudele sempre pronto a sacrificarle. Ecco perché, pensò, è vitale reagire per non darla
vinta alla morte, pagare anche un prezzo se fosse necessario ma non arrendersi. La moglie Pasqualina lesse quella serenità nei suoi occhi quando aprì la porta di casa, accogliendolo con in braccio il piccolo Etievante.
Qualcosa di simile tormentava l’animo di Robert, mentre sballottato dal tragitto impervio, osservava le verdi montagne che si preparavano al sonno invernale. Aveva affidato la sua di vita a persone sconosciute, immaginando che il loro aiuto potesse essere una sorta di riconoscenza nei suoi confronti per la liberazione della loro terra da un nemico comune con la riconquista della libertà. Pensò alla sua casa lontana, alla sua famiglia morsa dalla preoccupazione infinita comune a tante altre, alla promessa fatta ad Annina di un arrivederci quando tutto questo sarebbe finito. Una madre mai vinta e convinta che aiutandolo stava cercando di salvare il suo di figlio disperso sul fronte albanese : una vita per una vita.
Lasciando l’Abruzzo entrarono nel basso Lazio attraversando le campagne di Sora e Frosinone, terra di Ciociaria, estesa tra le valli del Sacco e fiume Liri, racchiusa e protetta tra i monti Ernici e Simbruini testimoni silenziosi di antiche transumanze ed ora sorvolati
incessantemente dai bombardieri alleati il cui rombo sordo rassicurò l’animo di Robert: il fronte era in movimento.
Giunsero nelle campagne di Borgo san Michele, a pochi chilometri da Littoria. Gialdone sorrise a Robert che capì che erano giunti a destinazione e l’incubo era finito. Furono superati da tre
autocarri le cui insegne non lasciavano ombra di dubbio: erano militari alleati. Si salutarono con un abbraccio. Robert sapeva cosa fare muovendosi nella direzione dei cartelli militari di segnalazione,
Carsonvuels lo vide salire su una jeep che si allontanò a tutta velocità. Fu un giorno felice per tutti. Vedi meno