26/05/2026
𝚃𝚞𝚝𝚝𝚘 𝚒𝚗𝚒𝚣𝚒𝚊 𝚍𝚊𝚕 𝚟𝚞𝚘𝚝𝚘.
Prima del fuoco, prima del metallo incandescente e dello splendore del bronzo, c’è il silenzio della terra. In questi scatti vi porto nel momento più delicato e paziente del mio lavoro: la preparazione dello stampo in sabbia.
È un gesto che si ripete, identico, da millenni. Già nelle prime officine dell’Età del Bronzo, l’artigiano sapeva che la bellezza del pezzo finale dipendeva dalla cura con cui la sabbia avrebbe “abbracciato” il modello. Non è solo tecnica, è un dialogo: premiamo una forma nella terra e le chiediamo di custodirne il ricordo.
Nell’antichità, questo era un rito sacro. Si creava un nido effimero per dare vita a qualcosa di eterno. Mi affascina pensare che le mie mani oggi compiano gli stessi movimenti di un artigiano di tremila anni fa: la stessa pressione, la stessa attenzione a che ogni granello di sabbia resti al suo posto per accogliere il metallo fuso.
Il gioiello materico nasce qui, in questo spazio negativo. La texture ruvida, ancestrale e sincera che vedrete sul bronzo non è altro che l’impronta digitale della terra che lo ha ospitato.
L’attesa è quasi finita.
Foto: