16/04/2026
Incontro formativo diocesano con lo slogan “SE CONOSCIAMO BENE L’ALTRO, LO AMIAMO VERAMENTE!“ sul tema CONOSCI L’ISLAM? Conosciamo insieme i pilastri, il senso della vita e le celebrazioni della fede islamica
Introduzione di don Michele Arcangelo Martina, direttore diocesano dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso. Intervento di KHALED BOUCHELAGHEM, Imam della Comunità Islamica in Brindisi. Conclusioni di S. E. Rev.ma Mons. GIOVANNI INTINI, Arcivescovo di Brindisi-Ostuni.
Mercoledì 15 aprile 2026, ore 19:15, Chiesa Parrocchiale S. Lorenzo Da Brindisi, Viale Caravaggio (Quartiere S. Elia) - Brindisi
INTRODUZIONE
I programmi ministeriali prevedono a scuola non solo lo studio del cristianesimo, ma anche delle altre religioni. E certamente non si finisce mai di imparare! A tutte le età abbiamo il dovere di conoscere gli altri. Consideriamo come ciò sia urgente, in quanto viviamo in plurisocietà in contesti pluralisti e complessi. Ogni società, dunque, piccola o grande che sia, è multietnica, multiculturale e multireligiosa; pertanto, come credenti, anzi, prima di tutto come cittadini del mondo abbiamo il dovere e la responsabilità di conoscere gli altri per attuare una convivenza costruttiva, proattiva, pacifica e armonica nel pieno e sincero rispetto delle diversità. Tutti insieme facciamo e siamo il mondo!
Gli altri, al di là della razza, della provenienza geografica, della cultura, della fede e tradizione religiose, meritano sempre e comunque, rispetto, conoscenza, dialogo e amore fraterno.
La tolleranza non basta! Questa in parole povere significa: tu stai lì, io sto qui; non diamoci fastidio a vicenda e ognuno pensi e vada per i fatti suoi!
Lo spirito ecumenico e interreligioso dunque che deve caratterizzare sempre più ciascuno di noi non deve dipendere dal numero degli stranieri dimoranti nei nostri paesi e città, perché tale dimensione è nel nostro DNA; perché noi abitiamo il mondo, l’universo… e gli altri ci riguardano, ci interessano, ci interpellano… Gli altri sono da conoscere e amare! Perciò tutti in sinergia e in cooperazione dobbiamo realizzare una umanità migliore e una terra migliore!
Siamo chiamati allora a cominciare una conoscenza più diretta dell’Islam. Va detto subito, per non avere pregiudizi, che occorre ben distinguere tre punti di vista: 1) l’Islam come religione; 2) l’Islam come cultura, civiltà e storia; 3) l’Islam come movimenti a carattere politico, alcuni dei quali sono fondamentalisti o estremisti. Mantenere la distinzione tra questi livelli è cruciale per evitare di farci ingannare dalle semplificazioni e dalle dicerie e fantasie popolari, o anche populiste.
don Michele Arcangelo Martina, Direttore diocesano dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso e Commissioni diocesana per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso