art.tre

art.tre associazione culturale Ribush ospita l’Associazione ART.TRE ed è uno spazio per l’arte e la cultura. In fede
Ribush

L’amico Picasso diceva che “l‘arte è la menzogna che ci permette di conoscere la realtà“. Per quanto si possa essere d’accordo, l’idea degli abitanti di Ribush che gestiscono questo spazio è che arte e cultura non servano a niente. E quindi arte e cultura sono la cosa migliore che c’è in giro. In un tempo in cui la cultura deve servire a qualcosa - allo sviluppo, all’economia locale, al turismo, a

ll’innovazione, alla crescita, alla libertà e all’uguaglianza - a Ribusch si crede che la cultura si possa fare e basta e che appunto non debba servire a niente, se no, che cultura è? Tutti quelli che credono che l’ARTE è bella e piacevole, sono dunque invitati a partecipare alle attività che organizzeremo insieme (indipendentemente dal sesso, razza, credo politico, religioso etc.), ma nessuno ci venga a raccontare che questo serve a qualcosa di diverso dal piacere e dalla bellezza. Quindi, via specialisti di marketing e professori di economia, esperti di sviluppo locale e amanti dell’innovazione. E benvenuti tutti quelli che non vogliono lavorare con l’arte, ma che l’amano. Per lo sviluppo hanno inventato il lavoro, e qui per lavoratori non c’è posto.

04/06/2026
Alfonso Gatto, un Poeta e la sua città
02/06/2026

Alfonso Gatto, un Poeta e la sua città

Due compagni di scuola che si ritrovano a parlare di un poeta. Potrebbe sembrare l'inizio di un racconto, e in fondo un ...
31/05/2026

Due compagni di scuola che si ritrovano a parlare di un poeta. Potrebbe sembrare l'inizio di un racconto, e in fondo un racconto lo è stato davvero.
All’Arco Catalano, nella serata dedicata ad Alfonso Gatto nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, Enzo Rosco e Ida Lenza si sono ritrovati uno accanto all’altra dopo molti anni. Compagni di scuola ieri, protagonisti della vita culturale e formativa della città oggi. Rosco, con la sensibilità, e la curiosità di chi da anni anima la vita culturale salernitana, ha guidato il dialogo con la dirigente scolastica del Liceo Classico Torquato Tasso, accompagnando il pubblico dentro la vita e l’opera di uno dei figli più illustri di Salerno. Ne è nato un confronto ricco e coinvolgente, a tratti ironico e malinconico capace di restituire la complessità di Gatto: il poeta legato alla stagione dell’ermetismo ma mai rinchiuso in una definizione; l’intellettuale attento alla storia e agli uomini; il salernitano che partì senza mai recidere il filo con la propria città; l’autore che trasformò il mare, i vicoli, l’infanzia, la lontananza e il ritorno in materia poetica. Un dialogo seguito da un pubblico attento e partecipe, nel quale ricordi personali, riflessioni letterarie e riferimenti storici si sono intrecciati senza mai perdere vivacità. L’Arco Catalano era stracolmo. Le sedute tutte occupate, persone in piedi lungo i lati e sulle scalinate, raccolte in un ascolto attento. Un’immagine che raccontava meglio di qualsiasi discorso quanto sia ancora vivo il bisogno di ritrovare Alfonso Gatto.
Particolarmente emozionante è stato il momento affidato alle persone libro salernitane dell’associazione Donne di carta. Le loro voci hanno riportato nel presente le parole pronunciate da Alfonso Gatto in occasione dell’omaggio che la città gli rese con il busto voluto dall’amministrazione di Alfonso Menna. Per qualche istante è accaduto qualcosa di raro. Le parole hanno smesso di appartenere alla carta e sono tornate a essere ciò che erano in origine: voce, respiro, presenza. Non una lettura, ma una restituzione. Non la memoria di un poeta, ma il suo ritorno. Quelle parole hanno attraversato il tempo, colmando la distanza fra il Gatto di allora e la Salerno di oggi.

La seconda parte della serata ha regalato un momento di rara intensità. Il reading musicale I miei occhi mi lasciano partire. Gatto e Salerno, ideato e curato magistralmente da Corradino Pellecchia, ha accompagnato il pubblico attraverso l’intera vicenda umana e artistica di Alfonso Gatto. Non soltanto il poeta, dunque, ma l’uomo, il giornalista, l’intellettuale, il viaggiatore inquieto che attraversò il Novecento senza mai smettere di interrogarsi sul proprio tempo. Straordinario il contributo delle voci di Daniela Somma e Marida Niceforo, che hanno dato corpo e intensità alla trama musicale dello spettacolo, così come preziosa è stata la notevole prova attoriale di Gaetano Fasanaro e il lavoro scenico di Marcello Andria. Tutti insieme hanno costruito un racconto corale in cui parole, musica e immagini interiori si sono fuse in un unico affresco dedicato a uno dei più originali protagonisti della cultura italiana del Novecento.
La sensazione, uscendo dall’Arco Catalano, era quella di una città che aveva ritrovato qualcosa di sé. O forse qualcuno. Perché Alfonso Gatto pur essendo uno dei maggiori poeti italiani del Novecento, troppo spesso, resta una presenza evocata più che conosciuta. Una strada, un busto, un nome familiare ai salernitani, ma non sempre una voce davvero ascoltata.
Serate come questa ricordano invece quanto ci sia ancora da scoprire e da riscoprire di questo figlio inquieto e straordinario, che ha saputo trasformare Salerno in lingua poetica, memoria, desiderio continuo di partire e insieme di restare. E forse proprio per questo vale la pena affidargli l’ultima parola: «Per questo siamo partiti: per tenere fede a un orizzonte. Per questo siamo ritornati: per tenere fede allo stesso orizzonte.»

Questa serata è stata il risultato di molte sensibilità che si sono incontrate attorno a un poeta e alla sua città. L’impegno dell’associazioni ART.TRE e Donne di carta con le sue persone libro salernitane
A Enzo Rosco e Ida Lenza il merito di aver restituito profondità e umanità alla figura di Gatto; a Corradino Pellecchia quello di averne raccolto le tracce in un racconto capace di intrecciare poesia, musica e vita. A Daniela Somma, Marida Niceforo, Gaetano Fasanaro e Marcello Andria il merito di aver trasformato quelle tracce in emozione e magia.
Ognuno ha portato qualcosa. E alla fine, come accade nelle serate indimenticabili, il risultato è stato più grande della somma delle sue parti.

E poi Riccardo. Presente dall’inizio alla fine con la cura silenziosa di chi sa che anche la cultura ha bisogno di mani, attenzione e competenza. C’è un’intelligenza particolare in chi costruisce le condizioni perché le cose possano accadere. E quella sera, all’Arco Catalano, la sua si è vista tutta.

Rosanna Romano
Associazione Donne di carta
Associazione art.tre

Sabato 30 maggio, all’Arco Catalano, si terrà “Alfonso Gatto. Un poeta e la sua città”, una serata dedicata alla sua ope...
25/05/2026

Sabato 30 maggio, all’Arco Catalano, si terrà “Alfonso Gatto. Un poeta e la sua città”, una serata dedicata alla sua opera e alla sua biografia, nel rapporto irrisolto e profondissimo con la città che lo ha generato e che, in fondo, non ha mai smesso di risuonare nella sua scrittura.
Associato alla stagione dell’ermetismo, Gatto ne rappresentò però una figura anomala e difficilmente classificabile. Nella sua poesia convivono infatti la concentrazione lirica e la materia concreta della vita: il mare, i vicoli, l’infanzia, la povertà, il Sud, la guerra, i corpi, le partenze. Anche nei testi più rarefatti resta sempre qualcosa di terreno, quasi fisico, come se la lingua poetica dovesse continuamente misurarsi con il peso dell’esistenza e della storia.

Ad aprire l’incontro, alle ore 18, sarà un dialogo con Enzo Rosco dell’associazione ART.TRE e la prof.ssa Ida Lenza, dirigente scolastica del Liceo Classico “Torquato Tasso” di Salerno.
Accanto a loro, gli interventi delle persone libro salernitane dell’associazione Donne di carta porteranno i testi fuori dalla pagina, restituendo alla poesia la sua natura originaria, quella dell’oralità, della voce che pronuncia e trattiene la memoria.

Alle ore 19 la serata proseguirà con il reading musicale “I miei occhi mi lasciano partire. Gatto e Salerno”, a cura di Corradino Pellecchia, con Gaetano Fasanaro, gli interventi musicali di Marida Niceforo e Daniela Somma e l’adattamento scenico di Marcello Andria.

17/04/2026

La Resistenza non si condanna a morte.

17/04/2026
La sala della Casa del Volontariato era piena.Piena di ascolto, di attenzione, di partecipazione vera.L’iniziativa promo...
20/02/2026

La sala della Casa del Volontariato era piena.
Piena di ascolto, di attenzione, di partecipazione vera.
L’iniziativa promossa dall'associazione ART.TRE e Memoria in Movimento per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane è stata un momento intenso, necessario.
Quando una comunità sceglie di esserci, di informarsi, di non restare indifferente, qualcosa si muove davvero.
Grazie a tutte e tutti. Continuiamo.

Venerdì 20 febbraio alle ore 19.00, presso la Casa del Volontariato in Via F. Patella a Salerno, si terrà un’assemblea p...
16/02/2026

Venerdì 20 febbraio alle ore 19.00, presso la Casa del Volontariato in Via F. Patella a Salerno, si terrà un’assemblea pubblica dal titolo “Liberiamo Barghouti e tutti i prigionieri palestinesi – Liberiamo la Palestina”.

L’iniziativa, promossa dalle associazioni Memoria in Movimento e ART.TRE in collaborazione con l’Associazione Amici dei Prigionieri Palestinesi, intende riportare al centro dell’attenzione pubblica un tema che incide direttamente sui diritti fondamentali e sul futuro del popolo palestinese: la detenzione di migliaia di palestinesi nelle carceri israeliane e la lotta per l’autodeterminazione.
Al centro dell’incontro vi sarà la figura di Marwan Barghouti, dirigente politico palestinese arrestato nel 2002 e condannato all’ergastolo. La sua detenzione, che dura da oltre vent’anni, è divenuta nel tempo un simbolo della questione dei prigionieri palestinesi.
Secondo stime aggiornate, sono oltre 10.000 i palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, tra cui centinaia di minori e numerosi prigionieri in regime di detenzione amministrativa, senza accusa formale né processo. Organizzazioni internazionali per i diritti umani denunciano da anni gravi violazioni dei diritti fondamentali.

Apriranno l’incontro:
Angelo Orientale, presidente dell’associazione Memoria in Movimento
Enzo Rosco, presidente dell’associazione ART.TRE

Seguirà il dialogo tra:
Bassam Saleh, giornalista e presidente dell’associazione Amici dei Prigionieri Palestinesi
Giso Amendola, Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione (DISPC)
Gennaro Avallone, Dipartimento di Studi Politici e Sociali (DISPS)

È un appuntamento per chi ritiene che la questione palestinese non sia marginale né lontana, ma riguardi i principi universali di libertà, diritto e autodeterminazione.

Salerno c’è.
Noi ci siamo.
Fino alla libertà.

Ieri sera la presentazione di La spia ha i capelli rossi di Sarah Mustafa è stata molto più di un incontro letterario.Un...
05/02/2026

Ieri sera la presentazione di La spia ha i capelli rossi di Sarah Mustafa è stata molto più di un incontro letterario.
Una sala piena, partecipata, attenta. Un dialogo vivo con l’autrice e un ascolto che non si è sottratto alla complessità.
Per l'associazione ART.TRE e Memoria in Movimento è una grande soddisfazione: non solo per la riuscita della serata, ma perché è stato un momento reale di confronto, capace di rilanciare l’attenzione sulla questione palestinese, oggi più che mai urgente.
La letteratura, quando incontra uno spazio politico e collettivo, può ancora fare questo: aprire domande, rompere il silenzio, rifiutare l’oblio.
Grazie a chi c’era, a chi ha ascoltato, a chi continua a scegliere di non voltarsi dall’altra parte.

La presentazione del libro di Sarah Mustafa è stata molto più di un incontro letterario.Una sala piena, partecipata, att...
05/02/2026

La presentazione del libro di Sarah Mustafa è stata molto più di un incontro letterario.
Una sala piena, partecipata, attenta. Un dialogo vivo con l’autrice grazie anche a Silvana Barbirotti e Sandra Giuliani.
Per l'associazione ART.TRE e Memoria in Movimento è una grande soddisfazione: non solo per la riuscita della serata, ma perché è stato un momento reale di confronto, capace di rilanciare l’attenzione sulla questione palestinese, oggi più che mai urgente.
La letteratura, quando incontra uno spazio politico e collettivo, può ancora fare questo: aprire domande, rompere il silenzio, rifiutare l’oblio.
Grazie a chi c’era, a chi ha ascoltato, a chi continua a scegliere di non voltarsi dall’altra parte.

Indirizzo

Vicolo San Bonosio 7
Salerno
84121

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