21/05/2026
"L’ultimo appuntamento della X edizione di Mutaverso Teatro ci ha consegnato uno spettacolo capace di rallentare il tempo e lasciare affiorare memorie e immagini.
Ringrazio Dario Natale (TIP Teatro / Scenari Visibili) per averci consegnato uno spettacolo che ha avuto il coraggio della lentezza. Un coraggio raro, oggi, perché la lentezza non è inerzia: è tempo di cura. Cura verso le memorie, verso i luoghi che ci abitano, verso ciò che rischiamo di perdere mentre tutto ci chiede di passare oltre troppo in fretta.
𝑫𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒊 𝒄𝒐𝒍𝒐𝒓𝒊 attraversa questo tempo senza inseguirlo. Lo sospende. E dentro questa sospensione accade qualcosa. Il racconto di Saro diventa un pretesto per compiere ciascuno il proprio viaggio emotivo. La forza dello spettacolo sta proprio qui: nel costruire una memoria che all’inizio sembra appartenere solo a chi racconta e che, poco alla volta, smette di essere individuale per trasformarsi in una cassa di risonanza collettiva.
Ci siamo ritrovati abbandonati a parole evocate, mai esibite. A immagini capaci di affiorare lentamente: il mare, lo stretto, i ricordi, le assenze. Ma ciò che davvero resta non è soltanto ciò che viene nominato in scena: è quello che ciascuno, in silenzio, riconosce dentro di sé. In queste evocazioni non ritroviamo solo una narrazione, ma qualcosa che ci appartiene.
Ed è forse questo il senso più profondo anche di 𝑴𝒖𝒕𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐 𝑻𝒆𝒂𝒕𝒓𝒐. Continuare a creare spazi permeabili, luoghi in cui il singolare possa diventare comune senza forzature. Dove il non impone una direzione, ma apre possibilità di ascolto.
Attraversare, allora, non significa soltanto raccontare o mostrare, ma muoversi continuamente tra ciò che è personale e ciò che diventa condivisibile, tra l’interno e l’esterno, tra la memoria di uno e la memoria di tutti.
𝑷𝒆𝒓 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂𝒓𝒔𝒊, dice Saro.
E forse è proprio questo che provo a portare con me, al termine di questa edizione: la possibilità di continuare a immaginare, insieme, spazi in cui riconoscersi davvero. Ringrazio gli artisti, le compagnie, tutte le persone che hanno accompagnato e sostenuto questo percorso, il pubblico che ha abitato ogni appuntamento con presenza e attenzione, gli amici che ci sono stati accanto.
continua a esistere soprattutto lì: in quella comunità che, anno dopo anno, continua a scegliere di esserci.
Ci vediamo presto!"
𝑽𝒊𝒏𝒄𝒆𝒏𝒛𝒐 𝑨𝒍𝒃𝒂𝒏𝒐