15/06/2026
Ubu Re non invecchia mai.
È lo specchio perfetto per tempi in cui il potere sembra affidato all’appetito, al bluff e al bastone: più rumore che idee, più pancia che cervello. Jarry nel 1896 ci ha messo in scena l’assurdo del potere, e oggi basta cambiare i costumi per ritrovarcelo in giro.
Rappresentare Ubu re adesso è un modo brutale e liberatorio di dire quello che tutti vedono ma nessuno nomina.
Oggi Ubu re è diventato un archetipo scomodo, perché ci assomiglia troppo per essere solo farsa.
Ubu è l’avidità senza vergogna.
Ubu è la stupidità armata.
È vigliacco, ignorante, crudele per noia. Eppure comanda. La cosa pericolosa non è solo il tiranno, è il fatto che la gente lo segua. Rappresentarlo serve a smontarlo, perché "un tiranno grottesco smette di fare paura quando lo chiami col suo nome e ci ridi sopra."
Domenica 28 e lunedì 29 al Piccolo Teatro Porta Catena