25/08/2026
Poeti Viandanti
💚
Non siamo nati fuori dalla Natura.
Siamo nati dentro.
Prima delle strade
conoscevamo il sentiero,
prima degli orologi
il corpo conosceva la luce,
prima del rumore
sapevamo ascoltare il vento.
Poi abbiamo costruito muri,
acceso notti senza stelle,
riempito ogni silenzio
e chiamato progresso
anche ciò che ci allontanava da noi.
Ma il Selvatico è rimasto.
Respira sotto la pelle,
si desta davanti al mare,
riconosce la pioggia nell’aria,
cerca l’orizzonte quando siamo stanchi,
il buio quando siamo saturi,
il movimento quando siamo rimasti
troppo a lungo immobili.
Forse non siamo così perduti.
Forse siamo soltanto
animali che hanno dimenticato
di essere animali.
Allora torna.
Torna dove l’acqua
non deve spiegarti nulla.
Dove il falco non è un presagio,
ma semplicemente un falco
che attraversa il cielo.
Dove il vento non porta messaggi:
ti attraversa,
e questo basta.
Siediti sulla pietra.
Cammina tra i faggi.
Lascia che il mare
sia più grande dei tuoi pensieri.
Non cercare sempre un segno.
Ascolta.
Perché il Selvatico
non ti chiede di fuggire dall’umano.
Ti chiede di ricordarlo.
Sei sangue, respiro, acqua,
fame, sonno, paura, desiderio.
Sei una creatura della Terra
tra infinite creature della Terra.
Il sacro non è qualcosa nascosto oltre il mondo.
Ma è questo:
accorgersi, finalmente,
di non essere mai stati
separati da esso.
(Luana Sanvidotto - "Il Selvatico sotto la pelle")
Immagune: Costruzione AI - "Il Canto Bardico"