Luce Mandala by Paparella

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L’Epifania è una festa che porta con sé un significato profondo e ricco di simbolismo, intrecciando tradizioni religiose...
06/01/2026

L’Epifania è una festa che porta con sé un significato profondo e ricco di simbolismo, intrecciando tradizioni religiose e culturali. Celebrata il 6 gennaio, è nota anche come la manifestazione del Signore. Questo termine, infatti, deriva dal greco “epipháneia”, che significa apparizione o manifestazione.

Nella tradizione cristiana, l’Epifania è associata principalmente al racconto evangelico della visita dei Magi a Gesù Bambino. I Magi, spesso identificati come tre saggi o re provenienti dall’Oriente, seguono una stella luminosa che li guida fino a Betlemme. Qui, offrono i loro doni – oro, incenso e mirra – ciascuno carico di significati simbolici: l’oro è un omaggio alla regalità di Gesù, l’incenso è un segno della sua divinità e la mirra, un unguento usato per le sepolture, prefigura il suo sacrificio e la sua morte redentrice. Questo episodio, narrato nel Vangelo di Matteo, è stato interpretato nei secoli come un messaggio universale di fede e speranza.

La figura dei Magi è particolarmente affascinante. Sebbene il Vangelo non specifichi il loro numero, la tradizione li ha identificati in tre, forse in riferimento ai tre doni offerti. I loro nomi – Melchiorre, Gaspare e Baldassarre – compaiono per la prima volta in testi medievali e sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo. Essi rappresentano anche simbolicamente le diverse età dell’uomo e le tre principali aree del mondo conosciuto all’epoca: Europa, Asia e Africa.

Questa celebrazione mette in evidenza un tema centrale della fede cristiana: la rivelazione di Gesù Cristo come Salvatore non solo per il popolo ebraico, ma per tutta l’umanità. I Magi, rappresentanti dei popoli pagani, riconoscono e adorano il Bambino, sottolineando l’universalità del messaggio di salvezza. Questa dimensione universale è ancora oggi un invito a riflettere sulla fraternità e sull’unità tra i popoli, superando barriere culturali e religiose.

Oltre al significato religioso, l’Epifania è intrisa di tradizioni popolari. In Italia, è conosciuta anche come la festa della Befana, una figura folkloristica che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio porta dolci ai bambini buoni e carbone a quelli che si sono comportati male. Questa figura, spesso raffigurata come una vecchia che vola su una scopa, richiama elementi di antichi riti legati alla fine del ciclo agricolo e alla purificazione. La Befana, con il suo carattere bonario ma giusto, è diventata un simbolo amato dai più piccoli, ma è anche una testimonianza di come le tradizioni precristiane siano state integrate nel calendario liturgico.

L’Epifania segna anche la fine del periodo natalizio. In molte regioni italiane, è tradizione smontare l’albero di Natale e il presepe proprio il 6 gennaio, chiudendo il ciclo delle festività. Questo giorno è anche occasione di numerosi eventi folkloristici e manifestazioni, come sfilate in costume e rappresentazioni della cavalcata dei Magi, che rievocano il loro viaggio verso Betlemme.

Dal punto di vista liturgico, l’Epifania invita i fedeli a riflettere sulla luce che il Cristo porta nel mondo e sull’invito a riconoscerlo nella nostra vita quotidiana. Come i Magi, siamo chiamati a seguire la nostra stella interiore, a cercare e riconoscere ciò che è divino nelle nostre esperienze e relazioni.

In questa festa, si intrecciano fede, speranza e la bellezza di un messaggio che continua a risuonare nel cuore di molti. L’Epifania non è soltanto un momento di celebrazione, ma anche un’opportunità per meditare su valori universali come la pace, la solidarietà e l’accoglienza. Il viaggio dei Magi diventa metafora del cammino spirituale che ciascuno di noi è chiamato a compiere, un percorso fatto di ricerca, dono e apertura al mistero del divino.

Madre-figlio.. la gravidanza, un viaggio complesso.La relazione tra madre e bambino durante la gravidanza rappresenta un...
25/11/2025

Madre-figlio.. la gravidanza, un viaggio complesso.

La relazione tra madre e bambino durante la gravidanza rappresenta uno dei legami più profondi e archetipici dell’esistenza umana. Secondo la visione sistemica, la madre non solo nutrirà fisicamente il piccolo, ma fungerà anche da “ponte” tra il bambino e il campo familiare di entrambe le linee genealogiche. Attraverso di lei, il nascituro riceve informazioni, emozioni e irretimenti che arrivano sia dal presente sia dalla storia dei suoi antenati.

Lutto Non Elaborato – Un Esempio Sistemico
Pensiamo a Sara, che ha perso un fratello prima della sua nascita, una perdita che i suoi genitori hanno vissuto in silenzio, senza mai parlarne apertamente. Quando Sara rimane incinta, improvvisamente si ritrova a provare una tristezza inspiegabile e un senso di vuoto. Sul piano sistemico, il suo campo familiare è “abitato” dalla memoria di quella perdita mai integrata. Durante la gravidanza, l’anima del bambino si connette con questo dolore antico: può quindi succedere che la madre abbia paura di perdere anche lei suo figlio, oppure il bambino, senza saperlo, può sentire un peso sul proprio diritto di vivere, come se dovesse colmare un vuoto.

Ambiguità nella Concezione – Un Esempio Sistemico
Immaginiamo invece Chiara e Marco, che concepiscono un figlio durante una fase di forte incertezza nella loro relazione, magari nel mezzo di una separazione o dopo un tradimento. A livello cosciente, Chiara potrebbe voler accogliere il bambino con amore, ma nel campo sistemico rimane una traccia di ambivalenza. Il bimbo può “percepire” questa indecisione come un dubbio sul proprio diritto di esistere, e la gravidanza stessa può diventare più faticosa, caratterizzata da ansia, sintomi fisici o paure apparentemente illogiche. Questa situazione può riflettersi nel futuro del bambino con sentimenti di insicurezza o difficoltà a sentirsi accolto nella vita.

Conflitti Relazionali – Un Esempio Sistemico
Prendiamo l’esempio di Laura, che durante la gravidanza vive tensioni costanti col partner. Si sente sola e poco sostenuta. In chiave sistemica, la coppia forma il primo “contenitore energetico” per il bambino. Se questo contenitore è instabile o carente di sostegno, il piccolo percepisce nel campo emotivo materno un senso di vulnerabilità. Può succedere che il bambino si sviluppi orientato a “soccorrere” la madre, sentendosi responsabile del suo benessere già dai primi mesi di vita intrauterina. Questo schema, se non riconosciuto e sciolto, può portare a dinamiche di co-dipendenza o di iper-responsabilità nel futuro del bambino.

La Gravidanza come Specchio e Acceleratore dei Movimenti Sistemici

In una prospettiva sistemica, ogni gravidanza è una grande opportunità: quando una nuova vita bussa alle porte del sistema familiare, tutto ciò che è rimasto irrisolto o nascosto viene portato alla luce, per essere visto, accolto e – se possibile – trasformato. Le emozioni “inspiegabili” della madre non sono una sua debolezza, ma un prezioso segnale che il campo sta parlando e chiede ascolto.

Integrare e Trasformare

Attraverso il lavoro di consapevolezza (come le costellazioni familiari, la meditazione, la scrittura o il dialogo con una figura di supporto), la madre può rendere visibili queste dinamiche, lasciando andare ciò che non le appartiene e dando al bambino la possibilità di iniziare la sua esistenza con una nuova leggerezza. In questo modo la gravidanza, oltre ad essere un viaggio individuale, diventa un atto di guarigione per l’intero sistema familiare.

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Il nostro corpo ha una struttura che funge sia da sostegno sia da motore per il movimento. Questa struttura portante è l...
17/11/2025

Il nostro corpo ha una struttura che funge sia da sostegno sia da motore per il movimento. Questa struttura portante è l’ossatura: le ossa ci danno stabilità, ci sorreggono e ci permettono di muoverci. Inoltre, rappresentano i nostri principi, le nostre convinzioni e anche il supporto che riceviamo a livello affettivo e sociale. Accanto alle ossa, c’è la muscolatura: il “motore” che permette i movimenti e persino la postura di riposo.

Quando parliamo di problemi alle ossa, detti osteopatie, questi possono riflettere anche aspetti emotivi e psicologici. Ad esempio:

- Se le ossa o le articolazioni sono rigide, può indicare poca flessibilità verso noi stessi o gli altri, come quando ci imponiamo di essere perfetti e poi ci critichiamo se non ci riusciamo.

- Una frattura, invece, può segnalare una ribellione contro l’autorità.

- Dolori alle ossa, osteoporosi o scoliosi possono essere legati a sentimenti di svalutazione o impotenza.

- Problemi alla colonna vertebrale possono indicare una mancanza di sostegno affettivo o materiale.

- Infine, se le ossa ci impediscono di svolgere attività che ci piacerebbero, può emergere un senso di colpa legato al piacere.

Riflettere su questi aspetti può aiutarci a capire meglio il legame tra il corpo e il nostro benessere emotivo.

Principali chiavi di lettura sistemica familiare:

1. Ossa come struttura del sistema:

Le ossa rappresentano simbolicamente la struttura portante della famiglia: le regole, le tradizioni, i valori trasmessi tra generazioni e le gerarchie di ruoli (ad esempio, chi rappresenta l’autorità o il sostegno nel nucleo familiare).

2. Sintomi come 'segnali di sistema':

Disturbi alle ossa possono riflettere tensioni legate alla rigidità delle relazioni familiari, a rapporti troppo gerarchici o situazioni dove manca flessibilità per accogliere il cambiamento. La malattia può quindi essere letta come una “voce” che esprime difficoltà irrisolte o conflittualità latenti.

3. Sostegno e supporto:

Un problema localizzato alla colonna vertebrale, ad esempio, può suggerire una carenza di sostegno (materiale, affettivo o simbolico) all’interno della famiglia o la percezione di portare un “peso eccessivo” a livello relazionale.

4. Dinamiche intergenerazionali:

Le osteopatie possono segnalare la presenza di “lealtà invisibili” verso gli antenati, come il ripetersi di difficoltà o ruoli familiari non ancora risolti, trasmessi inconsciamente di generazione in generazione.

5. Funzione adattiva del sintomo:

Il sintomo osseo può talvolta emergere come tentativo di portare equilibrio all’interno del sistema familiare, ad esempio impedendo a una persona di allontanarsi dalla famiglia o rafforzando la coesione familiare intorno al “malato”.

Consiglio pratico:

Nel caso di problematiche osteo-articolari, è utile considerare non solo il singolo individuo, ma anche le relazioni familiari, i ruoli che ciascuno ricopre e le storie delle generazioni precedenti.

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QUANDO NON PORTO NEL CUORE MIO PADRE :1. Dipendenze: Tendenza a ricorrere a sostanze o comportamenti (alcol, fumo, drogh...
16/11/2025

QUANDO NON PORTO NEL CUORE MIO PADRE :

1. Dipendenze: Tendenza a ricorrere a sostanze o comportamenti (alcol, fumo, droghe, gioco d’azzardo) per colmare vuoti interiori.

2. Problemi relazionali: Difficoltà a instaurare e mantenere rapporti sani e duraturi.

3. Fallimento: Senso ricorrente di insuccesso personale e professionale.

4. Impotenza: Sentirsi incapaci di affrontare e gestire le sfide della vita.

5. Infertilità: Difficoltà nella procreazione, spesso simbolica di mancanza di connessione col flusso della vita.

6. Profonda tristezza: Stato di malinconia persistente, percepito come sottofondo della quotidianità.

7. Problemi con l’autorità: Difficoltà ad accettare regole e a rispettare superiori o figure di riferimento.

8. Ricerca di un guru o maestro: Bisogno costante di trovare guide o figure “sostitutive” del padre.

9. Pratica di sport estremi: Ricerca di situazioni adrenaliniche allo scopo di sentirsi vivi o provare limiti.

10. Relazioni con persone impegnate: Coinvolgimento affettivo con partner già vincolati ad altri.

11. Perdita precoce di salute: Manifestazione di disagi fisici o malattie in età giovane.

12. Bambini agitati: Presenza di irrequietezza o comportamenti problematici nei propri figli.

13. Difficoltà a prendere decisioni: Indecisione cronica e paura costante di sbagliare.

14. Senso di colpa: Sensazione pervasiva di colpevolezza non sempre legata a cause reali.

15. Ansia e panico: Predisposizione ad attacchi d’ansia o crisi di panico.

16. Senso di isolamento: Percezione di solitudine e distacco dagli altri.

17. Difficoltà a esprimere emozioni: Incapacità o resistenza a condividere i propri sentimenti.

18. Senso di inadeguatezza: Persistente percezione di non essere all’altezza delle aspettative proprie o altrui.

19. Comportamenti autolesionistici: Atti che minano intenzionalmente il proprio benessere.

20. Difficoltà a mantenere il lavoro: Instabilità lavorativa o frequente perdita dell’occupazione.

21. Sogni ricorrenti: Temi onirici costanti che riflettono conflitti irrisolti riguardanti il padre.

22. Difficoltà a ricevere amore: Resistenza all’accoglienza di affetto e supporto dagli altri.

23. Eccessiva responsabilità: Tendenza a prendersi cura degli altri a discapito dei propri bisogni.

24. Rifiuto della propria identità: Mancata accettazione di sé o della propria storia personale.

25. Comportamenti competitivi: Necessità eccessiva di primeggiare per ottenere riconoscimento.

26. Difficoltà a perdonare: Rancore persistente verso il padre o verso figure autoritarie.

27. Senso di impotenza nelle relazioni: Percezione di essere bloccati o incapaci di modificare le dinamiche interpersonali.

28. Ritardi nello sviluppo personale: Difficoltà a raggiungere tappe di crescita e autonomia personale.

29. Difficoltà a stabilire confini: Incapacità di dire “no” o di proteggere i propri spazi ed esigenze.

30. Cicli ripetitivi di fallimento: Ricorrenza di esperienze di insuccesso nonostante i tentativi di cambiare.

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Cara Mamma…Nelle costellazioni familiari di Bert Hellinger, anche la figura materna gioca un ruolo cruciale nella formaz...
16/11/2025

Cara Mamma…

Nelle costellazioni familiari di Bert Hellinger, anche la figura materna gioca un ruolo cruciale nella formazione dell'identità e nel benessere emotivo di una persona. I sintomi e i comportamenti associati a una relazione problematica con la figura materna o a un movimento interrotto verso di essa possono manifestarsi in vari modi. Ecco un elenco di circa 30 sintomi che possono emergere in questo contesto:

1. **Dipendenze**: Uso di sostanze come alcol, droghe o cibo per AFFRONTARE IL DOLORE EMOTIVO.
2. **Difficoltà relazionali**: Problemi a stabilire relazioni INTIME E SIGNIFICATIVE.
3. **Senso di colpa**: Sentimenti di colpa e vergogna legati a scelte personali o familiari.
4. **Bassa autostima**: Sentirsi inferiori o non all'altezza delle aspettative.
5. **Ansia e panico**: Attacchi di ansia che possono derivare da insicurezze profonde.
6. **Difficoltà a esprimere emozioni**: Incapacità di comunicare i propri sentimenti o bisogni.
7. **Senso di isolamento**: Sentirsi soli e non compresi dagli altri.
8. **Eccessiva responsabilità**: Sentirsi obbligati a prendersi cura degli altri, a scapito di se stessi.
9. **Difficoltà a ricevere amore**: Incapacità di accettare affetto e supporto dagli altri.
10. **Comportamenti autolesionistici**: Azioni che danneggiano il proprio benessere.
11. **Difficoltà a mantenere il lavoro**: Instabilità lavorativa e problemi di carriera.
12. **Sogni ricorrenti**: Sogni che riflettono conflitti irrisolti legati alla figura materna.
13. **Difficoltà a prendere decisioni**: Indecisione e paura di sbagliare.
14. **Senso di impotenza**: Sentirsi incapaci di affrontare le sfide della vita.
15. **Profonda tristezza**: Un senso di malinconia che pervade la vita quotidiana.
16. **Difficoltà a stabilire confini**: Incapacità di dire di no o di proteggere il proprio spazio personale.
17. **Cicli ripetitivi di fallimento**: Esperienze che si ripetono nel tempo, senza apparente progresso.
18. **Difficoltà a perdonare**: Risentimento verso la madre o figure materne.
19. **Senso di inadeguatezza**: Sentirsi non all'altezza delle aspettative materne.
20. **Comportamenti competitivi**: Necessità di competere per l'approvazione materna.
21. **Difficoltà a trovare la propria identità**: Confusione riguardo al proprio ruolo e scopo nella vita.
22. **Rifiuto della propria femminilità o mascolinità**: Difficoltà ad accettare il proprio genere.
23. **Relazioni con partner problematici**: Coinvolgimento in relazioni disfunzionali che riflettono dinamiche familiari.
24. **Senso di impotenza nelle relazioni**: Sentirsi bloccati o incapaci di cambiare le dinamiche relazionali.
25. **Difficoltà a gestire il conflitto**: Evitare il confronto o reagire in modo eccessivo.
26. **Senso di perdita**: Sentimenti di lutto per una madre assente o distante.
27. **Difficoltà a stabilire legami con i propri figli**: Ripetizione di schemi familiari disfunzionali.
28. **Senso di responsabilità eccessiva verso la famiglia**: Sentirsi obbligati a mantenere l'armonia familiare a scapito del proprio benessere.
29. **Difficoltà a godere della vita**: Incapacità di provare gioia o soddisfazione nelle esperienze quotidiane.
30. **Rifiuto di chiedere aiuto**: Sentirsi inadeguati nel cercare supporto dagli altri.

Questi sintomi possono manifestarsi in modi diversi e variare da persona a persona. L'approccio delle costellazioni familiari cerca di portare alla luce queste dinamiche nascoste, permettendo alle persone di affrontare e risolvere i conflitti legati alla figura materna e di ripristinare un senso di equilibrio e connessione nella loro vita. Riconoscere e lavorare su queste problematiche può essere un passo fondamentale verso la guarigione e il benessere emotivo.

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Ti consiglio di leggerlo quando hai tempo, tranquillamente per godertelo.È un gioiello... Di Jorge Luis Borges, scrittor...
29/04/2025

Ti consiglio di leggerlo quando hai tempo, tranquillamente per godertelo.

È un gioiello... Di Jorge Luis Borges, scrittore e poeta.

Oltre l'incanto... oltre tutto ciò che è esterno a me.

“VALGO”

Da tanto perdere ho imparato a vincere; da tanto piangere mi è stato disegnato il sorriso che ho.

Conosco il pavimento così tanto che guardo solo il cielo. Ho toccato il fondo così tante volte che ogni volta che scendo so già che domani salirò.

Mi stupisco tanto quanto sia l'essere umano, che ho imparato ad essere me stesso.

Ho dovuto sentire la solitudine per imparare a stare con me stesso e sapere di essere di buona compagnia.

Ho cercato di aiutare gli altri così tante volte, che ho imparato a chiedere aiuto.

Ho sempre cercato di rendere tutto perfetto e ho capito che in realtà tutto è imperfetto come dovrebbe essere (me compreso).

Faccio solo quello che devo, nel miglior modo possibile e gli altri fanno quello che vogliono.

Ho visto così tanti cani correre senza senso, ho imparato ad essere una tartaruga e apprezzare il percorso.

Ho imparato che in questa vita nulla è sicuro, solo la morte... Per questo mi godo il momento e quello che ho.

Ho imparato che nessuno mi appartiene, e ho imparato che staranno con me tutto il tempo che vogliono e devono stare, e chi è veramente interessato a me me me lo farà sapere in ogni momento e contro qualsiasi cosa.

Che la vera amicizia esiste, ma non è facile trovarla.

Che chi ti ama te lo dimostrerà sempre senza bisogno che tu glielo chieda.

Che essere fedeli non è un obbligo ma un vero piacere quando l'amore è padrone di te.

Questo è vivere. ... La vita è bella con il suo andare e ve**re, con i suoi sapori e i suoi insapori...

Ho imparato a vivere e godere di ogni dettaglio, ho imparato dagli errori ma non vivo pensando a loro, perché sono sempre un ricordo amaro che ti impedisce di andare avanti, perché ci sono errori irrimediabili.

Le ferite forti non si cancellano mai dal tuo cuore ma c'è sempre qualcuno davvero disposto a guarirle con l'aiuto di Dio.

Cammina per mano di Dio, tutto migliora sempre.

E non sforzarti troppo che le cose migliori della vita accadano quando meno te le aspetti. Non cercarle, loro ti cercano.
Il meglio sta succedendo...

"Passa, tutto passa.Anche se ora il tempo è lento, passa.Datti tempo per soffermarti.Datti tempo per restare.Datti tempo...
17/01/2025

"Passa, tutto passa.
Anche se ora il tempo è lento, passa.

Datti tempo per soffermarti.
Datti tempo per restare.
Datti tempo per accogliere.

Dolci pianti abbracciata a te stessa.
Lenti carezze al tuo Cuore.
Caldi baci sui tuoi occhi.

Scalda il tuo tempo, lento.
Non attenderlo appesa alle lancette di un orologio passato.
Coltiva il minuto che scandisce l attesa.

Stai con Te.
Perché passa, tutto passa
Sempre."

Seguendo sempre il Sole .

Sam Vercesi

Una persona matura non si innamora, non cade innamorata, ma sale in amore..."Una persona matura ha integrità per stare s...
26/10/2024

Una persona matura non si innamora, non cade innamorata, ma sale in amore...

"Una persona matura ha integrità per stare sola, e quando dà amore, lo dà senza essere legata a nessun filo, lo dà semplicemente.

Quando una persona matura dà amore, sta ringraziando che tu lo accetti, non si aspetta che tu lo ringrazi, semplicemente ti ringrazia per aver accettato il suo amore.

E quando due persone mature si amano, succede uno dei fenomeni più belli: sono insieme ma enormemente soli. Non distruggono la loro individualità.

Si aiutano a essere più liberi.

Non sono coinvolti nel dominarsi. Come puoi dominare la persona che ami?

Il dominio è una sorta di odio, rabbia, inimicizia.

La libertà è un valore più alto dell'amore. Se l'amore distrugge la libertà, non ne vale la pena. Senza libertà non sarai mai felice, è impossibile.

La libertà è il desiderio intrinseco di ogni uomo e di ogni donna, per questo uno comincia ad odiare tutto ciò che distrugge la propria libertà.

Il vero amore è amore dell'essere. L'amore dell'essere è uno stato.

Quando arrivi a casa e sai chi sei, allora nasce l'amore nel tuo essere. La fragranza inizia a diffondersi e puoi offrirla agli altri.

Il primo requisito fondamentale per poter dare amore è avere amore, perché non si può dare ciò che non si ha. "

Osho

Quando hai un conflitto, un grande amico mi ha detto: "non darlo all'ego per risolverlo, dallo all'anima. "Cit.
19/10/2024

Quando hai un conflitto,
un grande amico mi ha detto: "non darlo all'ego
per risolverlo,
dallo all'anima. "

Cit.

QUESTO DOLORE NON È MIO Quando il passato familiare influenza la nostra vita.Ciò che non è stato espresso in famiglia, c...
15/10/2024

QUESTO DOLORE NON È MIO
Quando il passato familiare influenza la nostra vita.

Ciò che non è stato espresso in famiglia, come ad esempio segreti, ingiustizie ed esclusioni, restano latenti nel sistema familiare, senza sosta, in attesa di essere visti, riconosciuti e riconciliati dai loro discendenti, dalle nuove generazioni.

E così abbiamo sentito le frasi dei grandi "maestri":

"Coloro che amiamo e che abbiamo perso non sono più dove erano; ora sono dove siamo noi". Sant'Agostino

"L'irrisolto ritorna sotto forma di destino". Carl Jung

"Chi non conosce la sua storia tende a ripeterla". Bert Hellinger

"Siamo meno liberi di quanto crediamo". Anne Ancelin Schutzenberger

"Tutti dovrebbero conoscere il proprio albero genealogico. La famiglia è il nostro forziere del tesoro o la nostra trappola mortale." Alejandro Jodorowsky

"Quello che tace la prima generazione, la seconda lo porta nel corpo". Francoise Dolto

"Questo dolore non è mio". Mark Wolynn

E così inconsciamente viviamo per loro o come loro, per i nostri genitori e i nostri antenati, per amore cieco, ripetendo storie di sofferenza fino a quando qualcuno della famiglia si svegli e con amore e onore, riconcili questa storia nella grande Anima familiare, dando pace al passato, collegando il presente e liberando il "futuro".
Testo attribuito a Jorge Luis Borges

“Ricordatevi di guardare le stelle, non i piedi. Cercate di dare un senso a quello che vedete e chiedetevi cosa permette...
14/10/2024

“Ricordatevi di guardare le stelle, non i piedi. Cercate di dare un senso a quello che vedete e chiedetevi cosa permette all'universo di esistere . Siate curiosi. E per quanto la vita possa sembrarvi difficile, c'è sempre qualcosa che si può fare e che si può raggiungere. L'importante è che non rinunciate.”

Stephen Hawking

Molte mamme si lamentano che i loro figli non vengono ai seminari di costellazioni e Biocostellazioni® nonostante abbian...
12/10/2024

Molte mamme si lamentano che i loro figli non vengono ai seminari di costellazioni e Biocostellazioni® nonostante abbiano un vero malessere. Dico sempre loro di permettere ai figli di fare l’esperienza del dolore. Quando staranno davvero male, cercheranno una soluzione. Così anche per coloro che chiedono consigli che non seguono, nella nostra vita di tutti i giorni e vale anche per chi, alla proposta di un aiuto valido, trova delle scuse, delle obiezioni, dei dubbi. La verità è che chi non sta veramente male, non ha abbastanza forza per cambiare. Solo se hai sofferto abbastanza, inneschi delle energie profonde che ti dirigono verso un vero cambiamento.

Gabriele Policardo

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