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Anche quando rischia di svanire, l'unico modo per ritrovare il corpo, è raccontarlo.Evento finale Residenza artistica co...
21/05/2026

Anche quando rischia di svanire, l'unico modo per ritrovare il corpo, è raccontarlo.

Evento finale Residenza artistica con ospiti C.R.A.P. dedicata Phoenix e R.E.M.S. di Carovigno nell'ambito del Progetto "L'ARTE CHE CURA" promosso dal Garante Regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.

Ai sensi dell'Avviso pubblico per la ricerca di enti no profit del terzo settore, di cui al d.lgs. n. 117/2017, per la realizzazione di interventi sperimentali di mutualismo in carcere, apprendimento on the job e animazione e supporto alla genitorialità negli istituti penitenziari, nelle Rems e nelle Crap dedicate.

Si ringrazia per la Presenza,

Giuseppe Valenzano, Sindaco di Rutigliano

Piero Rossi, Garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale - Puglia

Francesca Pantuliano, Direttore Aggiunto U.I.E.P.E. Bari

Guido Di Sciascio, Direttore DSM-DDP ASL BA

Paola Clemente, Responsabile Psichiatria Penitenziaria ASL BA

Giuseppe Valentini Gravinese, Presidente AssoGeSSS

Miguel Gomez, Organizzatore BIBART - Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea

e Tutti coloro i quali hanno partecipato.

Si è conclusa ieri una intensa e stimolante prima sessione di lavoro del Metodo Art Brut, azione centrale dedicata alla ...
15/05/2026

Si è conclusa ieri una intensa e stimolante prima sessione di lavoro del Metodo Art Brut, azione centrale dedicata alla ricerca comparativa e transnazionale del progetto.
Abbiamo approfondito metodologie, strumenti e approcci innovativi che intrecciano salute mentale, educazione non formale ed espressione artistica, con particolare attenzione alle pratiche ispirate all’Art Brut.
Durante l’incontro abbiamo lavorato su:
🔹 definizione del framework di ricerca comune
🔹 strumenti condivisi per interviste, survey e raccolta dati
🔹 standard etici e procedure GDPR
🔹 analisi delle pratiche esistenti nei diversi Paesi partner
🔹 coinvolgimento di professionisti, caregiver e persone con esperienza diretta
Il confronto tra partner ha confermato il valore di una ricerca capace di unire conoscenza scientifica e vissuti reali, per costruire materiali formativi innovativi, inclusivi e realmente utili.
Grazie a tutti i partner per il contributo, la partecipazione attiva e la qualità del dialogo costruito insieme.
Il lavoro continua con la fase di ricerca secondaria e primaria nei diversi contesti nazionali.

Documentario sulla residenza artistica che ha coinvolto gli ospiti della C.R.A.P. dedicata Phoenix e gli ospiti della R....
14/05/2026

Documentario sulla residenza artistica che ha coinvolto gli ospiti della C.R.A.P. dedicata Phoenix e gli ospiti della R.E.M.S. di Carovigno per il progetto "L'arte che cura" promosso da Gruppo Phoenix con il contributo del Garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà - Puglia.

Ai sensi dell'avviso pubblico per la ricerca di enti no profit del terzo settore, di cui al d.llgs. n. 117/2017, per la realizzazione di interventi sperimentali di mutualismo in carcere, apprendimento on the job e animazione e supporto alla genitorialità negli istituti penitenziari, nelle R.E.M.S. e nelle Crap dedicate.

Documentario sulla residenza artistica che ha coinvolto gli ospiti della C.R.A.P. dedicata Phoenix e gli ospiti della R.E.M.S. di Carovigno per il progetto "...

Buongiorno Corpo,siamo alla terza RESIDENZA ARTISTICA curata dal Collettivo ARTBRUT22 con la partecipazione di pazienti ...
06/05/2026

Buongiorno Corpo,
siamo alla terza RESIDENZA ARTISTICA curata dal Collettivo ARTBRUT22 con la partecipazione di pazienti psichiatrici autori di reato.
Il collettivo ARTBRUT22, nato nell’ambito delle attività delle Comunità di riabilitazione psico-sociale del GRUPPO PHOENIX, è formato da artisti/pazienti o ex pazienti.

Con il progetto “L’arte che cura”, prende “in cura” ragazzi ospiti della CRAP Phoenix dedicata a pazienti psichiatrici autori di reato e della REMS di Carovigno. Un circuito complesso ma fantastico. La prima residenza con mostra finale P.Q.M. partiva da una riflessione sulla “pericolosità sociale”.

La seconda residenza con mostra finale “TIC-TAC, il pendolo e la melanconia” registrò come input iniziale, alcune riflessioni di Schopenhauer.

Questa terza residenza artistica registra come input Iniziale la lettura di un libro di Vittorio Lingiardi “CORPO, UMANO”, e pone al centro dell’esperienza artistica in residenza il rapporto con il proprio corpo. Dopo una prima lettura in gruppo di alcune pagine dal libro del dott. Lingiardi, abbiamo iniziato un viaggio nei nostri corpi in cura, inizialmente elaborando pensieri trascritti su manifesti appesi nel nostro laboratorio per poi passare a dare forma ai nostri pensieri/emozioni.

Il risultato finale registra:
- Opere individuali
- Tre opere collettive elaborate in residenza:
1. Il funerale della lingua, la parola è morta;
2. Cuore e Cervello si parlano?
3. Dispositivi di sensi e di senso
- Due video

Per concludere riporto alcune frasi che ho trovato appuntate in residenza: ogni organo è tutto il corpo e tutto il corpo è ogni suo organo. Il nostro corpo, tutto il corpo, guarda se stesso e lo incontra, guarda il mondo e lo incontra. Buona visione.

Il curatore di ArtBrut22
Pasquale Rubino

05/05/2026

Info: [email protected] BIBART, Biennale d’Arte contemporanea per la quinta edizione aumenta il numero delle opere esposte per ogni artista portandole a quattro, Bibart si svolgerà in due città: Bari e Martina Franca, il periodo espositivo si terra dal 10 luglio al 10 agosto 2026, l’esposizione a Bari avverrà in Chiese storiche del borgo antico, Santa Teresa dei Maschi (Museo del Colore) e San Gaetano, Martina Franca (TA) Conservatorio di Santa Maria della Misercordia detto Convento delle Monacelle. Il tema dell’edizione 2026 è “La Speranza”
“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile” Francesco d’Assisi

Parlare oggi di speranza è un atto di coraggio. Le notizie che arrivano raccontano di guerre, genocidi, distruzione e futuri interrotti. Le immagini scorrono veloci sugli schermi e ci appaiono feroci ma poi passano e ci facciamo prendere dalla vita di tutti i giorni, ma il peso che portano quelle immagini è reale: città distrutte, persone costrette a lasciare tutto, bambini assassinati. In mezzo a tutto questo, la speranza può apparire fragile e quasi fuori luogo.
Eppure è proprio nei momenti più bui che la speranza diventa necessaria. Non è un’illusione ingenua né un modo per ignorare la realtà. Al contrario, è una scelta cosciente e consapevole: quella di credere che, nonostante tutto, qualcosa possa cambiare. È la forza che spinge chi soffre a rialzarsi, chi ha perso tutto a ricominciare, chi osserva da lontano a non restare indifferente.
La speranza oggi non è fatta di grandi promesse, ma di piccoli gesti. È nelle mani di chi aiuta, nelle parole di chi consola, nelle decisioni di chi sceglie la pace invece della violenza. È nel rifiuto di abituarsi alla guerra, nel continuare a indignarsi, nel non smettere di immaginare un mondo diverso.
Forse la speranza non può fermare da sola i conflitti, ma può cambiare il modo in cui gli esseri umani reagiscono ad essi. Può unire invece di dividere, costruire invece di distruggere. E anche se sembra poco, è da lì che ogni cambiamento ha inizio. In questo contesto, l’arte assume un ruolo fondamentale. L’arte non ferma le guerre, ma può cambiare lo sguardo delle persone. Può dare voce a chi non ne ha, raccontare il dolore senza banalizzarlo, e allo stesso tempo aprire spiragli di senso. L’arte può denunciare, ma anche curare. Può trasformare la sofferenza in espressione, il caos in significato. Può ricordarci che, nonostante tutto, condividiamo emozioni, paure e desideri. In un mondo diviso, l’arte costruisce ponti invisibili.
La speranza oggi non è qualcosa di grande e luminoso, ma qualcosa di piccolo e ostinato: un gesto, una parola, un’opera che riesce a farci prendere coscienza e consapevolezza.
In un mondo ferito, la speranza non è debolezza. È resistenza. Novità della 5^ edizione è l’apertura di una sessione di artisti che confluiscono nel filone artistico definito ART BRUT. L’idea nasce dalla collaborazione della Bibart Biennale con il gruppo ArtBrut22 e le Associazioni di promozione sociale Occhi Verdi e ventidue.tv, nate nell’ambito del GRUPPO PHOENIX – Ente Gestore di strutture di riabilitazione psichiatrica – con l’obiettivo di promuovere percorsi di inclusione sociale e di migliorare la qualità della vita. L’arte che cura dando forma, espressione ad un vissuto che ha creato sofferenza, questo è il fascino dell'Art Brut, capace di aprire dinamiche emozionali non comuni. Questi autori creano senza preoccuparsi delle critiche pubbliche e delle opinioni degli altri. Non cercando né riconoscimento né approvazione, progettano un universo per proprio uso. Il loro lavoro, non è toccato dalle influenze esercitate dalla tradizione artistica e utilizza modalità di rappresentazione uniche. La nozione di Art Brut si basa sia su caratteristiche sociali che su particolarità estetiche. L’Art Brut nasce subito dopo la fine della seconda guerra mondiale grazie all'artista francese Jean Dubuffet (1901-1985) che fu per tutta la vita un ribelle e si oppose all'arte tradizionale per ricercare nuove forme espressive. Pittore e scultore, ma anche filosofo e teorico dell'arte, il suo interesse verteva sulle persone prive di formazione culturale, coloro che vivevano ai margini della società, estranei ai circuiti dell'arte tradizionale (in particolare bambini e malati psichiatrici), capaci di esprimere il proprio immaginario, rompendo i contatti con la realtà. I pazienti psichiatrici erano gli artisti che Dubuffet preferiva: amava scovare persone recluse che si sentivano comunque libere di creare. Visitò in lungo e in largo manicomi e case di persone con disturbi mentali, cercando, nelle cartelle cliniche e nei luoghi da loro abitati, la testimonianza del loro tratto caotico. Un linguaggio composto da alfabeti misteriosi, da forme vorticose e ipnotiche. Colori violenti che rappresentavano fragili stati mentali e prospettive non conformi al mondo. Notevoli, forse proprio perché imbevuti dell'infelicità, del dolore e della miseria umana, espressione della loro condizione di reclusi e di persone inascoltate.

"Il funerale della lingua. La parola è morta".Opera in cartapesta, legno e led, realizzata dal Collettivo ArtBrut22 in c...
16/04/2026

"Il funerale della lingua. La parola è morta".

Opera in cartapesta, legno e led, realizzata dal Collettivo ArtBrut22 in collaborazione con gli ospiti della R.E.M.S. di Carovigno Brindisi nell'ambito del progetto "L'arte che cura" di Gruppo Phoenix promosso dal Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà Regione Puglia.

Sarà in mostra dal 13 maggio 2026 presso Phoenix Art Factory a Rutigliano Bari in via Madre Maria Pia della Croce sn.

SIP25: NOI CI SIAMO CON "L’ARTE CHE CURA"
07/11/2025

SIP25: NOI CI SIAMO CON "L’ARTE CHE CURA"

Sarah Vetrani - Untitled
13/10/2025

Sarah Vetrani - Untitled

Indirizzo

Via Madre Maria Pia Della Croce, Nc
Rutigliano
70018

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 13:00
Giovedì 09:30 - 13:00

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