30/09/2026
La Metamorfosi passa anche dallo spazio. Nel 2026 continua la collaborazione con Luigi Ferretti e Valerio Di Festa , architetti abruzzesi con base a Rotterdam, che curano architettura transitoria, luci e direzione. L’esperienza si unifica e il design si estende anche al Main Stage: i due palchi acquisiscono la stessa grammatica, declinata secondo le loro diverse identità.
Uno è un’arena modulare, un peristilio industriale minimo e permeabile, composto da otto torri prefabbricate sulle quali si alternano luci e sound system. L’altro erige due torri sulle quali tutto è contenuto. Posizionate ai lati del palco, diventano elementi riconoscibili e punti di riferimento nell’intera area del festival.
Ad amplificare questa architettura di luce e suono si unisce , completando un connubio ormai viscerale con il festival. Il suo lavoro esplora il punto esatto in cui colore, luce e musica si fondono. Il materiale visivo originale nasce da un processo artigianale: lavorando manualmente con una lavagna luminosa e proiettori analogici, Aurelia manipola texture liquide e materiche, da cui prendono forma visual che oscillano tra momenti ipnotici e meditativi ed esplosioni di energia pura.
Radicate nella tradizione della liquid light art degli anni ’60, le sue performance vivono della bellezza dell’imprevedibile: un flusso artigianale e analogico che attraversa la struttura essenziale delle torri e avvolge lo spazio, trasformando il palco di notte in un organismo vivo, concentrico e vibrante.
Grazie a Luigi Ferretti , Valerio Di Festa e per la ricerca e per una collaborazione che, anno dopo anno, continua a costruire l’identità di Transumare.
Foto: Theoni Gkesiou Andrea “Dudo” Mastrangelo