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CONOSCETE l'antica ricetta dello SCIROPPO DI ROSA che potrete degustare DOMANI a VILLA BORZINO Busalla ?Ermanno lo mesce...
20/06/2026

CONOSCETE l'antica ricetta dello SCIROPPO DI ROSA che potrete degustare DOMANI a VILLA BORZINO Busalla ?
Ermanno lo mescerà per voi alla nostra FESTA DEL TANGO DELLE ROSE 😉🌹

Il famoso sciroppo di rose della Valle Scrivia, che assaggerete nell'aperitivo alla rosa domenica 21 giugno nella nostra...
19/06/2026

Il famoso sciroppo di rose della Valle Scrivia, che assaggerete nell'aperitivo alla rosa domenica 21 giugno nella nostra FESTA DEL TANGO DELLE ROSE a VILLA BORZINO BUSALLA vanta tradizione storica.
Alcuni produttori utilizzano per i loro sciroppi anche i petali della rosa damascena.
VI RACCONTO una brevissima parte della sua storia perchè é leggendaria...

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Così come la Gallica, l’origine della Rosa di Damasco è persa nel tempo…
conosciute fin dai tempi degli antichi Greci, citate in resoconti e cantate nelle poesie.
Si dice fosse largamente coltivata dai Persiani e da quella terra fosse stata diffusa in Terra Santa ed altre aree del Medio Oriente, quindi introdotta in Europa ad opera dei Crociati insieme a merci esotiche.

La leggenda vuole che la prima pianta di rosa, che poi sarebbe diventata famosa come Rosa Damascena, fosse raccolta in Persia nelle valli intorno a Ghamsar da un soldato di Alessandro Magno che, invaghitosi del profumo, la trapiantò poi in Siria.

Ancora secondo tradizione fu il Crociato Robert de Brie** a portarla a metà del 1100 da Damasco nel suo castello in Champagne, da dove si diffuse in Francia e più tardi nelle Isole Britanniche, anche se antichi affreschi romani suggeriscono che almeno una rosa damascena esistesse in Europa centinaia di anni prima.

La rosa di Damasco (R. damascena) presenta fiori doppi, un po’ arruffati, sempre rosa caldo chiaro con una forte fragranza, il loro nome è proprio sinonimo di questa qualità. Non è rifiorente.

Apprezzate per i loro numerosi fiori e per il profumo intenso, sono coltivate da secoli per scopi fitoterapici, cosmetici, nella produzione di essenze. Sin dall’antichità è la rosa più importante per la distillazione di acqua di rose, essenza di rose e di altri oli essenziali nel settore profumiero. I fiori ricchi dell’enzima sono responsabili della fragranza distillata dai petali, vengono utilizzati i petali di 30 fiori per ottenere una sola goccia dell’olio preziosissimo di questa rosa!

I principali centri di produzione di essenze sono nelle ampie vallate di Bulgaria, Marocco e Turchia.

La tradizione della coltivazione in Iran a Shiraz era conosciuta sin dall’antichità, forse diffusa per mezzo dei popoli indoeuropei dai loro paesi d'origine.
Famosi erano nei tempi remoti i giardini di rose (gulistān); antichissimi, sono descritti come una vera meraviglia nei racconti di coloro che li hanno visitati.

Selezionata prima del 1551 una mutazione di R. damascena Versicolor, conosciuta come “York and Lancaster” in memoria della riappacificazione tra le due casate, presenta petali rosa e/o bianchi o misti sulla stessa pianta con forte profumazione.

DOMENICA 21 giugno, festeggeremo a VILLA BORZINO Busalla il TANGO, i FIORI, l'AMICIZIA 🌹!!!con Giulio Morbidelli DJ  Erm...
19/06/2026

DOMENICA 21 giugno, festeggeremo a VILLA BORZINO Busalla
il TANGO, i FIORI, l'AMICIZIA 🌹!!!
con Giulio Morbidelli DJ
Ermanno Cavo e tutti noi del Gruppo Borzino (allargato) saremo felici di rivedervi🙂
VI ASPETTANO SORPRESE....😉

Le ROSE della VALLE SCRIVIA costituiscono uno scenario molto interessante. Le qualità di rose da sciroppo maggiormente u...
17/06/2026

Le ROSE della VALLE SCRIVIA costituiscono uno scenario molto interessante.
Le qualità di rose da sciroppo maggiormente utilizzate sono la Rugosa e la Centifolia Muscosa, come vi ho raccontato, ma alcuni produttori locali utilizzano anche la Gallica e la Damascena, profumatissime e dall’intensa colorazione.

La Rosa Gallica è una pianta antichissima, tanto antica che è persino difficile risalire alle sue origini ancestrali.
E’ una varietà selvatica, botanica, originaria dell’Europa centrale e dell’Est; molti esemplari spontanei si ritrovarono dalla Turchia al Caucaso.
L'area di espansione della Rosa gallica fu molto vasta, dall'Asia Minore alle coste Atlantiche, dalla Scandinavia fino ai confini del Mediterraneo.

In Francia si fa romanticamente risalire il merito dell’introduzione della Rose de Provins al re di Navarra, Conte di Champagne e di Brie, Thibault IV*, detto Le Chansonnier (1201-1253) al suo ritorno dalle Crociate attorno al 1240, ipotesi che però non si basa su nessuna fonte certa.

Secondo altre fonti, la Rose de Provins sarebbe stata introdotta in Francia al tempo del “buon re René” d'Anjou *** nel XV secolo, ma la vera epoca di comparsa di questa rosa si ignora.
Autori inglesi hanno anche proposto l'Inghilterra come luogo di nascita, come Thomas Hanmer, che nel suo Garden Book del 1659 sostiene che sarebbero apparse a Norfolk qualche anno prima. Ancora una volta non lo sappiamo.

La sua prima mutazione naturale fu la Rosa Gallica Officinalis con numero di petali che va da 5 a 15-20, fiore più grande e maggior forza, fioritura unica.
Questo passaggio da Rosa Gallica a Rosa Gallica Officinalis illustra il passaggio da rosa selvatica a rosa coltivata a fini medicinali.

Oltre alle proprietà curative, già ai tempi dei romani veniva utilizzata come aromatizzante nel vino e a scopi igienico-profumieristici.

Fase significativa fu il passaggio da Rosa gallica Officinalis a Rosa gallica Versicolor.
Con il nome di Rosa gallica Versicolor si indicano due rose diverse:
- Rosa gallica (5 petali) con colore mutato in quanto presenta striature porpora e bianche, i cui esemplari si trovano, anche se raramente, allo stato naturale e definiti Rosa gallica Versicolor selvatica;
- esiste poi la varietà, nota a tutti gli amatori di rose antiche, la Rosa gallica 'Versicolor' orticola a 15-20 petali, anch'essa mutazione di Rosa gallica 'Officinalis'.

Si narra che il secondo nome della rosa gallica versicolor l’avesse dato nel XII secolo l’amante di Enrico II, Rosamund Clifford****, chiamata Fair Rosamund e Rose of the World (Rosa Mundi).

L'epoca durante la quale apparve la Rosa gallica 'Versicolor' (orticola) è oscura quanto l'epoca nella quale apparve la 'Officinalis'.
Secondo alcuni archeologi italiani se ne possono già vedere esemplari raffigurati negli affreschi della "Casa del Bracciale d'Oro" a Pompei.

Con Rosa gallica 'Versicolor' entriamo nella fase delle galliche orticole apprezzate non per le loro proprietà medicinali ma per la loro bellezza e le troviamo nei cataloghi più antichi dei vivaisti giunti fino a noi, proposte, non tra le piante medicinali come facevano per l'Officinalis', ma tra i fiori ornamentali ad un prezzo più elevato.

Durante la prima metà del XIX secolo si può stimare che il numero delle galliche messe in commercio furono almeno 2000. Tra queste solo 300 sono ancora coltivate oggi e la collezione completa si trova nel Roseto La Cour de Commer (Commer, Pays de la Loire, Francia).
Oggi nella stessa Francia gli esemplari sono sempre più rari, tanto che nel 1982 la Rosa Gallica è stata inserita nella lista delle piante protette.

PARLANDO DI ROSE...VENITE domenica 21 giugno a VILLA BORZINO Busalla alla FESTA DEL TANGO DELLE ROSE (e dei fiori)------...
16/06/2026

PARLANDO DI ROSE...
VENITE domenica 21 giugno a VILLA BORZINO Busalla
alla FESTA DEL TANGO DELLE ROSE (e dei fiori)
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Lo sapevate che una delle rose, con cui si fa il famoso "Sciroppo di Rose" della Valle Scrivia, è la ROSA MUSCOSA ?

R. Muscosa è una specie di rosa che ha origini selvagge, incerte… si sospetta che arrivi dall'Himalaya occidentale.
Si sarebbe formata attraverso una mutazione genetica di R. Centifolia e R. Damascena, avvenuta in Olanda alla fine del XVII secolo, infatti venne catalogata come Rosa Centifolia Muscosa Communis nel 1696.
Successivamente si diffuse nel sud della Francia e nella Savoia.
Sono state ampiamente coltivate e selezionate in Francia nel corso del XIX secolo.

Le rose che appartengono a questo gruppo hanno caratteristiche molto diverse e sono accomunate solo dalla muscosità.
Per muscosità si intende una caratteristica unica, piuttosto particolare, cioè l'aver sviluppato su peduncolo, calice e sepali e a volte anche sui rami una sorta di muschio viscoso (borracina) verde-bruno-rosso, appiccicoso al tatto, che emana un piacevole profumo aromatico di resina, se strofinato.
Il risultato è che il boccio risulta coperto da questo materiale muschioso, dando un effetto affascinante e aggiungendo una caratteristica unica alla specie.

Non sappiamo quando avvenne questo fenomeno curioso ma il Dr. Hurst cita varie fonti francesi che asseriscono che la prima rosa di questa natura esistente sia stata la “Old Pink Moss” o “Common Moss” rinvenuta in Francia, a Carcassone, nel 1696.
Fu menzionata per la prima volta in Inghilterra nel 1724, quando venne elencata nel primo catalogo di sementi prodotto dall’orticoltore Robert Furber insieme alle piante coltivate per la vendita a Kensington.

La ricopertura di muschio è probabilmente accaduta prima e fino a quel momento.
Intorno alla seconda metà del 1800, tuttavia, questo processo cessa di essere spontaneo e casuale e diventa un elemento estetico volutamente ricercato dagli ibridatori.
Si ritiene che in poco meno di mezzo secolo siano stati creati circa 600 ibridi di Rosa Muscosa.

Rosa profumatissima, fece un grande scalpore al suo apparire ad inizio 1800 ed ebbe particolare fortuna in Inghilterra durante l’età vittoriana. Comparve in tutti i giardini ed è per questo motivo che oggi, tra le rose antiche, le Muscose rappresentano proprio il particolare stile e gusto ottocentesco.
La maggior parte delle Rose Muscose furono coltivate per un periodo breve all’incirca dal 1850 al 1870.

Arrivate relativamente tardi sulla scena delle rose, il filone venne totalmente abbandonato nell’ultimo quarto del XIX secolo, forse perché ritenuto ormai troppo stravagante o di scarso interesse per un pubblico attratto dalle nuove varietà rifiorenti.
Le varietà sopravvissute fino ai giorni nostri non superano le 40.

Le Muscose hanno una bellezza diversa da quella delle altre rose, un certo fascino tutto loro proprio, tanto caro al gusto Vittoriano. Ancora oggi hanno numerosi estimatori tra gli appassionati che non riescono a rinunciare al fascino delle rose antiche e alla profumazione d’oriente, intensa e persistente di questa bellissima varietà, una combinazione veramente intrigante!

CHI INDOVINA CHI SONO😃?Siamo nel lontano .... 🤔 ????PROPRIO LUI, Giulio Morbidelli, il Musicalizador che animerà la nost...
14/06/2026

CHI INDOVINA CHI SONO😃?
Siamo nel lontano .... 🤔 ????
PROPRIO LUI, Giulio Morbidelli, il Musicalizador che animerà
la nostra FESTA DEL TANGO domenica prossima 21 GIUGNO a VILLA BORZINO BUSALLA !"
E lei é la gentile PATRIZIA, moglie e compagna della sua vita!
Non solo.
E' doveroso per me ricordare come Patrizia e Giulio Morbidelli condividano con l'Associazione Ligure Parkinson un'esperienza che preferiscono tenere per loro e condividere solo con gli iscritti dell'Associazione.
E' una classe di tango sui "generis", dice Giulio, che non ha bisogno di pubblicità, anzi è l'unica scuola che non vorrebbemai nuovi iscritti ma purtroppo non è così.

Sono anni che l'ALP li ha scelti per intraprendere un progetto di Tango Terapia in Liguria, cui loro hanno aderito istruendosi e formandosi.

Giulio scrisse una volta:
"""La cosa più importante fu quella di capire che una scuola di tango e un corso di tango terapia non sono diverse fra loro, magari è l'obiettivo che può essere diverso.
In una scuola si va per imparare per poi poter andare a ballare il tango in milonga. Non che questo sia precluso ai Parkinsoniani, ma l'obiettivo principale è il lavoro con la tecnica, per ritrovare equilibrio e mobilità. Nell'insegnare i passi andiamo anche a stimolare la memoria
Lavorando con persone affette dal morbo di Parkinson, la parte tecnica è fondamentale per recuperare equilibri; l’insegnamento dei passi diventa più uno stimolo della memoria che l’acquisizione degli stessi.
La cosa principale è far capire a un Parkinsoniano che l'apprendere una disciplina, considerata dai più "difficile, è alla loro portata, perchè il loro problema non li rende diversi da gli altri allievi.
Noi non li aiutiamo da un punto di vista medico, ma cerchiamo, creando fiducia e gruppo intorno a loro, a non sentirsi esclusi dalla realtà quotidiana.
La nostra esperienza con i Parkinsoniani ci ha permesso di crescere a livello d'insegnamento, grazie anche a corsi specifici che abbiamo fatto, tanto da concentrarci solo su questa esperienza che mancava nella nostra città e a tralasciare qualsiasi altra forma d'insegnamento nel mondo del tango.
Purtroppo, è sempre un dover ricominciare da zero, perchè la malattia non usura solo il corpo ma anche la mente; il Parkinsoniano dimentica o non riesce a concentrarsi e questo rende difficile la nostra esperienza con loro, ma non ci arrendiamo e continuiamo sempre con entusiasmo, anche perchè sono proprio i nostri allievi a stimolarci con la loro voglia di non arrendersi al loro destino.
""""""""""""

A Giulio Morbidelli e Patrizia i nostri RINGRAZIAMENTI e migliori auguri per il futuro dell'Associazione.... non é facile, e non é da tutti, impegnarsi per gli altri❤!

VOTATE !! ANCORA un suggerimento....Per lui,  "Modello TDJ"...   😉BUON COMPLEANNO Tino Giuseppe Iacovino
12/06/2026

VOTATE !!
ANCORA un suggerimento....
Per lui, "Modello TDJ"... 😉
BUON COMPLEANNO Tino Giuseppe Iacovino

12/06/2026

RICORDATE !!!
NON BASTANO I "LIKE" ....
BISOGNA VOTARE TRAMITE IL LINK😉 !!!

...e aggiungo, extra Contest:  "Il sogno, nell'abbraccio del Tango" con Michela Scelfo
12/06/2026

...e aggiungo, extra Contest: "Il sogno, nell'abbraccio del Tango"
con Michela Scelfo

VOTATE !! Qualche suggerimento....Per lei, la "giocosità"...con Sandra Antola
12/06/2026

VOTATE !!
Qualche suggerimento....
Per lei, la "giocosità"...

con Sandra Antola

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Via IV Novembre 110
Ronco Scrivia
16019

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Lunedì 20:00 - 17:00
Martedì 20:00 - 17:00
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