17/06/2026
Le ROSE della VALLE SCRIVIA costituiscono uno scenario molto interessante.
Le qualità di rose da sciroppo maggiormente utilizzate sono la Rugosa e la Centifolia Muscosa, come vi ho raccontato, ma alcuni produttori locali utilizzano anche la Gallica e la Damascena, profumatissime e dall’intensa colorazione.
La Rosa Gallica è una pianta antichissima, tanto antica che è persino difficile risalire alle sue origini ancestrali.
E’ una varietà selvatica, botanica, originaria dell’Europa centrale e dell’Est; molti esemplari spontanei si ritrovarono dalla Turchia al Caucaso.
L'area di espansione della Rosa gallica fu molto vasta, dall'Asia Minore alle coste Atlantiche, dalla Scandinavia fino ai confini del Mediterraneo.
In Francia si fa romanticamente risalire il merito dell’introduzione della Rose de Provins al re di Navarra, Conte di Champagne e di Brie, Thibault IV*, detto Le Chansonnier (1201-1253) al suo ritorno dalle Crociate attorno al 1240, ipotesi che però non si basa su nessuna fonte certa.
Secondo altre fonti, la Rose de Provins sarebbe stata introdotta in Francia al tempo del “buon re René” d'Anjou *** nel XV secolo, ma la vera epoca di comparsa di questa rosa si ignora.
Autori inglesi hanno anche proposto l'Inghilterra come luogo di nascita, come Thomas Hanmer, che nel suo Garden Book del 1659 sostiene che sarebbero apparse a Norfolk qualche anno prima. Ancora una volta non lo sappiamo.
La sua prima mutazione naturale fu la Rosa Gallica Officinalis con numero di petali che va da 5 a 15-20, fiore più grande e maggior forza, fioritura unica.
Questo passaggio da Rosa Gallica a Rosa Gallica Officinalis illustra il passaggio da rosa selvatica a rosa coltivata a fini medicinali.
Oltre alle proprietà curative, già ai tempi dei romani veniva utilizzata come aromatizzante nel vino e a scopi igienico-profumieristici.
Fase significativa fu il passaggio da Rosa gallica Officinalis a Rosa gallica Versicolor.
Con il nome di Rosa gallica Versicolor si indicano due rose diverse:
- Rosa gallica (5 petali) con colore mutato in quanto presenta striature porpora e bianche, i cui esemplari si trovano, anche se raramente, allo stato naturale e definiti Rosa gallica Versicolor selvatica;
- esiste poi la varietà, nota a tutti gli amatori di rose antiche, la Rosa gallica 'Versicolor' orticola a 15-20 petali, anch'essa mutazione di Rosa gallica 'Officinalis'.
Si narra che il secondo nome della rosa gallica versicolor l’avesse dato nel XII secolo l’amante di Enrico II, Rosamund Clifford****, chiamata Fair Rosamund e Rose of the World (Rosa Mundi).
L'epoca durante la quale apparve la Rosa gallica 'Versicolor' (orticola) è oscura quanto l'epoca nella quale apparve la 'Officinalis'.
Secondo alcuni archeologi italiani se ne possono già vedere esemplari raffigurati negli affreschi della "Casa del Bracciale d'Oro" a Pompei.
Con Rosa gallica 'Versicolor' entriamo nella fase delle galliche orticole apprezzate non per le loro proprietà medicinali ma per la loro bellezza e le troviamo nei cataloghi più antichi dei vivaisti giunti fino a noi, proposte, non tra le piante medicinali come facevano per l'Officinalis', ma tra i fiori ornamentali ad un prezzo più elevato.
Durante la prima metà del XIX secolo si può stimare che il numero delle galliche messe in commercio furono almeno 2000. Tra queste solo 300 sono ancora coltivate oggi e la collezione completa si trova nel Roseto La Cour de Commer (Commer, Pays de la Loire, Francia).
Oggi nella stessa Francia gli esemplari sono sempre più rari, tanto che nel 1982 la Rosa Gallica è stata inserita nella lista delle piante protette.