MESIA SPACE - Arte Contemporanea

MESIA SPACE - Arte Contemporanea Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di MESIA SPACE - Arte Contemporanea, Arte e intrattenimento, Largo Mesia, 3/Via Vulci, 32, Rome.

MESIA SPACE è uno spazio espositivo di "confine" che permette agli artisti che vi espongono di sperimentare diverse modalità espressive, divenendo spazio di dialogo e riflessione sulla propria ricerca creativa e sul farsi dell’esperienza artistica.

21/05/2026

Lisa Monna / Mauro Bagella - OLTRE Noi ci saremo
finissage venerdì 22 maggio dalle 18.00 alle 20.30
L'installazione è una delle innumerevoli rappresentazioni della vita oltre la vita che la fantasia di un artista può immaginare, è la visione fantastica di un mondo di pace vera nel quale rincontrarsi. Pensata appositamente per la “vetrina” di Mesia Space, è realizzata con figure in movimento, immagini video, luci e musica.

Lisa Monna / Mauro Bagella - OLTRE  Noi ci saremo finissage venerdì 22 maggio dalle 18.00 alle 20.30 L'installazione è u...
20/05/2026

Lisa Monna / Mauro Bagella - OLTRE Noi ci saremo
finissage venerdì 22 maggio dalle 18.00 alle 20.30
L'installazione è una delle innumerevoli rappresentazioni della vita oltre la vita che la fantasia di un artista può immaginare, è la visione fantastica di un mondo di pace vera nel quale rincontrarsi. Pensata appositamente per la “vetrina” di Mesia Space, è realizzata con figure in movimento, immagini video, luci e musica. Il lavoro ha origine da una riflessione sintetizzata nel testo che l'accompagna:
Oltre noi / e la fragilità dei nostri corpi / oltre i sogni, le illusioni, le speranze / e i pensieri e le parole / oltre il Male, le menzogne e le guerre / oltre la violenza / e il sangue versato / oltre gli incubi e la paura / al di là del mare / che innocente / riflette il cielo / nel vento, nella pioggia / oltre le nubi / fra le stelle / con corpi forti e lucenti / nella luce calda dell'Infinito / del “gran Sole carico d'amore”* / NOI CI SAREMO
Anche questa installazione risponde alla concezione sinestesica e multisensoriale dell'opera artistica degli autori. Oltre alla musica, che dà profondità respiro sogno alla visione, oltre ai movimenti lievi della scena, anche le immagini video e le luci - la loro intima variazione serotina - assecondano le suggestioni proposte dal testo, fondendosi con la luce naturale, grande abitatrice dello spazio di Mesia.
Il ricorso ai materiali naturali, tratto comune delle precedenti creazioni, è esemplificato qui dalla presenza della splendida lunaria, il piccolo arbusto che nella fantasia popolare rimanda ai raggi della luna. L'immaginazione di chi guarda vi potrebbe ravvisare ali, raggi, emanazioni di pensieri belli o semplici ornamenti, la lunaria in ogni caso è lì a testimonianza della impareggiabile bellezza del creato.
Note sugli autori
Installazioni, regie di eventi e di lavori con video sono le creazioni che Lisa Monna ha realizzato in questi anni con la emmebifactory, lo studio per la progettazione e la realizzazione di prodotti artistici, di cultura e di spettacolo che ha fondato assieme al compositore Mauro Bagella. Ha sempre esercitato una creatività al confine fra le varie arti, operando con materiali di vario tipo. La sua personale ricerca continua a muoversi dalle microinstallazioni dei Cloisonné d'uso degli anni 2017-2019 alle macroinstallazioni visivo-sonore successive con la musica di Mauro Bagella, tra assemblaggi e creazioni astratte con i materiali più diversi, cercando ispirazione e fusione con tutto ciò che la natura offre.
Laureata in Lettere con una tesi di Etnomusicologia e diplomata in Direzione d'Orchestra, Lisa Monna è anche compositrice e autrice di saggi sulla musica e sulla danza. Nel campo musicale ha svolto un’attività artistica rivolta soprattutto alla sperimentazione sul teatro musicale e sull’uso della voce.
Cfr. RAW, Rome Art Week, 2025 – Artisti - Tra Oriente e Occidente - Cloisonné d'uso, Prima, Seconda e Terza Parte, 2017-2019, tre mostre allestite con musica e con performance di danzatori, sintesi di varie esperienze.
Lisa Monna/Mauro Bagella, installazioni visivo-sonore:
Girevole, Roma, Studio Campo Boario, ottobre 2018; Dal chiuso dell'acqua, installazione per una toilette, Roma, Galleria Gard, ottobre 2019; Byoblu 21 - un messaggio dal cosmo, oggetto sonoro interattivo, Roma, Orto Botanico, luglio 2021, (Viterbo, Orto Botanico A. Rambelli, settembre 2022); Le stagioni della memoria, Roma, Mesia Space, novembre 2021; Nell’occhio del ciclone mi poso - installazione interattiva sensibile al vento, Viterbo, Orto Botanico, settembre 2022.
Teatro musicale, performance, videoarte, danza e installazioni sono i campi in cui Mauro Bagella si muove per realizzare le sue opere, anche in collaborazione con altri artisti. La sua attività creativa si svolge in “zone di confine” - è il titolo di uno dei CD che ha realizzato - al punto di confluenza di varie esperienze. Spazia infatti dall'utilizzo della voce di controtenore - ha cantato per anni in un ensemble di musica barocca - all’esplorazione di materiali compositi, all'uso del suono elettronico o appartenente a culture diverse dalla nostra. Fin dagli esordi, infatti, la sua musica si è aperta a ogni sorta di sperimentazione e alle possibilità offerte dal suono elettronico, ma scorre comunque nell'alveo della tradizione colta occidentale, che ha oggi vastità e contaminazioni planetarie e ha a che fare con l'uso umano e poetico delle nuove tecnologie.
Diplomato in Composizione e in Musica Elettronica e laureato in Filosofia, per le esigenze del suo lavoro di compositore, Mauro Bagella ha inventato e realizzato il P.O.P.System un sistema per la produzione degli armonici del pianoforte - poi utilizzato anche da Arvo Pärt e altri compositori - che ha impiegato in molte composizioni e in Una dolcezza inquieta, brano legato, nel web, al suggestivo video dell'artista belga OMaclac.

Lisa Monna / Mauro Bagella - OLTRE  Noi ci saremo  Venerdì 15 maggio ore 18.00 proiezione del video: ARIONE, opera multi...
10/05/2026

Lisa Monna / Mauro Bagella - OLTRE Noi ci saremo

Venerdì 15 maggio ore 18.00 proiezione del video: ARIONE, opera multimediale per controtenore, mezzosoprano, baritono, una danzatrice, suoni elettroacustici e video - testo e regia Lisa Monna - musica Mauro Bagella. È la storia, riportata da Erodoto, di Arione di Metimna, celebre musicista greco, gettato in mare da marinai avidi e crudeli e salvato da un delfino. Il video dell'opera, della durata di 55 minuti, sarà preceduto dalla lettura drammatica del testo con le voci registrate dei componenti del Comitato Viterbo Insieme, 15’.

L'installazione - visibile a Largo Mesia dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 21.00 - è una delle innumerevoli rappresentazioni della vita oltre la vita che la fantasia di un artista può immaginare, è la visione fantastica di un mondo di pace vera nel quale rincontrarsi. Pensata appositamente per la “vetrina” di Mesia Space, è realizzata con figure in movimento, immagini video, luci e musica. Il lavoro ha origine da una riflessione sintetizzata nel testo che l'accompagna:

Oltre noi / e la fragilità dei nostri corpi / oltre i sogni, le illusioni, le speranze / e i pensieri e le parole / oltre il Male, le menzogne e le guerre / oltre la violenza / e il sangue versato / oltre gli incubi e la paura / al di là del mare / che innocente / riflette il cielo / nel vento, nella pioggia / oltre le nubi / fra le stelle / con corpi forti e lucenti / nella luce calda dell'Infinito / del “gran Sole carico d'amore”* / NOI CI SAREMO

Anche questa installazione risponde alla concezione sinestesica e multisensoriale dell'opera artistica degli autori. Oltre alla musica, che dà profondità respiro sogno alla visione, oltre ai movimenti lievi della scena, anche le immagini video e le luci - la loro intima variazione serotina - assecondano le suggestioni proposte dal testo, fondendosi con la luce naturale, grande abitatrice dello spazio di Mesia.
Il ricorso ai materiali naturali, tratto comune delle precedenti creazioni, è esemplificato qui dalla presenza della splendida lunaria, il piccolo arbusto che nella fantasia popolare rimanda ai raggi della luna. L'immaginazione di chi guarda vi potrebbe ravvisare ali, raggi, emanazioni di pensieri belli o semplici ornamenti, la lunaria in ogni caso è lì a testimonianza della impareggiabile bellezza del creato.

Lisa Monna / Mauro Bagella - OLTRE  Noi ci saremo   inaugurazione martedì 5 maggio dalle 18 alle 20.30L'installazione è ...
30/04/2026

Lisa Monna / Mauro Bagella - OLTRE Noi ci saremo
inaugurazione martedì 5 maggio dalle 18 alle 20.30

L'installazione è una delle innumerevoli rappresentazioni della vita oltre la vita che la fantasia di un artista può immaginare, è la visione fantastica di un mondo di pace vera nel quale rincontrarsi. Pensata appositamente per la “vetrina” di Mesia, è realizzata con figure in movimento, immagini video, luci e musica. Il lavoro ha origine da una riflessione sintetizzata nel testo che l'accompagna:
Oltre noi / e la fragilità dei nostri corpi / oltre i sogni, le illusioni, le speranze / e i pensieri e le parole / oltre il Male, le menzogne e le guerre / oltre la violenza / e il sangue versato / oltre gli incubi e la paura / al di là del mare / che innocente / riflette il cielo / nel vento, nella pioggia / oltre le nubi / fra le stelle / con corpi forti e lucenti / nella luce calda dell'Infinito / del “gran Sole carico d'amore”* / NOI CI SAREMO

*Questo verso di Arthur Rimbaud (Les mains de Jeanne-Marie) ha ispirato il titolo di un'opera del compositore veneziano Luigi Nono (1924-1990) uno dei massimi rappresentanti dell'Avanguardia musicale europea del secondo dopoguerra (Al gran sole carico d'amore, 1975).
Anche questa installazione risponde alla concezione sinestesica e multisensoriale dell'opera artistica degli autori. Oltre alla musica, che dà profondità respiro sogno alla visione, oltre ai movimenti lievi della scena, anche le immagini video e le luci - la loro intima variazione serotina - assecondano le suggestioni proposte dal testo, fondendosi con la luce naturale, grande abitatrice dello spazio di Mesia.
Il ricorso ai materiali naturali, tratto comune delle precedenti creazioni, è esemplificato qui dalla presenza della splendida lunaria, il piccolo arbusto che nella fantasia popolare rimanda ai raggi della luna. L'immaginazione di chi guarda vi potrebbe ravvisare ali, raggi, emanazioni di pensieri belli o semplici ornamenti, la lunaria in ogni caso è lì a testimonianza della impareggiabile bellezza del creato.

Note sugli autori
Installazioni, regie di eventi e di lavori con video sono le creazioni che Lisa Monna ha realizzato in questi anni con la emmebifactory, lo studio per la progettazione e la realizzazione di prodotti artistici, di cultura e di spettacolo che ha fondato assieme al compositore Mauro Bagella. Ha sempre esercitato una creatività al confine fra le varie arti, operando con materiali di vario tipo. La sua personale ricerca continua a muoversi dalle microinstallazioni dei Cloisonné d'uso degli anni 2017-1019 alle macroinstallazioni visivo-sonore successive con la musica di Mauro Bagella, tra assemblaggi e creazioni astratte con i materiali più diversi, cercando ispirazione e fusione con tutto ciò che la natura offre.
Laureata in Lettere con una tesi di Etnomusicologia e diplomata in Direzione d'Orchestra, Lisa Monna è anche compositrice e autrice di saggi sulla musica e sulla danza. Nel campo musicale ha svolto un’attività artistica rivolta soprattutto alla sperimentazione sul teatro musicale e sull’uso della voce.
Cfr. RAW, Rome Art Week, 2025 – Artisti - Tra Oriente e Occidente - Cloisonné d'uso, Prima, Seconda e Terza Parte, 2017-2019, tre mostre allestite con musica e con performance di danzatori, sintesi di varie esperienze.
Lisa Monna/Mauro Bagella, installazioni visivo-sonore:
Girevole, Roma, Studio Campo Boario, ottobre 2018; Dal chiuso dell'acqua, installazione per una toilette, Roma, Galleria Gard, ottobre 2019; Byoblu 21 - un messaggio dal cosmo, oggetto sonoro interattivo, Roma, Orto Botanico, luglio 2021, (Viterbo, Orto Botanico A. Rambelli, settembre 2022); Le stagioni della memoria, Roma, Mesia Space, novembre 2021; Nell’occhio del ciclone mi poso - installazione interattiva sensibile al vento, Viterbo, Orto Botanico, settembre 2022.

Teatro musicale, performance, videoarte, danza e installazioni sono i campi in cui Mauro Bagella si muove per realizzare le sue opere, anche in collaborazione con altri artisti. La sua attività creativa si svolge in “zone di confine” - è il titolo di uno dei CD che ha realizzato - al punto di confluenza di varie esperienze. Spazia infatti dall'utilizzo della voce di controtenore - ha cantato per anni in un ensemble di musica barocca - all’esplorazione di materiali compositi, all'uso del suono elettronico o appartenente a culture diverse dalla nostra. Fin dagli esordi, infatti, la sua musica si è aperta a ogni sorta di sperimentazione e alle possibilità offerte dal suono elettronico, ma scorre comunque nell'alveo della tradizione colta occidentale, che ha oggi vastità e contaminazioni planetarie e ha a che fare con l'uso umano e poetico delle nuove tecnologie.
Diplomato in Composizione e in Musica Elettronica e laureato in Filosofia, per le esigenze del suo lavoro di compositore, Mauro Bagella ha inventato e realizzato il P.O.P.System un sistema per la produzione degli armonici del pianoforte - poi utilizzato anche da Arvo Pärt e altri compositori - che ha impiegato in molte composizioni e in Una dolcezza inquieta, brano legato, nel web, al suggestivo video dell'artista belga OMaclac.

Mahshid Mussavi - La Memoria della LuceFinissage mercoledì 29 aprile dalle 18 alle 20.30."Se a fondamento filosofico e s...
28/04/2026

Mahshid Mussavi - La Memoria della Luce
Finissage mercoledì 29 aprile dalle 18 alle 20.30.
"Se a fondamento filosofico e spirituale della ricerca che sottende La Memoria della Luce di Mahshid Mussavi sono le pagine del pensatore persiano Shihab al-din Yahya Sohrawardi, autore della Saggezza della Luce, e in particolare il testo Sulla Verità dell’Amore, assunto come sostrato di una riflessione da declinare sia in assoluto, in relazione al Tempo eterno, come percorso di elevazione verso la Conoscenza del Sé e il ricongiungimento all’Unità, come raggiungimento della Luce attraverso la Luce, sia in relazione al temporaneo, al tempo storico, al qui ed ora della tragedia quotidiana di popoli e culture e persone, l’input per questa nuova personale dell’artista iraniana nasce da una rilettura e una meditazione sui latenti segnali, i velati suggerimenti, i possibili messaggi depositati nella memoria profonda di una serie di antichi scatti fotografici provenienti dall’interno dell’antica corte persiana.
Se la Fotografia (nel senso proprio, etimologico di φῶς – γραφή) può essere intesa come narrazione, racconto di un corpo, di un contesto, di una situazione, di un’epoca, quella narrazione, quel racconto devono essere interrogati, investigati, interpretati: l’azione di indagine, appunto, che va compiendo Mahshid Mussavi a partire dal riferimento alle prime fotografie di donne realizzate dallo studio fotografico della corte di Naser al-Din Shah Qajar, nell’Iran dell’ ‘800, di cui la stessa artista parla come di 'una riflessione sullo stato dell’immagine come spazio ambivalente: luogo di visibilità e, simultaneamente, strumento di controllo dello sguardo'.
Ed è ancora la Luce a rivelare invece la Morte, Morte che viene ad essere messa sotto la luce – gettando un accecante fascio di luce sugli autori stessi – nella radiografia di un corpo di donna trafitto da oltre 150 pallini di piombo durante una manifestazione per i diritti delle donne: da qui ha inizio il percorso.
Sono infatti le donne - i loro corpi, le condizioni delle loro esistenze, i condizionamenti degli altrui sguardi - le protagoniste delle opere di Mahshid Mussavi, che siano le principesse o le altre della corte imperiale o le donne di oggi, su cui l’artista conduce la sua riflessione, ripercorrendone attraverso lo sguardo le memorie e interrogandone le storie. È, per così dire, la 'funzione del rispecchiamento' che viene, pertanto, messa in essere, in senso proprio e in senso metaforico, quasi in un processo/procedimento 'terapeutico'.
Memorie e storie che l’artista affida al disegno, alla pittura, all’installazione, caricando ogni immagine di evocazioni e di simboli, a interpretare il passato e il presente, a riconferma, in tal modo, del suo essere sensibile testimone del percorso alla ricerca della Luce."
Anna Cochetti
Mahshid Mussavi è un’artista, arte terapeuta, iraniana nata a Tabriz, (Iran). Dopo gli studi artistici nel suo Paese d’origine, si trasferisce in Europa, vivendo e lavorando a Roma, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Mahshid ha studiato in Olanda la forza curativa del colore seguendo “Luce, Colore e la Tenebra” di Liane Collote d’Herbois fondato sulla teoria dei colori di Goethe e il pensiero filosofico di Rudolf Steiner.
La sua ricerca unisce pratica artistica e dimensione terapeutica attraverso pittura, disegno e tecniche miste, esplorando temi legati all’identità, alla spiritualità e al dialogo tra culture. Parallelamente alla sua attività artistica e pedagogica, si è impegnata nella promozione dell’arte, del teatro e del cinema iraniano in Italia, contribuendo alla diffusione della cultura persiana nel contesto europeo. Ha partecipato in varie mostre personali e collettive in Italia e nel suo paese.
Il suo linguaggio visivo combina suggestioni della tradizione persiana - come il riferimento alla poesia, alla calligrafia e alla simbologia orientale - con una sensibilità contemporanea maturata nel contesto europeo.
Al centro della sua ricerca si trovano temi legati all’identità, alla memoria culturale e alla dimensione spirituale dell’esperienza umana. In molte opere emerge la figura femminile come simbolo di introspezione, trasformazione e resilienza.
https://mahshidmussaviart.weebly.com/

Mahshid Mussavi - La Memoria della LuceVenerdì 24 aprile alle 18.30 per RAW For Peace verrà presentato il libro d’artist...
22/04/2026

Mahshid Mussavi - La Memoria della Luce
Venerdì 24 aprile alle 18.30 per RAW For Peace verrà presentato il libro d’artista “La Terra Geme” con la lettura di una raccolta di frasi e testimonianze social trascritte in Persiano che esprimono i sentimenti vissuti durante questi ultimi mesi in Iran

Mahshid Mussavi - La Memoria della LuceSabato 11 aprile dalle 18 alle 20 sarà possibile vedere la mostra anche nello spa...
10/04/2026

Mahshid Mussavi - La Memoria della Luce
Sabato 11 aprile dalle 18 alle 20 sarà possibile vedere la mostra anche nello spazio di Via Vulci oltre che dalla vetrina di Largo Mesia aperta dal martedì al sabato dalle 10 alle 20 - fino al 29 aprile.
Sabato 18 aprile alle ore 18.30, Mahshid Mussavi e l’orientalista Marika Guerrini leggeranno dei brani dal trattato “Sulla Verità d’Amore” (فی حقیقت عشق) di Shihāb al-Dīn Yaḥyā Sohravardī accompagnate dal flauto con melodie di musica persiana di Hamid Mohsenipour

"Se a fondamento filosofico e spirituale della ricerca che sottende La Memoria della Luce di Mahshid Mussavi sono le pagine del pensatore persiano Shihab al-din Yahya Sohrawardi, autore della Saggezza della Luce, e in particolare il testo Sulla Verità dell’Amore, assunto come sostrato di una riflessione da declinare sia in assoluto, in relazione al Tempo eterno, come percorso di elevazione verso la Conoscenza del Sé e il ricongiungimento all’Unità, come raggiungimento della Luce attraverso la Luce, sia in relazione al temporaneo, al tempo storico, al qui ed ora della tragedia quotidiana di popoli e culture e persone, l’input per questa nuova personale dell’artista iraniana nasce da una rilettura e una meditazione sui latenti segnali, i velati suggerimenti, i possibili messaggi depositati nella memoria profonda di una serie di antichi scatti fotografici provenienti dall’interno dell’antica corte persiana.

Se la Fotografia (nel senso proprio, etimologico di φῶς – γραφή) può essere intesa come narrazione, racconto di un corpo, di un contesto, di una situazione, di un’epoca, quella narrazione, quel racconto devono essere interrogati, investigati, interpretati: l’azione di indagine, appunto, che va compiendo Mahshid Mussavi a partire dal riferimento alle prime fotografie di donne realizzate dallo studio fotografico della corte di Naser al-Din Shah Qajar, nell’Iran dell’ ‘800, di cui la stessa artista parla come di 'una riflessione sullo stato dell’immagine come spazio ambivalente: luogo di visibilità e, simultaneamente, strumento di controllo dello sguardo'.

Ed è ancora la Luce a rivelare invece la Morte, Morte che viene ad essere messa sotto la luce – gettando un accecante fascio di luce sugli autori stessi – nella radiografia di un corpo di donna trafitto da oltre 150 pallini di piombo durante una manifestazione per i diritti delle donne: da qui ha inizio il percorso.

Sono infatti le donne - i loro corpi, le condizioni delle loro esistenze, i condizionamenti degli altrui sguardi - le protagoniste delle opere di Mahshid Mussavi, che siano le principesse o le altre della corte imperiale o le donne di oggi, su cui l’artista conduce la sua riflessione, ripercorrendone attraverso lo sguardo le memorie e interrogandone le storie. È, per così dire, la 'funzione del rispecchiamento' che viene, pertanto, messa in essere, in senso proprio e in senso metaforico, quasi in un processo/procedimento 'terapeutico'.

Memorie e storie che l’artista affida al disegno, alla pittura, all’installazione, caricando ogni immagine di evocazioni e di simboli, a interpretare il passato e il presente, a riconferma, in tal modo, del suo essere sensibile testimone del percorso alla ricerca della Luce."
Anna Cochetti

Mahshid Mussavi è un’artista, arte terapeuta, iraniana nata a Tabriz, (Iran). Dopo gli studi artistici nel suo Paese d’origine, si trasferisce in Europa, vivendo e lavorando a Roma, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Mahshid ha studiato in Olanda la forza curativa del colore seguendo “Luce, Colore e la Tenebra” di Liane Collote d’Herbois fondato sulla teoria dei colori di Goethe e il pensiero filosofico di Rudolf Steiner.
La sua ricerca unisce pratica artistica e dimensione terapeutica attraverso pittura, disegno e tecniche miste, esplorando temi legati all’identità, alla spiritualità e al dialogo tra culture. Parallelamente alla sua attività artistica e pedagogica, si è impegnata nella promozione dell’arte, del teatro e del cinema iraniano in Italia, contribuendo alla diffusione della cultura persiana nel contesto europeo. Ha partecipato in varie mostre personali e collettive in Italia e nel suo paese.
Il suo linguaggio visivo combina suggestioni della tradizione persiana - come il riferimento alla poesia, alla calligrafia e alla simbologia orientale - con una sensibilità contemporanea maturata nel contesto europeo.
Al centro della sua ricerca si trovano temi legati all’identità, alla memoria culturale e alla dimensione spirituale dell’esperienza umana. In molte opere emerge la figura femminile come simbolo di introspezione, trasformazione e resilienza.
https://mahshidmussaviart.weebly.com/

Mahshid Mussavi - La Memoria della Luceinaugurazione giovedì 2 aprile dalle 18.00 alle 20.30alle 18.30 Anna Cochetti pre...
29/03/2026

Mahshid Mussavi - La Memoria della Luce
inaugurazione giovedì 2 aprile dalle 18.00 alle 20.30
alle 18.30 Anna Cochetti presenterà l’esposizione con un testo critico
“La luce rivela ciò che la storia, il corpo e la memoria tentano di nascondere. In ogni ferita si cela la possibilità di una rinascita”
La mostra La Memoria della Luce di Mahshid Mussavi, presentata nell’ambito del progetto Umanità?!, si configura come un dispositivo di indagine che attraversa dimensioni biografiche, storiche e filosofiche, articolandosi attorno alla nozione di luce come principio rivelatore e conoscitivo.
Lontana da una concezione puramente fenomenica, la luce è qui intesa come campo di tensione tra visibile e invisibile, tra manifestazione e occultamento. Attraverso un linguaggio che integra pittura, disegno, fotografia e installazione, Mussavi costruisce un percorso in cui il corpo - in particolare quello femminile - diviene luogo di iscrizione della memoria e superficie di emergenza del non detto.
L’artista intravede un’ancora di salvezza nell’Hikmat al-Ishrāq (Saggezza della Luce) di Shihāb al-Dīn Yaḥyā Sohravardī (1155-1191), filosofo e mistico persiano che introduce una prospettiva filosofica in cui la luce si configura come principio ontologico. Nella filosofia dell’Illuminazione, la realtà è strutturata come una gerarchia di luci, e la conoscenza si produce attraverso un’esperienza che eccede la razionalità discorsiva, includendo intuizione e visione interiore.
La Memoria della Luce si presenta così come uno spazio di attraversamento, in cui l’atto del vedere coincide con un processo di esposizione e trasformazione. Le opere non si limitano a rappresentare, ma attivano una relazione critica con lo spettatore, chiamato a confrontarsi con le stratificazioni della storia e con le zone d’ombra della percezione.
In questa prospettiva, la luce - dalla sua dimensione tecnica e scientifica fino alla sua valenza simbolica e spirituale - si configura come possibilità di riarticolazione del reale: non semplice illuminazione, ma pratica di consapevolezza

Mahshid Mussavi è un’artista, arte terapeuta, iraniana nata a Tabriz, (Iran). Dopo gli studi artistici nel suo Paese d’origine, si trasferisce in Europa, vivendo e lavorando a Roma, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Mahshid ha studiato in Olanda la forza curativa del colore seguendo “Luce, Colore e la Tenebra” di Liane Collote d’Herbois fondato sulla teoria dei colori di Goethe e il pensiero filosofico di Rudolf Steiner.
La sua ricerca unisce pratica artistica e dimensione terapeutica attraverso pittura, disegno e tecniche miste, esplorando temi legati all’identità, alla spiritualità e al dialogo tra culture. Parallelamente alla sua attività artistica e pedagogica, si è impegnata nella promozione dell’arte, del teatro e del cinema iraniano in Italia, contribuendo alla diffusione della cultura persiana nel contesto europeo. Ha partecipato in varie mostre personali e collettive in Italia e nel suo paese.
Il suo linguaggio visivo combina suggestioni della tradizione persiana - come il riferimento alla poesia, alla calligrafia e alla simbologia orientale - con una sensibilità contemporanea maturata nel contesto europeo.
Al centro della sua ricerca si trovano temi legati all’identità, alla memoria culturale e alla dimensione spirituale dell’esperienza umana. In molte opere emerge la figura femminile come simbolo di introspezione, trasformazione e resilienza.
https://mahshidmussaviart.weebly.com/

Virginia Ryan - Vous Êtes Icidal 13 al 28 marzo | dal martedì al sabato ore 10.00 - 20.00finissage sabato 28 marzo dalle...
21/03/2026

Virginia Ryan - Vous Êtes Ici
dal 13 al 28 marzo | dal martedì al sabato ore 10.00 - 20.00
finissage sabato 28 marzo dalle 17 alle 20
Una moltitudine di fotografie per altrettante esistenze: dal cuore dell’Africa all’Italia, fino ad aprirsi a una dimensione universale. Virginia Ryan, artista nata in Australia e cittadina italiana da oltre quarant’anni, restituisce attraverso questo progetto le storie di donne e uomini che, nel corso degli ultimi cinquant’anni, hanno vissuto a Grand Bassam, in Costa d’Avorio - città costiera africana, un tempo capitale coloniale e oggi patrimonio mondiale UNESCO - segnata da un tragico evento avvenuto sulla spiaggia, nel quale persero la vita diciannove persone, tra cittadini ivoriani e stranieri.
Tra gennaio 2013 e dicembre 2015 Virginia Ryan ha vissuto e lavorato a Grand Bassam, con studio situato nella zona coloniale, a pochi passi dal litorale: luogo di svago e villeggiatura, ma anche spazio di lavoro quotidiano per i pescatori e simbolo della vita collettiva della città. L’opera prende origine da una ricerca condotta tra il 2013 e il 2014 nelle numerose boutique fotografiche disseminate nel tessuto urbano, molte delle quali stavano progressivamente chiudendo a causa della scomparsa della pellicola analogica e dell’avvento della fotografia digitale. Nei loro archivi giacevano migliaia di immagini - nascite, matrimoni, celebrazioni ed episodi della vita quotidiana - destinate alla distruzione e, con esse, una parte significativa della memoria visiva e culturale locale.
Senza operare alcuna selezione né censura, l’artista ha acquisito l’insieme delle fotografie destinate allo smaltimento, ricomponendo un vasto archivio collettivo capace di restituire una visione corale della vita a Grand Bassam dagli anni Settanta al 2012. «Non possiedo i negativi delle fotografie», afferma Ryan, «ciò che desideravo era sostenere una tradizione fondamentale che rischiava di scomparire. Ho voluto compiere un gesto di salvaguardia affinché queste immagini continuassero a parlare. L’installazione invita a riflettere su ciò che accomuna esistenze appartenenti a culture diverse e geograficamente lontane».
L’installazione, finora mai presentata a Roma, è stata esposta a Grand Bassam presso la Maison du Patrimoine Culturel (marzo 2015), a Napoli presso 1Opera Gallery, in forma ridotta nella mostra personale alla Fondazione Pino Pascali (aprile 2014), alla Galleria Arte e Tessuti di Spoleto (2016) e alla Women’s Art Biennale di Trieste (2021).
Il progetto pone al centro il tema della memoria, osservando simultaneamente i processi di trasformazione sociale ed evoluzione culturale. L’artista auspica che, in futuro, l’intero archivio fotografico possa fare ritorno alla città di Grand Bassam, completando simbolicamente il ciclo della memoria.
Nella presentazione a Mesia Space, l’installazione è dedicata al ricordo delle vittime innocenti - ivoriane e straniere - tra cui la sua amica personale, la dott.ssa Henrike Grohs, direttrice del Goethe-Institut in Costa d’Avorio, assassinata il 13 marzo 2016, nel decimo anniversario della tragedia.
Si ringrazia l’Ambasciata della Costa d’Avorio in Italia per il patrocinio
Virginia Ryan è un’artista visiva australiana, arteterapeuta, counsellor gestaltica e membro professionale della European Federation of Art Therapists. La sua pratica multidisciplinare comprende pittura, fotografia, installazione e progetti collaborativi socialmente impegnati. Cittadina italiana dal 1982 vive e lavora in Umbria dopo una vita segnata da continui attraversamenti tra culture e continenti.
Ryan ha studiato presso la Australian National University School of Art and Design, Canberra, diplomandosi nel 1979. Determinante è stata l’influenza del corso pionieristico Women and Art condotto all'epoca dall'artista Barbara Campbell, che ha contribuito a definire la sua prospettiva femminista e continua a orientare la sua ricerca su corporeità, identità e rappresentazione. Nel 1994–95 ha intrapreso una formazione post-laurea in Art Therapy a Edimburgo, avviando un dialogo duraturo tra pratica artistica e indagine psicosociale.
Nel corso di oltre quattro decenni Ryan ha vissuto e lavorato a livello internazionale, tra Alessandria d’Egitto, Curitiba (Brasile), Belgrado durante la dissoluzione della Jugoslavia, Edimburgo, Accra (Ghana), Abidjan e Grand Bassam (Costa d’Avorio). Queste esperienze hanno profondamente segnato la sua ricerca sui temi dello spostamento, della memoria e dell’incontro interculturale. Il suo lavoro integra materiali trovati, fotografia analogica, tessuti e frammenti d’archivio, trasformando tracce del quotidiano in riflessioni poetiche sulla storia collettiva e sulla presenza individuale.
Tra il 2001 e il 2007 ha vissuto in Ghana, dove ha co-fondato la Foundation for Contemporary Art (FCA) insieme al professor Joe Nkrumah, assumendone la prima direzione. Attraverso iniziative come Art in the Garden e programmi educativi pubblici, la FCA è diventata una piattaforma significativa per il dialogo artistico contemporaneo in Africa occidentale.
Tra i progetti collaborativi di questo periodo figurano The Castaways Project, sviluppato con l’antropologo e sound artist Steven Feld, e il libro fotografico Exposures: A White Woman in West Africa, dedicato ai temi dell’autorialità, della visibilità e dell’etica della rappresentazione.
La pratica di Ryan esplora migrazione, femminilità, ritualità e resilienza. Tra i principali cicli di lavoro figurano The Ties That Bind Us, Voyager, MakeArtNotWalls e Guardami negli Occhi, azione fotografica partecipativa realizzata durante la pandemia di COVID-19 con cento donne della comunità di Trevi nell’ambito del progetto globale Inside Out di JR. Opere recenti come Even Goddesses Bleed Sometimes, avviate durante una residenza in Kerala, India, indagano il simbolismo mestruale e le narrazioni del sacro femminile in diverse culture.
Le sue opere sono state esposte a livello internazionale in musei, biennali e gallerie in Europa, Africa, Australia e nelle Americhe, tra cui il Festival dei Due Mondi di Spoleto, la Bienal Internacional de Curitiba, eventi collaterali ufficiali della Biennale di Venezia e numerose biennali internazionali. Nel 2018 è stata nominata Accademica di Merito dall’Accademia Pietro Vannucci di Perugia. Accanto alla pratica visiva, Ryan è oggetto di diverse pubblicazioni dedicate al rapporto tra arte, antropologia e dialogo interculturale. Il suo lavoro continua a evolversi attraverso la pratica in studio e progetti collaborativi che concepiscono l’arte come spazio di testimonianza, cura ed esperienza umana condivisi.

Indirizzo

Largo Mesia, 3/Via Vulci, 32
Rome
00183

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