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Un racconto inedito e sorprendente dedicato ai depositi del museo della Galleria d'Arte Moderna di Milano, che si svilup...
15/03/2022

Un racconto inedito e sorprendente dedicato ai depositi del museo della Galleria d'Arte Moderna di Milano, che si sviluppa attraverso un allestimento speciale, concepito dall’artista stessa lungo le cinque sale della Villa Reale dedicate alle esposizioni temporanee.

Il percorso espositivo riunisce un corpus di circa 25 immagini tra stampe fotografiche su carta, una stampa su gesso e due sculture provenienti dal deposito sculture della GAM di Milano.

Elisa Sighicelli | Untitled (9590), 2021, stampa fine art e pigmenti in cornice di legno, 208×158x4 cm

Opera esposta presso la mostra:
As Above, So Below | Elisa Sighicelli a cura di Paola Zatti
Galleria d’Arte Moderna, Milano
29.3 >> 3.7. 2022

Percepire il senso piuttosto che la forma di qualcosa. © Dana DeGiulioYou have to burn off each morning, 2020Olio su pan...
24/02/2022

Percepire il senso piuttosto che la forma di qualcosa.

© Dana DeGiulio
You have to burn off each morning, 2020
Olio su pannello
40x30 cm
Opera esposta presso la mostra:
The Terrorizers, ERMES ERMES, Via dei Banchi Vecchi, 16, Roma
22.12.2021>>27.2.2022

V'è un'aforisma di Kafka, secondo cui «esiste un punto di arrivo, ma nessuna via». Pare che con Giulia Marchi abbiamo tu...
18/02/2022

V'è un'aforisma di Kafka, secondo cui «esiste un punto di arrivo, ma nessuna via».

Pare che con Giulia Marchi abbiamo tutti gli strumenti per intravedere il punto di arrivo, la via non si ha da conoscere.

Così sprofondiamo nei vuoti, viviamo gli equilibri, percepiamo le leggerezze.

Sono tutti esercizi mnemotecnici per arrivare al punto di arrivo, la cui strada la conosce solo l'artista, di cui noi possiamo godere il fine ultimo.

Una pietra sopra | Giulia Marchi
Matèria, Via dei Latini 27, Roma
19.2.>> 23.4.2022

Insaziabile sete di ricerca per cercare nuovi vertiginosi confronti. L'artista Margherita Moscardini (1981, Donoratico, ...
13/02/2022

Insaziabile sete di ricerca per cercare nuovi vertiginosi confronti.

L'artista Margherita Moscardini (1981, Donoratico, Livorno) presenta presso la galleria romana Ex Elettrofonica una serie di opere che stimolano il fruitore a riflettere sul concetto ebraico antico di gherìm, che vuol dire straniero residente.

Il sostantivo di questa parola gher, straniero, è facilmente collegabile al verbo ghur abitare. È affascinante notare allora come la lingua ebraica adotti una stessa radice verbale per intendere l’estraneità e l’abitare.

Margherita Moscardini
If Inhabiting Means Remaining Foreigners
Ex Elettrofonica, Vicolo di Sant’ Onofrio, 10, Roma
12.2>>12.3.2022

Con opere così consiglio di annotare questa desueta parola: caligine. Si tratta di un sostantivo che indica la riduzione...
12/02/2022

Con opere così consiglio di annotare questa desueta parola: caligine.

Si tratta di un sostantivo che indica la riduzione di visibilità a causa della presenza in atmosfera di sottilissime particelle di sabbia, polveri e fumi.

Ed eccoci piombare giù in paesaggi caliginosi per profondarsi in sperticati rocciosi ed acquosi.

Opere figlie di una spietata sperimentazione tecnica che viene condotta dalle artiste Judith Mall e Sylvie Ringer all'insegna della creazione di un paesaggio svuotato, in attesa di essere solo ascoltato, ma mai vissuto.

Sylvie Ringer, Mount Mara and the Underlinying Stories, tecnica mista su carta, 85x67 cm
Judith Mall, Sign, carboncino su carta, 30x42 cm
Opere esposte presso la mostra:
Judith Mall & Sylvie Ringer | Memories and Sediment
A cura di Nicoletta Provenzano, Curva Pura, Via GIuseppe Acerbi , 1A, Roma
19.1.>> 13.2.2022

Via Tasso 161, Roma. A questo indirizzo durante l'occupazione era locato il carcere e la caserma delle SS, dopo la liber...
11/02/2022

Via Tasso 161, Roma. A questo indirizzo durante l'occupazione era locato il carcere e la caserma delle SS, dopo la liberazione il palazzo diventa Museo Storico.

Ecco che si pone puntuale e coincisa la scelta di Elena Bellantoni di esporre in occasione di Post-Tursimo -allestito proprio un appartamento di Via Tasso al civico 161- due video incentrati sul tema dell'identità con chiari rimandi verso personaggi tratti dall'era dei totalitarismi.

La Bellantoni fa emergere durante un atto quotidiano, come quello del pettinarsi di fronte ad uno specchio, l'ossessione verso sé stessi, secondo una coscienza svilita e sfacciatamente compiaciuta.

Grande come sempre nel controllo del proprio corpo, che l'artista gestisce con una fredda determinazione, ci lascia disarmati per il suo linguaggio limpido e diretto.

Elena Bellantoni,
I Fear a self- portrait, 2020, video 1'59''
Esposto presso:
Post-turismo a cura di Giuliana Benassi
3 mostre / 3 B&B
Elena Bellantoni, Michela de Mattei, Antonio Fiorentino, Susanna Inglada, Marta Mancini, Lou Masduraud, Gabriele Silli
8.2>>13.2.2022

La fotografia è un atto fisico e mentale, è un'evocazione in cui le azioni si intrecciano a stati d'animo. Qui amore e m...
09/02/2022

La fotografia è un atto fisico e mentale, è un'evocazione in cui le azioni si intrecciano a stati d'animo.

Qui amore e malinconia, a sovvertire un equilibrio umorale latente.

Emanuele Cavalli
N**o con putto, Firenze, 1948
Opera esposta presso la mostra:
Noi e l’immagine. La fotografia di Emanuele e Giuseppe Cavalli, a cura di Arianna Laurenti, Ilaria Schiaffini e Alessia Venditti

Progetto espositivo frutto di una ricerca d'archivio fotografica che ripercorre le ricerche artistiche dei fratelli Emanuele e Giuseppe Cavalli.

Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma. Piazzale Aldo Moro, 5, Roma
9.2>>9.3. 2022

◾ C'è qualcosa che sobbolle nei nostri sonni inquieti. Si tratta di un dubbio che tutte le sere ci portiamo appresso: la...
07/02/2022

◾ C'è qualcosa che sobbolle nei nostri sonni inquieti. Si tratta di un dubbio che tutte le sere ci portiamo appresso: la nostra fortezza dove giace? nel luogo che abitiamo?

◾ E se tutto crollasse? mi pare che non abbiamo nulla di molto di stabile che ci sostiene. Sì, metto in dubbio anche questo luogo, la mia casa. E se anche questo fosse semplicemente un desiderio inconscio di un luogo sicuro?

◾ Proviamo a salire allora. Vi si accede dai pioli di una traballante scala, su in salita ci imbattiamo in alcuni vasi, lì si custodiscono i sogni, vi straboccano come cascate. A guardarli bene fanno venir sete anche perché hanno una strana fisicità, sono filamentosi ed
hanno il colore della sabbia del mare appena bagnata. Poi su per il cammino incontro anche delle piccole piramidi in ceramica, strane forme, attimi imponderabili, piccole epifanie estetiche.

◾ So cosa state pensando. No, non è affatto un bric-à-brac, ogni elemento è calcolato al limite, si tratta di un gioco a quattro mani estremamente ingegnoso, vi abbiamo lavorato come degli alchimisti per creare questi strambi equilibrismi!

◾ Giunto nel mio luogo me ne sto lassù, sguardo verso il cielo, così distendo il mio braccio, giusto per assicurarmi che questo desiderio non rimanga inconscio.

◾ Chiudo gli occhi e mi lascio cullare dal ritmo traballante di tutto ciò che in realtà dovrebbe sorreggermi. Sono alla sorgente dei miei desideri, così godo la possibilità di reificarli. Ed ora silenzio, chiudo gli occhi e mi lascio dondolare dal mio equilibrio instabile.

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Il continuo desiderio inconscio di un luogo sicuro
Installazione site-specific di Gian Maria Marcaccini e Valerio Di Fiore
Tubi e giunti di metallo, legno, ceramica dipinta, canapa tinta, materasso gonfiabile
210x320x130 cm, 2022
Materia Nova a cura di Massimo Mininni
Ph. Credit Alessandro Vasari

Voi siete tutte lì, nella mia testa. Siete pietre fredde colorate, assumete strane forme ogni volta che vi sentite chiam...
30/01/2022

Voi siete tutte lì, nella mia testa.
Siete pietre fredde colorate, assumete strane forme
ogni volta che vi sentite chiamate in causa.
Pietre nella mia mente, nebulose fisse di sentimenti.

Cesare Viel
Pietre nella mente, 2021
pennarello su carta da pacchi
100×140 cm
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Massi da scogliera, 2021
matita su carta
50×70 cm
Courtesy Galleria Milano, Milano

Opere esposte presso la mostra
"Condividere frasi in un campo allargato"
personale di Cesare Viel, tra i vincitori della X edizione
dell’Italian Council.
1.2.>>12.3.2022
Galleria Milano, Milano

Pensiero creativo e filosofia visiva, una mirabil congiuntura dove il bioritmo corporale del sentimento trova vita. Eva ...
22/01/2022

Pensiero creativo e filosofia visiva, una mirabil congiuntura dove il bioritmo corporale del sentimento trova vita.

Eva Hide
My Dad Loves Me
2017, maiolica dipinta
Courtesy ADA Project, Roma

La metamorfosi ha un suono. Inizialmente è acuto, poi si tramuta e diventa grave, fino a ripartire nuovamente per raggiu...
19/01/2022

La metamorfosi ha un suono. Inizialmente è acuto, poi si tramuta e diventa grave, fino a ripartire nuovamente per raggiungere il suo zenit, ma attenzione, non è un concerto è un'alterazione sonora. A sottofondo di quel suono si generano immagini visive postumane, in cui la natura dell'uomo vive una tensione fisica all'insegna della propria fragilità e transitorietà.

In queste figure metamorfiche emergono codici e simboli della nostra tradizione pittorica, tuttavia i rimandi esatti ci sfuggono. Pertanto, si sprigiona un chiaro sentimento secondo cui amare la tradizione non significa adorarne le ceneri, ma custodirne il fuoco creativo.

Proprio da quel fuoco, si ergono con sconcertante evidenza ed allucinante assurdità nuove figure fluttuanti in un plasma rosso che abbacina i nostri occhi ed orecchie.

Alessandro Giannì
A sound that Trasmutes Everything
Olio su tela | 183x150 cm, 2021
Opera esposta presso la collettiva:
Global Song a cura di Fiona Lu
Marion Bataillard, Jade Ching-yuk Ng, Alessandro Giannì, Gao Hang,
Hao Zecheng, Diren Lee, Rhiannon Salisbury, Ruby Swinney, Jessica Williams
​Dal 1.6>>2.12.2022
Hong Kong, H Queen's

Esiste certamente un lessico della sparizione, in cui tutto viene annientato per essere risucchiato in un buco dall'alon...
17/01/2022

Esiste certamente un lessico della sparizione, in cui tutto viene annientato per essere risucchiato in un buco dall'alone chiaro, una candida furia devastatrice, per intenderci.

Là dentro le architetture industriali della nostra città si disintegrano, per poi ricomparire in un lampo accecante, pulite ordinate regolate da armoniche leggi ambientali, secondo un patto silenzioso tra il mondo e la sua struttura.

Ma a noi non ci è dato conoscere i patti di sparizione. Siamo gli spettatori passivi di queste misteriose assenze regolate da qualcuno che decide per noi gli equilibri delle cose.

Alex Ghandour, Gases for life, 2021, fotografia su dibond, Ph.Credit Marco De Rosa
60 x 90 cm, Courtesy Spazio In Situ
Opera esposta presso la mostra:
Un ipotetico corso, 2021, Spazio In Situ, Roma
11.12.2020>>22.1.2022

Indirizzo

Rome

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