A Casa di Fulvia

A Casa di Fulvia Social eating, degustazioni, lezioni a tema, cuoca a domicilio, buon vino e musica

Sono Tiziana, detta Fulvia, Sommelier FIS e da sempre coltivo la mia grande passione per la cucina condividendo queste mie passioni con altri attraverso le cene di social eating. La mia casa vuole essere un posto dove puoi venire a gustare i miei piatti con i tuoi amici, oppure può diventare la romantica location per stupire la persona a cui tieni di più, o semplicemente una tavolata insolita do

ve conoscere nuovi amici di gusto!..e se non ti va di uscire posso anche venire a preparare tutto a casa tua! Collaboro con la rivista di enogastronomia on line Cavoloverde dove di volta in volta puoi leggere articoli del mondo del food & Wine. seguimi su Instagram fulvia Maison Cook & Sommelier e
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Mai na' posa seria! 😅Sandro Moriconi
14/08/2026

Mai na' posa seria! 😅Sandro Moriconi




Pomodori con il riso.Un must dell'estate. A casa mia, non era estate se non si preparavano.  Mia madre, li preparava la ...
07/08/2026

Pomodori con il riso.
Un must dell'estate. A casa mia, non era estate se non si preparavano. Mia madre, li preparava la mattina per mangiarli a cena. Questo le permetteva di stare in cucina con il forno acceso, quando ancora le temperature giornaliere estive erano accettabili, ma sopratutto di avere la cena pronta.
Li preparo come vuole la tradizione della mia famiglia.
Uso i pomodori normali tondi, belli rossi stagionali, non quelli finti, grossi e insapore che vengono dall'Olanda.
Li lavo ben bene, taglio con il coltello, il "coperchio" che tengo da parte e svuoto il.pomodoro dalla sua polpa che metto nel passaverdure. In una ciotola verso del riso crudo, io uso il Roma, perché è più adatto
per le cotture in forno

Aggiungo olio evo, un pizzico di sale e la polpa di pomodoro con il passaverdure.
aggiungo anche del basilico.
Metto del sale e olio nei pomodori prima di riempirli con il riso.
Una volta riempiti con il riso, aggiungo un altro filo d'olio e ricopro ogni pomodoro con il proprio coperchio.
Adagio i pomodori in una teglia da forno, avendo cura che siano ben stretti, in modo da evitare che in cottura possano aprirsi. Aggiungete delle patate per riempire gli spazi, saranno buonissime e saporite a fine cottura.
Metto la teglia nel forno preriscaldato a 200 gradi, coperta da un foglio di alluminio per la prima mezz'ora.
Tolgo il foglio di alluminio negli ultimi venti minuti di cottura.
Saranno deliziosi e gustosi .




Un piccola chicca nel mio quartiere Montesacro:Sofi' piccola cucina gentile in Viale Jonio 174 è  uno di cui luoghi in c...
06/08/2026

Un piccola chicca nel mio quartiere Montesacro:
Sofi' piccola cucina gentile in Viale Jonio 174 è uno di cui luoghi in cui ti senti subito a casa. Accogliente, curato nei particolari, molto bistrot francese, ma con un'anima tutta italiana.
Andrea, il proprietario è un ragazzo competente, con anni di esperienza nel mondo dell'enogastronomia . E' una persona "gentile" e non è un caso che abbia usato quest'aggettivo anche nel nome del suo ristorantino. La gentilezza qui è di casa e non è cosa da poco!
La proposta interessante, sia per un aperitivo con proposte fusion di tapas - lo chef italianissimo, ha esperienza di cucine nei locali di Ibiza - sia per un pranzo veloce o una cenetta tra amici.
La proposta dei cocktails 🍸interessante, cosi come la carta dei vini.
Finalmente un luogo dove poter trascorrere qualche ora tra chiacchiere, buon cibo e ottime bevute avvolti da "gentilezza".
Ultima chicca di Andrea:
Il conto vi verrà portato al tavolo all'interno di un libro, ogni volta diverso personalizzato a seconda dei commensali. Carino no?
Sofi piccola cucina gentile




La Malvasia di Bosa Doc.In  Planargia, nella Sardegna sud occidentale, viene coltivata da tempi lontani, un vitigno port...
03/08/2026

La Malvasia di Bosa Doc.
In Planargia, nella Sardegna sud occidentale, viene coltivata da tempi lontani, un vitigno portato sull'isola dai Bizantini dal Peloponneso, esattamente da Monemvasia, è la Malvasia di Bosa.

Con esso, viene realizzato un vino che è un vero e proprio gioiello identitario di questa parte della Sardegna sferzata dal Maestrale, dal sole e caratterizzata da terreni collinari calcareo marnosi.
Viene prodotta in quantità esigue, in tutto sono 30 ettari, coltivati da 15 piccoli produttori.

La Malvasia di Bosa Doc , ottenne la Denominazione nel 1972, grazie ad un insegnante della Barbagia, Giovanni Battista Columbu, che fu trasferito a Bosa per lavoro.

Da sempre appassionato di agricoltura ed enologia, si interesso' a questo vitigno e al suo grande potenziale.
Iniziò acquistando due vigneti per complessivi 3.5 ettari, tra i comuni di Bosa e Magodamas. Lotto' per dare dignità a questo vitigno, che a causa dello spopolamento delle campagne , stava rischiando di scomparire.

La tecnica usata per la vinificazione della Malvasia di Bosa Doc riserva è quella ossidativa. Finita la fermentazione in fusti di acciaio, il vino viene trasferito in botti di castagno o di rovere, lasciando uno spazio vuoto d'aria sulle botti (scolmo). Sulla superficie si forma uno strato di lieviti indigeni chiamato Flor.
La Flor consuma alcol ed ossigeno, proteggendo il vino dall'ossidazione distruttiva che lo trasformetebbe in aceto.
Inoltre consuma il residuo zuccherino, cedendo al vino sostanze aromatiche complesse.

Dopo anni di affinamento statico in botte, il vino perde quegli aromi primari di frutta, a favore di note più complesse come mandorla tostata, miele, mallo di noce, zafferano in perfette equilibrio con note marine, sapidita' e freschezza.

La temperatura di servizio è di 12/14 gradi, perfetta per l'abbinamento con formaggi erborinati, pecorino sardo, bottarga, fegato d'oca, ma anche con dei tonnarelli alla carbonara, ovunque ci sia un ingrediente grasso/cremoso.
È consuetudine per i Bosani, offrire agli ospiti, un calice di Malvasia in abbinamento con gli amaretti, deliziosi pasticcini morbidi.

Un viaggio rimane nei tuoi ricordi per sempre.  Al ricordo legherai i colori, i suoni, le storie della gente che hai inc...
30/07/2026

Un viaggio rimane nei tuoi ricordi per sempre. Al ricordo legherai i colori, i suoni, le storie della gente che hai incontrato, le tradizioni popolari, l'arte, le bellezze naturali e i sapori.
Ogni ricetta, ogni ingrediente, parla del territorio. Ti racconta la storia di donne, di uomini fieri di appartenere a quella terra lontana, che cercano di preservare e di tramandare alle nuove generazioni.




La Cantina Santadi nel Sulcis è la più importante  cooperativa vinicola sarda . Nata negli anni  sessanta con circa 27 s...
20/07/2026

La Cantina Santadi nel Sulcis è la più importante cooperativa vinicola sarda . Nata negli anni sessanta con circa 27 soci, ebbe il suo periodo di crescita e di eccellenza negli anni 80, quando fu nominato presidente, Antonello Pilloni, il quale scelse di cambiare radicalmente strategia, passando dalla vendita di vino sfuso all'imbottigliamento di tutta la produzione di vino e alla valorizzazione del territorio.
Per questo importante progetto, Antonello Pilloni, volle al suo fianco, uno dei più grandi enologici, Giacomo Tachis, il "padre" dei Supertuscan per intenderci, il quale capi' le grandi potenzialità del vitigno Carignano.
Giacomo Tachis, guido' i soci ad una drastica riduzione di quantità di uve a favore di una qualità eccellente.
Nel 1984 nacque il Terre Brune, il primo vino da uve sarde, affinato in barrique. Il vino prodotto venne commercializzazione nel 1988. Da allora il Terre Brune, Carignano del Sulcis Doc Superiore, riceve premi e consensi da tutto il mondo.
Attualmente, sono 200 i soci produttori della Cantina Santadi. Conferiscono uve di Carignano del Sulcis, Bovaleddu, Monica, Vermentino, Nuraghe e Nasco.
La cooperativa impartisce delle regole ai soci conferitori, che prevedono tra l'altro, la raccolta delle uve manuale ed un'accurata selezione delle stesse.
La produzione annuale di bottiglie delle diverse tipologie di vino prodotte, si aggira sui 2.000.000 l'anno esportando in 40 Paesi.
Un realtà eccellente di un territorio meraviglioso.
Cantina Santadi




Piacevolmente tradizionale, sia nella location che nei piatti. Culurgiones, ravioli, seadas tutto fatto a mano.   sarda ...
14/07/2026

Piacevolmente tradizionale, sia nella location che nei piatti. Culurgiones, ravioli, seadas tutto fatto a mano. sarda



Rosaecadira

Dopo una sosta di qualche mese,  Natascia  e Francesco, rispettivamente responsabile e chef dell'amata Osteria  Numero 7...
10/07/2026

Dopo una sosta di qualche mese, Natascia e Francesco, rispettivamente responsabile e chef dell'amata Osteria Numero 7, in Via Albano, riaprono il loro Ristorantino Gourmet in Via Luigi Tosti 29 a Roma nel quartiere San Giovanni, con un nuovo nome: Mocambo.
Il locale è accogliente, come lo sono Natascia e Francesco. La loro cucina si conferma deliziosa, realizzata con materie prime di eccellenza, versatile, moderna e contemporaneamente legata alla tradizione. Non mancano i piatti della cucina romana e ricette sarde - Francesco lo Chef è nato in Sardegna- come la fregola con bisque di crostacei e il maialino cotto a bassa temperatura.
Accanto al menù stagionale, ci sono i piatti del giorno, chiedete sempre e non rimarrete mai "a bocca asciutta". I dessert sono realizzati da Natascia, che con le sue origine francesi, delizia il palato.
Buona la carta dei vini.
Natascia Papaleo
Maria Clara Ferrauto




Summer vibe    siciliana
07/07/2026

Summer vibe siciliana

Sedersi ad un tavolo di in ristorante a Siracusa,normalissimo, ne' stellato e ne'  blasonato e trovare una carta dei vin...
02/07/2026

Sedersi ad un tavolo di in ristorante a Siracusa,normalissimo, ne' stellato e ne' blasonato e trovare una carta dei vini in cui sono riportati in maniera chiara prima i vini del territorio, in questo caso siciliani e poi quelli nazionali e poter scegliere i vini di De Bartoli è veramente una grande e piacevole sorpresa.
Ho scelto il Vignaverde, uve Grillo in purezza.
Marco De Bartoli è colui che, in contrada Samperi a Marsala, negli anni '70, ha sperimentato con lo scopo di dare giusto valore alle uve Grillo. È il padre del Bukkuram,il passito di Pantelleria più famoso al mondo e del Vecchio Samperi, il vino Marsala realizzato senza l'aggiunta di alcol o mosto. Insomma una grande azienda vinicola che realizza "eccellenza". Mi domando,perché in una grande città come Roma, che vanta centinaia di ristoranti,la carta dei vini è così poco considerata, (a meno che non ti siedi nel ristorante stellato e sei disposto a spendere un occhio della testa!),
spesso inesistente o realizzata male con le solite offerte di vini nazionali modaioli?
Impariamo a conoscere le nostre eccellenze e pretendiamo "attenzione e cura" perche' bere vini di qualità è importante quanto saper mangiare bene.




Indirizzo

Rome

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