Artequando

Artequando Artequando: il gerundio dell’arte. Artequando è il gerundio dell’arte. L’attimo in cui qualcosa non “succede” ma “sta succedendo”. Ci guardiamo intorno, a Roma.

Occhi e orecchie alla ricerca dell’immediato. Artequando è un neonato. A suo modo lo sarà sempre. Sorridetegli. Fategli le facce buffe. Suonategli i campanellini appesi sopra la culla. Co.Ma

  👉 IL REPORT 📌 CHI HA PAURA DEL BUIO?   | Musja💡 a cura di: Danilo EccherC'è una grafia riconoscibile e decisa in ogni ...
15/02/2020

👉 IL REPORT 📌 CHI HA PAURA DEL BUIO? | Musja💡 a cura di: Danilo Eccher

C'è una grafia riconoscibile e decisa in ogni mostra curata da Danilo Eccher ed è una scrittura elegante e leggibile, il contrario perfetto di quei geroglifici indecifrabili che siamo abituati a leggere ad esempio sulle ricette dei medici.
Eccher sceglie un argomento chiaro e lo sviluppa attraverso le opere e i linguaggi degli artisti scelti, in percorsi semplicissimi da seguire e da capire, pur nel rigore concettuale che è necessario per sviluppare un'esposizione rispettabile e coerente.
Questa al Musja, il nuovo museo privato di Roma, nato nel segno della collezione di Ovidio Jacorossi, è una mostra "popolare" nel senso migliore del termine, aperta ed accessibile a tutti, dal profondo conoscitore al semplice curioso, fino al totale profano del contemporaneo.
Tredici artisti internazionali riflettono sul tema del buio, sviscerato sia nel suo significato metaforico che in quello fisico, reale.
Il percorso, la prima tappa di un progetto ad ampio raggio denominato "The dark side", conduce il visitatore in un dedalo di vicoli poco illuminati, nella parte più nascosta della sua mente, invitandolo a specchiarsi nelle opere esposte, alla ricerca di quella conoscenza profonda di se stessi che viene meno quando si toccano le paure più recondite, le ansie, le insicurezze della vita.
C'è un lato oscuro in ognuno di noi, questa mostra prova ad indagarlo.

Immagine: Gregor Schneider | End of the Museum (part. dell'installazione)

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  👉 IL REPORT📌 Lavarse Las Manos. Regina Josè Galindo | Real Academia de Espana en Roma💡 a cura di: Federica La PagliaAr...
11/01/2020

👉 IL REPORT
📌 Lavarse Las Manos. Regina Josè Galindo | Real Academia de Espana en Roma💡 a cura di: Federica La Paglia

Arrampicatevi su per la ripida salita del Gianicolo, fino alla splendida chiesa di San Pietro in Montorio, quindi varcate la soglia della prospiciente Real Academia de Espana en Roma.
Subito nel Chiostro all'ingresso lavatevi le mani, c'è una fontanella a muro.
Questo semplice rito quotidiano sta per tingersi di un colore insolito: purificazione?
Ad attendervi ciò che resta di una performance avvenuta nei giorni dell'inaugurazione di questa mostra/progetto di Regina Josè Galindo, artista guatemalteca dedita da sempre alle più alte riflessioni politiche, spirituali, psicologiche e di genere attraverso la sua arte.
Il tema trattato è quello della migrazione, proposto attraverso la viva voce e la reale esperienza, di quattro donne.
L'artista ne indossa gli abiti, le fotografie la mostrano statuaria, forte, sacra mentre l'audio con il racconto delle singole vicende umane riempie gli ambienti.
È impossibile non empatizzare, il tutto è estremamente potente nella sua semplicità.
Forse ecco allora il colore insolito del gesto iniziale: lavarsi le mani non significa qui non assumersi alcuna responsabilità quanto al contrario cedere una parte delle proprie certezze per vedere le cose da un punto di vista diverso, relazionale, umano.
In un momento di forti tensioni sociali, di profonda xenofobia, di razzismo solo apparentemente mascherato da paura, l'arte non rimane a guardare ma agisce nel modo in cui può e deve.
Non fornisce risposte, semmai pone domande, da ottiche differenti attraverso il proprio potere visivo.
Questo fanno gli artisti, ci invitano a farci domande per conoscere qualcosa di più di noi stessi.
Regina Josè Galindo non è solo un'artista, è un'immensa artista.
Dedicatele una parte delle vostre prossime giornate, qui, nella silenziosa calma di questo incredibile angolo di mondo chiamato Roma.
Avete tempo fino al 14 gennaio.
Chissà che la domanda giusta non porti, per una volta, ad una risposta migliore di quella che in questi tempi siamo abituati a sentire come un mantra distorto e dannato.

STUDIO VISIT 👉 Futura Tittaferrante & Lepre 📍 | piazza della Suburra, RomaL'arte di Futura Tittaferrante, che si nutre d...
03/01/2020

STUDIO VISIT 👉 Futura Tittaferrante & Lepre 📍 | piazza della Suburra, Roma

L'arte di Futura Tittaferrante, che si nutre dell'osmosi tra fotografia, installazione, stampa e sofisticazione, in dialogo con il design altamente ricercato dello Studio Lepre.
Uno spazio di creatività e visualità, libero ed indipendente, nel cuore del quartiere Monti, dedicato a ricercatori, collezionisti e appassionati di arte contemporanea e di arredamento.
Qualcosa di più di un "semplice" atelier, semmai un luogo di possibile confronto con gli stessi creativi, tra suggestioni visive, materiali ed ambienti.
Artequando applaude.

Futura Tittaferrante & Lepre

Buon Natale da Artequando.Regali d'arte, please... ❤️Sun & Sea: Marina - Lithuanian Pavilion at the Biennale Arte 2019 L...
25/12/2019

Buon Natale da Artequando.
Regali d'arte, please... ❤️

Sun & Sea: Marina - Lithuanian Pavilion at the Biennale Arte 2019 La Biennale di Venezia

  👉 FOCUS📌 Biennale di Venezia 🏆 Alexandra Bircken | May You Live In Interesting Times💡 58. Esposizione Internazionale D...
04/11/2019

👉 FOCUS
📌 Biennale di Venezia 🏆 Alexandra Bircken | May You Live In Interesting Times💡 58. Esposizione Internazionale D'Arte 📍a cura di: Ralph Rugoff

Ogni maxi mostra, ogni eventone artistico, ogni biennale, e quella di Venezia è la madre di tutte le biennali, ti costringe, per dimensioni e quantità, a selezionare, scegliere, scremare, altrimenti, semplicemente, non sopravvivi.
Alla fine però quasi sempre ti porti a casa qualcosa, una manciata di opere o un artista, un nome, qualcuno insomma che per qualche motivo, magari per lo stato emotivo che avevi e col quale ti sei approcciato alla mostra in quel momento, ti è rimasto dentro.

Artequando si porta a casa Alexandra Bircken, è lei che, indissolubilmente, è rimasta incollata ai nostri borsoni.
Scorrendo le molte foto fatte nei giorni veneziani, le opere di questa artista tedesca classe 1967, che si divide tra Berlino e Monaco, esplodono ed urlano.

Materiali naturali e artificiali si uniscono in assemblaggi spiazzanti e inquietanti, tra provocazione e riflessione.

Sotto analisi la condizione umana nelle contraddizioni delle sue questioni più spinose, dall'accusa affatto velata nei confronti delle convenzioni e convinzioni riguardo alle differenze di genere nella sala a lei dedicata ai Giardini, fino alla distopica visione di un futuro grigio e sconfortante nella grande installazione all'Arsenale.
Non c'è lieto fine, non c'è redenzione, non è una favoletta per bambini, questa.
È una spietata proiezione della realtà e a produrla è una grande artista.

Artequando ha scelto.
È Alexandra Bircken la protagonista assoluta di questa Biennale.
Standing ovation.

La Biennale di Venezia

  👉 IL REPORT📌 Speciale Venezia 2019: La Biennale di Venezia  🏆 GREATEST HITS by Artequando | May You Live In Interestin...
02/11/2019

👉 IL REPORT
📌 Speciale Venezia 2019: La Biennale di Venezia 🏆 GREATEST HITS by Artequando | May You Live In Interesting Times💡 58. Esposizione Internazionale D'Arte 📍a cura di: Ralph Rugoff

La Biennale divide, per definizione.

Questa divide addirittura gli artisti, nel senso che, per la prima volta, ogni artista invitato espone sia ai Giardini che all'Arsenale, mostrando così, nelle intenzioni del curatore Ralph Rugoff, una visione più ampia della sua produzione.

Questa scelta ha suscitato diverse critiche perché in effetti nell'arco della sua carriera un artista può aver creato opere diversissime tra di loro e visitare le due sedi in due giornate diverse (come spesso anzi quasi sempre accade a Venezia) può indurre un po' di confusione.

Al di là di questo aspetto comunque opinabile, la mostra è molto ben curata, il titolo risulta leggibilissimo nelle scelte del curatore lungo tutto il percorso e, cosa più importante ma spesso sottovalutata, le didascalie delle opere sono chiare e di facile lettura, requisito fondamentale per una manifestazione che ha il privilegio di far accostare molte persone non esperte all'ambito dell'arte contemporanea.

Artequando ha scelto i "suoi" personali Best 5, tra molte proposte davvero interessanti.
Le vene tremano in particolare per l'indiana Shilpa Gupta (molto emozionante e coinvolgente l'installazione all'Arsenale, dove si passeggia tra versi e voci di poeti perseguitati per motivi politici) e la tedesca Alexandra Bircken, apocalittica, profonda, a tratti scioccante.
Segnalazione per Ryoji Ikeda e le sue proposte a cavallo tra arte, architettura, musica elettronica e sonorizzazione ambientale, Julie Mehretu e la sua pittura astratta e poetica e Alex Da Corte, artista americano che si muove tra Surrealismo e cultura pop con un istinto ironico e concettuale.

Immagine - Shilpa Gupta: "For, in your tongue, I cannot fit" (installazione, Arsenale)

La Biennale di Venezia

  👉 IL REPORT📌 Speciale Venezia 2019: La Biennale di Venezia 🏆 GREATEST HITS by Artequando | Padiglione Gran Bretagna: C...
30/10/2019

👉 IL REPORT
📌 Speciale Venezia 2019: La Biennale di Venezia 🏆 GREATEST HITS by Artequando | Padiglione Gran Bretagna: Cathy Wilkes💡 Cathy Wilkes 📍 a cura di: Zoé Whitley

La meravigliosa luce di Venezia, il rumore leggero dei passi sul pavimento, la magia di uno spazio svuotato dell'inessenziale e la semplice bellezza di un'arte leggera come un soffio di vento fresco.
Il Padiglione Gran Bretagna alla Biennale 2019 ospita per la terza volta consecutiva un'artista donna, Cathy Wilkes, che prende il testimone da Sarah Lucas e Phyllida Barlow.

La mostra, struggente e suggestiva, sembra possedere l'intensa malinconia di una poesia di Alfonso Gatto, di una canzone dei Blue Nile ma anche l'essenzialità cromatica di una natura morta di Morandi.
E' un'arte sepolcrale e silenziosa, potente e riflessiva, delicata, spirituale, eterica.

L'artista nord irlandese, (Cathy Wilkes è nata a Belfast ma vive e lavora a Glasgow, ha già, infatti, rappresentato la Scozia alla Biennale del 2005) si muove tra pittura, scultura ed installazione ed in questa occasione mette in scena una composizione sinfonica nella quale i singoli strumenti (le singole opere) si fondono per dar vita ad un'opera totale, da vivere nella sua interezza.

All'inquietudine di figure senza espressione apparente fa da contraltare la dimensione domestica di alcuni oggetti disseminati negli ambienti spogli del padiglione, in un dialogo coinvolgente che sembra mettere a confronto dinamiche opposte, infanzia e senilità, ignoranza e conoscenza, autobiografia e universalità, morte e vita.

Una mostra, questa, che sicuramente non passa inosservata, ma anzi, si fa notare proprio grazie al suo assordante silenzio.
Un padiglione da affrontare senza pregiudizi mentali e col cuore aperto alla dimensione intima della meditazione.

Sicuramente tra i TOP per Artequando.
Applausi.
Silenziosi... 😉

  👉 IL REPORT📌 Speciale Venezia 2019: 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 🏆 GREATEST HITS by...
29/10/2019

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📌 Speciale Venezia 2019: 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 🏆 GREATEST HITS by Artequando | Padiglione Austria: Discordo Ergo Sum💡 Renate Bertlmann 📍 a cura di: Felicitas Thun-Hohenstein

Per chi ama le etichette Renate Bertlmann è da sempre la femminista, l'attivista, l'anticonformista.
Il Padiglione Austria della Biennale di Venezia edizione 2019 sancisce, ammesso che ce ne sia ulteriore bisogno dopo cinquant'anni di carriera e successi, che Renate Bertlmann, per i feticisti degli -ista, è soprattutto una grande art-ista.

Centro focale della mostra, nel cortile interno del piccolo edificio bianco ai Giardini, una delle installazioni più fotografate di tutta la Biennale, un campo di rose-coltelli che manifesta in tutta chiarezza il titolo dell'esposizione, "Discordo Ergo Sum", esisto in quanto non sono d'accordo, esprimo il mio dissenso, liberamente e strutturalmente.
La riformulazione del principio filosofico di Cartesio si ripropone anche all'ingresso del padiglione, dove la grande scritta "Amo Ergo Sum" accoglie il visitatore, introducendo da subito nel mondo provocatorio e ribelle di questa straordinaria artista.
Non c'è nulla di più sovversivo dell'amore, in effetti, la storia in questo senso ce lo ha ampiamente dimostrato.

Tutto intorno si snocciola un percorso all'interno della storia artistica di Renate Betlmann, con riproduzioni di disegni, manifesti e materiali informativi sulla molteplice attività di una donna che ha praticato varie forme d'arte con la sua visionaria ironia, dalla fotografia fino alla performance.

Padiglione sicuramente memorabile.
Artequando applaude.

La Biennale di Venezia

  👉 IL REPORT📌 Speciale Venezia 2019: 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 🏆 GREATEST HITS by...
28/10/2019

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📌 Speciale Venezia 2019: 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 🏆 GREATEST HITS by Artequando | Padiglione Andorra: The Future is Now💡 Philippe Shangti 📍a cura di: Eva Martinez "Zoe"

Trasgressivo ma non aggressivo, dissacrante ma non blasfemo, provocatorio ma non violento: è Philippe Shangti, artista scelto dalla commissaria Eva Martinez "Zoe" per rappresentare l'Andorra alla 58. Biennale di Venezia, per uno dei padiglioni scelti da Artequando come irrinunciabili.

Andorra è un piccolo stato al confine tra Francia e Spagna, urbanizzato per solo il 5% del suo territorio.
I piccoli nuclei cittadini sono circondati da una straordinaria natura montana, capite perciò quanto il tema della sicurezza ambientale (vero protagonista di tutta la Biennale ad onor del vero) sia molto sentito in questo angolo di Europa.

Shangti occupa gli spazi dell'ex convento di Santa Maria della Pietà con il suo immaginario pop underground, corrosivo, psichedelico, che rimanda a David LaChapelle come a Jeff Koons, trovando però una sua precisa singolarità nella coerenza non solo stilistica ma concettuale del suo pacifico urlo di protesta contro il consumismo, gli sprechi e la disuguaglianza sociale.

Una mostra politica ma non solo, perché l'artista in questione dimostra una grande versatilità nelle tecniche oltre che nelle tematiche, spaziando con naturalezza dalla pittura alla scultura, dall'installazione alla fotografia, fino al video (l'opera Prison for Spender Addict risulta forse la più azzeccata e diretta di tutto il padiglione e una delle più irriverenti e geniali di tutta la Biennale).

Applausi fragorosi.
The future is now, non dimentichiamolo.

Andorra - Biennal d'art de Venècia La Biennale di Venezia

  👉 IL REPORT📌 Speciale Venezia 2019: 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 🏆 GREATEST HITS by...
27/10/2019

👉 IL REPORT
📌 Speciale Venezia 2019: 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 🏆 GREATEST HITS by Artequando | Padiglione Lituania: Sun & Sea (Marina)💡 Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite 📍 a cura di: Lucia Pietroiusti

Non si può che concordare con la decisione della Giuria della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, di assegnare il Leone d'oro come miglior partecipazione nazionale alle Lituania.

Non conta il fatto che tu stia all'interno degli spazi dell'edificio 42 dell'Arsenale Marina Militare, che tu sia circondato da mura di mattoncini, colonne portanti e scale di metallo, ciò che vivrai, vedendola vivere, è una spiaggia, vera, con tanto di sabbia, ombrelloni, teli da mare, piscinette di plastica, bagnanti con parole incrociate di ordinanza o cuffiette collegate allo smart phone, l'immancabile cagnolino al guinzaglio, bambini festanti, secchielli, palette, palloni, sdraio e tutto l'armamentario, insomma, di un normale spicchio di litorale di ogni parte del mondo.
Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite creano uno spazio reale, che diventa iconografico e simbolico nel momento in cui viene vissuto da esseri umani veri, ogni mercoledì e sabato, durante le performance programmate.
Persone in carne ed ossa animano la spiaggia, ognuna nella sua routine, unendo le voci in canti quotidiani, malinconici, sereni, che avvolgono e riscaldano in un abbraccio poetico.

Un'opera performativa quasi sacra nella sua semplicità, alla quale è impossibile resistere senza commuoversi, senza empatizzare all'istante con quelle persone che vorresti raggiungere per unirti a loro, dimenticando i programmi di giornata, gli orari, gli appuntamenti, gli stress quotidiani.
Un padiglione che non è possibile non amare alla follia.

Non è un caso se nei giorni di programmazione della performance le file risultano chilometriche e i tempi di attesa si dilatano oltre il proibitivo.
Ogni secondo di attesa viene ampiamente ripagato dall'esperienza di un padiglione che, c'è da scommetterci, resterà indimenticabile.
Artequando impazzisce di gioia.

La Biennale di Venezia Sun & Sea: Marina - Lithuanian Pavilion at the Biennale Arte 2019

  👉 IL REPORT📌 Forze Invisibili - LEVITATIS BELLUM Jacopo Mandich | Galleria d'arte FABER 💡 a cura di: Cristian Porretta...
20/10/2019

👉 IL REPORT
📌 Forze Invisibili - LEVITATIS BELLUM Jacopo Mandich | Galleria d'arte FABER 💡 a cura di: Cristian Porretta

Inaugurazione alla FABER sabato 19 ottobre per la nuova mostra di Jacopo Mandich, Forze Invisibili - LEVITATIS BELLUM, a cura di Cristian Porretta.

Colpo d'occhio notevole già dall'ingresso del piccolo ma vivacissimo spazio di via dei Banchi Vecchi, con una coerenza stilistica nei materiali e nelle tonalità che risalta immediatamente.
Il calore del legno dialoga spiritualmente e carnalmente con la freddezza del metallo, che si innesta nella materia naturale a volte tentando un abbraccio, molto più spesso perforando, ferendo, squarciando.

La sensazione è quella di trovarci di fronte ad un artista che sta raggiungendo la piena maturità espressiva, pur proseguendo una sperimentazione totale che lo porta ad esplorare vari ambiti della creatività, dalla madre scultura, al disegno, all'installazione, alla performance.
Qui alla galleria d'arte FABER vediamo in mostra quello che forse potremmo definire il grado zero di questo artista, la sua forma d'arte primordiale, la sua sintesi più diretta e pulita.

Un percorso, quello proposto da Mandich, che connette il trascendente col fisico, che cerca di rendere visibile l'invisibile, in un'indagine filosofica oltre che artistica sulla magnifica complessità dell'essere umano.

La FABER prosegue il suo cammino all'interno del panorama espositivo romano e nazionale, ponendosi con forza tra le migliori realtà della capitale.
Cristian Porretta e Tomoko Asada scelgono artisti, li propongono e ne seguono la crescita e il percorso artistico nel corso degli anni.
Quello che, appunto, dovrebbe fare una galleria d'arte.
Semplicemente.

Applausi.

Jacopo Mandich Cristian Porretta Galleria d'arte FABER

  👉 IL REPORT📌 The Rhythm Of The Brain Angelos/Jan Fabre | Romaeuropa Festival ➡ Palazzo Merulana 💡 a cura di: Achille B...
10/10/2019

👉 IL REPORT
📌 The Rhythm Of The Brain Angelos/Jan Fabre | Romaeuropa Festival ➡ Palazzo Merulana 💡 a cura di: Achille Bonito Oliva e Melania Rossi

Fondazione Cerasi CoopCulture Magazzino

Spirituale ma fisico, inquieto, insonne ma meditativo, Jan Fabre, "artista totale" nella definizione di Achille Bonito Oliva, è un personaggio sicuramente complesso ed affascinante.
La mostra a Palazzo Merulana, una selezione di opere recenti del maestro fiammingo in dialogo con la collezione permanente del museo, unita ad alcuni lavori legati ad una performance realizzata insieme al neuroscienziato Giacomo Rizzolatti, è potente e non delude le aspettative.

Il percorso, che si snoda soprattutto attraverso sculture e disegni, coinvolge le relazioni tra arte e scienza, alla ricerca di un'identità che probabilmente sta solo nel dialogo tra alterità e non nella supposta supremazia di un ambito specifico nei confronti del resto del pensiero umano.
Fabre, in questo senso, rappresenta un perfetto esempio, spaziando da sempre tra arte visiva, arte performativa e teatro.

Il cervello, uno dei protagonisti assoluti nell'arte di Fabre, ha un suo ritmo, un suo groove, un suo suono e proprio su questa musica neurale l'artista ci invita a viaggiare per staccarci dalle nostre convenzioni e convinzioni, dalle regole rigide e severe della razionalità.

Palazzo Merulana si pone, in continuità con la sua storia recentissima, come un polo di attrazione per un'arte che non si chiude in se stessa, ma si apre ad un confronto multidisciplinare e multiculturale, in leggera controtendenza con una capitale sempre più ferma sul suo passato e sui suoi quotidiani problemi.
Aria nei polmoni, ossigeno per il cervello, mostra da non perdere.
Artequando applaude, in attesa di "The Night Writer. Giornale Notturno", il nuovo lavoro teatrale tratto dai diari intimi dell'artista ed interpretato da Lino Musella, al Teatro Vascello, sempre, ovviamente, per il Romaeuropa Festival (11/13 ottobre)

Jan Fabre rules.

Indirizzo

Piazza San Pietro In Montorio, 3
Rome
00153

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