18/05/2026
SONG OF THE DAY
Nel pieno della rinascita post-punk britannica degli anni 2010, gli shame sono emersi come una delle voci più viscerali e autentiche della loro generazione, con addosso quella tensione che a Londra, negli anni della Brexit e della disillusione post-crisi, si respirava come smog. Provenienti dal sud di Londra, cresciuti tra concerti DIY e l’ambiente fertile del Queen’s Head Pub di Brixton, la band ha de subito incarnato una rabbia giovane, teatrale e profondamente contemporanea. Il loro debutto del 2018, Songs Of Praise, è stato una dichiarazione di intenti, un manifesto di inquietudine urbana e identità fragile, dove l’urgenza diventa linguaggio. Il cantante Charlie Steen è un predicatore sghembo, un anti-frontman che trasforma ogni brano in una scena e il titolo è già un gioco ambiguo: Songs Of Praise richiama il celebre programma religioso britannico, ma qui la devozione è sostituita da sarcasmo, alienazione e critica sociale. Gli Shame prendono la struttura del sermone e la svuotano, riempiendola di contraddizioni. Musicalmente, il disco è una lama: chitarre nervose, ritmiche serrate, un senso costante di urgenza. Non c’è spazio per la contemplazione: tutto è movimento, collisione, attrito. L’apertura è affidata a “Dust On Trial”, ed è una dichiarazione d’intenti brutale. Il brano entra subito in scena come un’accusa, un interrogatorio. La struttura è quasi teatrale: Steen recita, provoca, incalza. Il titolo stesso, “polvere sotto processo”, suggerisce qualcosa di apparentemente insignificante messo sotto accusa. Ma quella polvere è simbolo: dell’individuo, della società, della colpa collettiva. Il testo gioca con immagini assurde e surreali, trasformando il tribunale in una farsa grottesca. Il groove è ossessivo e martellante mentre le chitarre taglienti creano una tensione crescente che non esplode mai del tutto, tenendo l’ascoltatore sospessi A distanza di anni, Songs Of Praise rimane uno dei debutti più incisivi del post-punk revival britannico. Non tanto per innovazione sonora, quanto per energia e coerenza espressiva e questo brano è la chiave che apre il disco come un sipario che si spalanca su un mondo instabile, dove il giudizio è ovunque e la verità è sempre sfuggente. Gli Shame trasformano il disagio in linguaggio.
Shame - “Dust on Trial" from ’Songs Of Praise’ out now on Dead OceansBuy / stream - https://shame.lnk.to/songsofpraiseCredits: Director: BisonProducer: Luke ...