Sounds & Grooves

Sounds & Grooves Recensioni, podcast, rock 'n'r roll time machine dal 2010. Racconto musica da oltre 35 anni tra radio FM, blog e podcast. Nessun algoritmo. Il rock non è morto.

Solo dischi che contano. E' solo raccontato male.

Nati a Reading, Inghilterra, nel 1987, i Chapterhouse si erano affermati come una delle band più interessanti della scen...
17/03/2026

Nati a Reading, Inghilterra, nel 1987, i Chapterhouse si erano affermati come una delle band più interessanti della scena shoegaze britannica all’inizio degli anni ’90. Formati da Andrew Sherriff (chitarra e voce), Stephen Patman (chitarra e voce), Simon Rowe (chitarra), Dale Robertson (chitarra), Jon Curtis (basso) e Ashley Bates (batteria), la band si fece subito notare per il suo suono intrecciato di chitarre effettate, melodie sognanti e ritmiche che sfioravano il dancefloor. Vennero all’inizio etichettati come gruppo acid rock ma i concerti di supporto agli Spacemen 3 li fecero poi accomunare ai gruppi shoegaze attivi in quel periodo come Slowdive, Lush e Ride. Il loro primo album in studio, Whirlpool, è stato pubblicato il 29 aprile 1991 dalla Dedicated Records e diventa in breve un punto di riferimento per il genere shoegaze. Registrato nel 1990 e prodotto dalla band insieme a collaboratori come Robin Guthrie (Cocteau Twins) e Stephen Hague, il disco raccoglie alcuni dei loro lavori migliori e mostra la capacità del gruppo di unire texture chitarristiche dense e oniriche con ritmi coinvolgenti e melodie memorabili. Whirlpool raggiunge la posizione numero 23 nella classifica degli album nel Regno Unito, un risultato significativo per una band shoegaze in un periodo musicale dominato da altri stili. Anche se inizialmente non riceve un’enorme attenzione di massa, l’album è in seguito riconosciuto come una pietra miliare del movimento e continua ad essere celebrato dai fan del genere. “Falling Down” è uno dei brani più conosciuti del disco ed era già stato pubblicato nel loro primo EP Freefall del 1990, dove fungeva già da apertura efficace e riconoscibile, emblematico di ciò che rendeva unico il suono dei Chapterhouse: chitarre avvolte da riverberi, riff ipnotici e melodie eteree, con voci che si posano sulle onde sonore come in una nuvola plasmata da feedback e groove. La struttura stratificata dei loro brani, con arpeggi e riverberi continui, avvolge l’ascoltatore in un flusso onirico, esemplificando l’eleganza e la profondità emotiva del movimento shoegaze degli anni Novanta. Nonostante si siano sciolti nel 1993, ancora oggi Whirlpool viene spesso citato tra gli album fondamentali della prima ondata dello shoegaze britannico.

Music video by Chapterhouse performing Falling Down. (C) 1990 Dedicated

Maria BC è una delle voci più singolari emerse negli ultimi anni nell’area di confine tra folk sperimentale, elettronica...
17/03/2026

Maria BC è una delle voci più singolari emerse negli ultimi anni nell’area di confine tra folk sperimentale, elettronica minimale, dream pop e scrittura d’autore. Dopo l’esordio Hyaline del 2022 e Spike Field del 2023, l’artista è tornata il 27 febbraio 2026 con Marathon, terzo album in studio e secondo per Sacred Bones: un disco costruito attorno ai temi della resistenza, della sopravvivenza e dell’andare avanti anche quando tutto sembra consumarsi. Il disco è una naturale prosecuzione del percorso già avviato con Spike Field, ma con un peso emotivo più cupo e una materia sonora più consumata, quasi corrosa. Non è un disco che cerca l’impatto immediato: lavora per sottrazione, per ombre, per piccoli movimenti interni. Le canzoni sembrano spesso sospese tra fragilità e attrito, tra confessione e paesaggio, come se Maria BC cercasse un equilibrio instabile fra intimità e rovina. I temi della resistenza si intrecciano con quelli della devastazione ambientale, delle fratture personali e della distruzione, mentre le registrazioni incorporano materiali ambientali e suoni concreti raccolti lungo la West Coast. La “Night & Day” scelta per rappresentare l’album e chiudere in bellezza il podcast è uno dei momenti in cui l’universo di Marathon si apre maggiormente a una dimensione affettiva, senza però perdere quell’alone di spossatezza e inquietudine che attraversa tutto il lavoro. Nel panorama contemporaneo, Maria BC cerca di distinguersi per la capacità di costruire un linguaggio personale, in cui il folk non è mai puro folk, l’ambient non è mai semplice atmosfera e la canzone resta sempre un luogo di tensione. Marathon conferma questa traiettoria: è un disco dimesso solo in superficie, ma in realtà profondamente combattivo. E “Night & Day”, nel suo stare tra vicinanza e consunzione, ne rappresenta bene il cuore più vulnerabile.

Listen to “Night & day,” from their record Marathon out now on Sacred Bones Records!Order / Stream Marathon: https://mariabc.lnk.to/marathon Stream “Night & ...

La sezione Podcast di stefanosantoni14.it è il cuore pulsante del progetto Sounds & Grooves: uno spazio in cui la musica...
17/03/2026

La sezione Podcast di stefanosantoni14.it è il cuore pulsante del progetto Sounds & Grooves: uno spazio in cui la musica viene raccontata, attraversata e reinterpretata episodio dopo episodio. Tra selezioni curate, connessioni sonore e narrazioni che scavano sotto la superficie, ogni puntata diventa un viaggio che unisce passato e presente, culto e scoperta, rumore e visione. Un luogo per ascoltare davvero... e per lasciarsi sorprendere.

Qui trovate i miei podcast registrati per radiorock.to arricchiti con curiosità, video, fotografie e links per il download.

🎧 Sounds & Grooves – Season 20 Episode 12Decadence – Sotto il RumoreCi sono suoni che non cercano la superficie.Si muovo...
13/03/2026

🎧 Sounds & Grooves – Season 20 Episode 12
Decadence – Sotto il Rumore

Ci sono suoni che non cercano la superficie.
Si muovono sotto il rumore, tra distorsioni, ombre e visioni che attraversano epoche diverse della musica alternativa.

In questo nuovo episodio di Sounds & Grooves convivono la furia psichedelica dei Bu****le Surfers, le tensioni abrasive dei Chat Pile, le derive monumentali dei Big ‡ Brave, l’inquietudine dei Liars e l’energia immortale dei Sonic Youth.
Poi Lou Reed, Roxy Music, Curve, Chapterhouse, Minimal Man, Giardini di Mirò (ricordando ancora Matteo Agostinelli), Maria BC e altri passaggi sonori che raccontano una decadenza sotterranea fatta di noise, post-punk, shoegaze e visioni oblique.

Un viaggio tra classici, cult e nuove traiettorie sonore.

👉 Ascolta qui il podcast
https://radiorock.to/pages/podcast.php?idpods=8042

🎶 16 brani, 50 anni di musica alternativa, un’unica linea sotterranea che continua a vibrare.

SOUNDS and GROOVES - Season 20 Episode 12: Decadence - Sotto il RumoreIl dodicesimo episodio della ventesima stagione di Sounds & Grooves attraversa alcune delle correnti più inquiete e visionarie della musica alternativa, muovendosi lungo un percorso che unisce rumore, psichedelia, post-punk e der...

Tornano il 12 giugno gli straordinari canadesi Big ‡ Brave con il nuovo album “in grief or in hope” pubblicato dalla Thr...
10/03/2026

Tornano il 12 giugno gli straordinari canadesi Big ‡ Brave con il nuovo album “in grief or in hope” pubblicato dalla Thrill Jockey Records

leggi tutto e ascolta il primo estratto a questo link:

l BIG BRAVE torneranno il 12 giugno 2026 con un nuovo album promettendo un'energia emotiva amplificata da sentimenti complessi e profondi

Nel 1998 Billy Bragg è già un acclamato songwriter con sette album alle spalle e almeno un capolavoro pubblicato (Talkin...
02/03/2026

Nel 1998 Billy Bragg è già un acclamato songwriter con sette album alle spalle e almeno un capolavoro pubblicato (Talking with the Taxman About Poetry). I Wilco hanno pubblicato due anni prima Being There, il loro secondo lavoro, e non sono ancora esplosi come già avrebbero meritato. Già tre anni prima, nella primavera del 1995, la figlia di Woody Guthrie, Nora, aveva contattato Bragg (dopo aver visto uno splendido concerto tributo a Guthrie dell’inglese al Central Park di New York) chiedendogli se poteva scrivere la musica di una selezione di testi completi di Guthrie. Suo padre aveva lasciato più di un migliaio di testi completi scritti tra il 1939 e il 1967 e poiché non erano stati registrati da Guthrie e lui non scriveva musica, nessuno di questi testi aveva una musica, se non una vaga notazione stilistica.

Nora Guthrie indica che era sua intenzione affidare le canzoni a una nuova generazione di musicisti in grado di renderle attuali per una generazione più giovane. Bragg a sua volta contattò i Wilco e chiese loro di partecipare al progetto. I Wilco accettarono e, oltre a registrare con Bragg in Irlanda, ricevettero la loro parte di canzoni da completare. Piuttosto che ricreare brani nello stile di Guthrie, Bragg e Wilco hanno creato una musica nuova e contemporanea per i testi. L’album, pubblicato nel 1998 con il titolo Mermaid Avenue, ha riscosso un ottimo successo di critica, tale da spingere la band di Chicago ed il cantautore inglese a pubblicare un volume 2 nel 2000. “One By One”, con la musica del leader dei chicagoani Jeff Tweedy, è una canzone assolutamente meravigliosa che i Wilco suonano spesso in tour.

Provided to YouTube by Universal Music GroupOne By One · Billy Bragg · WilcoMermaid Avenue℗ 1998 Craft Recordings., Distributed by Concord.Released on: 1998-...

Da oggi è online il mio nuovo   per Radiorock.to The Original. Dal blues deviato di New York alla tensione sperimentale ...
27/02/2026

Da oggi è online il mio nuovo per Radiorock.to The Original. Dal blues deviato di New York alla tensione sperimentale britannica, passando per l’intimismo americano e l’indie europeo. Un episodio che traccia una mappa viva della musica alternativa dagli anni '80 ai giorni d'oggi.

Download & enjoy

SOUNDS and GROOVES - Season 20 Episode 11:

🎙 La mia Top 15 del 2025 non è una classifica. È un percorso.Ogni anno, quando preparo questo episodio per Radiorock.to ...
13/02/2026

🎙 La mia Top 15 del 2025 non è una classifica. È un percorso.

Ogni anno, quando preparo questo episodio per Radiorock.to The Original, mi accorgo che non sto solo scegliendo dischi.
Sto scegliendo cosa mi ha cambiato.

Il 2025 per me è stato questo:

Le architetture ipnotiche e magiche dei The Necks.
Il coraggio obliquo dei Water From Your Eyes.
Il folk sghembo di RICHARD DAWSON.
La profondità emotiva di Eiko Ishibashi.
La collisione visionaria tra SUMAC e Moor Mother.
Il ritorno luminoso degli Stereolab.
La libertà rumorosa di mclusky e The Ex.
La maturità narrativa di Jeff Tweedy.
L’inquietudine creativa dei TFS Band.
Le traiettorie imprevedibili di Širom, Sanam e The Dwarfs Of East Agouza.
L’intimità sospesa di Keeley Forsyth e Matthew Bourne.
E la tensione sotterranea dei Fugue State.

15 dischi.
Zero playlist accomodanti.
Solo musica che resta addosso.

Dopo oltre venti anni di podcast, continuo a farlo per questo:
per inseguire la musica che mi sposta un centimetro più in là.
🎧 L’episodio completo è ora online su radiorock.to.

Se mi seguite da tempo, sapete che questa è la puntata più personale dell’anno.
Se è la prima volta che mi ascoltate, questo è il modo migliore per capire che tipo di viaggio facciamo insieme.

Ascolta ora il podcast su Radiorock.to The Original
Poi dimmi quale album avresti messo al numero uno.



https://radiorock.to/pages/podcast.php?idpods=8019&podcaster=Stefano_Santoni&titolo=&noc=1

SOUNDS and GROOVES - Season 20 Episode 10: Playlist 2025 - Part 2Come promesso ecco la seconda parte della mia classifica.Non è una classifica per fare contenti tutti. Non è fatta per piacere agli uffici stampa.Non è fatta per inseguire hype da algoritmo.È la mia Top 15 del 2025.Buon ascolto

Cambiamo atmosfere e andiamo a parlare di un periodo incredibilmente fertile musicalmente come gli anni ’90. Un periodo ...
12/02/2026

Cambiamo atmosfere e andiamo a parlare di un periodo incredibilmente fertile musicalmente come gli anni ’90. Un periodo estremamente creativo tra post-rock, shoegaze, elettronica. Nel 1993 a New York Martha Schwendener (basso) e Lawrence Chandler (chitarra) formano i Electric. Chandler era un ex studente di LaMonte Young e aveva perfezionato la sua idea di minimalismo collaborando con Philip Glass. La loro era una personale idea di shoegazing, nell’onda di feedback scatenata dai My Bloody Valentine, mescolata ad un substrato psichedelico e a spruzzate di dream pop. Il duo si esibiva dal vivo talvolta con Michael Johngren alla batteria con cui avevano anche registrato alcuni singoli autoprodotti con la loro etichetta indipendente, la Hi-Fidelity. Dopo un primo album intitolato Drop con echi di droni e chitarre e botte psichedeliche che ricordano a volte gli Spacement 3 a volte i Loop arriva il momento della svolta.

Un’etichetta importante come la Kranky, specializzata in elettronica gli offre un contratto, e se il primo album autointitolato con la nuova label non ottiene il risultato sperato pur mostrando innegabili progressi, il successivo Beat nel 1996 fa finalmente centro. La chitarra e il basso vengono circondati da campionamenti, drum machines, battiti ipnotici e accenni di dub psichedelico, mentre il gran finale della lunghissima “Postscript” (17 minuti) mostra i due alle prese con un’ispirazione ambient che fluttua nello spazio. “Fear Of Flying”, dal ritmo incalzante, mostra come il duo newyorkese abbia trovato la quadratura del cerchio, un unione tra suoni digitali e analogici che rende il brano sfumato, incalzante, avvolgente. Il disco è il loro personale capolavoro cui seguiranno quattro anni di silenzio prima di Lushlife, album più scuro ed indirizzato verso una personale definitiva mediazione tra trip-hop e shoegaze che nel 2000 sarà purtroppo anche il loro canto del cigno.

Provided to YouTube by The Orchard EnterprisesFear of Flying · Bowery Electric · Martha Schwendener · Lawrence ChandlerBeat℗ 1996 Bowery ElectricReleased on:...

Questa è una band capace di marchiare a fuoco gli anni ’90 in musica creando un’alchimia sonora assolutamente irripetibi...
12/02/2026

Questa è una band capace di marchiare a fuoco gli anni ’90 in musica creando un’alchimia sonora assolutamente irripetibile. Il nome del suo leader è entrato nella leggenda, un musicista il cui nome è scolpito nella pietra su una targa a Palestrina e nel cuore di molti di noi. Difficile non ripercorrere la storia di Mark Sandman e dei suoi Morphine senza provare emozione, per le meraviglie e le magie che ci hanno saputo regalare, non ascrivibili a nessun genere se non a loro stessi. Un mondo compositivo che Sandman chiamava low rock, un ambiente sonoro che prendeva il blues, rock, jazz, funk e li plasmava, li modificava in qualcosa di altro che non assomigliava ad altro che ai Morphine: uno dei gruppi più importanti ed originali degli anni ’90.

Il 21 marzo del 1995 usciva il loro terzo album, Yes, capace di concludere un trittico difficilmente eguagliabile da altri gruppi. Sandman affianca l’esperto Paul Q. Kolderie alla produzione e Billy Conway prende definitivamente il posto del (di nuovo) convalescente Jerome Doupree. Yes è un disco straordinario dove i tre trovano la perfetta mediazione tra l’oscurità del primo e l’immediatezza del secondo, togliendo le briglie anche al sax di Dana Colley. Dal funk di “Radar” al jazz di “Whisper”, dal blues di “I Had My Chance” alla viziosa “Super Sex”, l’album è l’ennesimo capolavoro che si dipana in 12 straordinarie canzoni fatte di un rock senza il suo strumento principe, la chitarra. Un suono notturno e stordente, vertiginoso e suadente, sensuale e ombroso. Quanto ci manca Mark Sandman, anche se sono passati quasi 27 anni da quel maledetto 3 luglio 1999 che ce l’ha portato via. Se volete saperne di più sulla loro storia potete leggere l’articolo a questo link...

Riviviamo insieme la storia di Mark Sandman e dei Morphine, uno dei gruppi in assoluto più innovativi e inimitabili degli anni '90.

Indirizzo

Rome

Sito Web

https://radiorock.to/pages/profilo_podcaster.php?idauto=MTA%3D&n=Stefano_Santoni, https://w

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Sounds & Grooves pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Sounds & Grooves:

Condividi