Spettacolo teatrale
IN SCENA DAL 4 AL 7 MAGGIO
al TEATRO ANTIGONE
via della Penitenza, 33 - Roma
La storia di Antigone è nota: la giovane figlia di Edipo decide di dare sepoltura al fratello Polinice contravvenendo l'ordine del re Creonte, suo zio. Polinice aveva tentato, con un colpo di stato, di sottrarre il trono di Tebe al fratello Eteocle, al quale era stato associato al potere. Creonte, non
perdonando a Polinice di aver portato con sé principi stranieri, rischiando di far capitolare Tebe in mano nemica, lo dichiara un traditore; per questo il corpo di Eteocle sarà celebrato con tutti gli onori funebri, mentre il ca****re di Polinice sarà lasciato senza sepoltura. Tuttavia Antigone, che prova pietà ed amore fraterno , decide di contravvenire alla volontà del re per seguire le ragioni del cuore, finendo così per essere inevitabilmente condannata a morte. In questa riscrittura del testo abbiamo provato ad immaginare la legge di Creonte, quindi la ragion di stato, come una grande ragnatela abitata da tutti i personaggi della tragedia. Essi sono legati dai fili di questa tela, che fanno capo a Creonte, e la abitano, creando così un ecosistema nel quale vivono in pace, solo sottostando alle sue leggi. Antigone, invece, che percepisce questa ragnatela come una gabbia inaccettabile spezza il filo che la lega. Decide di ribellarsi, di dire di no al sistema, pur essendo consapevole che questo gesto comporterà la sua morte. Creonte si ritrova a dover fronteggiare la scelta più difficile di tutta la sua vita da re: sacrificare l'amata nipote, fidanzata felice del suo stesso figlio, per la ragion di stato o trasgredire la propria legge, facendo così crollare la ragnatela sulla quale si fonda la stabilità e la sopravvivenza dell'intera Tebe.