Emma Saponaro Autrice

Emma Saponaro Autrice Frullo parole senza zuccheri aggiunti

  ❣️♥️
21/04/2026

❣️♥️

Il contributo di oggi per è di Nadia Terranova su iil manifesto con "Discendenti delle ateniesi e scioperanti, di ieri e di oggi"

GEOGRAFIE Dalle ateniesi che pativano la limitazione della propria libertà politica alle ragazze del Duemila piene di sogni e talento che devono alzarsi imbarazzate dal divano del molestatore, il filo dello squilibrio di potere è lo stesso

In principio fu Lisistrata, e gliene siamo ancora grate. Lo sciopero del sesso delle ateniesi contro la guerra in cui andavano a morire i mariti è il primo grande sciopero delle donne di cui v’è racconto, ed è un’apparizione eccezionale nella nostra letteratura. Nella commedia di Aristofane cooperano tutte: le giovani e le anziane, le spigliate e le riottose, quelle che non aspettavano altro e quelle che si sorprendono a capire che sì, assieme funziona, unite si può. Ci si può ribellare, ci possiamo sottrarre, possiamo alzare la testa e sfidare i muri. Oggi è il nome della campagna a cui sono stata chiamata a partecipare in coda a una lunga bellissima fila di scrittrici, ciascuna delle quali ha portato la propria testimonianza: una marea di inarrestabili onde chiamate io, io, io – non per egocentrarsi o riferirsi ma perché la presa di parola delle donne è ancora e sempre un atto politico.

Ci avete privato della parola e noi parliamo, lo avete fatto tanto a lungo che parleremo altrettanto a lungo; ci avete tenute ai margini e noi ci prendiamo il centro, siamo al centro e non ci volete vedere e allora urliamo più forte. Siamo le discendenti delle ateniesi che un giorno si sono riunite e si sono organizzate. Siamo le discendenti di quelle che hanno deciso che, se la loro voce non veniva ascoltata e i loro corpi erano sfruttati, allora avrebbero fatto parlare i corpi: con quell’assenza insopportabile per gli uomini che pensavano di controllarle.

DALLE ATENIESI che pativano la limitazione della propria libertà politica alle ragazze del Duemila piene di sogni e talento che devono alzarsi imbarazzate dal divano del molestatore, il filo dello squilibrio di potere è lo stesso. Cambia forma, cambia pelle, non cambia sostanza: il potere atomizza il femminile, isola le donne per controllarle, si assicura che non si parlino fra loro, anzi, che siano in competizione più possibile, le usa e prova a distruggerle. Però un dettaglio cambia tutto: una donna parla per prima, chiama a raccolta le altre. Una ragazza non sta zitta, e le altre la appoggiano. Una fa il primo passo, le altre assieme a lei ne fanno cento. Eccole, le ateniesi. Le sentiamo già arrivare.

Gli scenari delle rivolte sociali cambiano di continuo. Lo svuotamento delle polis – intendo, lo svuotamento dei luoghi di confronto, delle piazze, delle assemblee, in favore di una iperconnessione a tratti utile ma spesso illusoria – non aiuta a decifrare quanto volume può occupare un gruppo di ribelli. Se poi le ribelli sono donne, si tende ancora di più a sottovalutarle. Però noi veniamo da lì: dalle gelsominaie di Milazzo che raccoglievano fiori di notte a prezzi miseri e nel 1946 organizzarono il primo grande sciopero delle donne siciliane. Dalle sardinaie di Bretagna che nel 1924 si rivoltarono contro la fabbrica. Dalle orologiaie svizzere che nel 1991 fecero partire la prima grande manifestazione in cui allo sciopero si legava una rivendicazione politica di parità sociale. Noi siamo figlie e nipoti di scioperanti che ci sono maestre e sorelle.

NEGLI ULTIMI DECENNI abbiamo discusso del senso stesso della parola sciopero, ci siamo chieste come declinarlo in un mondo in cui molte di noi lavorano da casa con un’apparente conquista di autonomia e moltissima precarietà, con un dimezzamento di diritti che sembravano conquistati (a partire da malattie e ferie retribuite) e troppi ancora da conquistare (a partire dai congedi per la nascita dei figli). Ci siamo chieste se una collezione slegata di testimonianze personali, come quelle venute fuori con il o con campagne come abbia pari forza di un cerchio di donne che si tengono per mano dietro un cartellone comune. Ci siamo date nuove risposte, ci saranno nuove domande, ma un punto non cambia e non cambierà mai: nasciamo da donne che ci hanno mostrato come ci si può unire, e sulle loro spalle enormi possiamo cercare di volta in volta una strada, trovare di volta in volta la nostra nuova piazza.

https://ilmanifesto.it/discendenti-delle-ateniesi-e-scioperanti-di-ieri-e-di-oggi

C’è qualcosa di misterioso nel firmacopie.È faticoso, impegnativo, stancante e a volte anche frustrante. Non tutti si fe...
12/04/2026

C’è qualcosa di misterioso nel firmacopie.

È faticoso, impegnativo, stancante e a volte anche frustrante. Non tutti si fermano al tuo “Buongiorno, le posso parlare del mio ultimo libro?”. Non solo. Non tutti dicono “No, grazie” e questo è frustrante, sì. Ma non perché non si fermano, sia chiaro, ma perché vieni scansata, ritenuta non idonea a un ringraziamento. Chi sei? Ti conosco? Stai tra la prima decina dei libri consigliati? E no che non ci sono, e non ci sarò mai, ma non per questo non merito un “No, grazie”. Grazie!
Sto deragliando.

C’è qualcosa di misterioso nel firmacopie.

A differenza delle presentazioni, che si concludono nel giro di un’ora, il firmacopie dura dalle cinque alle otto ore, durante le quali hai anche momenti di vuoto, di silenzio. Circondata da libri, naturalmente guardo, osservo, acquisto. Impossibile non cedere alle tentazioni. Nuove copertine. Nuovi titoli della tua autrice o autore preferito. Nuovi autori da conoscere.

C’è qualcosa di misterioso nel firmacopie.

E poi arrivano loro.
I lettori.
I curiosi.

Si avvicinano anche se il tuo nome non lo hanno mai sentito. Si fermano e ascoltano la sconosciuta. Si interessano alla storia. Ti guardano negli occhi, ti scrutano. Fidarsi o non fidarsi? E poi ti sciorinano le loro storie, le loro lotte, i divorzi, le incomprensioni, le vite dei loro genitori, la storia della nonna costretta a stare zitta, a non fiatare, a obbedire. O la furbizia delle donne di una volta che invece simulavano fedeltà per poi sbrigliare la loro libertà a modo loro. Il tema è sempre quello: la libertà delle donne.

E allora non è esatto dire che c’è qualcosa di misterioso nel firmacopie. Perché quel qualcosa è invece limpido e sacro come il silenzio che segue le confessioni.
Il firma copie è sì far conoscere la storia sulla quale hai investito due anni di energie per scriverla,
ma è prima di tutto uno scambio con voi, voi che vi fermate, voi che non mi sentite per dovere e trepidate per andar via ma mi ascoltate con la voglia di sapere,
è il privilegio di incontrare voi, voi che vi aprite, vi raccontate, vi confessate.

E allora c’è qualcosa di magico nei firmacopie.

È forse per questo che quando passa l’altezzosa di turno (declino al femminile perché in genere fermo donne, e c’è un motivo) che ostenta il suo rifiuto, che non saluta, non si volta, ecco, in questi momenti, vissuti un tempo con una certa carica di frustrazione, ora “volto pagina”, è il caso di dire, e penso che da quella porta o da quelle scale arriverà una persona che si interesserà alla mia storia e questa sarà lo spunto per avviare connessioni.

Sì, c’è qualcosa di magico nel firmacopie.

L’umanità. La sintonia. La condivisione.

Grazie!

01/04/2026

Le previsioni più ottimiste stimavano 134 anni per arrivare alla parità dei diritti tra uomo e donna.

Stamattina mi sono svegliata con una notizia orribile. Dopo la sconvolgente e mostruosa vicenda di Gisele Pericot, dopo la scoperta della chat tedesca nella quale ben 300 uomini iscritti apprendevano come addormentare le donne per stuprarle, dopo la chat “mia moglie” in cui i cosiddetti mariti si scambiavano foto delle loro ignare partner in pose intime, eccone un’altra.

Orribile.

Un’accademia dello stupro online a cui sono iscritti uomini di tutto il mondo. Stessa pratica. Si insegna ad addormentare per poi stuprare. Quali droghe utilizzare, i dosaggi. Come filmare.

Poi c’è una nicchia allarmante, una nuova forma di patriarcato: la broligarchia, ossia una oligarchia composta da uomini ricchissimi, a capo di aziende tecnologiche, plutocrati della Silicon Valley, hanno il pieno controllo delle tecnologie digitali, e sono talmente potenti da poter essere in grado di influenzare gli orientamenti politici e le scelte governative. Alcuni di questi aspirano a un separatismo patriarcale su sfondo omoerotico. In poche parole, a loro la donna non serve, non la vogliono. È il neopatriarcato. A differenzia del vecchio patriarcato, familista e anti tecnologico, come la destra conservatrice, qui si crede ciecamente nelle tecnologie, anche in campo biomedico. È la loro speranza. Sarebbe infatti indispensabile quest’ultimo per separarsi dalle donne, non una Gilead, ci mancherebbe, ma si finanziano ricerche per ottenere uteri artificiali.

Il mondo va sempre peggio. Non convivenze ma separazioni. Non umanità ma demonizzazione. Non amore ma sempre e ancora guerre.

Continuano le recensioni su Il GufoRingrazio Angela Giannitrapani per le belle parole sul mio libro e per averlo conside...
31/03/2026

Continuano le recensioni su Il Gufo
Ringrazio Angela Giannitrapani per le belle parole sul mio libro e per averlo considerato tra i tre romanzi "intensi e insoliti"
❤️

Tre recenti romanzi insoliti che esplorano con grande efficacia le relazioni tra madri e figlie e quelle tra uomini e donn

Un nuovo giro nelle librerie amiche e ve lo voglio e devo dire📍 domani è la volta di Feltrinelli di viale Marconi (ROMA)...
28/03/2026

Un nuovo giro nelle librerie amiche e ve lo voglio e devo dire

📍 domani è la volta di Feltrinelli di viale Marconi (ROMA). Firmerò le vostre copie ma avete già letto il Gufo, e volete, mi piacerebbe parlare con voi dei retroscena e della genesi del romanzo. Sono a vostra disposizione per qualsiasi vostra domanda. 📚 📚 📚

IL GUFO ti immergerai nella sua storia per indagare e risolvere gli enigmi che via via scoprirai 🕵

IL GUFO è ricco di spunti di riflessione, è occasione di dibattito, è obbligatorio leggerlo! 📚

Un ex commissario, una email misteriosa firmata Madre Disperata, una indagine privata che si trasforma in un viaggio del dolore e nella memoria. 👠

"Il Gufo è un noir lucido e spietato, che scava nella violenza e nel silenzio con sguardo umano e senza giudizi" (Les Flâneurs Edizioni)

"Scivola e approfondisce, svela e nasconde con un'abilità classica su tensione assai moderna" (Patrizia Rinaldi)

Vi aspetto domani alla Feltrinelli di via Appia Nuova, 427 per firmare le vostre copie. Ma se lo avete già letto, se vol...
06/03/2026

Vi aspetto domani alla Feltrinelli di via Appia Nuova, 427 per firmare le vostre copie. Ma se lo avete già letto, se volete, mi piacerebbe parlare con voi dei retroscena e della genesi del romanzo. Sono a vostra disposizione.
Grazie,
Emma Saponaro Autrice
IL GUFO ti immergerai nella sua storia per indagare e risolvere gli enigmi che cia via scoprirai
IL GUFO è ricco di spunti di riflessione, è occasione di dibattito, è obbligatorio leggerlo!
Un ex commissario,
una email misteriosa firmata Madre Disperata,
una indagine privata che si trasforma in un viaggio del dolore e nella memoria.
"Il Gufo è un noir lucido e spietato, che scava nella violenza e nel silenzio con sguardo umano e senza giudizi" (Les Flâneurs Edizioni)
"Scivola e approfondisce, svela e nasconde con un'abilità classica su tensione assai moderna" (Patrizia Rinaldi)

Si scrive l'ultima pagina in apnea, perché si sa che prima o poi bisogna separarsi dalla tua storia e alla quale hai ded...
11/02/2026

Si scrive l'ultima pagina in apnea, perché si sa che prima o poi bisogna separarsi dalla tua storia e alla quale hai dedicato tanto tempo e sentimento. Ti senti svuotata , leggera, ma con il respiro spezzato da quel pensiero curioso e tagliente: dove finirà?

The End

🍀

Oggi Edda Billi ci ha lasciate.Non solo poeta, ma attivista e una delle fondatrici del Movimento femminista romano.Oggi ...
10/01/2026

Oggi Edda Billi ci ha lasciate.

Non solo poeta, ma attivista e una delle fondatrici del Movimento femminista romano.
Oggi Edda Billi ci ha lasciate, ci ha lasciate tutte più sole 🖤

IL CIELO DEI PASSI PERDUTI
Dove trovano patria
le donne
che agitano i capelli
come bandiere al vento
che spazza strade
d'universi
se non nel cielo
dei passi perduti?
In compagnia delle falene
bianche
dalle ali di seta
e non le ferma
nè il muro di vetro
nè l'arrivo di sconsiderate
violenze
di questo mondo
sordo alla felicità
che non conosce
pietà nè compassione, costrette ad amare
i propri carnefici,
ma sanno che l'anima
vola
oltre la loro dis-umana
realtà.
Edda

La colpa di essere Donna!
10/01/2026

La colpa di essere Donna!

«Non è roba da femmine da queste» le dissero da bambina. Era nata in una famiglia di pittori. Il colore scorreva nelle vene di casa Sirani, e l’odore di pittura riempiva l’aria come una promessa di bellezza. Elisabetta guardava e osservava rapita, ma una donna non poteva prendere in mano il pennello e dar voce al suo cuore. Non nel 1600, non in Italia. Ma Elisabetta rifiutò di farsi mettere i piedi in testa.

Ogni «non puoi» era una SFIDA, ogni «non devi» si trasformava in scintilla. Pronta a incendiare ogni regola che cercava di tenerla ferma. A 12 anni realizzò il suo primo dipinto. A 14 si esibì in pubblico. A 19 ottenne la sua prima grande commissione pubblica. Ma la strada era ancora tutta in salita. Le dissero che la sua bravura era sospetta, che un talento così grande non poteva appartenere a una donna. La accusarono di aver esposto i lavori del padre a suo nome.

Elisabetta soffrì in silenzio e continuò a dipingere: madonne dagli occhi di fuoco, muse che volano, donne che sfidano lo sguardo di chi le osserva. Colorava di coraggio e PASSIONE ogni angolo buio della sua epoca. Più la attaccavano, più il fuoco dentro le sue mani cresceva. Alla fine decise di creare una scuola tutta sua, dove insegnare alle ragazze che anche una donna può avere VOCE, libertà e cuore.

Ma quella libertà la pagò a caro prezzo. E il successo che stava avendo era davvero «troppo» per una donna. Perfino suo padre iniziò ad essere infastidito da quella figlia «troppo» dotata. Elisabetta morì a soli 27 anni, avvelenata. I sospetti: il padre, una domestica, e un’allieva, invidiosa del suo talento. Ancora oggi la sua morte è un caso irrisolto. Ma non la sua LUCE: dopo secoli di oblio la sua arte è sopravvissuta. Oggi Elisabetta Sirani comincia ad essere riscoperta, e allora ricordiamola e rendiamole giustizia.

Guendalina Middei (➡️ Se volete leggere altre storie come questa, qui trovate un estratto del mio «Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera» che ho scritto per farvi innamorare della letteratura come me ne sono innamorata io: https://www.amazon.it/innamorarsi-Karenina-leggere-classici-lezioni/dp/8807174359

04/01/2026

L'editing dell'ultimo libro scritto, un memoir, è ormai agli sgoccioli e mi sembra di sprofondare. la fase del distacco è sempre complessa e si ripete ogni volta, non ci si abitua mai. cosa faccio per rendere meno doloroso questo momento? inizio a scrivere un'altra storia. una storia che mi ha riguardato ma che ha riguardato molte di voi. perchè, si sa, nella vasca idromassaggio che ci concediamo io e le mie compagne dopo la piscina, le confessioni sembrano protette dal rumore del motore e le bolle invitano a parlare. che male c'è? sono loro, casomai, a doversi vergognare! e le donne capiranno bene a chi mi riferisco...

Adoro questa artistaAdoro i suoi messaggi, le sue espressioni, le sue creazioniCecilia Lavatore, poeta contemporanea, pe...
29/12/2025

Adoro questa artista
Adoro i suoi messaggi, le sue espressioni, le sue creazioni
Cecilia Lavatore, poeta contemporanea, performer e tante altre cose belle.
Guardate la sua inTURIvista, la videointervista condotta da Antonio Turi per il progetto ReadMeet, la casa in cui i lettori di libri si incontrano per costruire nuove relazioni, amicizie e anche amori. Cosa volete di più? Intanto 👇👇👇guardate qua.

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21/12/2025

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