07/09/2026
La falce e martello... a Noi 😀
Questa la lettera del nostro Presidente al sindaco di Montorio al Vomano
Oggetto: richiesta di donazione alla Fondazione Luigi Einaudi del simbolo della falce e martello rimosso dal muro sul lungofiume di Montorio al Vomano
Signor Sindaco,
abbiamo appreso della rimozione da un muraglione del lungo fiume di Montorio al Vomano di un simbolo della falce e martello realizzato in ferro battuto oltre settanta anni fa.
Nella mia qualità di Presidente della Fondazione Luigi Einaudi, mi permetto di rivolgerLe una richiesta che potrebbe apparire singolare soltanto a chi consideri la storia come un catalogo dal quale espungere, secondo la sensibilità del momento, ciò che non piace più.
La Fondazione sarebbe disponibile ad accogliere quel simbolo, qualora l’Amministrazione comunale intendesse donarglielo, e a conservarlo nella propria sede o in luogo confacente.
La falce e martello rappresenta quanto di più distante possa esservi dalla storia, dalla cultura e dai principi della Fondazione Luigi Einaudi, nata nel 1962 per iniziativa di Giovanni Malagodi e da sempre impegnata nella difesa della libertà individuale, dell’economia di mercato e dello Stato di diritto.
Proprio questa distanza, tuttavia, conferisce alla nostra richiesta il suo pregnante significato.
Una società liberale non teme i simboli delle idee che ha combattuto e che continua a contrastare. Li studia, li conserva, li colloca nel loro tempo e, soprattutto, non immagina di poter cancellare la storia rimuovendone le tracce materiali. La memoria non è un’onorificenza concessa soltanto a ciò che approviamo: è anche testimonianza degli errori, delle illusioni e dei conflitti attraverso i quali una comunità ha costruito la propria identità.
È la logica della cancel culture, quella per cui si abbattono le immagini nella speranza di cancellare le idee, come se la rimozione di un simbolo, il vuoto lasciato, potesse cancellare il giudizio e la complessità della storia.
Ed è questa logica che combattiamo, da qualunque parte politica arrivi.
Il liberalismo segue una strada diversa. Non distrugge le testimonianze dei propri avversari, perché sa che la libertà si difende anche conservando la memoria di ciò che libertà non fu. Accogliere nella casa di Luigi Einaudi una falce e martello non significherebbe dunque rendere omaggio al comunismo, ma riaffermare un principio più forte: le idee si confutano, i regimi si giudicano, la storia si comprende; nulla di tutto questo richiede che se ne cancellino le vestigia.
Per tali ragioni Le chiedo formalmente di valutare la donazione del manufatto alla Fondazione Luigi Einaudi, che si impegnerebbe a custodirlo e a preservarlo. Sarebbe, credo, un gesto capace di trasformare una rimozione in un’occasione di riflessione e di dimostrare che la memoria può essere sottratta tanto alla nostalgia quanto alla furia iconoclasta.
In attesa di un Suo cortese riscontro, Le porgo i miei più cordiali saluti.
Giuseppe Benedetto