28/07/2026
Avignone.
Per dodici giorni ho avuto la fortuna di vivere uno dei luoghi simbolo del teatro europeo: un Festival che invade letteralmente la città, con circa 1800 spettacoli, artisti e pubblico arrivati da ogni parte. Teatro ovunque, dalla mattina alla sera, in ogni angolo. Una città che per qualche settimana respira soltanto questo.
E poi la Francia, che per me è sempre un po' casa... anche quando apro bocca e il mio leggero accento italiano ricorda che sono un po' un "rital", almeno nel sangue 😜. Mi fa bene tornare in questo paese: per la lingua, l'atmosfera, per quel pezzo di vita e lavoro che ormai guarda e progetta anche da questa parte delle Alpi.
Stavolta ne avevo forse bisogno anche per un altro motivo. Partire, cambiare scenario, staccare per qualche giorno da alcuni pensieri e lasciare che la testa si riempisse di altro: di altre persone, incontri, sorrisi, leggerezza. Di teatro, innanzitutto, ma anche di tutto quello che può succedere quando ci si concede di essere altrove.
Un monologo intenso, quello di Hélène, che affronta il tema della manipolazione e della violenza, per ricordare quanto il teatro sia verità e "terapia", fonte di lacrime che fanno del bene, che accarezzano e in qualche modo curano, dando voce alle emozioni: "Je te donnerai une voix", appunto.
Torno con molto movimento intorno: conoscenze, idee, contatti, energie, possibilità. Alcune resteranno soltanto bei ricordi, altre forse diventeranno qualcosa. Ed è bello anche non saperlo ancora.
Mi porto dietro il teatro, naturalmente. Ma anche il Rodano, il ponte, le mura, le sere, le risate, le persone, i soliloqui nelle ore di auto. E la sensazione che partire serva non soltanto per andare da qualche parte, ma anche per fare spazio a quello che verrà.
Grazie ai miei splendidi compagni di viaggio...
À bientôt, Avignon.
🎭 In viaggio con Nari
68ª tappa · Festival de Avignon
Je te donnerai une voix
13-24 Luglio 2026