Omanut - Roma

Omanut - Roma Kantoratelier è uno spazio in casa. Uno spazio connettivo per seminari di studio, l'esegesi poetica, attualità e rievocazioni del passato.

OMANUT-ROMA porta con sé la memoria fertile del Kantoratelier di Firenze, ma che sceglie Roma come nuova casa: luogo di incontro e di metamorfosi, dove le arti si aprono al dialogo con la psiche, la musica e il teatro, per generare comunità. Un villino dei primi novecento, tra il verde dei viali che a Firenze portano a Bellosguardo e Piazzale Michelangelo, a due passi da Porta Romana e da San Fred

iano, il quartiere degli artigiani e degli artisti descritto da Pratolini. Abbiamo sventrato un bell'appartamento per farne un open space dove teatro, danza, musica, filosofia, psicanalisi, le arti dell'immagine e degli odori e dei sapori possano interrogarsi. Performances, masterclass, incontri di vario tipo, laboratori.

VOLTIGLORIA GORLIGUZZO - L'INTELLIGENZA DEL CORPOCoreografa, danzatrice, artista interdisciplinare, docente OMANUTGloria...
02/09/2026

VOLTI
GLORIA GORLIGUZZO - L'INTELLIGENZA DEL CORPO
Coreografa, danzatrice, artista interdisciplinare, docente OMANUT

Gloria Dorliguzzo si forma nel dialogo tra danza e arti marziali giapponesi, specializzandosi nell’arte della spada Hoky Ryu. La sua ricerca sul corpo, inteso come spazio poetico e rituale, è influenzata da incontri con Yosh*to Ohno, Malù Airaldo, Adriana Borriello e Claudia Castellucci. Ha collaborato come performer con artisti internazionali tra cui Nikos Lagousakos, Cindy Van Acker, Crysanthi Badeka, Ariella Vidach e Giselle Vienne.
Dal 2018 lavora stabilmente con Romeo Castellucci, firmando le coreografie di Il Terzo Reich, Pavane für Prometheus, Senza Titolo, Domani e MA Mystery11 per Elefsina 2023.
Dal 2019 avvia il proprio percorso autoriale con Folk Tales (Santarcangelo), proseguendo nel cinema sperimentale con Skin/Out, premiato a Barcellona e Cinedans. Nel 2023 debutta con Dies Irae (Fuorimargine), Nynphenproject (Eutopia Festival) e Myein (Reiefestival di Bruges). Nel 2024 è al Festival della Poesia con I Fumi della Fornace, sullo Stabat Mater di Pergolesi.
Nel 2025 firma le coreografie di Norma per il Maggio Musicale Fiorentino (regia di Andrea de Rosa) e partecipa al Festival di Epidauro con The Stranger di Michael Marmarinos. La sua ricerca si muove tra rigore formale e libertà espressiva, corpo e visione, danza e pensiero.

Con Gloria Dorliguzzo il corpo diventa strumento di conoscenza: attraverso gesto, spazio, ritmo e percezione, gli studenti di OMANUT esploreranno quella forma di intelligenza che precede la parola e trasforma il movimento in relazione.

“Per me la verità risiede nel gesto.”
Gloria Dorliguzzo
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I VOLTI FRANCESCA DELLA MONICA - LA VOCE NUDA Cantante, performer, ricercatrice della voce, docente OMANUT CURRICULUM Fr...
31/08/2026

I VOLTI
FRANCESCA DELLA MONICA - LA VOCE NUDA

Cantante, performer, ricercatrice della voce, docente OMANUT CURRICULUM Francesca Della Monica è una delle voci più autorevoli della sperimentazione vocale in Italia. Diplomata in Canto e Musica da Camera, laureata in Filosofia e specializzata in Archeologia, ha orientato la sua carriera verso la musica contemporanea e la ricerca vocale, collaborando con compositori come Cage, Bussotti, Cardini, Clementi, Vaglini. Parallelamente ha lavorato come vocalista e compositrice in teatro e danza, con registi e compagnie di primo piano (Tiezzi, Lavia, Dario Fo, Muscato, Sieni, Marin, Curran). È stata preparatrice vocale personale di Dario Fo, Gigi Proietti, Virginia Raffaele. Dal 1987 lavora stabilmente come pedagoga della voce, sviluppando un metodo originale (“Vocazionespatium vocis”, registrato nel 2018) e pubblicando testi di riferimento come A voce spiegata (Usher, 2022 e 2024) e 88 Aforismi sull’infinito della voce (2023). Ha inciso musiche di Cage, Cardini e proprie composizioni. È docente presso le principali accademie italiane (Piccolo di Milano, Teatro Nazionale di Genova, Stabile di Torino, Accademia di Siracusa) e all’estero (ARTA Parigi, università brasiliane). È socia onoraria del GIVA e fondatrice dell’associazione APERTA.

C’è una voce che nasce prima del pensiero, un suono che abita il corpo e genera relazione. Con Francesca Della Monica gli studenti esploreranno la voce nuda: prima della tecnica e oltre la parola, gesto incarnato attraverso cui identità, ascolto e presenza entrano in contatto.
"La voce crea il nostro spazio interno e ci pone in quello esterno."
Francesca Della Monica
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SOGLIA XIILA SOGLIA – IL CONTATTONasciamo aperti, esposti, integri e incompiuti.Entriamo nel mondo con lo sforzo e il do...
28/08/2026

SOGLIA XII
LA SOGLIA – IL CONTATTO

Nasciamo aperti, esposti, integri e incompiuti.
Entriamo nel mondo con lo sforzo e il dolore che ogni nascita richiede e, nello stesso istante, il mondo cambia. Ogni vita, come tutti gli inizi, penetrandolo, lo interrompe e lo ferisce.
Rimaniamo aperti ed è questa apertura che ci fa vulnerabili e desideranti
Il desiderio attraversa la nostra esistenza con la forza ostinata di tutto ciò che vuol vivere.
Ci trascina verso il futuro, verso una forma che ancora non conosciamo, verso una parola che non abbiamo ancora pronunciato, verso un incontro. Per questo ci avviciniamo.
Ci avviciniamo agli esseri umani. Alla musica. Ai libri. Alle immagini. A un paesaggio. A un'idea. A tutto ciò che esercita su di noi una inquietante forza di attrazione.
Siamo come bambino che, dopo essersi sentito dire che il fuoco brucia, tende ugualmente la manina verso la fiamma.
È dal fremito di quel divieto ignorato che nasce il contatto.
Ogni incontro autentico comporta il rischio di scomporre l’equilibrio che ci rassicurava e la scelta di esporsi comunque. Il rischio è diventare qualcuno che, un istante prima, non eravamo ancora.

Entriamo sempre nella vita dell'altro con mani inesperte, anche quando crediamo di sapere.
Ogni essere umano custodisce una geografia irripetibile. Ogni ferita possiede un proprio linguaggio. Ogni desiderio una propria direzione.
Occorrono una delicatezza estrema e il coraggio di maneggiare una lama affilata.
La bellezza nasce proprio qui. Nasce dalla convivenza di rinuncia alla prudenza e sete di conoscenza.
Nasce quando una forma riesce ad accogliere ciò che, troppo strano ed insolito, ci sembrava impossibile contenere.
Ogni autentica esperienza della bellezza possiede qualcosa che sembra eccede la nostra capacità di sostenerla. Ci inquieta. Ci disarma e ci attira.
Ci costringe ad allargare il nostro sguardo fino a renderlo capace di ospitare ciò che, un istante prima, ci sembrava troppo grande, troppo vivido, troppo reale.
La bellezza trasforma.
Ci rende più esposti eppure continuiamo a tendere la mano verso la fiamma.
Un delicato e persistente struggimento ci sussurra in un orecchio:
“Incontra quegli occhi. Tocca quel punto, amore”.

I VOLTI SILVIO PERRELLA - LA PAZIENA DELLA FORMA Scrittore, poeta, saggista, voce radiofonica, docente OMANUTSilvio Perr...
26/08/2026

I VOLTI SILVIO PERRELLA - LA PAZIENA DELLA FORMA
Scrittore, poeta, saggista, voce radiofonica, docente OMANUT

Silvio Perrella è scrittore, saggista, critico letterario e una delle voci più raffinate della cultura italiana contemporanea. Fin dal suo primo libro, Calvino (1999, nuova edizione 2023), intreccia saggio, racconto e visione, usando l'alfabeto come bussola per esplorare luoghi, memorie e paesaggi interiori.
Tra le sue opere più significative figurano Fino a Salgareda, Giùnapoli, In fondo al mondo, Da qui a lì e Doppio scatto, con cui inaugura una scrittura che intreccia parola e immagine, sviluppata poi in Petraio e Ore incerte. Ha curato il Meridiano Mondadori dedicato a Raffaele La Capria ed è autore di numerosi programmi per Radio3 e la RSI, dove la parola diventa paesaggio sonoro.
La sua scrittura lascia sempre aperto il campo simbolico, invitando a osservare il dettaglio come luogo in cui il mondo torna a rivelarsi.

Nei seminari di Silvio Perrella la scrittura non sarà esercizio di stile, ma ricerca di una forma capace di restituire verità all'esperienza. Attraverso la narrazione, l'ascolto e l'attenzione al dettaglio, gli studenti saranno accompagnati a riconoscere la propria voce e a scoprire come ogni autentico gesto di cura inizi sempre da una parola finalmente necessaria.

“Quando dico "leggere", intendo non solo l'alfabeto, ma le città, i volti, il cielo”.
Silvio Perrella
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SOGLIA XILA RIVOLUZIONE DI OMANUT: RESPONSABILITÀ ESTETICAIl mondo, così com’è oggi, è brutto.Il pensiero si è progressi...
24/08/2026

SOGLIA XI

LA RIVOLUZIONE DI OMANUT: RESPONSABILITÀ ESTETICA

Il mondo, così com’è oggi, è brutto.
Il pensiero si è progressivamente appiattito sulla mediocrità degli slogan, mentre odi antichi e stereotipi mai realmente estinti tornano ad avvelenare lo sguardo. La semplificazione occupa spazi che appartenevano allo studio, alla complessità, alla competenza; il rumore prende il posto della parola, l’aggressività quello del confronto, l’approssimazione invade territori nei quali per secoli l’essere umano ha costruito sapere, bellezza e progresso.
La bruttezza che ci preoccupa nasce anche qui: nella perdita della precisione, nella rinuncia alla profondità, nell’assuefazione a ciò che è grossolano fino al punto di non riconoscerlo più come tale.
In questo tempo la questione estetica acquista, per OMANUT, un significato profondamente etico.
Ritrovare la qualità di una forma, la precisione di una parola, la necessità di un gesto, la misura di un silenzio significa esercitare nuovamente la capacità di distinguere. Significa educare lo sguardo a riconoscere ciò che possiede spessore, articolazione, verità. La bellezza torna così alla sua funzione più antica e più radicale: rendere percepibile una possibilità del mondo.
OMANUT sceglie di stare qui.
Di fronte al veleno, alla violenza e alle urla, porta un gesto semplice, pulito, artistico, evocativo e innocente. Un gesto capace di interrompere per un istante il rumore e di restituire spazio all’immaginazione.

Perché anche il sogno è un diritto umano.
Forse uno dei primi che una società impaurita, grossolana
e violenta tende a sottrarre.
Difendere l’estetica significa allora difendere la possibilità di immaginare ancora qualcosa che non esiste, di riconoscere una forma prima che sia compiuta, di guardare un altro essere umano senza ridurlo a uno stereotipo, a uno schieramento, a una funzione.
È qui che OMANUT colloca la propria rivoluzione.
La rivoluzione di OMANUT è la responsabilità estetica.

«You're innocent when you dream.»
Tom Waits
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SOGLIA XCHE COSA ATTRAVERSERÒ PERSONALMENTE NEL CAMMINO DI OMANUT?Un percorso individuale di art-counseling, accompagna ...
21/08/2026

SOGLIA X

CHE COSA ATTRAVERSERÒ PERSONALMENTE NEL CAMMINO DI OMANUT?

Un percorso individuale di art-counseling, accompagna ogni studente lungo l’intero itinerario formativo di OMANUT e consiste in venti incontri dedicati alla scoperta del proprio tratto artistico e della propria attitudine alla relazione d’aiuto. Abbiamo scelto di riservare a ciascuno questo tempo perché la formazione di un professionista capace di tendere la mano all’altro richiede uno spazio nel quale anche la sua presenza, la sua sensibilità e il suo modo singolare di incontrare il mondo possano essere riconosciuti, interrogati e coltivati.
Ogni studente ha diritto a essere accompagnato nella meraviglia di questa emersione.
La vocazione alla relazione d’aiuto, quando viene osservata da vicino, possiede sempre un timbro personale: nasce dalla qualità dell’attenzione, dal modo in cui si percepisce la fragilità altrui, dalla capacità di sostare accanto a una domanda e dal desiderio di trasformare la propria sensibilità in una competenza capace di generare presenza, sostegno e forma.
Il percorso individuale dedicato ad ognuno, offre il tempo necessario perché queste qualità diventino visibili e perché ciascuno possa riconoscere il o i campi artistici nel quale trovano la loro espressione più precisa.
Per molte persone sarà sorprendente scoprire di possedere una sensibilità artistica reale, rimasta fino a quel momento senza nome, senza esercizio o senza un luogo nel quale manifestarsi. Una musica, una scena, un’immagine, una parola, un movimento o un gesto possono improvvisamente rivelarsi familiari, come se avessero atteso a lungo di essere riconosciuti. Da quell’incontro inizia un lavoro accurato, durante il quale la sensibilità viene affinata, il linguaggio praticato e l’intuizione trasformata progressivamente in una competenza artistica e relazionale.
Questa scoperta riguarda profondamente anche chi arriva a OMANUT dopo molti anni di studio di una professione artistica. Le formazioni accademiche trasmettono patrimoni tecnici, storici e interpretativi indispensabili, ma possono anche sovrapporre al desiderio originario una f***a trama di modelli, aspettative, giudizi, mandati familiari e ideali professionali. Nel tempo, la ricerca del risultato, l’adesione a un canone e la necessità di corrispondere allo sguardo altrui possono allontanare l’artista dalla propria originaria questione espressiva, fino a renderla quasi irriconoscibile. Il percorso individuale permette di ritrovare quella sorgente e di ascoltare quanto del proprio gesto sia rimasto vivo, quanto si sia adattato e quanta espressività attenda ancora di essere liberata dalla forma ricevuta per diventare finalmente forma e stile personale.
Il passaggio più delicato conduce verso le zone fragili che abitano ciascuno di noi.
Sono territori nei quali si raccolgono esperienze, risonanze, desideri, paure e domande che hanno accompagnato silenziosamente la nostra storia. Proprio lì si trova spesso il nucleo più fertile della sensibilità artistica: una domanda ancora priva di linguaggio, una percezione particolarmente acuta, un modo irripetibile di sentire ciò che accade dentro e attorno a noi.
OMANUT accompagna l’incontro con queste zone attraverso una presenza salda, competente e rispettosa dei tempi di ciascuno. La fragilità viene interrogata affinché possa rivelare la domanda che custodisce.
La domanda viene accolta fino a rendere riconoscibile la sua direzione artistica e quella direzione, attraverso lo studio e la pratica, acquista una forma capace di diventare feconda. Ciò che inizialmente appariva come un punto vulnerabile può trasformarsi in una qualità dello sguardo,
in una precisione dell’ascolto, in un’intelligenza della relazione e in un linguaggio attraverso d’arte con il quale accompagnare altri esseri umani.
Il percorso personale di OMANUT nasce da questa fiducia: nella parte più sensibile di ciascuno può trovarsi la domanda da cui prende forma il suo modo unico di fare arte e di tendere la mano all’altro. Dedicarle tempo significa riconoscerne il valore, sostenerne l’emersione e accompagnarla fino al momento in cui diventa una presenza professionale viva, consapevole e capace di assumersi la responsabilità e la stupefacente bellezza di un incontro.

«Forse tutte le paure sono, in fondo, principesse che aspettano di vederci belli e coraggiosi. Forse tutto ciò che ci spaventa è, nella sua essenza più profonda, qualcosa che attende il nostro amore.»
Rainer Maria Rilke
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I VOLTISIMONA KATZ NIRENSZTAJN - DARE FORMA ALL'ASCOLTOPsicoanalista, musicoterapeuta, pianista, docente OMANUTNata a Fi...
19/08/2026

I VOLTI
SIMONA KATZ NIRENSZTAJN - DARE FORMA ALL'ASCOLTO
Psicoanalista, musicoterapeuta, pianista, docente OMANUT

Nata a Firenze, dove si è diplomata in Pianoforte al Conservatorio Luigi Cherubini, ha proseguito gli studi conseguendo un Artist Diploma presso l’Accademia Rubin di Gerusalemme. Ha ottenuto un Master in Musicoterapia al David Yellin College di Gerusalemme, un Master in Psychoanalytic Studies alla Tavistock School di Londra, la formazione in Psicoterapia a Tel Aviv e il Training psicoanalitico presso l’Istituto Human Spirit di Tel Aviv.

Da decenni si dedica allo studio, all’insegnamento e alla scrittura sul dialogo fra psicoanalisi, musica e filosofia buddhista. È tra le fondatrici del corso di Musicoterapia Dinamica Shir presso il Centro Musicartes di Firenze.

Accanto all’attività clinica, didattica e di supervisione, fa parte del Comitato Direttivo della Scuola di Psicoterapia dell’Associazione di Self Psychology e Studio della Soggettività ed è membro del corpo docente della Scuola di Psicoterapia dell’Università di Tel Aviv.

In Italia la musicoterapia sta ancora cercando una propria identità condivisa. Per questo OMANUT ha scelto di affidarne l'insegnamento a una musicista, prima ancora che a una musicoterapeuta, formatasi in contesti internazionali nei quali la musicoterapia rappresenta da decenni un solido campo di ricerca, di insegnamento e di pratica clinica. Il suo insegnamento sarà dedicato alla qualità dell'ascolto musicopterapeutico e alle infinite possibilità d'intervento che quel campo ha perfezionato e sta applicando con risultati formidabili.

«Ascoltare è un atto d’amore.»
Luciano Berio
www.omanut.it

SOGLIA IXMA L'ARTE AUTENTICA, ALLORA, COS'È?QUANDO L’ESTETICA SI INCRINAViviamo immersi in quello che la tradizione indi...
17/08/2026

SOGLIA IX
MA L'ARTE AUTENTICA, ALLORA, COS'È?
QUANDO L’ESTETICA SI INCRINA

Viviamo immersi in quello che la tradizione indiana ha chiamato il Velo di Maya: l'illusione che le cose siano ciò che sembrano. Anche l'arte, oggi, rischia di essere nascosta da questo velo. Chiamiamo arte ciò che è semplicemente espressione. Chiamiamo creatività ciò che è soltanto spontaneità. Chiamiamo trasformazione ciò che, spesso, è soltanto un'emozione esibita.
Le emozioni sono sempre innocenti. È l'uso grossolano delle emozioni a essere responsabile dell'attuale collasso dello spessore del pensiero, dell'intensità dell'espressione artistica e dell'articolazione dei significati.
Le emozioni diventano un problema quando vengono utilizzate come scorciatoia verso la profondità, quando vengono esibite al posto di essere attraversate, quando pretendono di sostituire il lungo lavoro attraverso il quale un linguaggio artistico trasforma una materia viva in una forma.
L'arte autentica è incompatibile con il dilettantismo.
Nelle relazioni che curano attraverso i linguaggi artistici a volte l’impianto psicologico è valido ma la sua espressione artistica è scandalosamente approssimativa. Lasciare la forma che emerge dal vissuto ad uno stato brado e compiacersi del risultato è appunto ciò che si definisce dilettantismo.
È qui che viene tradito uno dei principi strutturali della Terapia della Gestalt.
Quando la figura/forma (Gestalt) emerge dallo sfondo, deve essere incontrata come un’argilla da modellare: curata con l’attenzione, la precisione e la passione del dettaglio che ogni autentico lavoro artistico richiede.

L'arte possiede un capitale evocativo immenso. Proprio per questo richiede competenza, attenzione e responsabilità.
Un Boeing 777 non è pericoloso perché vola. È pericoloso quando viene affidato a chi non ha imparato a pilotarlo. Il pilota, nel caso di qualsiasi linguaggio artistico, è l’artista.
Nessuno affiderebbe un Boeing 777 a un pilota che non abbia dedicato anni di studio alla propria formazione. Perché dovremmo accettare un'approssimazione analoga quando un linguaggio artistico entra nella vita psichica di un'altra persona?
Immaginiamo la scena. Pochi istanti prima del decollo, il comandante prende il microfono.
"Buongiorno e benvenuti. È la prima volta che piloto un Boeing, però oggi mi sento molto creativo..."

Se l’argilla informe e delicata, faticosamente e timidamente emersa “in figura”, sarà invece stata trattata con sapienza, competenza e passione, quando rientrerà nello sfondo, avrà il potere di trasformare l’intero contesto da cui proviene.
Altrimenti, in sostanza, non cambierà niente.
Forse rimarrà un ricordo carino da custodire ma niente di più.
Se, inoltre, ci si compiace di questo (mancato) risultato e lo chiamiamo cura attraverso l’arte, si è dilettanti.
Non bisogna essere artisti di professione per non essere dilettanti.
Si può incontrare un linguaggio artistico a sessant'anni e dedicargli una fedeltà assoluta.
Si può praticarlo per tutta la vita senza averlo mai davvero abitato.
La questione centrale non è il virtuosismo, ma la qualità dello sguardo, che può essere affinata, raffinata, nutrita al punto di saper cogliere il vero dentro il rumore di fondo del magma dell’approssimazione.
Non esiste un’età giusta per imparare a selezionare la qualità. Esiste, piuttosto, un’attitudine appropriata, che nasce sempre da un vivido desiderio di qualcosa di vero.
L’arte è il mestiere di togliere.
Togliere ciò che è superfluo. Togliere il compiacimento. Togliere il rumore. Togliere l'effetto.
Fino a quando un gesto, anche minimo: una pausa, una nota, una linea, un’immagine o una parola possano finalmente apparire nella loro struggente verità.
L'uso strumentale delle emozioni non offende l'arte.
Offende la verità.

“Quando l'estetica si incrina, l'etica viene tradita”
OMANUT
www.omanut.it

SOGLIA VIII PER CHI? Chi riconoscerà in OMANUT la propria casa? OMANUT nasce per chi lavora nella relazione d'aiuto e se...
14/08/2026

SOGLIA VIII
PER CHI?
Chi riconoscerà in OMANUT la propria casa?
OMANUT nasce per chi lavora nella relazione d'aiuto e sente che l'arte non è un accessorio, ma un linguaggio capace di trasformare la qualità dell'incontro umano.
Nasce per psicoterapeuti, counselor, educatori, pedagogisti, insegnanti, medici, infermieri, operatori sociosanitari, professionisti della riabilitazione, psicologi, logopedisti, terapisti occupazionali, operatori delle dipendenze, delle comunità terapeutiche, delle carceri, delle scuole, degli hospice, dei reparti di oncologia, delle RSA, dei servizi sociali e di tutti quei luoghi nei quali la relazione rappresenta la prima forma di cura.
E naturalmente artisti che desiderano incontrare la proprio desiderio profondo d’arte e si vorrebbero formare per aiutare altri artisti a incontrare la propria identità reale a prescindere dai mandati familiari, sociali e psicologici.
Molti professionisti della relazione d'aiuto, dopo anni di esperienza, avvertono una mancanza difficile da nominare. Continuano a lavorare con competenza e dedizione, ma sentono che il loro modo di incontrare l'altro chiede un linguaggio ulteriore.
Non solo uno strumento in più. Un linguaggio.
OMANUT non chiede una formazione artistica. Chiede qualcosa di più semplice e, nello stesso tempo, di più raro.
Che l'arte vi riguardi. Che una musica, un dipinto, una fotografia, un testo, una scena, una danza abbiano la capacità di interrogarvi, di emozionarvi, di mettervi in movimento.
Il resto si può imparare. La tecnica si studia. I linguaggi si praticano. L'esperienza si costruisce. Quello che non possiamo insegnare è il desiderio di incontrare l'arte come un'esperienza viva.
Per questo OMANUT accoglie persone provenienti da percorsi molto diversi. Alcune arrivano dopo una vita trascorsa sul palcoscenico. Altre scoprono qui, per la prima volta, che un linguaggio artistico può diventare parte della propria pratica professionale.
Ciò che ci accomuna non è il curriculum. È una domanda.
Che cosa può accadere alla relazione quando l'arte entra davvero in campo?
Chi riconoscerà in OMANUT la propria casa scoprirà anche qualcosa di inatteso. L'esperienza artistica autentica non trasforma soltanto il modo di lavorare. Trasforma inevitabilmente anche chi la attraversa.
Non esiste incontro profondo con un vero linguaggio artistico che lasci una persona identica a sé stessa.
È un'esperienza il cui potere trasformativo, umano prima ancora che professionale, è semplicemente incalcolabile.

«Non si esce dall'arte nello stesso modo in cui vi si entra.»
OMANUT

I VOLTILEO MUSCATO - LA VERITÀ DELLA SCENARegista teatrale e d’opera, drammaturgo, pedagogo della scena, docente OMANUTL...
12/08/2026

I VOLTI
LEO MUSCATO - LA VERITÀ DELLA SCENA
Regista teatrale e d’opera, drammaturgo, pedagogo della scena, docente OMANUT

Leo Muscato è tra i più importanti registi e drammaturghi italiani contemporanei, punto di riferimento della regia teatrale e lirica. Nel 2024 ha firmato la regia dell'inaugurazione della Stagione del Teatro alla Scala di Milano con La forza del destino, uno dei riconoscimenti più prestigiosi nel panorama operistico internazionale.
Ha diretto oltre ottanta produzioni nei principali teatri europei e americani, collaborando con istituzioni come la San Francisco Opera, l'Opéra de Monte-Carlo, il Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice, il Teatro di San Carlo di Napoli e il Teatro dell'Opera di Roma. In prosa ha lavorato con i maggiori Teatri Nazionali e Stabili italiani, sviluppando una ricerca che coniuga profondità interpretativa e innovazione scenica.
Vincitore del Premio della Critica, del Premio Abbiati, dell'International Opera Award e del Premio Ivo Chiesa, affianca da anni all'attività artistica un intenso lavoro di formazione in accademie e istituzioni di alta specializzazione.

Nel percorso di OMANUT, lavorare con Leo Muscato significa entrare in contatto con una visione potente e profonda della scena.

«L'uomo diventerà migliore quando gli mostrerete com'è.»
Anton Čechov
www.omanut.it

Indirizzo

Piazza Della Libertà 20
Rome
00192

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