Art History Trivia

Art History Trivia Colorate curiosità legate al mondo dell'arte �

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04/05/2021

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“L’architettura è l’adattarsi delle forme a forze contrarie”
- John Ruskin -

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03/05/2021

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“L’arte non è ciò che vedi, ma ciò che fai vedere agli altri”

- Edgar Degas –

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11/04/2021

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The Rasmus • In the Shadows

Gettò tra le fiamme di un camino i disegni che aveva realizzato negli ultimi vent’anni…perché❓📐 Francesco Borromini (159...
11/04/2021

Gettò tra le fiamme di un camino i disegni che aveva realizzato negli ultimi vent’anni…perché❓

📐 Francesco Borromini (1599-1667) 🇮🇹

Francesco Castelli, meglio noto come "Borromini", nel 1619 da Bissone, un paesino sul lago di Lugano, si recò a Roma, dove negli anni intraprese diverse collaborazioni tra cui quella con Carlo Maderno, direttore dei lavori a San Pietro in Vaticano.

Alla morte del Maderno (1629) il Borromini, certo di esserne il successore, ricevette la sua prima grande sconfitta, infatti Papa Urbano VIII gli preferì Gian Lorenzo Bernini: ebbe così inizio la rivalità tra i due architetti.

Borromini non era incline a scendere a compromessi e, abbandonato il cantiere, riuscì a mettersi in proprio e a raggiungere il successo lavorativo.

Il 1667 fu un anno nefasto per l'architetto: i committenti gli revocarono ogni incarico e sopraggiunge la morte dell'amico scrittore Fioravante Martinelli, al quale Borromini aveva affidato la pubblicazione di un libro di architettura. Al fine di evitare che i suoi disegni potessero finire nelle mani di chi avrebbe potuto prendersene il merito, li bruciò uno per uno.

Il 2 agosto di quell'anno, in preda alla disperazione, Borromini conficcò l'elsa di uno spadino sul suo letto e gli si gettò sopra, provocando una ferita al fianco che lo avrebbe ucciso.

@ Rome, Italy

"Visto che non trovavano niente, abbiamo deciso noi di fargli trovare qualcosa"...chi, cosa, quando❓🎨 Amedeo Modigliani ...
11/04/2021

"Visto che non trovavano niente, abbiamo deciso noi di fargli trovare qualcosa"...chi, cosa, quando❓

🎨 Amedeo Modigliani (1884-1920) 🇮🇹

Nel luglio del 1984 la città di Livorno decise di festeggiare con una mostra il centenario della nascita di Amedeo Modigliani, suo illustre cittadino.

Vera Durbé, curatrice della mostra assieme al fratello Dario, al fine di evitare il fallimento dell'evento (visto che a Livorno erano arrivate solo 4 delle 26 sculture attribuite all'artista) decise di dare credito ad una leggenda metropolitana secondo la quale nel 1909 Modigliani, in preda allo sconforto poiché non apprezzato dai concittadini, aveva gettato nel Fosso Reale alcune delle sue sculture prima di far ritorno a Parigi.

Il Comune di Livorno autorizzó le operazioni di dragaggio e dopo una settimana di ricerche infruttuose, finalmente il 24 luglio l'acqua del fossato restituì due teste scolpite, mentre una terza fu recuperata il 10 di agosto.

I livornesi, i Durbé, i maggiori esperti e critici d'arte esultarono, fino al giorno in cui uscì un articolo su Panorama: tre giovani studenti avevano confessato di aver realizzato una delle tre teste (la seconda ritrovata, denominata Modí 2) utilizzando martello, cacciavite e trapano.

Poco dopo si seppe che Modí 1 e 2 erano opera di tale Angelo Froglia, un artista che aveva cercato la propria rivalsa nei confronti dei critici d'arte; in realtà fu così , poiché sia lui sia i tre ragazzi erano riusciti a trarre in inganno studiosi del calibro di C. G. Argan e Cesare Brandi.

@ Livorno, Italy

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08/03/2021

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Dipinse ad olio la sua vendetta, rendendola immortale...come ci riuscì❓🎨 Artemisia Gentileschi (1593-1653) 🇮🇹Figlia di O...
08/03/2021

Dipinse ad olio la sua vendetta, rendendola immortale...come ci riuscì❓

🎨 Artemisia Gentileschi (1593-1653) 🇮🇹

Figlia di Orazio, un pittore pisano, Artemisia sin da piccola manifestò un innato talento per la pittura, attività considerata prettamente maschile in quel periodo.Grazie al padre imparò le tecniche pittoriche e conobbe l'arte di Caravaggio, rimanendone influenzata.

A diciotto anni (1611) subì uno stupro da parte di Agostino Tassi, un pittore di dubbia fama che collaborava con il padre; purtroppo Orazio si era fidato di lui, tanto da permettergli di frequentare la sua casa e di dare lezioni di prospettiva ad Artemisia.

Dopo aver atteso per un anno che Agostino onorasse la sua promessa di un matrimonio riparatore, Artemisia scoprì che era già sposato e così, decise di denunciarlo per lo stupro.

Durante i sette mesi di processo, la vittima fu trasformata in carnefice: Artemisia infatti, a causa di qualche compiacente testimone della difesa, fu screditata e dovette subire tremende torture fisiche e psicologiche prima della sentenza di condanna del Tassi.

Nel 1620 circa Artemisia dimostrò ancora una volta il proprio coraggio nel raffigurare se stessa e Agostino Tassi nel dipinto "Giuditta che decapita Oloferne".

@ Italy

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01/03/2021

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“Amici, vado al Louvre. Vi serve qualcosa?”…chi pronunciò questa frase❓🎨 Pablo Picasso (1881-1973) 🇪🇦Il 22 agosto 1911, ...
01/03/2021

“Amici, vado al Louvre. Vi serve qualcosa?”…chi pronunciò questa frase❓

🎨 Pablo Picasso (1881-1973) 🇪🇦

Il 22 agosto 1911, il Louvre di Parigi subí il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci. Mentre la polizia francese cercava di recuperare il dipinto, un certo Honoré Joseph Géry Pieret si presentò alla redazione del Paris Journal, apparentemente per fornire alcune informazioni sul clamoroso furto.

L’uomo precisò di non aver rubato il quadro e, per paura, confessò che quattro anni prima aveva sottratto al Museo alcune statuette di arte iberica che aveva poi ceduto. La polizia riuscì a risalire al poeta Apollinaire il quale, durante l’interrogatorio, coinvolse l’amico Picasso.

A seguito di questa surreale e contorta vicenda, Apollinaire e Picasso furono indagati per il furto della Gioconda. Durante il processo Picasso, colto da una crisi isterica, cominciò a piangere arrivando addirittura a negare di conoscere Apollinaire.

Il giudice comprese che i due non avevano nulla a che fare con il furto del quadro e li scagionò, non prima di aver dato loro una bella strigliata per la storia dei manufatti iberici che furono restituiti.

In realtà, Pieret aveva donato le statuette ad Apollinaire che le aveva poi consegnate a Picasso il quale le aveva utilizzate come modelli per dipingere Les demoiselles d'Avignon.

La Gioconda fu poi ritrovata...ma questa è un’altra storia!

@ Musée du Louvre

Quando era in vita, riuscì a vendere un solo quadro. Dopo la sua morte, persino la Camorra investì su di lui…chi è❓🎨 Vin...
01/03/2021

Quando era in vita, riuscì a vendere un solo quadro. Dopo la sua morte, persino la Camorra investì su di lui…chi è❓

🎨 Vincent van Gogh (1853 – 1890) 🇳🇱

Pittore autodidatta, nel corso dei suoi 37 anni di vita, Vincent realizzò circa 900 dipinti, ma riuscì a venderne solo uno.

Il 7 dicembre 2002, con l’ausilio di una scala, due ladri raggiunsero il tetto del “Van Gogh Museum” di Amsterdam, entrarono da una finestra rotta e, in pochi minuti, rubarono due tele del pittore olandese.

Riusciti a fuggire calandosi con una corda, furono arrestati solo qualche tempo dopo e poiché non collaborarono mai con gli inquirenti, i due quadri entrarono di diritto nella Top Ten Art Crime dell’FBI, rimanendovi per quattordici anni.

La “Spiaggia di Scheveningen” (1882) e “Una congregazione che esce dalla chiesa riformata di Nuenen” (1884-85) furono recuperati dalla Guardia di Finanza italiana nel settembre del 2016, durante un’operazione mirata al sequestro dei beni di una banda internazionale di narcotrafficanti legata alla Camorra.

Le tele sono state ritrovate a Castellammare di Stabia, presso il covo di un camorrista: nascoste all’interno di un’intercapedine, prive delle rispettive cornici e avvolte in un panno.

@ Olanda

Nell’attacco terroristico al World Trade Center una delle sue opere è andata distrutta…quale❓🎨 Joan Miró (1893 - 1983) 🇪...
01/03/2021

Nell’attacco terroristico al World Trade Center una delle sue opere è andata distrutta…quale❓

🎨 Joan Miró (1893 - 1983) 🇪🇦

Joan Miró i Ferrà fu un pittore, ceramista e scultore spagnolo.Andrè Breton, fondatore del Surrealismo, lo definì : “il più surrealista di noi tutti”.

In diverse occasioni, Mirò palesò un profondo disprezzo nei confronti della pittura convenzionale e il desiderio di “ucciderla”, “assassinarla” o "stuprarla", al fine di sperimentare nuovi mezzi di espressione.

L’innata curiosità lo spinse ad imparare le tecniche di tessitura da Josep Royo, un artista catalano noto per i suoi arazzi; insieme ne realizzarono diversi, tra cui quello del 1973, destinato al World Trade Center di New York.

Il “Tapestry” era un lavoro di grandi dimensioni (6,10×10,70 mt e un peso pari a 4 tonnellate) dal disegno astratto e multicolore, tessuto con lana e canapa.

L’opera è rimasta esposta all’interno della hall della torre gemella sud dal 1974 fino al tragico 11 settembre 2001, data dell’attacco terroristico che provocò il crollo delle due torri del World Trade Center.

@ Spain

Indirizzo

Rome

Sito Web

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