10/10/2026
# Donne fregate dal femminismo 2.0
Per anni alle donne è stato raccontato che emanciparsi significa non aver bisogno di nessuno, mettere la carriera al primo posto e guardare con sospetto tutto ciò che richiama i ruoli tradizionali. Nel frattempo, la mascolinità è stata trasformata in qualcosa da correggere e la collaborazione in una forma di sottomissione.
**Purtroppo, tutta questa propaganda strumentale non ha tenuto conto delle differenze biologiche tra uomo e donna, che esistono dalla notte dei tempi,** delle differenze medie nei comportamenti, nelle priorità, nell'attrazione e nel modo in cui uomini e donne affrontano le relazioni.
E vendere l'indipendenza come una formula universale per la felicità significa cancellare millenni di storia, quando invece, per entrambi i sessi, l'intimità, il legame affettivo e la costruzione di una famiglia restano bisogni profondi.
Agli uomini, nel frattempo, è stato detto che la loro intraprendenza è invadente, la loro assertività tossica e il desiderio di guidare una relazione sospetto. E non sorprende, quindi, che oggi molti uomini abbiano scelto di ritirarsi, evitando dinamiche in cui finiscono per essere giudicati a prescindere. E se il compromesso viene interpretato come una sconfitta, cosa resta di una coppia?
Un rapporto non è una guerra per stabilire chi comanda. È una collaborazione. Ma per collaborare bisogna riconoscere il valore dell'altro, non considerarlo un nemico da rieducare.
La vera fregatura, quindi, non è l'emancipazione femminile in sé, ma aver confuso l'emancipazione con l'idea che avere bisogno degli altri sia una debolezza, che la mascolinità sia un problema e che uomo e donna debbano affrontarsi come avversari.
In questa guerra perdono tutti, tranne chi ha deciso questo trend. Il destino, però, dipende da noi.