23/03/2026
Le Navicelle 3.0 proseguono il viaggio con altre tre imbarcazioni il 28 e 29 marzo (come vedrete sabato e domenica ci sono composizioni diverse della serata)
La nostra rassegna non finisce mai di stupirci ecco gli spettacoli di questo we:
𝗗𝗼𝗻 𝗖𝗵𝗶𝘀𝗰𝗶𝗼𝘁𝘁𝗲 - 𝗨𝗹𝘁𝗶𝗺𝗼 𝗱𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗼. 𝗗𝗶 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗼 𝟳
Don Chisciotte – Ultimo domicilio conosciuto -mette in scena il conflitto tra uno spettacolo addomesticato e il ritorno del teatro come luogo di desiderio e pensiero. In un non-teatro periferico, la Dea Spettacolo tenta di nascondere il Don Chisciotte paladino dei sogni: il cavaliere si è rifugiato tra i residui d’arte, ovvero tra le idee scartate da chi cerca il successo mainstream. La sua apparizione riattiva il conflitto e restituisce al teatro la possibilità di essere vivo, scomodo e necessario.
interpreti
Daniel Bevilacqua - il Batterista
Caterina Rossi - l ‘Ispettrice
Paola Bortolotto - la Dea Spettacolo
Marcello Ribustini - Don Chisciotte
𝗠𝗲𝗱𝗲𝗮:
Medea si è rinchiusa in casa, dopo aver appreso che Giasone, il suo uomo, sta per accasarsi con una donna più giovane.
Le donne del popolo la andranno a chiamare, esortandola ad accettare l’ineluttabile destino, “la legge de lu’ monno”, alla quale, da sempre, prima o poi, ciascuna donna dovrà soggiacere.
Impazzita dal dolore, Medea intuisce che l’unico modo per sottrarsi alle leggi infami di Giasone, e a quelle di tutti gli uomini, sarà l’uccisione dei suoi stessi figli.
Una denuncia feroce, e ancora molto attuale, del prezzo pagato dalle donne per sopravvivere in una società costruita, pensata e immaginata a misura esclusiva degli uomini. Un’allegoria pungente che dal mito greco arriva a Franca Rame, e da lei fino a noi, nella quale il sovvertimento delle regole maschili e la necessaria rinascita femminile passeranno attraverso quello che è il gesto più estremo per una donna: l’uccisione dei suoi stessi figli.
Testo di Franca Rame
Idea e progetto: Sara Reale
Regia: Paola Barite
Coreografie: Arianna Beccari e Sofia Rossi
Percussioni: Daniel Bevilacqua
Costumi: Marcella Lai
Luci: Daniel Bevilacqua e Lucia Marino
Con
Paola Barite, Arianna Beccari, Daniel Bevilacqua, Marcella Lai, Sara Reale, Sofia Rossi
𝗮𝗡𝗘𝗠𝟬𝗻𝗲:
Nemo sogna di uccidere o uccide realmente la sua ombra per sfumare nella finzione di finti colori e finisce per essere grigio. Quando lo vedevano grigio, aveva più colore di tutti quanti, forse.
Questo corto teatrale non segue una trama lineare. Parole, immagini, suoni, movimenti si alternano e si mischiano per creare possibilità associative. Il diritto di essere tristi e poter mostrare la propria tristezza, ma anche la negazione di tutte queste tesi esposte per evitare il solito vittimismo artistico o forse solo per pararsi un po’ il c**o. Insomma la vita e le emozioni sono un’esperimento-esperienza e così questo corto. Non sforzatevi troppo di trovarci nessi e significati.
Di e con Aurelio Mandraffino
visuals Irene Ciccarelli
sound Stefano Palazzo
coreografia e danza Marieta Georgieva
supporto e consulenza Francesco Lai
𝗩𝗼𝗿𝗿𝗲𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗹𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲
Un ragazzo è stato reclutato a forza come bambino soldato nella giungla africana, uccide e attraversa esperienze tremende di un inesorabile destino costellato di personaggi che sostengono di non voler fare ciò che si sentono in dovere di fare e che di fatto fanno. La prima scena è un dialogo senza speranza con la madre, alla fine di una breve vita che le 4 scene seguenti raccontano in flashback, dall'iniziazione come bambino soldato al conflitto armato con l'esercito regolare, quindi la fuga da migrante in un barcone e la presa in consegna della polizia italiana. Cosa si cela dietro al “dovere"?
Regia: Guido Rossi
Testo: Enrico Castelli Gattinara
Attori: Tancredi Stok, Lorenzo Farina, Gaia Martinelli, Flavia Mattei, Ludovica Ratti, Gabriele Dell'Olio, Sofia Castelli Gattinara, Francesco Castelli Gattinara