Brand Journalism Festival

Brand Journalism Festival Il primo Festival italiano dedicato al .
📍 Roma, 11.11.2025

Ogni impresa ha un linguaggio che funziona. Dentro il suo mercato.Vittorio Fiore, Corporate Communication and Sustainabi...
31/07/2026

Ogni impresa ha un linguaggio che funziona. Dentro il suo mercato.

Vittorio Fiore, Corporate Communication and Sustainability Director di Lactalis Italia, al Brand Journalism Festival 2025 ha descritto il momento in cui quel linguaggio esce dai suoi confini: una scuola, un quartiere, persone che l'azienda non ha mai incontrato.

«Nelle scuole ci vuole un linguaggio diverso, bisogna saper raccontare le cose in un modo diverso».

Lì serve un'altra competenza, e quasi sempre sta fuori dall'azienda. Fiore la chiama così: «partner in grado di aiutarti a fare qualcosa che tu non conosci».

Vale per chiunque comunichi per un'impresa. Quando parliamo a un pubblico che non è il nostro, chi ci traduce?

Guarda il panel completo su YouTube (link in bio).

Ne parliamo il 10 novembre a Milano, al Brand Journalism Festival.

23/07/2026

🎬 «La serialità nasce dall’autenticità, la serialità nasce dalle storie, la serialità nasce da una capacità di racconto.»

Mirko Cafaro, responsabile ufficio stampa Italia di Italgas, dal palco del Brand Journalism Festival 2025, nel panel “Inside out: quando il racconto nasce in azienda”.

L’intuizione è semplice: costruire format visivamente attraenti, capaci di creare una serialità, come le storie che si seguono tutte d’un fiato. Ma quella serialità non si compra: nasce dalle storie vere e dalla capacità di raccontarle. Per questo in Italgas hanno costituito una content factory interna, fatta di colleghi che diventano content creator fatti in casa, su misura. Sono le persone che seguono davvero i progetti, quelle che si sporcano le mani. È lì che nascono l’autenticità e la trasparenza.

Guarda il panel completo su YouTube (link in bio).

Brand Journalism Festival 2026 · 10 novembre · Milano.

21/07/2026

🎬 «La missione del World Energy Council, a livello globale, è umanizzare la transizione: mettere l'uomo al centro con tutte le sue complessità. Ma per arrivare all'uomo dobbiamo semplificare il messaggio, senza svilirne la dignità.»

Michele Vitiello, Segretario Generale del World Energy Council Italia, dal palco del Brand Journalism Festival 2025.

Umanizzare la transizione significa smettere di parlarne come di un dossier tecnico e rimetterci le persone al centro. Semplificare non vuol dire banalizzare: vuol dire rendere un tema complesso comprensibile a chiunque, senza togliergli dignità. È il lavoro di chi tiene insieme istituzioni, aziende e università e le aiuta a dialogare: formazione, dialogo, unione e neutralità scientifica.

Guarda il panel completo su YouTube (link in bio).
Brand Journalism Festival 2026 · 10 novembre · Milano.

«Non gli si può vendere fuffa per farli appassionare. Ci vuole un progetto».Lo ha detto Carlo Corazza, direttore dell'Uf...
16/07/2026

«Non gli si può vendere fuffa per farli appassionare. Ci vuole un progetto».

Lo ha detto Carlo Corazza, direttore dell'Ufficio del Parlamento Europeo in Italia, dal palco del Brand Journalism Festival, nel panel «Istituzioni, media, impresa».

È una frase che vale per le istituzioni ma suona vera per chiunque provi a comunicare oggi. Non si conquista l'attenzione, e tantomeno la fiducia, con lo storytelling brillante e basta. La distanza tra le persone e le istituzioni, diventata enorme, non si ricuce con una campagna ben fatta. Si ricuce con qualcosa di reale dietro: un progetto, una direzione, fatti che si possono verificare.

Il pubblico, soprattutto quello giovane, riconosce la fuffa al primo sguardo. Puoi appassionarlo solo se hai davvero qualcosa da proporgli. Vale per l'Europa, vale per un'impresa, vale per chiunque pensi che comunicare sia un modo per evitare di avere un contenuto.

La fiducia non si racconta. Si merita, e poi si racconta.

Nel carosello il filo del suo intervento. Il panel integrale è su YouTube (link in bio).

Brand Journalism Festival 2026, 10 novembre, Milano.

14/07/2026

«La disinformazione viaggia molto più veloce dell'informazione, perché colpisce le emozioni profonde delle persone».

, co-founder di Factanza, lo ha detto dal palco del Brand Journalism Festival 2025, e ha messo a fuoco il vero campo di gioco di oggi.

Racconta una scena che conosce bene: agli eventi con i media tradizionali sente sempre lo stesso sottotesto, «voi non fate vera informazione, voi non avete rigore giornalistico». Una distinzione che, dice, non ha più senso. Perché viviamo in un contesto in cui l'informazione passa per piattaforme in mano a privati, che non sono neutre. È governata dagli algoritmi, e in quel terreno chi informa parte già più debole di chi disinforma.

Di fronte a questo, anche la testata più grande d'Italia è una pulce rispetto a come sta evolvendo il mondo dei media. La divisione tra chi fa informazione 'vera' e chi no diventa un lusso che non possiamo permetterci.

La sua proposta è semplice e netta: «dovremmo guardarci tutti negli occhi e dirci che abbiamo lo stesso dovere». Un dovere morale, oggi più forte che mai, perché la base della democrazia passa dall'informazione. Testata migliore o peggiore, siamo tutti dalla stessa parte.

Guarda la clip su YouTube (link nei commenti).

Brand Journalism Festival 2026, 10 novembre, Milano.

«Il linguaggio deve alzarsi, non abbassarsi».Lo ha detto  tana, CEO del gruppo editoriale Open, dal palco del Brand Jour...
09/07/2026

«Il linguaggio deve alzarsi, non abbassarsi».

Lo ha detto tana, CEO del gruppo editoriale Open, dal palco del Brand Journalism Festival, nel panel «Non può piovere per sempre».

Quando parliamo alle nuove generazioni diamo quasi sempre per scontata una cosa: che servano toni pastello, parole annacquate, un registro tutto loro. Come se non fossero in grado di reggere un discorso serio. Il suo punto è l'opposto. I giovani di oggi sono più preparati, non meno. Se uno vuole capire davvero, non serve semplificare: i social diventano un amo, e chi vuole approfondire approfondisce.

C'è di più. Forse il problema non è nemmeno il linguaggio, ma il luogo. Continuiamo a trattare i giovani come una categoria a parte, e così non li raggiungiamo: li perdiamo. Non perché siano distratti, ma perché fiutano la condiscendenza da lontano.

Rispettare l'intelligenza di chi ti legge, a qualunque età, è la prima forma di buon giornalismo. Vale per una testata e vale per qualunque azienda che voglia raccontarsi senza prendere in giro chi ha davanti.

Nel carosello il filo del suo intervento, slide dopo slide. Il panel integrale è su YouTube (link nei commenti).

Brand Journalism Festival 2026, 10 novembre, Milano.

29/06/2026

«I dati sociali sono la cosa più umana che esista».

Lo dice dal palco del Brand Journalism Festival, e ribalta un pregiudizio comodo: che i numeri siano freddi, distanti, disumani.

I dati sociali, i sondaggi, le indagini non vengono da una simulazione matematica. Sono la rappresentazione di quello che le persone pensano, fanno e provano. E servono a qualcosa di prezioso: farci capire come la pensa chi è diverso e distante da noi. Chi vive in un piccolo centro, chi ha studiato in un'altra scuola, chi non frequenta le nostre stesse bolle.

Pregliasco lo dice senza giri di parole: l'alternativa non è un mondo senza dati. È un mondo in cui la politica e l'informazione continuano a chiedersi come la pensa il paese, ma si rispondono in modi meno veritieri. Guardando le bolle dei social, l'influencer di turno, gli editoriali, che sono preziosi ma fanno un altro mestiere e non possono sostituire la lettura del paese.

È questo il punto che ci interessa al festival: restituire una fotografia non polarizzata, non teatralmente oppositiva. Raccontare la realtà con i dati, non con la tifoseria.

Guarda la clip su YouTube (link nei commenti).

Brand Journalism Festival 2026, 10 novembre, Milano.

25/06/2026

Più della metà degli italiani pensa che le notizie vengano distorte. E che non ci si possa più fidare nemmeno delle altre persone.

Lo ha mostrato Andrea Scavo, Director Public Affairs di Ipsos, dal palco del Brand Journalism Festival, presentando una ricerca su politica e comunicazione.

Il quadro è netto: per oltre la metà degli italiani le notizie sono distorte, il Paese vive un declino inesorabile, la società è guasta, e la fiducia verso gli altri, le istituzioni, la democrazia stessa si assottiglia.

È un dato che fa rumore, ma è anche il punto di partenza. Perché la sfiducia non si combatte con altra sfiducia: si combatte rendendo visibile il metodo. Chi informa, con quali fonti, con quanta trasparenza. È lì che la fiducia si ricostruisce, un pezzo alla volta.

Ed è esattamente di questo che parliamo al Brand Journalism Festival.

Il video completo è su YouTube (link in bio)

Brand Journalism Festival · 10 novembre · Milano.

25/06/2026

Più della metà degli italiani pensa che le notizie vengano distorte. E che non ci si possa più fidare nemmeno delle altre persone.

Lo ha mostrato Andrea Scavo , Director Public Affairs di Ipsos, dal palco del Brand Journalism Festival, presentando una ricerca su politica e comunicazione.

Il quadro è netto: per oltre la metà degli italiani le notizie sono distorte, il Paese vive un declino inesorabile, la società è guasta, e la fiducia verso gli altri, le istituzioni, la democrazia stessa si assottiglia.

È un dato che fa rumore, ma è anche il punto di partenza. Perché la sfiducia non si combatte con altra sfiducia: si combatte rendendo visibile il metodo. Chi informa, con quali fonti, con quanta trasparenza. È lì che la fiducia si ricostruisce, un pezzo alla volta.

Ed è esattamente di questo che parliamo al Brand Journalism Festival.

Il video completo è su YouTube (link nei commenti).

Brand Journalism Festival · 10 novembre · Milano.

Informare non è fare il tifo.Lo ha detto , corrispondente del Financial Times, dal palco del Brand Journalism Festival:«...
24/06/2026

Informare non è fare il tifo.

Lo ha detto , corrispondente del Financial Times, dal palco del Brand Journalism Festival:

«i media non si devono trasformare in tifoserie ... quando scriviamo dobbiamo stare sui fatti, dobbiamo stare sui numeri, dobbiamo stare sui dati».

È una distinzione semplice e netta. Quando diamo un'opinione, è un'opinione, e va detto. Ma quando raccontiamo, il mestiere è un altro: mettere a disposizione delle persone i fatti, i numeri, i dati, e lasciare che siano loro a formarsi un giudizio.

Non è una questione di parte. È una questione di metodo. Ed è esattamente il metodo di cui parliamo, ogni anno, al Brand Journalism Festival.

Ci vediamo il 10 novembre a Milano.

Indirizzo

Via Ostiense 92
Rome
00154

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