Accademia d'Ungheria in Roma / Collegium Hungaricum Róma

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Accademia d'Ungheria in Roma / Collegium Hungaricum Róma Accademia d'Ungheria in Roma - Collegium Hungaricum Róma

Situata nel cuore di Roma, l’Accademia, sezione culturale e
scientifica dell’Ambasciata di Ungheria, ha lo scopo di mediare fra la
cultura ungherese e quella italiana e di costituire, anche tramite
facebook, un punto di incontro per gli ungheresi a Roma.

🌿 LIMINA · Lo spazio tra di noi📸 Mostra di Anna Nagy, 🖊️ A cura di Simone Cerio📍 Casale dei Cedrati · Villa Pamphilj (vi...
01/09/2026

🌿 LIMINA · Lo spazio tra di noi
📸 Mostra di Anna Nagy, 🖊️ A cura di Simone Cerio
📍 Casale dei Cedrati · Villa Pamphilj (via Aurelia Antica 183)

🗓️ Vernissage: sabato 5 settembre 2026 · 17.00–20.00
🕒 Mostra aperta: 5–20 settembre · 9.30–20.00 · ingresso libero
📩 Info: [email protected] · WhatsApp +39 344 041 49 21

Dal 5 al 20 settembre il Casale dei Cedrati ospita LIMINA – Lo spazio tra di noi, la nuova mostra della fotografa ungherese naturalizzata italiana Anna Nagy, dedicata al quartiere Villini ((nuova denominazione dell’area Pisana–Bravetta, a Roma Ovest). , nell’area occidentale di Roma.

📷 Attraverso 34 fotografie d’autore e una selezione di immagini d’archivio familiare, LIMINA racconta un territorio in trasformazione: un paesaggio‑soglia dove memoria privata e memoria collettiva si incontrano, e il tempo diventa materia visiva.

🔎 Il progetto, curato da Simone Cerio, indaga il rapporto tra paesaggio, identità e memoria, mostrando come gli spazi del quotidiano possano diventare luoghi di riflessione condivisa.

🏛️ Patrocinio: Municipio XII di Roma, Accademia d’Ungheria in Roma
🤝 Sponsor: Charmsuite – Residenze d’arte, BCC Roma

31/08/2026

🧩Nato in Ungheria, oltre 1 MILIARDO di persone ci hanno provato... ma quanti lo hanno davvero risolto? 😱

Il cubo di Rubik è il rompicapo più famoso della storia, eppure nasconde curiosità e retroscena che quasi nessuno conosce.

👉 Guarda lo Short completo qui nel primo commento! 👇

Siete mai riusciti a risolverlo o lo avete abbandonato definitivamente in un cassetto?

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Accademia d'Ungheria in Roma / Collegium Hungaricum Róma Associazione Culturale italo-ungherese del Triveneto Notizie e Cultura tra Italia e Ungheria ITL Group ECONOMIA.HU Luigino Bottega Nadia Pastorcich Nadia Pastorcich Bruno Vajente Graziano D'Andrea Simone Collura Carla Collina Società di Danza Trieste Edith Császi Dante Alighieri Budapest Rubik's

📚 Novità letterariaÈ arrivata in libreria l’edizione italiana de “La visita dell’arcivescovo” ( Az érsek látogatása) di ...
31/08/2026

📚 Novità letteraria
È arrivata in libreria l’edizione italiana de “La visita dell’arcivescovo” ( Az érsek látogatása) di Ádám Bodor, nella traduzione di Mariarosaria Sciglitano, pubblicata da il Saggiatore.

A Bogdanski Dolina il tempo ristagna in un’attesa senza fine. Stretti tra il silenzio sepol­crale che domina le vie e il fetore persistente dei rifiuti che cingono il paese come una mura­glia, i suoi abitanti non possono fare altro che aspettare e nel frattempo tentare di rimane­re sani. Il rischio è quello di finire all’Izolda, il luogo in cui vengono rinchiusi in isolamento i tubercolotici e i folli: gli indesiderati, quelli che non devono essere visti.

Poi, un giorno, d’improvviso, arriva l’annun­cio che la popolazione riceverà la visita dell’ar­civescovo; un momento di prestigio così alto che da solo potrebbe redimere l’intera città, do­nandole un nuovo futuro. La data dell’evento è ignota. Bisogna perciò farsi trovare pronti, bi­sogna essere pazienti e prepararsi, bisogna ri­sultare impeccabili per quando verrà il giorno. Bisogna, in primo luogo, sanare le strade: mon­darle da tutto e da tutti coloro che potrebbero essere motivo di imbarazzo. Eppure, come ogni giorno di attesa rivelerà in modo sempre più in­quietante, non tutto può essere celato; non tut­to può essere cancellato.

Seguendo le vicende delle sorelle Senko­witz, rinchiuse e poi fuggite dall’Izolda, del cap­pellano militare Gábriel Ventuza, giunto in città per recuperare le spoglie del padre assassina­to, del vicario Periprava, crollato in un sonno senza fine vegliato dagli inquietanti archiman­driti, Ádám Bodor dà vita a una litania surreale e grottesca sulla speranza e le illusioni uma­ne. Scritto magistralmente da uno degli autori più importanti dell’Ungheria contemporanea, "La visita dell’arcivescovo" è una danza macabra di ombre e attese, un disegno nero su una pagi­na scura che ritrae i nostri desideri più sinceri.

"La visita dell'arcivescovo", di Adam Bodor, lo trovate in tutte le librerie. 📚

Giovedì 17 settembre, dalle 19:00, presso Palazzo Falconieri, si terrà la presentazione del villaggio di Kiscsősz. 🇭🇺✨In...
27/08/2026

Giovedì 17 settembre, dalle 19:00, presso Palazzo Falconieri, si terrà la presentazione del villaggio di Kiscsősz. 🇭🇺✨
Ingresso libero!
Registrazione obbligatoria. 📝
https://forms.gle/E2xowAujhrCkDXau9

In programma:
🎥 Proiezione di un filmato su Kiscsősz
🎶 Breve concerto a cura del Gruppo Naszály e danza popolare ( Boróka Nagy, Norbert Cimbi Kovács)
🍷🥖 Degustazione enogastronomica con prodotti tipici dell’area

Kiscsősz è un minuscolo villaggio di 110 abitanti, situato tra il Somló e il Ság, dove la vita quotidiana è ancora intrecciata alle tradizioni della musica e della danza popolare, dell’artigianato, dell’allevamento dei cavalli e dell’economia domestica. Negli ultimi vent’anni, grazie a un’intensa attività culturale, il paese è diventato un punto di riferimento internazionale: qui nasce il celebre Pajtafesztivál, che nel 2026 ha celebrato la sua 22ª edizione attirando visitatori da tutto il mondo.
La comunità è animata da sette associazioni, tra cui l’Élő Forrás – Hunyor Népfőiskola, che gestisce spazi culturali, gruppi artistici e una scuola di arti. Kiscsősz è anche legato al Naszály Zenekar, che ha registrato qui un album, celebrato un concerto giubilare e collaborato con la scuola locale; alcuni membri del gruppo sono oggi artisti dell’Ensemble Folkloristico Statale Ungherese.
Evento realizzato in collaborazione con l’Associazione di Città e Villaggi (VFSZ).
Vi aspettiamo per una serata dedicata alla cultura, alla musica e ai sapori ungheresi! 🇭🇺💃🍇
Kiscsősz községe bemutatkozik Rómában 🇭🇺🇮🇹
2026. szeptember 17., csütörtök, 19:00
Falconieri‑palota – Római Magyar Akadémia 🏛️
A belépés ingyenes, de regisztrációhoz kötött.
https://forms.gle/E2xowAujhrCkDXau9
Szeret***el várunk mindenkit Kiscsősz községének bemutatkozó estjére, ahol kultúra, zene és gasztronómia találkozik egy felejthetetlen hangulatú estén! 🎶🍷
🎥 Kiscsőszről készült kisfilm vetítése
🎻 Naszály Zenekar koncertje és néptánc
🍇 Helyi termékek és borok kóstolója
Kiscsősz falu a Somló és a Ság hegyek átlóján fekvő, mindössze 110 lelkes kistelepülés 🌄. Lakói mezőgazdaságból, szolgáltatásokból, kulturális tevékenységből és turizmusból élnek. Az elmúlt húsz év kiemelkedő kultúraszervező munkája nemzetközi hírűvé t***e a falut: a magyar népzene, néptánc, kézművesség, lótartás és háztáji gazdálkodás ma is élő hagyományként határozza meg a közösséget 🌾🧵🐎.
Itt szervezik a Kiscsőszi Pajtafesztivált, amely 2026-ban már 22. alkalommal várta a világ minden tájáról érkező érdeklődőket 🌍. A település életét hét civil szervezet formálja, köztük az Élő Forrás – Hunyor Népfőiskola, amely közösségi tereket működtet, csoportokat és alkotóköröket szervez, valamint művészeti alapiskolát tart fenn 🎨.
A római esten fellépő Naszály Zenekar sok szállal kötődik Kiscsőszhöz: itt készült az egyik lemezük, itt tartották jubileumi koncertjüket, és több tagjuk tanított a helyi Balla Zoltán Alapfokú Művészeti Iskolában 🎼. A zenekar több tagja ma már a Magyar Állami Népi Együttes művészeként dolgozik.
Az esemény a Városok és Falvak Szövetsége (VFSZ) együttműködésével valósul meg 🤝

L’ARCHITETTURA DI IMRE MAKOVECZ 👼🏛️mostra d'architettura organizzata in collaborazione con l'Accademia Ungherese delle A...
27/08/2026

L’ARCHITETTURA DI IMRE MAKOVECZ 👼🏛️
mostra d'architettura organizzata in collaborazione con l'Accademia Ungherese delle Arti 🏛️🇭🇺
Data: 17.09.2026 – 08.10.2026
Luogo: Palazzo Falconieri ( Via Giulia,1 ) 🕊️
Vernissage: 17 settembre 2026, ore 19.00. Ingresso libero ✨
interverranno:
- Márk Aurél Érszegi, direttore dell'Accademia d'Ungheria in Roma
- Attila Turi, Presidente dell'Accademia Ungherese delle Arti
- Ferenc Salamin, curatore; architetto insignito dei premi Kossuth e Ybl, responsabile della Sezione di Architettura dell’Accademia Ungherese delle Arti 🏛️
"Makovecz, con le sue architetture, ci ha mostrato l'immagine della vita vissuta nella pienezza dei suoi valori, tra i quali culmina il valore delle relazioni tra gli uomini. Sono valori come la gioia, la sofferenza, la lealtà, l'amicizia, la cooperazione, la partecipazione, la fedeltà, la frugalità, l'amore, che mai forse nella storia dell'architettura abbiamo visto, tutti insieme concretarsi sotto forma di spazi viventi.” (Paolo Portoghesi) ✨
L’architettura di Imre Makovecz si concentra sulla memoria dell’umanità, sui segni antichi, sul trascendente 👼✨ e su ciò che si trova oltre il mondo visibile. La sua ispirazione nasce dagli esseri viventi della natura — alberi 🌳, animali 🐦, rocce — e dagli angeli 👼. I suoi edifici sono creazioni spirituali, veri e propri “esseri viventi”, che si rivolgono direttamente a noi e instaurano un dialogo anche con gli angeli e con le sfere superiori ✨.
L’idea di “unire il cielo e la terra” attraversa ogni sua opera: si manifesta nelle forme, nelle strutture statiche 🏛️ e sul piano spirituale, come elevazione del mondo materiale e sua connessione con il trascendente attraverso l’anima 🕊️.
Un altro elemento centrale della sua architettura è la creazione e il sostegno delle comunità umane 🤝, in sintonia con la fondazione delle comunità di San Francesco d’Assisi e con l’impegno sincero dedicato agli altri. Il dramma dell’esistenza umana, la continuazione della creazione attraverso l’uomo, sono componenti essenziali dei suoi edifici e del processo stesso del costruire 🌿.
Le opere di Makovecz risvegliano in noi l’esperienza condivisa che giace nell’inconscio collettivo: parlano alla nostra anima ✨ e la elevano. Le case comunitarie e le chiese 🏛️ ispirano processi che mantengono e rigenerano le comunità, incoraggiando anche le generazioni più giovani a operare per la propria nazione e per il futuro dell’umanità 👼🌍.
Makovecz stesso ha dato vita a diverse organizzazioni, tra cui il Campo Estivo di Architettura di Visegrád 🏕️ per gli studenti di architettura, l’Associazione Károly Kós per gli architetti organici, e l’Accademia Ungherese delle Arti 🏛️🇭🇺, dedicata alla vita artistica nazionale.
La mostra, realizzata per il 90º anniversario della nascita di Imre Makovecz 🎂🏛️, dopo la presentazione a Budapest viene ora proposta anche a Roma, per far conoscere il pensiero e gli edifici del grande architetto 👼✨.
Foto: Tamás Papp 📸
ANGYALOK ÉS ÉPÍTÉSZET 👼✨
MAKOVECZ IMRE ÉPÍTÉSZETE 🏛️🌿 – kiállítás
Időpont: 2026.09.17 – 2026.10.08.
Helyszín: Római Magyar Akadémia (Falconieri-palota, Via Giulia, 1) 🕊️
Megnyitó: 2026. szeptember 17., 19.00 óra ✨
Felszólalnak:
Érszegi Márk Aurél, a Római Magyar Akadémia igazgatója
Turi Attila, a Magyar Művészeti Akadémia elnöke
Salamin Ferenc, kurátor, Kossuth- és Ybl-díjas építész, az MMA Építőművészeti Tagozatának vezetője 🏛️
A tárlat a Magyar Művészeti Akadémiával együttműködésben jött létre. 🇭🇺
„Makovecz architectúráival megmutatta nekünk, milyen az értékek kiteljesítéséért leélt élet, amiben kiemelkedő értéket képviselnek az emberi kapcsolatok, az öröm, a szenvedés, a lojalítás, a barátság, az együttműködés, a részvétel, a hűség, a szerelem-szeretet mértéktartása, amihez foghatót talán soha nem tapasztaltunk még az építészettörténetben: Makovecz mindezt élő terekbe sűríti.” (Paolo Portoghesi) ✨
Makovecz Imre építészete az emberiség emlékezetére, az ősi jelekre, a transzcendensre 👼✨, a látható világ mögöttire, a világ élőlényei: a fák 🌳, állatok 🐦, sziklák jelzésére, az angyalokra 👼 összpontosít, belőlük meríti inspirációját. Házai mind spirituális alkotások, valóban „élő lények”, melyek személyesen hozzánk szólnak és kapcsolatot létesítenek az angyalokkal, a felső világokkal is ✨. „Összekötni az eget és a földet” az a gondolata, mely minden épületére igaz, s mely a formákban, a statikai szerkezetekben 🏛️ is megjelenik, ahogy szellemi síkon is: az anyagi világ felemelése, kapcsolódása a transzcendens világhoz a lélek által 🕊️.
Építészetének másik középpontja, az ember alkotta közösségek létrehozása, segítése 🤝 összecseng Assisi Szent Ferenc közösségalapításával, az embertársakért szívvel végzett tevékenységgel 🌿. Az emberi lét drámája, a teremtés folytatása az ember által, mind a házak és az építés folyamatának alkotórészei. Makovecz épületei a kollektív tudattalanban lévő közös tapasztalatot ébresztik fel bennünk, lelkünkre hatnak ✨, felemelnek. A faluházak és a templomok 🏛️ közösségeket megtartó és újrateremtő folyamatokat inspirálnak, és erre ösztönzik a fiatalabb generációkat is 👼🌍: tevékenykedjenek nemzetükért és az emberiség jövőjéért.
Makovecz maga is létrehozott aktív szervezeteket, mint a Visegrádi Építésztábort 🏕️ az építészhallgatók részére, a Kós Károly Egyesülést az organikus építészek csoportja számára, vagy a Magyar Művészeti Akadémiát 🏛️🇭🇺 a hazai művészeti élet szervezésére.
Makovecz Imre születésének 90. évfordulójára 🎂🏛️ készült kiállítás a budapesti bemutatás után Rómában is ismerteti a nagy alkotó gondolatait és épületeit 👼✨

📚Vera Vásárhelyi (1920-2000),  scrittrice e giornalista 26 anni fa venne a mancar Vásárhelyi Vera, una figura di spicco ...
27/08/2026

📚Vera Vásárhelyi (1920-2000), scrittrice e giornalista
26 anni fa venne a mancar Vásárhelyi Vera, una figura di spicco della letteratura ungherese in esilio. Nel 1946, a causa della situazione politica in Ungheria, fuggì insieme alla sua famiglia e si stabilì a Roma, dove divenne una voce importante nel panorama culturale dell'emigrazione ungherese.

✒️ La sua carriera
Vásárhelyi Vera lavorò per 25 anni nella redazione della "Katolikus Szemle" a fianco di Gellért Békés OSB ed è stata anche una collaboratrice di numerosi giornali in lingua ungherese in esilio, come Szivárvány, Új Hungária, e Krónika. Con una penna acuta e raffinata, scrisse racconti, articoli e recensioni, e divenne una delle voci più rispettate della letteratura ungherese contemporanea.

📖 Le sue opere
Tra le sue pubblicazioni più conosciute troviamo la raccolta di racconti "Keserű babér" (1962), "Fondor magány" (1974), e "Fogyó holnapok" (1978), fino al suo lavoro più amato, "Skorpió hava" (1988), un racconto autobiografico sulla sua infanzia. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Sík Sándor per il racconto "Bettina".

💌 Una rete di relazioni culturali
Vásárhelyi Vera fu anche una grande corrispondente, intrattenendo rapporti di amicizia con i più importanti scrittori e intellettuali ungheresi, tra cui Saáry Éva, Szabó Ferenc, Tollas Tibor, e molti altri.

🎨 Amicizie artistiche
Era in stretta amicizia con il pittore Mátyás Triznya e sua moglie Zsuzsa Szőnyi , e insieme al marito partecipava agli eventi letterari e culturali organizzati dal celebre "Triznya Kocsma" a Roma.

📝 Un esempio di coraggio e passione per la cultura, che ha saputo raccontare con eleganza e profondità le sfide e le emozioni di una vita vissuta tra due mondi.



📚 Vásárhelyi Vera (1920-2000): író és újságíró
26 éve hunyt el Vásárhelyi Vera, a magyar emigrációs irodalom kiemelkedő alakja. 1946-ban, a politikai helyzet miatt, családjával együtt elhagyta Magyarországot, és Rómában telepedett le, ahol fontos szerepet játszott a magyar emigráns kulturális életben.

✒️ Pályafutása
Vásárhelyi Vera 25 éven át dolgozott a "Katolikus Szemle" szerkesztőségében Békés , Gellért bencés szerzetes, teológus, költő, egyetemi tanár mellett, illetve számos magyar nyelvű emigráns lapnál, így a Szivárvány, Új Hungária és Krónika lapoknál is publikált. Éleslátású és kifinomult tollal írt elbeszéléseket, cikkeket és recenziókat, és a kortárs magyar irodalom egyik legismertebb és legelismertebb hangjává vált.

📖 Művei
Leghíresebb művei közé tartozik a "Keserű babér" című novelláskötete (1962), a "Fondor magány" (1974), és a "Fogyó holnapok" (1978), majd a legnagyobb közönségsikert hozó "Skorpió hava" (1988), amely gyermekkoráról szóló önéletrajzi írás. Pályafutása során számos elismerést kapott, többek között a Sík Sándor-díjat a "Bettina" című novellájáért.

💌
Vásárhelyi Vera szenvedélyes levelező volt, és baráti kapcsolatot ápolt a legfontosabb magyar írókkal és értelmiségiekkel (Saáry Éva, Szabó Ferenc, Tollas Tibor stb.).

🎨
Szoros barátságot ápolt Triznya Mátyás festővel és feleségével, Szőnyi Zsuzsával, és férjével együtt rendszeresen részt vettek a Triznya kocsmában rendezett irodalmi és kulturális eseményeken.

🇭🇺 Ungheria 1956 – Il ricordo degli italiani 🇮🇹“La gente che ci vedeva, ci guardava con una partecipazionenegli occhi, n...
26/08/2026

🇭🇺 Ungheria 1956 – Il ricordo degli italiani 🇮🇹

“La gente che ci vedeva, ci guardava con una partecipazione
negli occhi, negli sguardi, nei gesti, che non avrei mai creduto.”
(Giorgio Pressburger, profugo ungherese del 1956, divenuto scrittore italiano)

La Rivoluzione ungherese del 1956 è uno dei momenti fondanti dell’Ungheria indipendente e democratica, parte essenziale della sua identità nazionale.
Ma il ’56 è stato vissuto anche da molti italiani con grande passione: sia le istituzioni che moltissimi cittadini hanno dato prova di una straordinaria solidarietà 🇮🇹❤️ nei confronti dell’Ungheria e degli esuli ungheresi arrivati in Italia.

⏳ Quest’anno ricorrono i 70 anni della Rivoluzione del 1956.
L’Accademia d’Ungheria in Roma intende rievocare come gli italiani abbiano vissuto tale evento storico. Lo farà in ottobre, valorizzando memorie, esperienze, testimonianze personali, e anche eventuali cimeli conservati da istituzioni o da privati.

Saremo grati a quanti vorranno contribuire a questa rievocazione mettendo a disposizione i propri resoconti, testimonianze personali, o prestando per una mostra cimeli relativi al ’56 ungherese nonché alle manifestazioni di solidarietà che lo accompagnarono in Italia (foto 📷, oggetti 🧳, manifesti 📌, lettere ✉️, medaglie ).

📬 Contattateci quanto prima all’indirizzo:
Accademia d’Ungheria in Roma
Via Giulia 1, 00186 Roma
[email protected]

Péter Nádas, lo sguardo oltre la superficieÈ morto oggi Péter Nádas, nella sua casa di Gombosszeg. Aveva 83 anni.Nato a ...
26/08/2026

Péter Nádas, lo sguardo oltre la superficie

È morto oggi Péter Nádas, nella sua casa di Gombosszeg. Aveva 83 anni.

Nato a Budapest nel 1942, Nádas aveva iniziato come fotografo e giornalista. Solo alla fine degli anni Sessanta scelse di dedicarsi alla letteratura, senza però abbandonare quello sguardo da fotografo che sarebbe rimasto riconoscibile nei suoi libri, attenti ai corpi, ai gesti e ai dettagli.

La sua prima raccolta di racconti, La Bibbia, uscì nel 1967. Nel 1977 pubblicò Fine di un romanzo familiare. Poi arrivarono Libro di memorie e Storie parallele, pubblicato nel 2005 dopo quasi vent’anni di lavoro. Quest’ultimo è considerato uno dei romanzi che hanno segnato il rinnovamento della narrativa ungherese contemporanea.

Nádas ha scritto della storia e della memoria, ma anche del corpo, del desiderio, della sessualità e del potere. Una scrittura che gli ha dato una vasta notorietà internazionale e che ha fatto più volte comparire il suo nome tra quelli dei possibili Nobel per la Letteratura.

Era membro dell’Accademia di Letteratura e Arti Széchenyi e, dal 2006, dell’Accademia delle Arti di Berlino. Ha ricevuto, tra gli altri, il Premio Kossuth, il Premio Kafka e l’Österreichischer Staatspreis für europäische Literatur.

Nel 2025 è uscito Halott barátaim (I miei amici morti), il suo ultimo libro. In Italia la sua opera è stata tradotta da Andrea Rényi e Laura Sgarioto.

🎬 Oggi ricordiamo István Gaál🔹Il grande regista ungherese, nato il 25 agosto 1933, oggi avrebbe compiuto 93 anni. Scompa...
25/08/2026

🎬 Oggi ricordiamo István Gaál
🔹Il grande regista ungherese, nato il 25 agosto 1933, oggi avrebbe compiuto 93 anni. Scomparso nel 2007, Gaál non amava definirsi né sceneggiatore né regista, né montatore né direttore della fotografia, bensì un pittore, o – come diceva lui – uno “scriba di immagini”. 🖋️🎨

🔎 Fedele alla sua visione poetica, esordisce con il cortometraggio Pályamunkások (1957), una vera apoteosi del ritmo. Dopo il diploma alla scuola di regia, ottiene una borsa di studio al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove entra in contatto con un ampio patrimonio culturale e una libertà creativa rara nell’Ungheria del tempo. 🇮🇹📚

✨Il suo lungometraggio d’esordio Sodrásban (Nella corrente, 1963), influenzato da Antonioni, ottiene grande successo e apre la strada alla Nuova Onda danubiana. Seguiranno i capolavori Zöldár (Anni verdi, 1965) e Keresztelő (1967): una trilogia mitteleuropea che parla con coraggio degli anni '50.

🦅 Con Magasiskola (I falchi, 1970), costruisce un’elegante e inquietante metafora sul potere. In Holtvidék (Paesaggio morto, 1971) esplora invece le regioni più oscure dell’anima.

🎼 Dopo Orfeusz és Eurydiké (1985), tratto da Gluck, si dedica alla televisione, realizzando uno dei suoi capolavori: Gyökerek (Radici, 1997–2000), un profondo omaggio a Bartók. 📺🎻

📸 Fotografo raffinato, Gaál è anche il traduttore ungherese di Il linguaggio del film di Renato May e della Storia del cinema italiano di Carlo Lizzani.

💫 Un artista totale, che ha scritto con le immagini le inquietudini, la memoria e la bellezza dell’Europa centrale.



🎂 Ma lenne 93. éves a neves magyar filmrendező,
🔹 Gaál István (1933–2007), aki nem szerette magát forgatókönyvírónak, rendezőnek, vágónak vagy operatőrnek nevezni, hanem inkább festőnek, vagy ha úgy tetszik, „képírónak”.

🎞️ Gaál mindig is hű maradt „ars poeticájához”, kezdve a ritmus apoteózisával a Pályamunkások (1957) című rövidfilmben.
🎓 A diploma után ösztöndíjat kapott a római 🎭 Centro Sperimentale iskolában, ahol olyan szabadságélmények érték, amelyek akkoriban otthon elképzelhetetlenek voltak.

🎬 A Sodrásban (1963) Antonioni hatása alatt született meg, és megnyitotta a magyar új hullám korszakát.
📽️ A Zöldár (1965) és a Keresztelő (1967) együtt egy különleges trilógiát alkotnak: rendhagyó módon az 1950-es évekről szólnak, és közép-európai sorsot próbálnak univerzális nyelven megragadni.
🔺 A Magasiskola (1970) a hatalom metaforáját, a Holtvidék (1971) pedig a lélek legrejt***ebb régióit kutatja.

🎶 1985-ben Orfeusz és Eurydiké után Gaál már nem forgatott játékfilmet, hanem a 📺 televíziónak szentelte magát.
📚 Legnagyobb TV-műve a Gyökerek (1997–2000) című dokumentumfilm volt, Bartók Béla emlékére.

📸 Gaál emellett tehetséges fotográfus is volt, és több filmes szakkönyvet is fordított magyarra (Renato May, Carlo Lizzani).

Indirizzo

Via Giulia, 1
Rome
00186

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 19:30
Martedì 09:30 - 19:30
Mercoledì 09:30 - 19:30
Giovedì 09:30 - 19:30
Venerdì 09:30 - 19:30

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