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La sua essenza rivoluzionaria, il suo stile unico e il suo contributo profondamente dissacrante, sorprendente e ribelle ...
30/12/2022

La sua essenza rivoluzionaria, il suo stile unico e il suo contributo profondamente dissacrante, sorprendente e ribelle continueranno a splendere e a ispirare il mondo, per sempre.

Vivienne Westwood. 🖤

POWER TO THE PEOPLE: FRANCESCA MICHIELINDi Francesca Michielin sappiamo che è una cantautrice, una polistrumentista, lau...
19/12/2022

POWER TO THE PEOPLE: FRANCESCA MICHIELIN

Di Francesca Michielin sappiamo che è una cantautrice, una polistrumentista, laureata in canto jazz, podcaster, scrittrice, conduttrice, di casa a X Factor e di casa a Sanremo.

Preparatissima e caparbia, Michielin ha già solcato tantissimi palchi diversi inforcando una chitarra e cucendo le parole giuste nei suoi testi. A 27 anni, festeggia già 10 anni di carriera: «Io non ho avuto un’adolescenza».

Non solo. È un artista completa che sfrutta tutte le modalità di comunicazione per diffondere messaggi.

È la voce incalzante di Maschiacci, un podcast sfacciatamente femminista. Provocatoria già nell’introduzione - «Un uomo che scrive le sue canzoni è un cantautore, mentre una donna che scrive le sue canzoni per tutti è “solo” una cantante» -, Michielin dialoga con persone differenti con l’obbiettivo di scoprire per cosa lottano le donne oggi. La seconda stagione del podcast è, se vogliamo, ancora più ambiziosa. Il claim è tutto un programma: «Da grandi privilegi derivano grandi responsabilità».

Ha condotto per Sky “Effetto Terra”, programma su ambiente e sostenibilità, in cui ha condiviso il palco con scienziate, ricercatrici e filosofe per porre l’attenzione sulla crisi climatica e la responsabilità che ogni essere umano nell’odierna crisi climatica.

Emerge una grande propensione al dialogo, un attivismo empatico, costruito sul dialogo e sull’ascolto attivo.

Dopo aver partecipato a Sanremo come concorrente in gara, prima da sola e poi in duetto con l’amico e collega Fedez, quest’anno Michielin si trovava dall’altra parte del palco, a dirigere l’orchestra per Emma Marrone, fatta salva la serata delle cover in cui ha interpretato magistralmente Baby One More Time, accanto all’artista salentina.

Quella di Francesca Michielin, è una personalità caleidoscopica, interessantissima e scoppiettante. Ogni gesto – personale e pubblico – ha in sé del politico. Questo l’ha resa indubitalmente un punto di riferimento per tantissime persone.

In un’intervista a Donna moderna ha raccontato che una canzone che le dà speranza è Hold on degli Alabama Shakes. È un invito a resistere.

Perché gli opposti si attraggono? Perché si completano? Che vuol dire completarsi, mancano dei pezzi?No, gli opposti si ...
13/12/2022

Perché gli opposti si attraggono? Perché si completano? Che vuol dire completarsi, mancano dei pezzi?

No, gli opposti si attraggono e si completano perché sono la stessa cosa detta con altre parole.

È vero sono due facce, ma della stessa, medesima, identica, uguale medaglia.

Alla fine anche un sasso danza ed è leggero quando vola sull’acqua.
piazza oftheday

bettelli



Perché gli opposti si attraggono? Perché si completano? Che vuol dire completarsi, mancano dei pezzi?No, gli opposti si ...
13/12/2022

Perché gli opposti si attraggono? Perché si completano? Che vuol dire completarsi, mancano dei pezzi?

No, gli opposti si attraggono e si completano perché sono la stessa cosa detta con altre parole.

È vero sono due facce, ma della stessa, medesima, identica, uguale medaglia.

Alla fine anche un sasso danza ed è leggero quando vola sull’acqua.
piazza oftheday
bettelli



Nel 2003 due amici di Melbourne –Travis Garone e Luke Slattery - tra pinte e chiacchiere si discutevano su quanto i baff...
24/11/2022

Nel 2003 due amici di Melbourne –Travis Garone e Luke Slattery - tra pinte e chiacchiere si discutevano su quanto i baffi fossero passati di moda e si sono messi in testa di riportarli sulla scena. Ispirati dalla madre di un amico che stava raccogliendo fondi per il cancro al seno, hanno deciso di realizzare una campagna sul cancro alla prostata. Fondarono così il Movember, convincendo i primi 30 uomini a farsi crescere i baffi e impegnarsi nell’iniziativa.

Oggi il Movember è il più grande ente di beneficenza che affronta, in tutto il mondo, alcuni dei maggiori problemi di salute maschili: cancro alla prostata e ai testicoli, salute mentale e prevenzione del suicidio. Sono passati da 30 baffi a 5 milioni di “Mo Bros e Mo Sistas” raccogliendo più di 730 milioni di dollari australiani e finanziando più di 1200 progetti – ora anche tutto l’anno.

Il paradosso della cultura fallocentrica colpisce ancora: il pene è il simbolo del potere e come tale non può “mettersi in discussione”. Ecco che circa l’80% dei maschi in Italia non va dall’andrologo – mentre spesso le ragazze già dal primo ciclo conoscono il/la propri* ginecolog*. Ma il dato più preoccupante riguarda i casi di suicidio: il 78,8% dei suicidi in Italia è commesso da uomini – tendenza anche su scala globale.

L’evidente gap suggerisce quanto possa riguardare una questione di genere. Spesso si sottovaluta come anche la figura maschile possa essere vittima del patriarcato e della mascolinità tossica. L’uomo schiaccia l’uomo, l’uomo deve avere molte donne, essere un tenero amante ma fuori dal letto nessuna pietà, l’uomo deve fare soldi, molti e ancora di più di quelli che vuole, l’uomo deve essere romantico ma non troppo, è grosso e alto, l’uomo va in guerra, non ha debolezze e non potrebbe mai subire alcuna forma di violenza, è fermo e carismatico, è razionale e l’emotività gli serve solo per illudere. L’uomo non piange, l’uomo debole, che sta male, non ha fascino. L’uomo salva, non deve essere salvato. L’uomo non va in depressione.

Non avere paura di stare male, chiedi aiuto per te e per chi ti sta vicino, in Italia esiste un telefono amico – 02 23272327 - per la prevenzione sucidi.

Il Transgender Day of Remembrance si celebra ogni 20 novembre ed è la giornata internazionale in memoria delle vittime d...
20/11/2022

Il Transgender Day of Remembrance si celebra ogni 20 novembre ed è la giornata internazionale in memoria delle vittime di transfobia. Venne introdotto da Gwendolyn Ann Smith per commemorare Rita Hester, una donna transgender assassinata nel proprio appartamento a Boston, nel 1998.

Da quella prima veglia a lume di candela a San Francisco, molte cose sono cambiate. Oggi il TDoR viene celebrato in centinaia di città in tutto il mondo e ogni anno assume un valore sempre più profondo. Il TDoR pone l’accento sulla necessità di disintegrare le disuguaglianze, accorciare le distanze dei diritti e in maniera fondamentale e imperativa far cessare i crimini commessi nei confronti delle persone trans*.

Durante questa giornata, oltre a ricordare le vittime, riflettiamo sulla condizione sociale e politica di tutte le persone trans* che vengono rese invisibili e ci stringiamo in un abbraccio colmo di coraggio e affetto.
L’assenza di visibilità è tra le forme di violenza più spietata e subdola, per questo ci schieriamo al loro fianco, supportando le loro battaglie e le loro rivendicazioni, oggi e sempre.

Di seguito i dati dell'Associazione Transgenere ACET che riportano 381 vittime di transfobia in tutto il mondo, con oltre 5000 le persone trans* morte dal 2008 ad oggi.
Dal 2019 ad oggi c’è stato un aumento dell’8% e l’età media delle persone trans* trovate senza vita quest’anno è di 27 anni, la più giovane aveva 12 anni e la più anziana 59.
L'Italia si posiziona tristemente al 1° posto in Europa con 10 vittime nell’arco degli ultimi 12 mesi.



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Vertigini e scale a chiocciola. Bassezza e cereali posti all’ultimo scaffale. Occhiali davista e mascherina.Dalla comodi...
18/11/2022

Vertigini e scale a chiocciola. Bassezza e cereali posti all’ultimo scaffale. Occhiali da
vista e mascherina.

Dalla comodità infeltrita del nostro privilegio a forma di due gambe e due braccia saldamente attaccate al tronco, ci siamo abituati a raccontare la disabilità come una tragedia orripilante cui rivolgere sguardi di affettata pietà e cui porre rimedio.

È dal primo dopoguerra che il modello medico-assistenzialista ha colonizzato gran parte del pensiero universale e ha reso le politiche sociali spesso inconsistenti e altamente discriminatorie.

Con il rientro in patria degli uomini al fronte che si presentavano, nelle forme meno gravi, invalidi, si è diffusa l’idea che le persone con disabilità siano persone intrinsecamente svantaggiate, sfigatissime, poverine cui offrire assistenza qui e lì, rendendole passive ricettrici di cure.

È con la messa a punto del modello sociale degli anni Ottanta prima e di quello bio- psico-sociale degli anni Duemila dopo, che si dichiara per la prima volta l’assenza di responsabilità individuale e si accusa la società di essere perpetratrice di disabilità, svantaggio, handicap.

La società, non inclusiva, non includente, non adatta e non duttile alle istanze delle persone che vivono in essa, disabilità.

Non è l'individuo dunque ad essere il problema, ma come la società gestisce una sua caratteristica.

La questione dell’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali diviene una questione etica sociale di tutt*. Non un favore, non una gentile concessione, ma un diritto di tutt*.

La nostra Storia è fatta di segregazione delle persone con disabilità ed è tuttora profondamente improntata sull'abilismo. All’interno di un’ipotetica piramide, troveremmo alla base ciò che è socialmente accettato (atteggiamenti paternalistici e pietistici, mezzi di trasporto e luoghi non accessibili, minimizzazione); e alla punta, ciò che è socialmente inaccettabile (molestie, violenza, crimini d'odio).

Ma se la nostra Storia e la Società ce la siamo fatta noi, sempre noi possiamo rifarla.


La sua voce ha fatto breccia persino nel cuore di Ronaldo che ha scelto la sua “Sciccherie” per accompagnare alcune sue ...
09/11/2022

La sua voce ha fatto breccia persino nel cuore di Ronaldo che ha scelto la sua “Sciccherie” per accompagnare alcune sue storie Instagram.

Nata sotto il segno del Capricorno il 16 gennaio 2002 in provincia di Vicenza, Madame – nome d’arte di Francesca Calearo – è la giovane cantante che ha travolto il mondo del rap con la sua fluidità personale e musicale.

Scopre il rap su MTV.

«A 13 anni sapevo a memoria tutte le canzoni di Fedez e Emis Killa. Finiti i karaoke rap, scopro i type beat e compongo strofe mie. Bimbo è la prima vera canzone».

Ha firmato il suo primo contratto discografico a 16 anni. Poco dopo si inserisce stabilmente nel panorama musicale, attraverso featuring di prestigio: Rkmoi, Ghali, Marrakash, Negramaro, Mengoni. È suo, il remix di “Andromeda” di Elodie.

A Sanremo 2021 ha vinto il premio Sergio Bardotti per il Miglior Testo con “Voce”.

La musica di Madame non ha genere né forme prestabilite: le sue canzoni sono un mix di rap, rhythm and blues e indie. Ha dichiarato di ispirarsi a diversi generi musicali, dal neomelodico siciliano a Faber, da Einaudi ai pezzi di Eddie Van Halen. Ne risulta una metrica e una scrittura particolare. I suoi testi sono un reticolato di assonanze e metafore notevoli, che risentono anche della sua passione per la letteratura medievale.

Sguardo insolente e portamento sicuro mescolati a un’eleganza androgina intermittente, Madame, a soli 22 anni, ha destato scandalo e attenzione, per due ragioni semplici: essere molto giovane ed essere donna, all’interno di un bacino musicale prettamente frequentato da uomini.

Ha scavato il suo solco, attraverso un talento indiscutibile, il racconto veritiero del disagio della sua età e un’estetica di ragazza semplice e impertinente, smarcandosi dagli esempi statunitensi che vertono a un’immagine canonicamente sessualizzata.

Al netto dei gusti personali, Madame rappresenta il volto emblematico della più recente generazione musicale, in grado di sintetizzare temi importanti in hit.

Alcune cose non le vediamo. Altre scegliamo di non vederle: è ciò che si chiama ignorare.Li chiamano “clochard” per incr...
02/11/2022

Alcune cose non le vediamo. Altre scegliamo di non vederle: è ciò che si chiama ignorare.

Li chiamano “clochard” per incravattare la miseria, ma Romeo e Callisto sono due barboni di Roma.

Molto spesso il grottesco è più vero del reale e in Bassifondi tra strade, topi, violini e pi**io, riusciamo a vedere quello che ignoriamo.

Il film è un mosaico psichedelico di allusioni alla vista e all’assenza di essa.
L’opera prima di Trash Secco ci obbliga a guardare dritta negli occhi la miseria e per 94 minuti non ci è concesso distogliere lo sguardo dai due amici-fratelli. Tocca a noi tenerli in vita e perfettamente visibili, prima che ricadano nell’oblio collettivo della Roma di sopra.

In una piazza, che non ci è data sapere, si svolge la raccolta popolare che si raduna ogni 28 del mese. Una donna, che n...
28/10/2022

In una piazza, che non ci è data sapere, si svolge la raccolta popolare che si raduna ogni 28 del mese. Una donna, che non ci è data sapere, si posiziona al centro.

«Fratelli d’Italia, oggi si festeggiano le nostre norme. Troppo a lungo, la Patria è stata dimenticata con false elezioni. Adesso possiamo festeggiare la democrazia del Partito».

Un grosso clamore si solleva dalle braccia destre alzate.

«Ricordiamoci chi siamo. Ricordiamoci che l’Italia è degli italiani. Ricordiamoci dello sport che cura le devianze».

La donna vede nella folla una macchia diversa.
«Una domanda laggiù?»

Nella massa informe, una giovane leva un braccio destro, verticale, diverso da quell’ipotenusa che innalzavano i Fratelli.
In un rumore di occhi che la scrutano, prende coraggio:

«Sì, salve, scusate, non volevo interrompere» – le trema la voce – «lo sport è molto importante ma oltre a questo, forse, lo psicologo?»

«Lo psicologo?» domanda la donna con disappunto. «Credi che le devianze possano essere curate senza lo sport? Come pensi di curare l’anoressia o la bulimia?»
«Facendo atletica?». Un sorriso amaro curva le labbra della giovane.
«Ecco brava» – taglia corto la leader – «Ricordiamoci che esiste solo una famiglia, una mamma e un papà. Ricordiamoci che i bambini non si comprano, affittando uteri come se fossero bilocali. Ricordiamoci…».

Si ferma, rivedendo la stessa mano alzata.
«Un’altra domanda?» chiede scocciata.
«Sì. Quindi non posso donare l’utero?»
«No»
«Ma posso donare i reni?»
«Sì»
«E l’utero no?
«No». Un sospiro si disperde nel microfono. «Ricordatevi della Chiesa, ricordatevi di continuare la nostra tradizione classica e…che c’è ora?»

La giovane insinua: «Se devo continuare la tradizione classica, posso mettermi due dita in gola come facevano i Romani? Ma la bulimia non era una devianza?»

La donna sistema i capelli, allarga le braccia, fa per rispondere, ma la giovane la incalza:

«Per continuare la tradizione romana, riapriamo Terenzio?»
«Chi?» chiede la donna crucciando la fronte.
«Homo sum humani nihil a me alienum p**o. Sono umana. Tutto ciò che è umano mi riguarda» risponde la giovane, solenne.
«Ah no, a noi non interessa quella parte»

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