20 maggio 1927, mare del nord settentrionale; Charles Lindbergh sta affrontando il viaggio che da New York lo porta a Parigi. Non dorme da più di ventiquattro ore e rischia di addormentarsi preda della stanchezza.
Nel buio una figura esile e diafana si palesa davanti a lui. E’ la Luna e gli domanda chi è, cosa fa lì. Quello è il suo regno dai tempi dei tempi e non ha mai veduto prima una creatura simile. Lindbergh spiega di essere un Uomo ma lei resta perplessa...
Racconta la sua storia, spiega di essere alla ricerca del proprio posto nel mondo, e che vale rischiare la vita per essa, per non essere uno dei tanti che la lasciano trascorrere senza mai rischiare osare.
Nel mezzo del loro confronto si manifesta la Regina dell’Oscurità, la Notte. Ella conosce molto bene gli Esseri Umani e non crede alle belle parole di Lindbergh.
Decide di impedire la buona riuscita dell’impresa, e porrebbe subito in opera il suo proposito se dalle profondità del mare non emergesse un Sovrano strambo e benevolo, mutevole e pericoloso, disturbato da tutto quel trambusto: l’Oceano!
La Notte e l'Oceano sono i sovrani di due paralleli Universi uguali ed agli antipodi l’uno dell’altro; essi conoscono la reale indole degli esseri umani e sanno, o almeno credono di sapere, che nulla di buono può ve**re da loro. Così la Notte invierà i suoi sicari, il Sonno il Ghiaccio ed il Vento, per far precipitare l’Aviatore;
Nel frattempo il viaggio continua e Lindbergh, guidato dalle Pleiadi procede nella notte scura verso Oriente, lungo la rotta a Circolo Massimo che ha scelto di percorrere.
Racconta alla Luna del suo arrivo a New York in cerca di finanziatori
Di chi voleva derubarlo del suo sogno
Della nascita dello Spirit of Saint Louis
Della bella amicizia nata con l’ingegnere capo e dei rischi che il tentativo comporta
E del sogno degli operai tutti di arrivare, idealmente insieme a lui, a Parigi.
Nel frattempo la sua amica è percorsa da dubbi amletici. Anche lei conosce il Genere Umano e sa che non c’è da fidarsi, ma quell’uomo le sembra così diverso dagli altri e forse merita di più.
E’ l’Oceano, il suo Mentore, a venirle in aiuto, a farla mutare di senso e di ragione ancora una volta
E quando arriverà il tempo fare la scelta, lei sceglierà di salvare l’Aviatore...
… mostrando a tutto l’Universo la sua faccia nascosta è determinata e combattiva: in fondo lei è stata Artemide, dea della caccia, un tempo!
E la sua scelta arriva provvidenziale proprio quando Lindbergh sta per essere sopraffatto dal più pericoloso dei Bravi della Notte: il Sonno, e sicuro di morire raccomanda la sua anima alla Luna.
Ma lei bagna con la sua luce la fronte dell’Uomo e lo salva. E mentre il sole inizia a manifestarsi all’orizzonte, a malincuore non può fare altro che lasciarlo andare e dirgli addio.
Quando nel 2013 iniziammo a scrivere La Luna e l’Aviatore non sapevamo dove saremmo arrivati: la storia, quando è buona, decide da sola dove andare e tu non puoi fare altro che assecondarla.
E così da una messa in scena spartana e con pochi attori, delle quinte nere, uno o due fari ed al massimo un proiettore, La Luna e l’Aviatore è cresciuta nel tempo facendo crescere Noi con Lei e diventando quella che è oggi: un dramma raccontato in quasi due ore di musica e canzoni interamente originali dove ogni quadro scenico è realizzato in forma di rock-song, fonde ogni volta musica danza ed immagini e tocca, ad ogni brano, una diversa sfumatura di Rock&Roll: un’Opera Rock, in due notti, le due notti del viaggio di Lindbergh.
Soggetto e Sceneggiatura: Pier Luigi Licenziato
Musiche e Liriche: Francesco Mario Primerano & Pier Luigi Licenziato