02/12/2016
Di seguito pubblichiamo tutte le mail fino ad ora pervenute:
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AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO
La strumentalizzazione della parola “cultura” a fini di propaganda elettorale è cosa ormai risaputa e dovrebbe essere annoverata tra i reati di appropriazione indebita del bene comune e di falso ideologico.
La cultura è un patrimonio immateriale dell'umanità e far chiudere un luogo attivo e operante come “La Casa delle Culture” di Roma dovrebbe essere annoverato tra “i crimini di pace”, ovvero tra le scelleratezze compiute dalle istituzioni verso i propri cittadini.
Le azioni istituzionali scellerate, figlie di ragionamenti frettolosi o di convenienza, tenute in piedi da appigli burocratici, producono conseguenze di portata ben più grave di quanto si possa superficialmente immaginare.
Lo sfratto alla Casa delle Culture significa oscurare un'altro specchio della società e mettere letteralmente sulla strada, oltreché persone fisiche, la padrona di casa, ovvero la cultura stessa.
In questo caso non parliamo della parola “cultura”, da più parti abusata nel corso delle campagne elettorali, ma della cultura “artigiana” che opera a favore della formazione permanente dell'individuo, che determina la trasmissione, l'acquisizione e la sedimentazione continua di conoscenze e di esperienze, intellettuali e del saper fare, del territorio e globali.
Gentile Presidente Nicola Zingaretti, complimenti per questo disastro.
Teatro L.... A...... (C.................)
Ospite nella programmazione 2015 della Casa delle Culture.
Luogo in cui è nato un prezioso incontro umano e professionale tra la nostra compagnia e la compagnia Ginepro Nannelli.
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE
davvero dispiaciuti per la chiusura del teatro Casa delle Culture dopo anni di attività. Era un punto di riferimento culturale a cui molti, sia abitanti del quartiere che romani di ogni parte della città, si rivolgevano sicuri di trovare esperienza e professionalità. La conduzione di Patrizia e Marco era attenta e appassionata e le loro indubbie qualità artistiche ci hanno avvicinato al teatro per molti anni.
Scriviamo questa mail per esprimere il nostro disappunto per quanto è avvenuto.
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RINGRAZIAMENTI PER LA CHIUSURA DELLA SEDE STORICA DELLA CASA DELLE CULTURE DI ROMA
Sig, Presidente,
con la presente vogliamo esprimere il nostro ringraziamento alla Regione Lazio per aver soppresso quel fastidioso presidio cittadino, sede storica della "Casa delle Culture" in via San Crisogono a Roma, che per lungo tempo ha animato e preservato un bene comune quale dovrebbe essere la cultura.
La "Casa delle Culture" svolgeva un ruolo insostituibile di valorizzazione, sostegno, fruizione e produzione di quella Cultura che non solo rafforza la coesione sociale ma produce quel pensiero critico che evidentemente non può più trovare Casa nella nostra Regione e in particolare nella città di Roma, al di là delle solite parole di circostanza usate nei programmi elettorali.
Grazie per averci tolto una Casa storica che era anche vostra e non avere ascoltato l'urlo che ancora risuona sotto le macerie di tutte le Culture da voi abbattute.
Cordiali saluti,
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CASA DELLE CULTURE
Salve mi chiamo R.... L..... e sono un elettore di Nicola Zingaretti. Devo dire che ho sempre sostenuto lo sforzo di risanamento voluto dalla sua giunta e sopratutto la sua attenzione per gli aspetti di promozione della cultura.
Ora però, pur con tutta la simpatia, fatico a trovare una logica nella insensata chiusura della Casa delle Culture di via S Crisogono,, spazio teatrale, storico, nonchè politico per per l'intera città.
Oggi la Regione Lazio ne ha preteso ad ogni costo la restituzione!
Sì, ma per farne cosa?
Si spera non per cederlo ai privati per farne l'ennesimo centro commerciale, unico polo di aggregazione per chi ci vuole semplici consumatori di merci e non di cultura. Mi piacerebbe avere una risposta altrimenti non avrò altra scelta che la scheda elettorale.
Un saluto.
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PROTESTA CHIUSURA CASA DELLE CULTURE ROMA
Mi dispiace moltissimo per la chiusura della Casa delle Culture, spazio teatrale che doveva essere sostenuto e aiutato anziché essere annientato. Protesto vivamente e spero che si trovi una soluzione .
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GRAZIE
grazie per la chiusura della casa delle culture
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE ROMA
Signori che ci rappresentate..chiudere e non cercare una soluzione per lo spazio romano Casa delle Culture mi permetto di dirvi è stato uno dei vostri errori più gravi.
Sono una semplice associata che dagli anni novanta ha fruito delle iniziative culturali sociali e politiche del teatro di via San Crisogono.
Ho avuto modo di vedere in scena spettacoli surreali e fantastici..opere prime e rivisitazioni di testi antichi. Ho visto i senza fissa dimora entrare per fare colazione la mattina e ricevere abiti e soprattutto affetto, alcuni di loro sono poi diventati protagonisti di un laboratorio e poi di uno spettacolo meraviglioso. Ho visto politici della sinistra italiana fare convegni e campagna elettorale ho visto compagnie di giovani e laboratori .Mostre e centinaia di attività culturali. Ho poi visto tanta forza tanta energia e tanti volontari pulire riparare e rendere la Casa delle Culture un luogo fruibile da tutti anche da chi con pochi soldi in tasca non può permettersi i cosiddetti " grandi teatri romani ".
Potrei continuare per pagine e pagine.
Mi fermo qui, provo un senso di disillusione...c'è ancora spazio per chi crede che la cultura sia un diritto e quindi vostro dovere tutelarla?
Spero che le nostre proteste siano ascoltate e troviate una soluzione.
Ridate la Casa delle Culture di Patrizia Marco Franco e tutti gli associati ,alla capitale!!
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NON RENDETE ROMA UN DESERTO
Continuare a chiudere centri culturali, spazi sociali, associazioni,
appellandosi a burocratici cavilli, serve solo a rendere Roma un
deserto. Una città vive di queste cose. Meraviglia che tutto ciò
provenga dall'area che gridò allo scandalo alle parole di Tremonti "con
la cultura non si mangia"... Fermarsi e tornare sui propri passi
potrebbe essere una buona cosa. Per non spegnere Roma.
Cordialmente
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CHIUSURA DELLA SEDE DELLA CASA DELLE CULTURE DI ROMA
Apprendo con dispiacere della decisione della Regione Lazio di chiudere la storica Casa delle Culture, la cui ultima sede era sita in Via di San Crisogono, nel cuore di Trastevere, dove per anni è stata luogo di cultura, di teatro, di iniziative politiche e sociali.
Ha ospitato da sempre e per oltre 60 anni le iniziative delle compagini politiche, investendo energia, ingegno, preparazione culturale, sociale e politica senza mai ricevere alcun finanziamento pubblico di alcun genere.
Da moltissimi anni inoltre era luogo di programmazione teatrale di tantissimo Teatro Off romano e nazionale.
Cosa ancora più grave, si vuole ora inaugurare un nuovo spazio che in modo del tutto inappropriato porterà il nome di “Casa delle Culture”, nel quale verrà investito denaro pubblico, quindi anche il mio denaro, senza alcun riguardo per coloro che negli anni hanno gestito lo storico spazio; senza alcun riguardo per tutti i cittadini che hanno frequentato quel luogo.
C’è da chiedersi perché mai la politica culturale di questi ultimi anni stia in modo inesorabile falcidiando il lavoro di decenni di Associazioni Culturali che hanno operato nel territorio onestamente, con professionalità dedizione e sempre e solo con le proprie forze.
Non si può fare a meno di chiedersi il perché di tale politica, e chi ne beneficerà veramente.
Probabilmente questa mia protesta, come altre che riceverete verrà eliminata e gettata nel cestino dei computer della Regione.
Non si può, ancora una volta, non rilevare in tutto ciò un atteggiamento di disinteresse totale dell’Istituzione per il proprio territorio e per i propri cittadini, a favore di logiche che nulla condividono con il servizio a detto territorio e detti cittadini.
Con nessuna osservanza
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CASA DELLE CULTURE
Caro Presidente, deve esserci un errore:
Casa delle Culture deve continuare a vivere con il convinto sostegno della Regione Lazio.
Lei non può lasciare che uno spazio che tanto ha dato alla cultura romana, vada in malora.
Noi artisti abbiamo bisogno che questi spazi siano aperti e prosperino, col sostegno delle istituzioni, così come ne ha bisogno la nostra comunità.
Spero che il suo intervento a favore di Casa delle Culture sia tempestivo e robusto, tale da restituire a Roma uno spazio bellissimo e importante.
Con stima sincera e fiducia rinnovabile, La saluto cordialmente.
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GRAZIE PER LA CHIUSURA DELLA CASA DELLE CULTURE DI ROMA
Egregi Nicola Zingaretti e Lidia Ravera,
Vi esprimo il mio ringraziamento per avere fatto in modo che la Casa delle Culture di Roma chiudesse definitivamente il suo portone di Via San Crisogono 45.
Grazie per avere soppresso un così fastidioso presidio culturale cittadino! Grazie!!! Ma vi rendete minimamente conto dell'enorme danno che avete provocato?!?! Avete un minimo di consapevolezza di quello che avete combinato?!?! E non solo a quello spazio ma anche a tutta una comunità di di artisti e di persone che nella Casa delle Culture di Roma avevano trovato una splendida e straordinaria opportunità di incontro artistico, creativo, culturale, sociale ed umano.
Io sono uno di quegli artisti, una di quelle persone. Mi affacciai alla Casa delle Culture nel 2001. Avevo intenzione di portare uno spettacolo in quello spazio. Parlai con i due gestori della Casa delle Culture, Marco Carlaccini e Patrizia D'Orsi. Facemmo una lunga chiacchierata. Rimasi immediatamente sorpreso da un fatto: mi trovavo davanti a due persone che mi stavano ascoltando! Dopo quell'incontro, si è sviluppata una collaborazione artistica, di conoscenze, di scambio di saperi, di sinergie e soprattutto di tanta curiosità culturale. Ed io sono solo una delle tante e tante e tantissime persone che si sono ritrovate in quello spazio a condividere, partecipare, offrire e ricevere arte, cultura, passione, creatività, ironia, risate, pianti, gioia e soprattutto tanta bellezza.
Sì, caro Nicola Zingaretti, sì cara Lidia Ravera, voglio che sia chiaro che VI STATE PRENDENDO LA RESPONSABILITA' DI CHIUDERE PER SEMPRE UNO STRAORDINARIO CENTRO CULTURALE, ARTISTICO, SOCIALE, CREATIVO E TEATRALE.
Vi avevo scritto una mezza paginata di epiteti ed insulti vari. Vi avevo scritto anche un'altra mezza paginata di elogi sperticati alla vostra ipocrisia, al vostro fariseismo, tra l'altro così terribilmente impastato con il vostro sentirvi nel pieno diritto di fare e disfare delle vite e degli spazi delle persone che non rientrano nella vostra orbita clientelare.
Ma poi ho cancellato tutto. Non vi meritate la mia indignazione, la mia incazzatura, la mia rabbia. Sono sentimenti troppo sani e nobili per essere sprecati con voi.
L'indifferenza. Questo è quello che vi meritate. Indifferenza. Al di là della mia rabbia, incontenibile in questo momento, Vi chiedo di ripensarci per favore. RIPENSATECI!!! SORPRENDETECI TUTTI!!! Fate un gesto finalmente Politico, con la P maiuscola, e fate riaprire la Casa delle Culture di Via San Crisogono 45 a Roma! Ascoltateci. Ascoltatevi. Ascoltate la parte migliore di voi.
Indifferentemente Vostro,
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CASA DELLE CULTURE
La Casa delle Culture mi ha accolto fin dai primi anni del 2000. Ci sono passata con diversi lavori, con premiazioni, letture, ecc... Non so i dettagli di questo evento che trovo molto molto triste, ma quello che so è che lì risiedevano forze alternative ad un sistema che impone sempre uno sguardo legato al profitto e tanto poco alla sostanza; ancora meno a chi non fa parte di strategie e corridoi. Abbiamo la smania del progresso e del nuovo, della velocità e della rottamazione, non pensando che è dalle radici che si formano nuove piante, dal passato che si nutre la nuova vita. Vita nuova e volo, sì, ma non è bruciando ogni cosa senza ritegno che si evolve. La Casa delle Culture credo abbia saputo e saprebbe darsi forme nuove, avere dialogo con tutti accogliendo in "casa" appunto vecchie e nuove generazioni. Sì, vero, occorrono un vento pulito e un respiro salubre, ma la rivoluzione passa per qualcosa che non ha etichette, che non ha lacci, che non ha partiti, né colori: si chiama vita. Resilienza e vita. Fuori dai Palazzi! Mi rattrista questo spegnersi delle luminarie festose della cultura, passato sotto un silenzio nefasto e ingiurioso. Non so cosa sia accaduto, purtroppo so cosa significhi il muro di gomma che le istituzioni impongono come un manganello dei vecchi tempi a chi tenta resilienza e cuore. Cultura. Come la chiusura del Teatro Valle. Tanto rumore, tanta censura alle generazioni impegnate almeno nel tentativo di urlare che "no, non si può cedere tutto alla mercificazione", per lasciarlo, quello sì, alla bruttura di un invecchiamento polveroso e terribile.
Mi dispiace, moltissimo. Agli amici Patrizia e Marco auguro di vincere questo "brutto" e lo scempio che avanza. Se così non fosse, auguro di trovare Bellezza vera in qualche alternativa non dominata da un padronato da baraccone (il primo che passa su qualche poltrona, qualunque, ché tanto è uguale il nome che dà a se stesso. E' sempre questione di potere).
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RINGRAZIO LA REGIONE LAZIO
Esprimo il mio ringraziamento alla Regione Lazio per avere soppresso un fastidioso presidio cittadino.
Provo una profonda amarezza per la chiusura della sede storica della Casa delle Culture.
Mi aspetto una risposta , una spiegazione , una giustificazione ...
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CASA DELLE CULTURE
Pregiatissima Regione Lazio,
ho avuto modo di essere ospite della Casa delle Culture, nella persona di Patrizia d’Orsi, una sola volta.
Un movimento di volontarie, chiamato Le Leonesse di Chico, cercavano un luogo a Roma dove organizzare un evento, La Casa delle Culture ci ospitò, GRATUITAMENTE, per porre in essere un evento a favore di un nostro connazionale detenuto, a nostro parere ingiustamente, negli USA… ma non è questo di cui voglio dire.
Mi piace invece ricordare:
- Patrizia ascoltò la storia di questo connazionale e dimostrò immediatamente la disponibilità da parte della Casa delle Culture
- la loro struttura fatta di persone perbene diede una fattiva mano ad organizzare l’evento
- nulla ci fu chiesto in termini economici
- l’organizzazione tecnica (luci, palco, microfoni, etc…) fu perfetta
a quell’evento parteciparono, tra l’altro, l’ambasciatore Giulio Terzi, il giornalista Vincenzo Mollica, la criminologa Roberta Bruzzone e tanti sostenitori di quel movimento di volontari che si batteva per la libertà di un uomo, di un italiano.
Non conosco i motivi che hanno indotto la decisione di “sfrattare” La Casa delle Culture… volevo solo dirvi che è stata sfrattata la possibilità per la gente comune, quella che nessuno ascolta, di poter avere un luogo dove far sentire la propria voce, la propria ragione…
Ecco… è questo che volevo dire.
cordialmente
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE
Gentile Zingaretti,
mi creda è difficile da sopportare quello che sta accadendo da vari anni alla nostra città. Le associazioni culturali patiscono una persecuzione da parte della politica, della stampa (assente), del pubblico che sceglie di non andare nei teatri in cui si pensa, mentre ricordo che negli anni '70 le associazioni culturali erano il vanto della città di Roma: il teatro che contava non si faceva più sui palcoscenici dei teatri ufficiali. ma nelle cantine, Roma tra le capitali europee era la più ricca di offerte culturali e le più significative venivano proprio dalle cantine "underground". Le ricordo Giancarlo Nanni, Giuliano Vasilicò, Memè Perlini e cento altri, me compreso. E' possibile che non si riesca a trovare un salvacondotto per tutte queste realtà che ancora oggi lavorano senza neanche avvalersi delle sovvenzioni ministeriali? Non solo non chiediamo dei soldi, ma continuiamo a lavorare spremendoci in tutti i modi: Lei, mi permetta, deve capire che tutto questo interventismo a distruggere le realtà che da decenni sono in trincea non regala alla sua più che corretta amministrazione una buona stampa e neanche una visione politica illuminata. La Casa delle Culture, chiusa oggi, non doveva essere chiusa, per rispetto a chi la curava e del pubblico che la frequentava. Perchè non ci incontriamo per individuare una soluzione per una problema così importante? Mi creda un suo sostenitore e un possibile interlocutore per la situazione drammatica descritta che deve trovare una soluzione, ora per La Casa delle Culture e domani per tutti gli altri, un caro saluto
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CASA DELLE CULTURE
Chiudere la Casa delle Culture di via di san Crisogono 45... che grave errore state facendo!
Una cittadina che si nutre di cultura, quella vera.
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GRAZIE PER AVERE CHIUSO UN LUOGO MERAVIGLIOSO!
Perché sono stata privata di un luogo che ha accompagnato la mia vita per tre anni ? Perché privare la città di un luogo di aggregazione, di cultura, di benessere ?
La risposta per ora è un portone chiuso!
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RIAPERTURA CASA DELLE CULTURE
Gentili signori,
senza dilungarmi sulla mia storia personale con Patrizia D'Orsi e Marco, io, M........ esigo che venga riaperto questo luogo fulcro di idee, pensieri, passioni attinenti il teatro.
Gestito da persone che hanno fatto della propria passione il loro lavoro.
Avete capito bene? LA-VO-RO.
Quindi voi avete anche la responsabilità di aver tolto il lavoro a queste persone, in maniera assolutamente ingiustificata.
Mettetevi una mano sulla coscienza e trovate una soluzione rapida, un accordo fra le parti, di modo che l'attività della Casa delle culture possa riprendere con serenità.
Voglio essere ottimista pensando sempre che tutto ciò che è Cultura non possa essere seppellito, né dimenticato., specialmente da coloro che dovrebbero rappresentare al meglio la nostra regione.
Per ora cordiali saluti.
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GRAZIE
Bell’idea quella del presidente Regione Lazio!
Butta a mare l’importante CASA DELLE CULTURE, un vero e ricco laboratorio politico e teatrale autofinanziato dai cittadini.
Gioco di prestigio? Resurrezione senz’anima? Follia o capriccio? Controllo sull’autonomia della cultura e dell’arte?
Uno spettatore
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE
Molto bene! Continuiamo a chiudere posti che vanno avanti con l'autofinanziamento! Continuiamo a deprimere Roma!
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CHIUSO IL PORTONE DELLA SEDE STORICA DELLA CASA DELLE CULTURE DI ROMA..L'imbarazzo che provo nel pensare alla chiusura di una delle più belle realtà che Roma ci offriva,non trova parole adeguate. Grazie a gentaglia senza scrupoli questa città è sempre più povera e degradata. Complimenti .
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE ROMA
A me, oltre al dispiacere, suscita un'incazzatura micidiale! Un senso di schifo e, allo stesso tempo, una grande vergogna. Non siamo capaci di difendere uniti,( perchè è a questo che siamo ridotti da anni), le nostre vite. Non siamo in grado di aiutare, ci prendono sempre quando siamo soli, quando gli altri ci compatiscono. Il gioco lo conosciamo bene, ma continuiamo a guardare la vittima morire e siamo tanto orgogliosi di rendere omaggio alla sua lotta.Sento che questa chiusura è anche colpa mia e chiedo scusa a Patrizia ed a Marco!
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CASA DELLE CULTURE ROMA
Gentili Signore e Signori,
vorrei esprimere la mia delusione e rammarico per la chiusura di Casa delle Culture dove, non solo ho potuto partecipare da spettatore ai pochi validi spettacoli teatrali rimasti nel panorama romano, ma da studentessa ho avuto l´opportunità di lavorare con Patrizia D´Orsi e Marco Carlaccini alla preparazione di uno spettacolo; possibilità raramente offerta a studenti e peraltro totalmente gratuita.
In un mondo in cui solo gli individui e le famiglie più facoltose possono permettersi di dedicarsi ad una professione appagante e legata ad i propri interessi, sarebbe certamente più opportuno SALVARE gli spazi che ancora permettono, soprattutto ai giovani, di non essere catalogati in base alla grandezza del portafogli ma bensì per il talento e la dedizione.
A causa di frustrazione e delle continue barriere amministrative presenti nel Lazio e a Roma mi sono trasferita all'estero ma continuo a supportare chi invece lotta per una città ed un Paese migliori.
Sperando che qualcosa possa veramente cambiare,
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Chiudere la Casa delle Culture, Vergogna! Aprirete qualche ufficio pubblico lordo e inutile? O qualche sala scommessa? Siete la vergogna di noi tutti, essere rappresentati da voi significa vergognarsi di essere italiani. Con questa superficiale mail do il mio contributo a farvi sentire ancora più m***e, ammesso che voi abbiate la sensibilità di capire ciò che realmente siete, ovvero il nulla, rovina dell'Italia. Rabbia, tanta rabbia, non avete capito una emerita mi***ia.
Un SUCA megagalattico per tutti voi,
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE ROMA
Ringraziandovi di cuore, per questo ennesimo schiaffo, ai cittadini di Roma e ai padri della Sinistra, allego il mio pensiero pubblico riguardo la chiusura della Casa Delle Culture di Trastevere in Roma.
Ancora Grazie.
E' con dolore che mi sveglio stamane. Il dolore per una perdita grave, gravissima. Questa mattina, di buon'ora sono state definitivamente chiuse e sigillate le porte della Casa Delle Culture di Roma. Uno spazio che per oltre sessanta anni, nel quartiere Trastevere , ha avuto quelle stesse porte sempre aperte, giorno e notte, a chiunque volesse esprimersi, a chiunque volesse conoscere, a chiunque volesse soltanto Pensare. Tra quelle mura si sono svolte riunioni politiche, diba...ttiti sociali; si sono ospitate, presentazioni di libri, conferenze stampa, riunioni di quartiere e perfino condominiali. E soprattutto, tanto tanto teatro. E' stata la Casa di ogni cittadino, sempre bene accolto anche se di opinioni differenti da quelli che La Casa l'hanno curata e nutrita SENZA MAI UNO STRACCIO DI FINANZIAMENTO PUBBLICO, bensì con l'enorme sacrificio del lavoro e delle spese proprie. Eppure, stamani, la Regione Lazio, ha ritenuto che non vi fosse più ragion d'essere di questa Storia, a fronte della spesa di 800.000 euro di soldi pubblici da investire nella costruzione, di una nuova Casa decentrata e istituzionalizzata ai poteri forti.
Stamane vi chiedo un favore.
Di leggere questo comunicato ed eventualmente di manifestare il vostro dissenso nei confronti di chi, come sempre più spesso accade, si erge a paladino di Cultura e del popolo (sotto la bandiera di una Sinistra, i cui padri si rivoltano nella tomba), e che invece neanche tanto velatamente si china e spalleggia i propri interessi e quelli dei Poteri Forti, che del popolo, francamente, se ne infischiano.
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CHIUSO IL PORTONE DELLA SEDE STORICA DELLA CASA DELLE CULTURE DI ROMA
LEGGO LE PAROLE DELLA CASA DELLE CULTURE, IL LUOGO IN CUI SONO CRESCIUTA, DOVE HO PIANTO, HO RISO, MI SONO COMMOSSA, ARRABBIATA, PER CUI HO LOTTATO E HO SOSTENUTO CHI HA LOTTATO, CHI HA DATO L’ANIMA,IL CUORE E LA SUA VITA SEMPLICEMENTE PERCHE’ CREDONO IN UNA CULTURA VERA!
PERSONE DA CUI IO HO PRESO ESEMPIO E CHE VOGLIO E VORRO’ PER SEMPRE COME ESEMPIO DELLA MIA VITA!
UN PICCOLO TASSELLO DI QUALCOSA CHE POTEVA AIUTARE OGNUNO DI NOI NEL RENDERE IL NOSTRO FUTURO MIGLIORE…E’ STATO SEMPLICEMENTE CANCELLATO IN UN ATTIMO!
LEGGO LE PAROLE DELLA CASA DELLE CULTURE E NON RIESCO AD AGGIUNGERE NIENTE… RESTO SENZA PAROLE CON LE LACRIME AGLI OCCHI E TANTA RABBIA MA SOPRATTUTTO CON UN SENSO DI IMPOTENZA ASSOLUTA CHE MI LASCIA INERME!
CONSAPEVOLE CHE DI QUESTE MIE PAROLE “PROBABILMENTE" NON INTERESSA A NESSUNO, VOGLIO SEMPLICEMENTE RINGRAZIARVI DA CITTADINA PER AVERMI TOLTO UN SOGNO E SOPRATTUTTO LA SPERANZA!
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE
Presidente Zingaretti e Assessora alla Cultura Ravera,
oggi siamo in lutto, e dico siamo perché quello che è successo a LA CASA DELLE CULTURE riguarda tutti i cittadini della Capitale, la capitale della cultura che giornalmente calpesta coloro che hanno dedicato la loro vita a rendere la città di Roma migliore.
Oggi la Regione Lazio ha messo arbitrariamente la parola fine a 25 anni di attività de LA CASA DELLE CULTURE gestita da Patrizia D'Orsi e Marco Carlaccini senza finanziamenti esterni, senza aiuti ne contributi. Attività svolta su un territorio così importante come quello di Trastevere abbandonato in mano alle speculazioni e dove si pensa solo a spolpare i turisti senza risolvere i problemi degli abitanti. LA CASA DELLE CULTURE era diventato non solo un luogo dove si faceva veramente cultura, ma anche una risposta a tante esigenze degli emarginati del quartiere. Caro presidente Zingaretti che hai dichiarato di voler aprire la casa delle culture a Roma dovresti accorgerti che LA CASA DELLE CULTURE a Roma esiste e tu con la tua Giunta, seguendo un solco lasciato dalla precedente presidente Polverini, hai contribuito ad ucciderla.
Tra gli sgomberi attuati dalla Giunta Raggi e dalla politica seguita dalla Regione, che da un lato inaugura nuovi luoghi per la cultura e dall'altro ne chiude di storici che potrebbero svolgere ancora meglio il loro ruolo se aiutati invece di ve**re perseguitati
Rivogliamo la nostra CASA DELLE CULTURE quella di Marco e Patrizia due validi professionisti che non possono essere messi in mezzo alla strada senza che il mondo della cultura ma anche della politica dica niente.
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CHIUSURA DELLA " LA CASA DELLE CULTURE"
La chiusura della "La casa delle Culture" non vi fa onore!
Avete chiuso uno spazio che ha rappresentato (in oltre 60 anni di attività, senza nessun tipo di sovvenzione pubblica), con la sua presenza costante(aperto tutti i giorni dalla mattina alla notte per undici mesi all'anno), un importante luogo sociale, culturale e politico della città di Roma!
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE
Ma come vi salta in mente di fare una cosa del genere?
Sì alla cultura, no alla cieca burocrazia
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SIGILLI CASA DELLE CULTURE/ROMA
mi chiamo C............
sono un attore (professionista)
ho avuto la fortuna e la gioia di essere ospitato
per ben due volte presso La Casa delle Culture di via Crisogono
gestito egregiamente e con professionalità da Patrizia D'Orsi e Marco Carlaccini.
auto/prodotto, senza nessun finanziamento,
ho debuttato con due mie produzioni nel 2013 e nel 2014
mi sono sentito veramente a casa, accolto, capito e sostenuto
tant'è che in quel luogo ci ho lasciato una mia 'costola',
e si sà dalla costola di Adamo fu generata Eva...
ma poi le nostre strade si son divise!
scrivo questa mia lettera con il cuore appeso ad un filo
poiché mi giunge come un fulmine a ciel sereno
che son giunti i sigilli anche per loro.
per Patrizia e Marco
ancora una volta Roma penalizza la cultura
a favore di vane beghe burocratiche.
grazie da cittadino ed artista Romano
molti complimenti
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ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL PRESIDENTE
Avete fatto chiudere un pezzo di storia, Roma non sarà più la stessa. Non sarà più la stessa per chiunque sia entrato almeno una volta in questo spazio, che ha sempre cercato di donare emozioni senza chiedere nulla in cambio..
Ma a voi questo non importa ormai è evidente. Come non sembra interessarvi delle attività svolte, gli eventi, la biblioteca, i corsi..
Parlate tanto di "cultura" ma forse a voi piace solo parlare..
Grazie per non esservi confrontati con nessuno, grazie per aver tolto un altro spazio culturale, grazie per non aver pensato a quelle persone che nonostante gli infiniti sacrifici hanno amato e creduto in quello spazio. Un mio grazie personale per avermi dato l'ennesima dimostrazione di quanto il sistema faccia schifo.
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE
Signor Presidente, Signora Assessora,
apprendere che un' attività culturale radicata nel territorio e amata da molti, romani e non, sia stata bruscamente interrotta è comunque una notizia che rattrista.
Chiedo a entrambi se non vi sia ancora la possibilità di un ripensamento, di una ricomposizione che aiuti Roma e i cittadini non solo di Roma, a riprendere un cammino condiviso, nella fiducia reciproca che se le risorse sono poche, almeno siano utilizzate insieme, per il bene di tutti.
Non conosco tutte le dinamiche che hanno contrapposto la Casa delle Cultura alle istituzioni, ma sono certa che la politica, che è arte del possibile, può e deve riuscire a trovare una soluzione condivisa, oltre le polemiche e le incomprensioni.
Il Municipio Roma I Centro ha dimostrato, negli scorsi anni, di avere un potenziale enorme ed è riuscito ad attivare il Distretto Culturale Integrato con nessuna risorsa economica, solo con il lavoro e la passione di tanti, giovani e meno giovani, coinvolti da un grande Assessore alla Cultura, Andrea Valeri, che ha avuto la capacità di aggregare, unire, dare speranza a tante associazioni, volontari, operatori della cultura.
Non disperdete questo lavoro, già troppo è andato perso; uno per tutti, il caso del Teatro Valle, che resterà una spina nel cuore di tutti i cittadini e le cittadine di Roma.
Grazie.
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CASA DELLE CULTURE ROMA
Salve,
vorrei dire due parole sulla chiusura della Casa Delle Culture di Roma.
Ho collaborato con Marco Carlaccini e Patrizia D'Orsi per un più di 2 anni, praticamente gli ultimi della loro attività alla CDC. Ho avuto modo di constatare, nel corso delle tre stagioni che ho "vissuto" come collaboratore, quanta passione e dedizione Marco e Patrizia abbiano impiegato nel gestire al meglio questo spazio, dando possibilità a compagnie teatrali locali e non, di portare la propria idea artistica e culturale alla portata dei cittadini.
Nell'epoca dell'apertura dei centri commerciali e della chiusura degli spazi culturali le istituzioni dovrebbero dare l'esempio positivo al cittadino, agevolando gli spazi culturali, quelli storici, come È Casa delle Culture; ma invece no, l'importante è sopprimere invece di curare e fornire i mezzi per andare avanti.
CDC ha rappresentato per anni un centro di aggregazione culturale, e uno dei pochi baluardi del teatro di un certo tipo, difficile ormai da trovare nell'offerta culturale romana.
Già la scorso anno, quando ho appreso che CDC non aveva le forze per sostenere un'ulteriore stagione teatrale, stagioni fino ad allora rese possibili con i mezzi finanziari e il lavoro, solo ed esclusivo, di Patrizia e Marco, mi sono molto rammaricato, vedendo che nessun aiuto era stato profuso dalle istituzioni. Nessun segnale era stato espresso.
Ma Marco e Patrizia hanno comunque avuto l'energia di proseguire alcune delle tante attività culturali portate avanti negli ultimi anni, e questo mi ha fatto sperare, invano evidentemente, che le cose sarebbero potute cambiare.
Caro Presidente, la cultura, nel 2016, a Roma, va sostenuta, non ostacolata, perché è una delle poche fonti di civiltà ancora valide.
Marco e Patrizia hanno sempre lottato, per portare al quartiere e alla città, un messaggio di vita culturale, sociale e umana. L'hanno sempre fatto con le proprie forze, andando contro a qualsiasi interesse e logica economica. Per loro la cosa importante è fare teatro, e col teatro si può fare tanto, per molte persone, mi creda.
Spero che queste parole, unite alle altre migliaia che arriveranno, possano farle riconsiderare la questione.
Il teatro è vita!
Distinti saluti e buon lavoro
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CHIUSURA DELLA CASA DELLE CULTURE E OLTRE
Buon giorno.
Mi domando quale disegno politico ci sia da parte della Regione Lazio e delle istituzioni collegate dietro la chiusura di spazi teatrali, o culturali in genere che è in corso a Roma da qualche tempo. Noto un accanimento, un continuo complicare la vita a chi cerca senza finanziamenti pubblici di fare musica, teatro e altre forme di aggregazione sociale che in "alcuni casi possono tranquillamente essere definiti cultura". Questa strana politica fatta di normative e cavilli da in mano solo ad alcune "grosse strutture" fondi e potere decisionale di cosa e come programmare a Roma l'attività culturale, arrecando danni agli operatori del settore, riducendo in tal modo le possibilità lavorative per gli operatori culturali e per le figure professionali ad essi collegate come tecnici, macchinisti eccetera... Oltre tutto impedendo il contributo che questi operatori potrebbero dare alla formazione di un interesse verso la cultura nelle varie forme possibili.
Ora mi giunge la notizia della chiusura definitiva di uno spazio che a Roma era stato un riferimento per il pubblico e per molti operatori del settore. Mi piacerebbe avere una risposta non sulla motivazione delle chiusure che è abbastanza nota, ma su quali siano le reali alternative che le istituzioni stanno appoggiando e quali saranno i vantaggi sulla politica culturale di Roma e del Lazio, senza parlare poi di quella italiana...
Un cittadino.
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE ROMA
Non esordisco con un “buongiorno”, ’che non mi sento di augurarvi alcunché.
La chiusura di Casa delle Culture di Roma non genera sgomento per la sola motivazione che da una classe (classe?) dirigente come quella alla quale vi fate lustro di apparire
nulla di meno peggio mi sarei aspettato. E come me altri. Molti altri.
Le promesse elettorali di dedicare alla Cultura più risorse hanno fatto la fine
di tutte le altre promesse elettorali. Vostre come altrui.
Privare La Capitale del Paese di uno stendardo sociale, politico umano ed artistico
come La Casa delle Culture non può che essere un vostro vanto.
Così come vanto sarebbe per uno spazzino ripulire in fretta un viale.
La metafora non è azzardata vista la considerazione che dimostrate di avere per le fondamenta culturali di
una città che dovrebbe essere l’emblema della crescita creativa e umana.
Un solo sorriso vi regalo:
quello motivato dal fatto che voi, come chi vi ha preceduto,
tornerete nell’oblio.
Se sarete tanto fortunati da farvi dimenticare.
Senza cordialità,
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CASA DELLE CULTURE
Saputo della chiusura della Casa delle Culture si chiede che vangano presi quei provvedimenti per una rapida soluzione e riapertura della storica attività cultuarle di via San Crisogono.
E sconfortante constatare come La logica sia sempre la stessa a prescindere dalle maggioranze che governano gli Enti locali. La cultura libera e indipendente, non collaterale a schieramenti politici, evidentemente non interessa nessuno, anzi fa paura.
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE
Egr. Presidente,
ogni volta che un teatro o un luogo di aggregazione chiude, è un lutto per tutto il mondo.
Non voglio entrare nei meriti burocratici della cosa, ma si sa, quando si vuole una soluzione si trova sempre. La chiusura della Casa delle Culture di Roma è un grave danno per tutta la cittadinanza romana ed è la fine di un percorso culturale che vedeva arrivare lì compagnie di teatro, danza, gruppi musicali, da tutta Italia.
Quello che vi chiedo, da cittadino e da artista, e di trovare una soluzione che sia di aiuto e di sostegno alla cultura.
Cordiali saluti
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CASA DELLE CULTURE
Apprendo ora con dispiacere e rabbia della chiusura della casa delle culture, dove oltre ad assistere ad iniziative culturali, ho avuto il piacere e l'onore di esibirmi.
Se, come mi è stato detto, voi siete i responsabili il messaggio è: VERGOGNA!
Se invece la decisione è stata presa contro, o comunque a prescindere dalle Vostre persone, Vi chiedo vi chiedo scusa e vi chiedo di fare quanto in Vostro potere per revocare la chiusura, in un periodo di generale riduzione di spazi culturali e nel giorno dell'incendio dell' auditorium Aurelio, ultimato da tre anni e mai assegnato.
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE ROMA
Nel Teatro Casa Delle Culture di Roma, ho fatto uno dei miei lavori a cui più tengo: FEGATO NAPOLETANO O ALLA VENEZIANA. Ma che facciamo con questa cultura, la dobbiamo togliere di mezzo? E' mai possibile!!
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE ROMA
E' VERGOGNOSO !!!!!!
INVECE DI CHIUDERE "BUCHE" O QUANT'ALTRO DI DISAGEVOLE.... SI CHIUDE LA CULTURA!!!!!!
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OGNI SPAZIO DI CULTURA CHE VIENE CHIUSO E' UNA SCONFITTA PER LA CULTURA
Ogni spazio di cultura che viene chiuso è una sconfitta per la cultura.
Alla Casa delle Culture di Roma siamo stati ospitati con professionalità e rigore da artisti attori che sanno cosa vuol dire resistere e resistere per amore di teatro, arte e cultura.
Un ringraziamento a Marco Carlaccini e Patrizia D'Orsi a cui inviamo tutta la nostra solidarietà e stima.
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CASA DELLE CULTURE
Per anni la casa delle culture di trastevere è stata un punto di riferimento per chi avesse bisogno di uno spazio per poter esprimere ogni forma d' arte, uno spazio gestito con alta professionalità e serietà, da persone che mettevano la bellezza dell' arte come primo punto della loro vita, dando così loro stessi al servizio di chi volesse rappresentare un opera in ogni sua forma.
Nonostante le continue richieste della associazione culturale casadelleculture di un incontro con la regione, per poter definire la posizione delle casa delle culture e l' assenza totale di una risposta dagli uffici della presidenza della regione lazio che desse la possibilità a chi gestiva lo spazio culturale, di continuare il lavoro svolto, con sacrificio e dedizione, in tutti questi anni, oggi lo spazio viene riconsegnato alla regione sotto sua richiesta imperativa e autoritaria senza una minima considerazione di chi in questi anni ha tenuto in vita, strappandolo dal degrado dell' abbandono, uno spazio sociale popolare di cultura, appunto, la casa delle culture.
Roma da oggi non avrà più un luogo dove la poesia, il teatro, la letteratura, la danza, la musica possono trovare attraverso interpreti di qualsiasi classe sociale la possibilità di espressione.
La Roma dei cittadini comuni, di quei cittadini che ogni giorno contribuiscono alla vita economica di questa città con il loro lavoro e dove nello spazio della casa delle culture trovavano la possibilità di avere un luogo per potersi esprimere artisticamente, un luogo che con la sua attività contribuiva alla vita dei servizi essenziali economici della città, senza colore politico e quindi per tutti i cittadini vi ringrazia di questa ennesima violenza protratta alla cittadinanza popolare di roma.
Porgendovi i miei più distinti saluti vi lascio con una frase della nonnina di un mio caro amico che dalla sua profondità popolare si espresse così: "La cultura è come l' acqua, è de tutti quanti!"
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VERGOGNA
INCOMPRENSIBILE!!!!! VERGOGNA!!!!!
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CHIUSURA DELLA CASA DELLE CULTURE
A Trastevere questo piccolo spartano teatro in cui era l'abilità e la passione dei teatranti a creare fantasie e suggestioni infinite, in cui Brecht e Ionesco erano di casa, riportati in vita da attori di grandezza unica (abituati tuttavia a vivere con poco), in cui si cimentavano vecchie e nuove compagnie incoraggiate e accolte dai gestori/attori che hanno tenuto eroicamente (non avendo mai ricevuto sussidi) aperta questa veneranda e gloriosa istituzione per decenni, in cui -aspettando l'inizio dello spettacolo- si poteva leggere e prendere in prestito dalla bibliotechina a parete opere di tutti i tipi teatrali e no, e lasciare in deposito o in regalo libri propri.........tutto questo finisce per l'insulsaggine o la malafede di amministrazioni che hanno imbarbarito la città dimenticando la cultura. Addio ad un luogo magico in cui rimane solo la traccia delle lotte sostenute per continuare a far sognare: la magia è finita.
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CASA DELLE CULTURE
Conosco la casa delle culture da sempre.
Per certi versi si può dire che oltre la cultura ha trovato ospitalità anche la mia Vita in questa generosa casa.
Un luogo di incontro di scambio e di novità.
La cultura la relazione e le persone sono bellissime e nella casa delle culture ci stava tutto.
Far chiudere questa struttura è una vergogna....invece di valorizzare le cose belle si affogano.
Non si può! !!
La nostra amata roma privata di una casa per la cultura...altri paesi l'avrebbero promossa
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SOLIDARIETA' PER LA CASA DELLE CULTURE
E' con vivo rammarico che mi accingo a scrivere per esprimere il nostro dissenso in merito alla soppressione della Casa delle Culture.
La nostra Associazione ha subito lo stesso smacco dal Comune di Cagliari, che pure si vantava di essere "capitale della cultura", non credevo che il Comune di Roma avrebbe seguito un esempio così negativo!
Forse siete ancora in tempo per ripensarci e porre rimedio a questa azione vergognosa e indegna di un comune dal quale è nata la nostra civiltà.
distinti saluti
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CHIUSO IL PORTONE DELLA SEDE STORICA DELLA CASA DELLE CULTURE
Grazie al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti,
la sede della Casa delle Culture di Roma, da questa mattina, non esiste più!
Dopo anni di battaglie, di richieste di assegnazione, di promesse, questa mattina hanno definitivamente chiuso la sede di via San Crisogono.
Come cittadinI, come artistI che per anni hanno presentato i propri spettacoli presso la Casa delle Culture, forse unico spazio a Roma in cui si è portata avanti un'idea di teatro che sfuggisse ad ogni logica commerciale e corporativa, ma soprattutto come persone, vogliamo esprimere il nostro ringraziamento alla Regione Lazio per avere soppresso un fastidioso presidio cittadino,
GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE NON FATE PER LA CULTURA A ROMA
GRAZIE PERCHE' INVECE DI DIFENDERE I LUOGHI LI CHIUDETE
GRAZIE PER TUTTE LE PROMESSE NON MANTENUTE
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE
Sono F.............. presidente dell'Ass. Cult. .............. e vi scrivo in relazione alla chiusura della Casa delle Culture sita in via S. Crisogono 45.
Ad oggi l'associazione che presiedo conta circa 90 soci attivi impegnati nella formazione teatrale e nella produzione di spettacoli amatoriali e professionali.
Collaboriamo inoltre con strutture pubbliche e private per la realizzazione di eventi formativi e di spettacolo.
Se oggi siamo una relatà significativa sul territorio lo dobbiamo anche alla presenza in questi anni della Casa delle Culture che ha dato ospitalità ai nostri progetti favorendone la crescita.
La chiusura di questo spazio rappresenta l'ennesima ferita al movimento culturale romano che fatica sempre più a trovare luoghi in grado di dare luce alla nuova drammaturgia e alla formazione indipendente.
In cuor nostro speriamo ancora ci possa essere una soluzione in grado di restituire questo spazio a chi lo ha da sempre gestito con grande passione ed impegno.
Vi auguro di amare il vostro lavoro come noi amiamo il nostro.
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GRAZIE
Grazie,
veramente grazie per aver finalmente soppresso il fastidioso presidio cittadino rappresentato dal piccolo teatro di Via S.Crisogono.
Era inaccettabile che si tollerasse la presenza e l'attività di valorizzazione e promozione della cultura all'interno di un quartiere storico di Roma come Trastevere, dove deve essere promossa e sostenuta solo la movida notturna.
Vogliamo ragazzi ubriachi e molesti per i vicoli di Trastevere basta gente composta e sorridente davanti ai teatri!
Per questa e per tutte le iniziative come questa che sono certa porterete avanti, il mio sentito e profondo GRAZIE
sinceramente
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GRAZIE PER LA CHIUSURA DELLA CASA DELLE CULTURE
Ringrazio la Regione Lazio
per aver soppresso un fastidioso presidio cittadino:
la Casa delle Culture.
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CASA DELLE CULTURE
Egregio governatore Zingaretti
Era il 2001, quando La casa delle culture di V. San Crisogono, ci ha aperto le porte..."di casa". A noi. Compagnia .......... Compagnia di scalcagnati ventenni, che in barba alle grandi scuole di teatro il cui accesso ci era precluso, partivano dalla borgata fidene e andavano alla conquista del pubblico romano con una versione iper-sperimentale di Amleto. "Amleto ?" questo era il titolo dello spettacolo, con tanto di punto interrogativo. Eh si perché noi non sapevamo nemmeno se avevamo il diritto di stare li, a stravolgere Shakespeare, nel circuito ufficiale. Tornatene nella tua borgata, ragazzino insolente. Invece noi no, impuniti, a rivendicare il diritto di esistere.
La casa delle culture, nelle figure Marco Carlaccini e Patrizia D'Orsi, ci ha visto muovere i primi passi su un palcoscenico, ci ha accolto, ci ha fatto sentire a casa, ci ha dato coraggio, ci ha dato spazio. Lo spazio. Essenziale e così raro al giorno d'oggi. Lo spazio di espressione culturale che va oltre quello dei centri commerciali. Spazio per studiare, per sperimentare, per esprimersi, per sbagliare. Questo è quello di cui si ha fame, e non rendersene conto indica la lontananza abissale che ci separa. Sono passati 15 anni da "Amleto?", la compagnia esiste ancora anche se ne sono variati i membri, ha continuato il suo percorso di sperimentazione; la scommessa di Marco e Patrizia ha dato i suoi frutti. Noi esistiamo ancora. Ma a quanto pare La casa delle culture di Marco e Patrizia no. Guardiamo con invidia il panorama culturale di capitali europee come Parigi, Londra mentre dietro chiudiamo di soppiatto spazi, aperti e liberi. Togliamo spazio, togliamo aria, togliamo tutto. Quanto tempo ci vorrà per rendervi conto che a forza di togliere non sarà rimasto più niente?
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PRO CASA DELLE CULTURE
All'Attenzione della Regione Lazio
Gentilissimi
Abbiamo avuto modo di recensire e collaborare per diversi anni con la Casa delle Culture, un teatro d'avanguardia e ricerca , uno spazio che ci ha regalato non solo e non tanto ottimi spettacoli, ma anche un bel lavoro di ricerca teatrale svolto con professionalità cortesia ed eleganza.
Chiudere questo spazio vuol dire togliere ancora di più spazio alla cultura teatrale già piuttosto sacrificata in questa città e rimuovere un palco dove, negli anni, giovani attori sono poi diventati grandi, hanno potuto calcare le scene in un alveo affidabile e sicuro per poi cimentarsi con scena più grandi.
Un alveo che ha permesso a noi "critici" in erba di crescere anche nello spirito critico, e al quale, per questo, dobbiamo molto.
Un alveo in cui sono stati trattati con grande sensibilità temi relativi alla discriminazione , giustizia sociale, fino alle grandi problematiche della Storia, uno spazio che ha ospitato anche compagnie non conosciute, di regioni lontane e testi di ricerca
Ci auguriamo che le vostre scelte cambino nella direzione di riconoscere e premiare l'attività di Patrizia d'Orsi e di tutto il direttivo restituendoci uno spazio che ci manca molto e che andrebbe valorizzato restituendogli la dignità che merita.
Certi che sappiate riconoscere il merito nelle iniziative che tanto bene hanno fatto a questa città e anche a noi piccoli operatori, nel nostro piccolo, ci auguriamo che premierete la Casa delle Culture con coraggio, a dispetto delle problematiche burocratiche sottese a questa chiusura, affinché la Casa che ci ha sempre accolto con affetto, quando anche noi eravamo piccoli e insignificanti, possa riaprire e tornare a vivere, e a regalarci quegli spettacoli di gran valore che abbiamo testimoniato negli anni.
Siamo certi della vostra comprensione.E fiduciosi di un vostro intervento pro Casa delle Culture.
Un cordiale saluto
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CHIUSA LA SEDE DI VIA SAN CRISOGONO CASA DELLE CULTURE
Non posso credere che alla fine questa sia la conclusione di una lunga storia...evidentemente la cultura non ha nessun valore ...
Non credo che una qualche motivazione possa convincermi ma mi sembra DOVEROSO che venga ugualmente data a noi cittadini una risposta scritta alla lettera postata e a voi inviata...a firma di Marco Carlaccini - Patrizia D'Orsi – Franco Ottaviano
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CASA DELLE CULTURE
apprendo con grande dispiacere che scompare un altro importante luogo di aggregazione per la cultura romana, la casa delle culture.
in particolare a trastevere non resta ormai più nulla, se non rozzi e dozzinali locali che distribuiscono cibo simile alla spazzatura che invade le strade e ingrassa le pantegane.
abito qui e i negozianti di quelle poche trattorie storiche (tutto il resto è stato già distrutto) mi dicono che a stento resistono alle pressioni della mafia, che invade il quartiere, per farli sloggiare dai loro locali e metterli nelle mani della mafia che apre, ristruttura e chiude locali senza soluzione di continuità. luoghi atti solo al riciclaggio di denaro sporco.
al pd che "governa" il rione (gli unici due municipi ancora nelle loro mani sono il I° e il II° , il che la dice lunga sull'identità di tale partito!) auguro di tutto cuore di perdere presto anche tali municipi per manifesta indegnità.
possono sempre andare a governare la cucina della propria casa!
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE
Oggi questa città è piu triste perché ha subito la chiusura di uno dei pochi spazi dove ancora era possibile entrare in contatto con esperienze teatrali di grande valore, che non avremmo mai potuto conoscere ed apprezzare nel circuito- peraltro assai modesto- dei grandi teatri romani. Senza la Casa delle culture, Roma, e il teatro, sono solo più poveri.
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GRAZIE!
Desidero esprimere il mio ringraziamento alla Regione Lazio per avere soppresso un fastidioso presidio cittadino, La Casa delle Culture in via San Crisogono 45 a Trastevere.
E' incredibile come un'amministrazione pubblica possa ignorare gli sforzi dei propri cittadini per creare cultura, che è anche comunicazione, socializzazione, e che dovrebbe essere la base di una comunità.
Vedere gli sforzi, l'impegno, la passione di molte persone avviliti dall'ottusità delle istituzioni, dalla poca chiarezza che avvolge le scelte di chi la cosa pubblica dovrebbe gestirla onestamente e intelligentemente, è molto triste.
Non si può ignorare il lavoro svolto dalla Casa delle Culture in tutti questi anni, pur nonostante le molte avversità e la sempre scarsa collaborazione delle istituzioni, che pure promettono, poi rimandano, poi non mantengono mai, e oggi addirittura vorrebbero mettere la parola fine a questa esperienza, che andava e che andrebbe invece coltivata e sostenuta.
Sembra sciocco sostenere chi da parte sua mette tutto il suo impegno, il suo lavoro e la sua dedizione in qualcosa che ha una ricaduta positiva sul quartiere, sulla città, sui cittadini?
Sembra una follia pensare che la cultura dia frutti non sempre monetizzabili, ma quasi sempre preziosi? Che un teatro che lavora bene non sia necessariamente un teatro che fa grandi incassi, ma uno che da qualcosa di vero, di onesto, al pubblico?
Qualcuno pensa davvero che la cultura sia un orpello inutile, un fardello pesante dal quale liberarsi per tuffarsi in un consumismo qualunquista, una noiosa seccatura da risolvere col minimo investimento?
Molti non la pensano così, molti si stanno accorgendo che le istituzioni pubbliche stanno sistematicamente boicottando il circuito culturale in questa città, specialmente le realtà indipendenti, spontanee, libere da interessi economici, e quindi non allineate al pensiero dilagante: ciò che non da soldi non ha valore.
Molti sono scontenti, sempre più delusi, e una buona amministrazione non vuole (o non dovrebbe volere) cittadini scontenti e delusi. Forse li vorrebbe ignoranti e distratti, ma ahiloro, questo secondo tipo non è l'unico col quale fare i conti.
Scontento e amareggiato
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RINGRAZIAMENTO ALLA REGIONE LAZIO PER AVERE SOPPRESSO UN FASTIDIOSO PRESIDIO CITTADINO
Sig Presidente Zingaretti
queste sono parole che lei ha pronunciato all'inaugurazione della nuova Officina delle arti intitolata a Pasolini.
"Oggi si parla di Roma ma la mia sensazione e’ che nessuno se ne occupa, una città che investe solo sui luoghi del consumo e’ città più povera e cattiva, dove si vive con più ansia e solitudine"
Ebbene concordo pienamente con Lei sono stanca di vedere aprire soltanto ristoranti e sale gioco e chiudere teatri , cinema ,associazioni culturali.
La informo che La casa delle culture ha chiuso dopo anni di richieste di assegnazione .
Lei è l'unica persona che in questo momento può ancora fare qualcosa per
essere coerente con le cose che dice quando parlando dal pulpito, argomenta il suo pensiero sulla visione che ha della città.
Mi illudo di avere presto una sua risposta a questa mia richiesta
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CASA DELLE CULTURE
cara Regione Lazio,
grazie per avere soppresso il fastidioso presidio cittadino in oggetto
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CHIUSURA CASA DELLE CULTURE
Alla vostra Cortese Attenzione
Ho appreso oggi, con stupore e rammarico che i locali utilizzati per dare spazio alla Casa delle Culture di Roma, situati in Via S. Crisogono 45, sono stati sottratti all'utilizzo di chi rendeva un enorme e utile servizio alla collettività.
Dalla seconda metà degli anni Novanta e per lungo tempo, ho fatto parte del gruppo di persone che, mosse dall'unico interesse di offrire alla città uno spazio utile di crescita culturale, ha organizzato iniziative, incontri, dibattiti, proiezioni di film, spettacoli teatrali, presentazioni di libri e quanto altro poteva incontrare gli interessi di chi considera bene primario la conoscenza e la partecipazione.
In quei primi anni si è deciso, con l'allora Presidente, Franco Ottaviano, di utilizzare la parola cultura al plurale. Ci si rendeva conto, con largo anticipo rispetto alle mutazioni sociali che stavano avvenendo nel paese e nella città, che anche Roma era divenuta un luogo di incontro e confronto fra "culture" diverse. In tal senso abbiamo realizzato numerose iniziative che, partendo da richieste che provenivano dal basso, hanno favorito la messa in discussione e la interazione fra mondi diversi e spesso distanti, non solo per provenienza geografica ma per generazione, per formazione politica, per ambito di interesse.
Negli anni successivi, anche quando la mia presenza è stata più sporadica, questo filone ha continuato a penetrare nelle attività della Casa delle Culture e di questo l'intera città dovrebbe essere riconoscente a chi ha voluto impegnarcisi senza alcun fine personale, anzi destinando proprie risorse per migliorare gli ambienti e per lavori di manutenzione.
Già da quando vi ho cominciato a prestarvi attività erano in corso i primi tentativi per vedersi assegnati i locali e per poter operare in piena legalità.
Processi che andarono sempre a rilento, spesso per insipienza o assenza di volontà politica.
Quello che si è perpetrato con la chiusura dei locali è un atto irriguardoso e triste di svuotamento di uno degli spazi vivi di Roma ma nel mio ruolo di operatore dell'informazione e attivista politico, mi accorgo che ogni giorno si preferisce la logica della sottrazione di spazi a quella della loro implementazione.
Mi considero impegnato, soprattutto come cittadino, a sostenere il ripristino delle attività della Casa delle Culture e manifesto il mio sdegno per le modalità burocratiche con cui si prova a mettere la parola fine a questa splendida esperienza.