08/05/2026
Ieri si è chiuso l’ultimo appuntamento di Stanze Sonore.
Una rassegna nata dal desiderio di trasformare Recherche in uno spazio d’ascolto profondo, fragile, vivo. Uno spazio dove il suono non fosse semplice intrattenimento, ma attraversamento.
Abbiamo accolto musica sperimentale, elettronica, strumenti antichi, rumori, respiri, silenzi, frequenze invisibili. Corpi e presenze capaci di modificare l’aria della stanza.
La chiusura con “Tiny Little Thing” di Barbara De Dominicis e Giusy Bulotta è stata un ultimo viaggio delicato e perturbante insieme.
Un lavoro sottile, quasi sospeso, che ci ha ricordato quanto il suono possa diventare pelle, memoria, tensione, visione.
Grazie a tutti gli artisti che hanno abitato questa terza edizione.
Grazie a chi è entrato in punta di piedi dentro questi paesaggi sonori spesso lontani dalle logiche veloci del consumo.
Grazie a chi continua a credere che esistano ancora luoghi in cui la ricerca artistica possa accadere davvero, senza dover necessariamente urlare.
Recherche continua a essere questo: una stanza aperta all’inaspettato.
A presto, per nuovi attraversamenti.