04/03/2026
Abbiamo perso mio nonno nel luglio del 2017 e mia nonna, a ottant’anni, si è ritrovata improvvisamente sola. Fu un brutto colpo per la mia famiglia.
Nei mesi successivi alla perdita, è successo qualcosa che non mi sarei mai aspettato. Con una lentezza quasi impercettibile mia nonna, Nuccia, iniziò a cambiare. Piccoli gesti, atteggiamenti, modi di fare, diversi da come eravamo abituati a conoscerla. La verità è che lei aveva già iniziato a cambiare prima della morte di mio nonno, come quando decise di prendere un cagnolino, Moky, scelta che anni prima non le sarebbe stata possibile. Ma noi, la sua famiglia non l’avevamo compresa. Mia nonna era sempre stata una donna silenziosa e accondiscendente, schiva alle amicizie, devota alla famiglia.
Piano piano mi accorsi che la donna che avevo sempre avuto accanto non aveva mai avuto modo di far emergere il suo carattere, che aveva sempre vissuto nell’ombra.
Per la prima volta nella sua vita, Nuccia, cominciò ad uscire di casa, a fare cose piccole e semplici ma grandissime se paragonate a qualche anno prima.
La sua vita stava cambiando e anche il mio sguardo verso di lei. In quel momento ho pensato che questa storia, la sua nuova vita, doveva essere raccontata e le ho comprato le prime macchinette usa e getta!
Chiesi a mia nonna di scattare foto a qualsiasi cosa le catturava l’attenzione, poi raccoglievo i rullini e li andavo a sviluppare.
Ogni rullino fu una scoperta, mostrava a me la sua nuova vita, dal suo nuovo punto di vista: ecco apparire le sue prime amiche di quartiere, con le quali passa tutte le sue giornate tra pranzi e chiacchierate. Le passeggiate per il quartiere di San Lorenzo con Moky.
Decido di riempirla di usa e getta e le raccolgo, rullino dopo rullino, fino ad archiviare migliaia di foto per raccontare una nuova semplice vita libera.
Non è mai troppo tardi per provare ad essere felici.