20/06/2026
Venerdì ho concluso il percorso di formazione e ricerca "Atelier 0-99. Sguardi in Continuità tra Materia, Luce e Visioni Digitali", rivolto al personale educativo dei servizi 0-6 (nidi e scuole dell'infanzia) del Municipio Roma VI.
La selezione di questo specifico impianto metodologico da parte del Centro di Coordinamento Pedagogico Territoriale (CPT) del Municipio VI segna una scelta di campo precisa da parte delle istituzioni: investire sulla complessità della ricerca pedagogica. Il progetto è stato poi attuato in partnership istituzionale con Speha Fresia Società Cooperativa.
Confrontarsi con le realtà educative di oltre 60 scuole è un privilegio: significa avere l'opportunità di costruire una comunità di ricerca diffusa, capace di alimentare una nuova e più profonda cultura dell'infanzia.
Il focus di questo intervento è stato radicale: scardinare la dittatura del prodotto finale pre-confezionato per restituire dignità, tempo e potenza al processo.
Abbiamo lavorato per riaccreditare il bambino come ricercatore competente e instancabile collaudatore di fisica. Per farlo, abbiamo smesso di chiederci "cosa fargli eseguire" per iniziare a studiare scientificamente l'affordance dei materiali. L'obiettivo è stato leggere lo spazio attraverso i verbi motori che la materia pura è in grado di attivare.
Le immagini che vedete documentano (almeno in parte) questa esplorazione, in cui la materia ha smesso di essere sfondo ed è diventata ostacolo, vincolo e opportunità. Progettare contesti materici esigenti resta l'unico modo per onorare la straordinaria intelligenza infantile e trasformare l'ambiente in un autentico Terzo Educatore.
Foto Carlalberto Mattaroli Atelierista