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16/04/2026

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"Era una città di gente latina, colonia degli Albani, distante da Roma 100 stadi sulla via che conduce a Preneste. La chiamavano Gabii. Oggi non tutte le parti della città sono ancora abitate, ma solo quelle che stanno vicino alla strada e che sono state concesse agli albergatori; ma a quel tempo era così grande e popolosa come ogni città. Si può giudicare della sua grandezza ed importanza osservando le rovine delle costruzioni in molti luoghi ed il circuito delle mura, molta parte delle quali è ancora conservata".

(Dion. Hal., IV, 53)

Così Dionigi di Alicarnasso tra il I secolo a.C. e il I sec. d.C. descrive Gabii, città dal glorioso passato; il suo racconto per certi aspetti può valere ancora oggi, a duemila anni di distanza.

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13/04/2026

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Nel 204 a.C., di fronte al pericolo dell’avanzata di Annibale, il Senato, dopo aver consultato i Libri Sibillini, votò l...
30/06/2025

Nel 204 a.C., di fronte al pericolo dell’avanzata di Annibale, il Senato, dopo aver consultato i Libri Sibillini, votò la costruzione di un tempio sul colle Palatino dedicato al culto della Magna Mater Idaea. La divinità era venerata a Pessinunte, in Anatolia, sotto forma di una pietra nera a forma di cono allungato, probabilmente un meteorite. Secondo la tradizione la dea in passato aveva protetto Enea in fuga da T***a: il simulacro fu così portato a Roma e il tempio dedicato nel 191 a.C.

FOTO 1 - L’alto podio del tempio oggi superstite risale alla ricostruzione successiva all’incendio del 111 a.C., cui seguì un restauro a opera di Augusto. Nel 1872 fu rinvenuta la statua tradizionalmente identificata con la dea (FOTO 3), ma che, secondo alcuni studiosi, raffigura un’imperatrice o una sacerdotessa ritratta
nelle vesti di Magna Mater. Nella platea antistante il tempio si svolgevano i Ludi Megalenses, festa annuale in onore della dea, caratterizzata da riti cruenti e rappresentazioni teatrali.
FOTO 2 - L’edificio era realizzato con colonne e capitelli in peperino rivestiti in stucco. All’interno del grottone sono esposti un capitello corinzio italico e due semicolonne di piccole dimensioni che probabilmente appartenevano alla prima fase del tempio. A seguito dell’incendio del 111 a.C., l’edificio fu ricostruito ad opera di un membro della familia dei Metelli, forse Q. Cecilio Metello Numidico. Il nuovo tempio tardo repubblicano fu realizzato con un podio in opera cementizia e con elevati forse realizzati in tufo rosso.
FOTO 3 - Statua di Magna Mater, Museo del Palatino. Dal Tempio della Magna Mater sul Palatino. Marmo pentelico. Fine del Il secolo a.C.
FOTO 4 - Torri, dal Tempio della Magna Mater sul Palatino. Pietra cineritica. Età repubblicana.
FOTO 5 - Dea Madre, Museo archeologica di Konya. Marmo. 5500 a.C. ca.
FOTO 6 - Statua di Attis seduto con dedica al dio Attis Augusto da parte dei dendròfori Flavius Rogatianus e Flavius Romanus. Zama. Marmo bianco. Fine II - III sec. d.C.
FOTO 7 - Patera di Parabiago, Museo Civico Archeologico di Milano. Da Parabiago (MI). Argento. Seconda metà del IV sec. d.C.

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05/07/2024

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27/02/2024

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12/12/2023

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26/07/2023
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25/01/2023

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Durante un recente sopralluogo all'interno della chiesa di 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗖𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗙𝘂𝗻𝗮𝗿𝗶 ho avuto modo di notare questa iscr...
22/12/2022

Durante un recente sopralluogo all'interno della chiesa di 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗖𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗙𝘂𝗻𝗮𝗿𝗶 ho avuto modo di notare questa iscrizione.
Si tratta della stele funebre di un cavalleggero scelto vissuto nel II secolo d.C.
L'esperto sottufficiale 𝗠𝗮𝗿𝗰𝘂𝘀 𝗨𝗹𝗽𝗶𝘂𝘀 𝗜𝗮𝗻𝘂𝗮𝗿𝗶𝘂𝘀, originario della Pannonia (grosso modo l'attuale Ungheria), fu assegnato alla turma, lo squadrone militare, di Valerius Bassus nei cavalleggeri scelti (equites singulares), impiegati come scorta e guardia imperiale. Morì quarantacinquenne con il grado indicato dalla classe di paga annuale: sesquiplicarius (percepiva il 50% in più della cifra di base), dopo aver militato per ventitré anni.
La tomba, consacrata agli dei Mani, fu curata dall'amico ed erede Marcus Ulpius Primus.
Nei rilievi vediamo il defunto in alto mentre brinda sdraiato, e fra due cavalli che trattiene per le briglie in basso.
Curioso che questo tipo d'iscrizione si conservi dentro una chiesa.

Indirizzo

Rome
00186

Sito Web

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