Cultura è libertà

Cultura è libertà Sostegno a progetti per giovani in Palestina.

articoli tradotti relativi a cultura e vita palestinese da siti nazionali e internazionali; organizzazione e/o co organizzazione di eventi che promuovano la cultura palestinese in Italia.

28/06/2026

La voce splendida di Amal Kaawash con gli strumenti musicali di Samah Boulmona e Ali Hout. Grazie per la bellissima serata e la partecipazione solidale con le popolazioni di Libano e Palestina. Per le scuole a Gaza e in Libano!

Grande donna di testa e cuore
05/06/2026

Grande donna di testa e cuore

MARJANE SATRAPI, L'IRAN E IL POTERE DELLA PAROLA
«Quando nel 2022 Mahsa Amini è morta in custodia della polizia morale per non aver indossato correttamente il velo, e le donne iraniane sono scese in piazza gridando “Zan, Zendegi, Azadi” — Donna, Vita, Libertà — Marjane Satrapi era lì, ancora. Non come simbolo da esibire, ma come testimone che conosceva quella storia dall’interno. Ha coordinato "Femme, vie, libertà", un libro collettivo con artisti e studiosi iraniani e internazionali, perché sapeva che anche quel movimento rischiava di essere consumato dall’Occidente come immagine - le donne coraggiose, il regime crudele - senza capire la profondità di ciò che stava accadendo...» LINK NEI COMMENTI

[Disegno di Gianluca Costantini]

Sto pensando acquello che scrive Chiara Cruciati su Il Manifesto. Con ragione:Ora ignorare la Palestina è più difficile,...
22/05/2026

Sto pensando acquello che scrive Chiara Cruciati su Il Manifesto. Con ragione:
Ora ignorare la Palestina è più difficile, Il Manifesto, 22 maggio 2026

I TESTIMONI La Global Sumud Flotilla ha raggiunto il suo scopo, l’abbattimento del muro narrativo che la stampa e la politica occidentali hanno contribuito a erigere: costringe a guardare quanto giornalisti, attivisti, cittadini e prigionieri palestinesi denunciano, quanto scrivono in libri e articoli e mostrano nei loro film e nelle dirette tv

Qualche tempo fa a Zahra Shorrab è capitato di vedere una foto su Instagram: un uomo legato mani e piedi, seduto a terra con la schiena poggiata contro un blocco di cemento, gli occhi bendati e indosso una tuta bianca. Sul post era taggata la posizione, Gaza City. La donna ha osservato i pochi tratti del volto rimasti scoperti e lo ha riconosciuto: è suo figlio Mohammed. Lo cercava da due anni.
Era scomparso nel nulla il 20 agosto 2024. Sopra la foto c’è un «annuncio»: «In vendita». Il post è stato pubblicato da un soldato israeliano di stanza a Gaza, Harel Amshika, sul suo profilo. Di Mohammed non si hanno notizie.
È solo uno di innumerevoli casi: cittadini israeliani, siano essi soldati semplici o ministri, esibiscono crimini di guerra e contro l’umanità. Quanto avviene in Palestina non è mai stato un segreto. Eppure Israele lavora alacremente per tenere fuori i giornalisti internazionali e ammazzare quelli palestinesi. Investe una fortuna per la Hasbara, la propaganda di Stato (dai 15 milioni del 2023 ai 700 del 2026) necessaria a ripulire la propria immagine con l’aiuto di influencer, intelligenza artificiale ed eventi pubblici. Ha fatto pressioni, spesso nemmeno necessarie, sui governi amici perché reprimessero le manifestazioni per la Palestina e ha minacciato più volte le Corti dell’Aja. Da ultimo ha tentato di arginare gli effetti delle flottiglie, di mare e di terra.
Potrebbe apparire una contraddizione e il macabro show di Ben Gvir pare confermarlo: il ministro autodenuncia le pratiche di detenzione israeliane mentre il resto delle istituzioni, davanti alle condanne internazionali, le etichettano come l’atto un po’ f***e di un singolo. La contraddizione, però, non c’è: quello che Israele cerca di impedire è la testimonianza diretta esterna. Ha silenziato le voci della stampa palestinese e internazionale. Ha demonizzato ogni rapporto di ong indipendenti e delle Nazioni unite. Nel caso della Flotilla, è giunto alle porte d’Europa per rapire persone che non puntavano tanto a rompere il blocco di Gaza – impresa impossibile – ma a infrangere il silenzio che lo sostiene.
La Global Sumud Flotilla ha raggiunto il suo scopo, l’abbattimento del muro narrativo che la stampa e la politica occidentali hanno contribuito a erigere: costringe a guardare quanto giornalisti, attivisti, cittadini e prigionieri palestinesi denunciano, quanto scrivono in libri e articoli e mostrano nei loro film e nelle dirette tv. La sua spettacolare cattura e l’umiliazione inflitta ai prigionieri confermano la minaccia che una simile missione rappresenta per Israele.
Il genocidio era già in diretta, ora ignorarlo è più difficile. Spetta agli equipaggi di terra continuare ad amplificare la voce palestinese.

(Editoriale) Qualche tempo fa a Zahra Shorrab è capitato di vedere una foto su Instagram: un uomo legato mani e piedi, seduto a terra con la schiena poggiata contro un blocco di cemento, gli occhi bendati e indosso una tuta bianca. Sul post era taggata la posizione, Gaza City. La donna ha osservato...

18/05/2026

Netanyahu's war machine has killed tens of thousands of civilians across Gaza, Lebanon, and Iran. The company fueling it is a household name — and most people have no idea. Amazon's cloud contract wi

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15/05/2026

Anche noi aderiamo a questo appello contro l'ennesimo crimine israeliano contro l'umanità. Ma le istituzioni europee a cui è rivolto avranno una risposta e un'azione all'altezza?

44 European organisations and around 150 medical doctors, academics and healthcare professionals issued an urgent call to the EU officials and European leaders for an immediate release of Dr. Hussam Abu Safiya, the former director of the Kamal Adwan Hospital in Northern Gaza, who facing death as a r...

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09/04/2026

Aderiamo a questa iniziativa del collettivo Carnia per la pace. Vogliamo ricordare le migliaia di bambini uccisi a Gaza da Israele:con bombe, freddo, fame, malattie... E pensare al presente e futuro di coloro che sono ancora vivi!

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01/04/2026

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