Fondazione La Rossa Primavera

Fondazione La Rossa Primavera Intervenire nel presente anche attraverso l’analisi del passato, confrontare esperienze per sostenere e promuovere culture militanti.

La Fondazione ha l'obiettivo di creare sinergie tra la memoria delle lotte di classe dagli anni Sessanta del Novecento a oggi e i movimenti e il presente delle lotte sociali e politiche.

Come trasformare un matrimonio in un corteo.. All'uscita della cerimonia nuziale in Comune di Vicenza, Mary e Caio han p...
25/08/2026

Come trasformare un matrimonio in un corteo.. All'uscita della cerimonia nuziale in Comune di Vicenza, Mary e Caio han pensato bene di condurre un gran centinaio di persone amiche e compagne al posto dei festeggiamenti, improvvisando un corteo fra le bellissime vie porticate del centro storico, dietro questo sintetico striscione. L'amore è contro il capitale! E tutta la giornata è stata di festa all'insegna della solidarietà e delle lotte, con il ricordo a chi è caduta/o nel percorso e, naturalmente, con il pensiero a chi sta combattendo, come in Palestina!
Mary e Caio sono anche amici della Rossa Primavera, che sostengono dai tempi di Paola. E così, in qualche modo, con il suo "Passato al presente", è stata presente pure lei.
Oggi più che mai "Viva l'amore - abbasso il capitale!"

31/07/2026
31 luglio 2021, cinque anni fa Paola !Anche quest’anno vogliamo pensarla qui con noi. Ma questa volta è proprio Paola a ...
31/07/2026

31 luglio 2021, cinque anni fa Paola !
Anche quest’anno vogliamo pensarla qui con noi. Ma questa volta è proprio Paola a “rifarsi viva”, a parlarci. Tempo fa abbiamo scovato un romanzo non rifinito che lei teneva nel cassetto. Risaliva alla sua “prima vita”, quella libera dalla malattia. In un certo senso un racconto complementare al successivo e conclusivo del suo percorso. Ma, presa da altre impellenze, lo trascurava rimandando a tempi indefiniti la pubblicazione.
“Passato al presente”, e quale titolo migliore oggi? Un altro modo di dire “la memoria è lotta”. Quindi di trovare quei fili storici, e anche semplicemente umani, che, ingarbugliati o dimenticati, ci servono per sviluppare percorsi verso un futuro rivoluzionario. Anche quando, come in questo romanzo, lo sguardo si rivolge a realtà ombrose, molto contraddittorie, di una fase caratterizzata da sconfitte, riflusso politico e ideologico. Paola sapeva guardare al succedersi di fasi e mutamenti, anche sconvolgenti, senza perdere la bussola dell’orizzonte verso cui puntare, e verso cui la lotta di classe, la lotta per la liberazione sociale punta irresistibilmente.
Certo avrebbe trovato semplicemente conferma di questa tendenza storica nell’attuale precipitazione delle contraddizioni epocali. E sarebbe immersa con noi nella solidarietà alla resistenza palestinese, per cui ha sempre avuto un’attenzione particolare. Insomma la sentiamo più viva che mai!
Abbiamo stampato il libro come Fondazione, in una prima edizione limitata, non lo metteremo in distribuzione ordinaria nelle librerie. Si può richiederlo contattandoci qui o per mail [email protected] – o venendoci a trovare al locale, in via Mecenate 27. Lo proponiamo anche come contributo alla Rossa Primavera, come sostegno al progetto che Paola ci ha affidato.
E questa sera saremo, come ogni 31 luglio, nella terrazza della casa di Paola a cercare fra le stelle un momento di contatto cosmico, un momento di gioia fra vita e morte.
PASSATO AL PRESENTE – LA LOTTA CONTINUA!

Grande giornata di lotta in onore al compagno operaio Fakir Abderrahim e contro lo stato di poliziaLa brutale uccisione ...
21/07/2026

Grande giornata di lotta in onore al compagno operaio Fakir Abderrahim e contro lo stato di polizia
La brutale uccisione a Bologna di Fakir Abderrahim ha suscitato un’ondata di rabbia e di immediata risposta. Il SI Cobas rivendicava l’identità operaia di Fakir e la sua partecipazione alle lotte proprio con il sindacato, e proclamava subito uno sciopero nazionale. Anche le dichiarazioni sono state un corretto appello alla resistenza di classe contro quella che è ormai una realtà di stato di guerra e di polizia.
Così ieri, lunedì 20 luglio, si sono congiunte due forti espressioni di lotta: scioperi riusciti e blocco dell’interporto di Bologna, con chilometri di camion bloccati e un danno sicuro alla circolazione di merci per tutta la giornata, e la risposta di piazza a Bologna, partecipatissima e combattiva. Con scontri protrattisi fino a notte, dimostrando una crescente consapevolezza che solo una resistenza frontale, capace anche di passare al contrattacco, può affrontare la violenza sistematica di un regime marcio e feroce. Che è poi il corrispettivo interno di quello che vien fatto con i genocidi e le guerre di aggressione imperialista ovunque.
E anche in qualche altra città, in particolare a Torino e Roma, ci sono state mobilitazioni, minori nei numeri e nei toni ma comunque su un buon livello di contenuti, concorrendo a questa risposta d’insieme.
Cadono le illusioni su possibili mediazioni parlamentar-riformiste. Facciamo crescere la consapevolezza su questa crisi epocale e sulla necessità di affrontare la loro guerra di classe e imperialista.
Solidarietà resistenza rivoluzione!

Anche d'estate la lotta continua. Diversi appuntamenti questo mese davanti a carceri e tribunali. Lunedì 6, a piazzale C...
03/07/2026

Anche d'estate la lotta continua. Diversi appuntamenti questo mese davanti a carceri e tribunali. Lunedì 6, a piazzale Clodio, ore 9,30, contro la repressione che colpì una giornata di lotta alla Sapienza agli inizi della mobilitazione per la Palestina. 12 giovani sono imputati di resistenza alle cariche poliziesche. Veniamo a sostenerli!!
LA SOLIDARIETA' E' L'ARMA DEGLI OPPRESSI
CON LA RESISTENZA SENZA COMPROMESSI

9 maggio 1976 - Ulrike Meinhof cadeva combattendo                                       contro l’isolamento in carcere.L...
07/05/2026

9 maggio 1976 - Ulrike Meinhof cadeva combattendo contro l’isolamento in carcere.
La RAF, il coraggio dell’Internazionalismo rivoluzionario
Fra il 1976/77 lo scontro fra la RAF, i suoi prigionieri/e, e la Repubblica Federale Tedesca raggiunse il suo apice. Dal 1970 l’organizzazione di guerriglia urbana aveva portato significativi attacchi sia allo Stato e al padronato sia alla loro connessione con l’imperialismo USA. Nei fatti ne erano parte organica, completamente subalterni. Questo come risultato dell’ordine ricostituito dopo la sconfitta del’45. E ciò che la RAF rivelò con le sue azioni era anche una certa continuità fra il regime nazista e quello “democratico”. Il nerbo dello Stato seguiva le stesse esigenze del dominio di classe e imperialista, adattandone forme e strumenti alla nuova epoca, per di più con l’incombente “pericolo rosso” di un movimento comunista internazionale che si intrecciava a quelli della liberazione anticoloniale, in piena espansione.
Lo stesso movimento studentesco esploso negli anni sessanta aveva toccato queste contraddizioni e in particolare questa continuità fra i due regimi, il peso che se ne risentiva sia socialmente che politicamente. La RAF d’altronde nacque entro questo movimento, assumendo lo scontro cha da subito il potere impose, e sviluppandolo con una proposta strategica di ampio respiro. La guerra di liberazione in Vietnam e in Palestina divennero un riferimento fondante. L’azione eclatante contro il centro di comando USA a Heidelberg, con la distruzione del computer centrale che coordinava i bombardamenti in Vietnam, e il rapporto organico con la resistenza palestinese fino alle operazioni comuni dell’autunno ’77, ne furono forte concretizzazione. E che verrà sviluppata nel decennio successivo.
Ma qui ci focalizzeremo su questo primo periodo, e su un altro aspetto fondamentale: lo scontro in e attorno al carcere. Lo Stato, per la prima volta in Europa, applicò un trattamento incentrato sull’isolamento, sulla “tortura bianca”. Una violenza meno evidente eppure crudele ed efficace. Le prigioniere/i lottarono duramente con diversi scioperi della fame, in sintonia con le operazioni esterne della guerriglia. Di fronte a questa forza, riemerse il lato più oscuro e nazista dello Stato “democratico”: 5 prigioniere/i vennero uccisi, e mascherati come suicidi. Ulrike Meinhof fra loro. Come le altre/i era fondatrice e dirigente della RAF.
Ecco i due punti su cui vorremmo concentrare l’attenzione nella serata, l’internazionalismo rivoluzionario e il confronto con la repressione , con la sua essenza controrivoluzionaria. Punti che riguardano il nostro presente! La serata sarà aperta dal video storico in cui Ulrike Meinhof interviene in quanto giornalista e ricercatrice, all’epoca accreditata pure in televisione. Un documento prezioso.
Sabato 9 maggio ore 18, c/o la Rossa Primavera, in via Mecenate 27
Soccorso Rosso Internazionale – Collettivo di Roma

Indirizzo

Via Mecenate, 27
Rome
00184

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