TRA MITO LEGGENDA E REALTA'

TRA MITO LEGGENDA E REALTA' Vuole essere un punto di incontro tra i cultori del mistero e curiosità che questo meraviglioso mon

28/06/2025
01/06/2025
22/07/2024
28/02/2024
15/02/2023
27/12/2022

"[ ] Quanti lo deridevano, li dava in pasto alle belve. In quei momenti ordinò di gettare alle fiere anche uno che aveva letto il libro di Tranquillo contenente la vita di Caligola, solo perché il proprio giorno di nascita coincideva con quello di Caligola. Se uno diceva di essere disposto a morire per lui, lo faceva gettar giù da una rupe, nonostante le sue disperate proteste. Anche negli scherzi era esiziale. Per esempio, a qualcuno cui aveva notato dei capelli bianchi in mezzo a quelli neri, che davano quasi l’impressione di piccoli vermi, poneva sulla testa uno storno, così che questo credesse di dare la caccia a dei vermi, facendogli in tal modo ve**re delle piaghe sul capo per via delle beccate. Fece squarciare a mezzo la pancia a un grassone, perché ne uscissero fuori in un momento tutte le budella. Chiamava «monopodi» e «loschi» coloro ai quali aveva cavato un occhio o spezzato un piede. Inoltre mise a morte qua e là molte altre persone, quali perché si erano presentate a lui vestite alla maniera dei barbari, e quali per il loro abbigliamento troppo vistoso da persone nobili. Aveva tra i suoi oggetti di piacere degli uomini chiamati col nome delle pudende di entrambi i sessi, ai quali profondeva i suoi baci con particolare trasporto. Teneva anche con sé un uomo dal pene prominente oltre misure animalesche, cui aveva dato il nome di Onos, e che gli era quanto mai caro. Infatti lo arricchì e lo prepose al sacerdozio di Ercole Rustico. Si dice che spesso mischiasse a cibi pregiatissimi dello sterco umano, e che non avesse ritegno neppure ad assaggiarli, pensando con ciò di farsi beffe degli altri. Si fece servire su di un vassoio d’argento due gobbi contorti dopo averli fatti cospargere di senape, dopo di che seduta stante li promosse a qualche carica e li colmò di ricchezze. Gettò in una piscina il suo prefetto del pretorio Giuliano con la toga addosso, alla presenza dei suoi subalterni. E gli ordinò anche di danzare n**o davanti alle sue concubine, suonando il cembalo e con la faccia imbrattata da vari tipi di legumi cotti." (Historia Augusta, Commodo, 10,2-11,3)
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22/11/2022

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Lo hanno chiamato “il Serpente” per la forma allungata e per l’andatura con la quale sembra strisciare fra lingue di fuoco sospeso sulla superficie del Sole,...

14/09/2022
12/09/2022

Nel marzo del 1974, un contadino di nome Yang Zhifa rinvenne, durante lo scavo di un pozzo, delle fosse sepolcrali contenenti statue in terracotta di soldati in armi con tanto di carri e cavalli. Il fortuito rinvenimento dette origine agli scavi che permisero di rinve**re il mausoleo di Shi Huangdi, sino ad allora ritenuto scomparso.

L'Esercito di terracotta o Armata di terracotta è un insieme di statue collocato nel mausoleo del primo imperatore Qin, che si trova nei pressi del capoluogo dello Shaanxi, la città di Xi'an. Si tratta di un esercito simbolico, destinato a servire il primo imperatore cinese Qin Shi Huang nell'Aldilà, lo stesso che fece costruire la Grande muraglia cinese. Due sono le teorie più ricorrenti fra archeologi e studiosi, per quanto riguarda il motivo per il quale Qin Shi Huang ordinò la costruzione di questo esercito.

La più diffusa è che l'imperatore volesse dominare i due mondi, quello dei vivi e quello dei defunti, e per fare ciò gli sarebbe servito un grande esercito. La seconda teoria invece esplora la possibilità che l'imperatore credesse che dopo la morte terrena e dopo aver lasciato questo mondo, esistesse un altro mondo e, una volta svegliatosi, si sarebbe trovato da solo. Per questo motivo necessitava di un esercito che lo scortasse e gli facesse compagnia.
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