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📌  CINEMA. "Hamnet di Chloé Zhao, La Grazia di Paolo Sorrentino. Quando il cinema resta, quando il cinema chiude": un ar...
25/01/2026

📌 CINEMA. "Hamnet di Chloé Zhao, La Grazia di Paolo Sorrentino. Quando il cinema resta, quando il cinema chiude": un articolo che mette in dialogo Hamnet di Chloé Zhao e La Grazia di Paolo Sorrentino per interrogare una tensione centrale del cinema contemporaneo, quella tra il restare esposti all’esperienza e la scelta di condurla verso una forma che chiude. Attraverso l’analisi dei due film, l’articolo non propone una contrapposizione stilistica né una gerarchia di soluzioni, ma esplora due posture etiche dell’immagine. Da un lato, Hamnet assume il rischio di una permanenza che rifiuta la decisione, lasciando il dolore agire nella durata; dall’altro, La Grazia affida alla forma il compito di intervenire quando il restare diventa insostenibile, trasformando la chiusura in un atto di responsabilità. Il saggio si muove nello spazio instabile che separa queste due tentazioni, mettendo in questione tanto il rischio di un restare che si stabilizza quanto quello di una forma che si sostituisce all’esperienza. In un presente segnato dalla delega tecnologica e dalla pressione a rendere tutto governabile, il cinema viene interrogato non come luogo di risposte, ma come soglia: uno spazio in cui l’immagine continua a esercitare una pressione reale su ciò che non può essere né risolto né accelerato LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO a firma di Sergio Mario Illuminato

DI SERGIO MARIO ILLUMINATO Il cinema entra in gioco quando non sappiamo più come tenere il peso di ciò che accade. Non arriva dopo, non commenta a distanza. Si colloca nel punto in cui l’esperienza smette di essere governabile e continua comunque a chiedere presenza. Negli ultimi anni il cinema ...

📌 ARTE. "Keisuke Matsuoka con la sua arte tesse i fili che legano gli uomini e le donne dei tempi e delle culture. Scomp...
30/12/2025

📌 ARTE. "Keisuke Matsuoka con la sua arte tesse i fili che legano gli uomini e le donne dei tempi e delle culture. Scompone, divide, parcellizza in innumerevoli frammenti e il suo gesto non è casuale, impulsivo e indeterminato. Ogni figura, ogni scultura è scandagliata attraverso l’occhio geometrico dell’artista, sezionata in settori e tessere. Ogni minimo elemento, con il suo nome numerico addosso, è libero di esplodere nel tempo e nello spazio e simultaneamente libero di ricongiungersi ai compagni di identità. Osservare le opere di Matsuoka è entrare in contatto con le mille scissioni e ripartizioni del nostro essere. Quante volte ci siamo sentiti esattamente così, divisi, annientati, smembrati in centomila minuscoli pezzettini, con il solo desiderio di trovare il capo e la coda e dare forma a quella corda, opaca o sbiadita ma pur sempre la linea della nostra vita." LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO 'L’identità è un’arte. Le opere di Keisuke Matsuoka al Mattatoio di Roma' a firma di Roberta Melasecca

DI ROBERTA MELASECCA Spesso sono solita riascoltare una lezione di Remo Bodei del 1996. Il filosofo definisce l’identità personale come la capacità degli individui di avere coscienza di permanere se stessi attraverso il tempo e attraverso tutte le fratture dell’esperienza. Riflettiamo sulle si...

📌 ARTE. Siamo stati alla Conferenza stampa di apertura del nuovo MACRO diretto da Cristiana Perrella e questo è quello c...
10/12/2025

📌 ARTE. Siamo stati alla Conferenza stampa di apertura del nuovo MACRO diretto da Cristiana Perrella e questo è quello che abbiamo visto e sentito: "Il MACRO riapre e si apre alla città. E chiede subito alla comunità dell’arte e alla collettività: cosa è un museo oggi? A chi si rivolge? Quale è il suo ruolo civico? Il MACRO riapre e si apre alla città, torna ad essere un luogo che aiuta a comprendere il presente, ad immaginare il futuro, che genera la comunità, un luogo di incontro. E questo luogo, complesso e difficile, che è il MACRO, torna, dunque ad essere IL LUOGO. Ci crediamo e ci speriamo. " 📌 Leggi l'articolo completo "Cara Città abbracciami. Il MACRO riapre e anche noi lo abbracciamo" a firma di Roberta Melasecca

DI ROBERTA MELASECCA Il MACRO, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma, riapre. E noi di VulnerarTe Magazine siamo stati alla conferenza stampa che si è svolta alla presenza del Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, dell’Assessore alla Cultura di Roma, Massimiliano Smeriglio, del President...

🚂 VULNERARTE EDIZIONI pubblica con orgoglio "Il Treno dei Desideri" di ALESSANDRO SPITALEUn viaggio tra le ferrovie impo...
04/12/2025

🚂 VULNERARTE EDIZIONI pubblica con orgoglio "Il Treno dei Desideri" di ALESSANDRO SPITALE

Un viaggio tra le ferrovie impossibili degli Iblei: gole, tornanti, pendenze da brivido. 124 km di fatica, ingegno e ostinazione che hanno unito paesi rimasti isolati per secoli.

Fotografie d’epoca, locomotive, cantieri, passeggeri: ogni pagina racconta una storia vera, dura e straordinaria.

Non è solo un libro, è la memoria di un’impresa che sembrava impossibile.



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“BUGONIA” non intrattiene: mette il pubblico di fronte a una domanda brutale.Siamo ancora capaci di vita o siamo diventa...
17/11/2025

“BUGONIA” non intrattiene: mette il pubblico di fronte a una domanda brutale.
Siamo ancora capaci di vita o siamo diventati automi che eseguono protocolli svuotati di senso?

Nella sua recensione per VulnerarTe Magazine, Sergio Mario Illuminato porta alla luce ciò che il film espone con lucidità spietata:
non la lotta tra bene e male, ma la distanza crescente tra gli esseri umani e la loro stessa esistenza.
Come scrive, “l’unica cosa che accomuna tutti i personaggi è l’incapacità di stare nella vita”.

Lanthimos costruisce un cinema-soglia, uno spazio instabile in cui le definizioni si incrinano e le certezze si sfaldano.
Le figure in scena — la CEO e i complottisti — non rappresentano opposti morali:
incarnano due forme diverse della stessa alienazione.
Da qui la domanda chiave della recensione:
“Chi è davvero l’alieno? Chi è estraneo alla vita?”

Secondo Illuminato viviamo in un’epoca che “ha sviluppato un’incredibile competenza nel produrre morte”:
la morte delle relazioni, del desiderio, delle potenzialità, del presente.
Siamo diventati esperti nell’eliminare tutto ciò che è incerto, ma incapaci di restare in una relazione senza possesso
o di abitare un corpo che non performa.

Nel mondo che BUGONIA riflette — e che coincide con il nostro —
“il potere non ha bisogno di spiegazioni, opera attraverso la saturazione dello spazio e del linguaggio”.
Così perfino “il lutto può essere mercificato”,
l’amore diventa “obbligo sociale”,
la coppia una “norma amministrativa”,
la solitudine una colpa da punire.
E per garantire l’ordine, ricorda Illuminato, “qualcuno deve sempre essere espulso”.

Lanthimos non concede appigli:
nell’universo del film l’amore si confonde con la manipolazione,
la vulnerabilità si trasforma in arma,
e la protagonista “non è stupida né irrazionale: ha un altro regime di verità”.
Il capitalismo neoliberale non cancella il complottismo: “lo completa”.
E ciò che muore, in questo doppio ingranaggio, è “la possibilità dell’incontro, del riconoscimento, della vulnerabilità condivisa”.

Il punto centrale della riflessione di Illuminato è netto:
“l’alfabeto della morte ha cancellato le parole per dire la vita.”
Ed è proprio lì che BUGONIA opera: non offrendo risposte,
ma restituendo la soglia come unico spazio possibile di verità.
Perché, conclude, “la soglia non è un luogo da attraversare: è il luogo stesso dove dobbiamo imparare a stare.”

🔗 Recensione completa su VulnerarTe Magazine:

ENGLISH VERSION DI SERGIO MARIO ILLUMINATO C'è un corpo legato al centro dell'inquadratura. Emma Stone, CEO di una multinazionale farmaceutica, è immobilizzata in una stanza spoglia, sotto la luce cruda di lampade improvvisate. I suoi rapitori - Jesse Plemons e un giovane complice - la osservano c...

📌 CULTURA. “Viviamo in un’era pornografica dove tutto è in vendita: è in vendita il dolore, è in vendita la morte, è in ...
10/11/2025

📌 CULTURA. “Viviamo in un’era pornografica dove tutto è in vendita: è in vendita il dolore, è in vendita la morte, è in vendita la vita, sono in vendita le notizie e le informazioni. E la vendita è andata oltre: ora tutto è in sconto, a prezzi stracciati, a disposizione di chiunque, alla mercè di ogni pensiero e di ogni impressione, inerme, abbandonato, pronto ad essere preso e trasformato dalla nostra incapacità e dalle stesse risultanze di questo periodo storico.”📌 Leggi l’articolo completo ‘Viviamo in un’era pornografica (e questa non è una recensione della Quadriennale)’ di Roberta Melasecca

DI ROBERTA MELASECCA   Viviamo in un’era pornografica, nel senso più etimologico di questa parola. Le parole sono sempre state la mia passione e ogni parola parla di se stessa, parla a chi vuole ascoltare, a chi si interroga, a chi non si accontenta della superficie. Pornografia è parola deriva...

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