ART FRICHE ZONE

ART FRICHE ZONE IL FRUTTO EDULE DELL'ARTE CONTEMPORANEA: IL FINE? EDUCARE ALLE EVOLUZIONI DEL CONCETTO, DEL SEGNO E DEL GESTO NELL'ARTE

Questo blog prende in considerazione il pensiero di Jean Loup Amselle ne L’Arte Africana Contemporanea. L’ibridismo/meticciato espresso da Amselle nel gioco di parole tra "a-friche" e Africa, nella consegna di testimone di ART FRICE ZONE, ispira questo blog in una rigenerazione che forse non passerà dall’arte africana, ma che di certo abbandona la rovina della vacua arte per abbracciare la spontan

eità di un’arte che si vive e respira nella quotidianità, e che di essa si nutre, sottolineando irriverentemente ciò che i nostri occhi ormai sono disabituati a osservare. In questo “impacchettamento estetico del mondo” la rigenerazione dell’arte contemporanea per Amselle passa dall’arte negra, non ancora contaminata dal saturo Occidente, vittima della post-industrializzazione; per ART FRICHE ZONE invece parte dalla garanzia di una ricerca mirata al connubio tra l’inesplorato ed una costruzione sociale dell’arte, che non si precluda al ludico.

Alla 𝗚𝗮𝗹𝗹𝗲𝗿𝗶𝗮 𝟮𝟵𝟭 𝗘𝘀𝘁, 𝗦𝗶𝗹𝘃𝗶𝗮 𝗙𝗮𝗶𝗲𝘁𝗮 porta in mostra una riflessione strutturale sulla poetica dell’imperfezione. Ed è c...
18/02/2026

Alla 𝗚𝗮𝗹𝗹𝗲𝗿𝗶𝗮 𝟮𝟵𝟭 𝗘𝘀𝘁, 𝗦𝗶𝗹𝘃𝗶𝗮 𝗙𝗮𝗶𝗲𝘁𝗮 porta in mostra una riflessione strutturale sulla poetica dell’imperfezione. Ed è così che la sua personale 𝟭. 𝟭. 𝟮. 𝟯. 𝟱. 𝟴. 𝟭𝟯 – 𝗔𝗹 𝗱𝗶 𝗹𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼 delinea uno spazio scultoreo in cui il pensiero matematico dialoga con una sottesa dimensione simbolica, ridefinendo il concetto di “difetto” come principio di discontinuità generativa. In questo slittamento semantico, l’artista mette in relazione l’apparente rigore geometrico con la condizione dell’imprevisto, dando origine ad una dinamica processuale ed epistemica volta ad interrogare le condizioni stesse dell’esperienza artistica.

Fin dal titolo, che richiama la sequenza di 𝐹𝑖𝑏𝑜𝑛𝑎𝑐𝑐𝑖, emerge il riferimento ad una progressione organica: un ordine latente che governa i processi del mondo naturale e che, nel lavoro di 𝗦𝗶𝗹𝘃𝗶𝗮 𝗙𝗮𝗶𝗲𝘁𝗮, viene riletto come elemento di rottura, trasformando l’imperfezione in un potenziale generativo inedito. In questa prospettiva, l’artista si allontana dalla sua consueta pratica - fondata sulla purezza dell’oggetto e sul controllo formale - estendendo la propria disamina al valore di ciò che comunemente consideriamo come non conforme, marginale o imperfetto.

Queste sono le coordinate che consolidano l’istanza tensiva delle dodici opere in mostra: dodici ambienti ideali, progettati in serie e identificati come “luoghi” in progressione. In essi si può rintracciare un’affinità con gli environments monocromatici di 𝗟𝗼𝘂𝗶𝘀𝗲 𝗡𝗲𝘃𝗲𝗹𝘀𝗼𝗻, in cui l’assemblaggio e la ripetizione diventano strumenti di trasfigurazione simbolica e alchemica.

Ecco che, codificato da riferimenti numerologici e simbolici, ciascun 𝑳𝒖𝒐𝒈𝒐 si configura come un microcosmo assemblato per accumulo: un sistema aperto, in continua trasformazione e, per sua natura, intrinsecamente incompiuto. Ed è in tale reiterazione modulare che va ad instillarsi una sottile vertigine, accentuata dalla valenza simbolica del bianco e del nero, volta ad enunciare una possibile riconciliazione degli opposti in risposta al caos esterno.

Ne scaturisce un effetto ipnotico, in cui la dicromia dei volumi, alternata a schemi a scacchi e pattern ripetitivi, trasforma lo spazio espositivo della 𝗚𝗮𝗹𝗹𝗲𝗿𝗶𝗮 𝟮𝟵𝟭 𝗘𝘀𝘁 — a cura di 𝗩𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗖𝗮𝗿𝘂𝘀𝗼 in collaborazione con la 𝗠𝗼𝘀𝘁𝗮𝗿𝗱𝗮 𝗗𝗲𝘀𝗶𝗴𝗻 — in un’unica installazione ambientale, capace di ridefinire i confini tra opera e spazio, tra visione e attraversamento. In tale dimensione immersiva, lo sguardo è guidato in una deriva percettiva, dove lo sguardo fluttua tra le enigmatiche epifanie di un possibile altrove.

[... 𝑑𝑎𝑙 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑖𝑐𝑜© 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑐𝑎𝑡𝑎𝑙𝑜𝑔𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎]

A 𝑪𝒖𝒎𝒂, presso il 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗶 𝗙𝗹𝗲𝗴𝗿𝗲𝗶, prosegue l’esposizione installativa dello scultore irpino 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐢𝐧...
28/01/2026

A 𝑪𝒖𝒎𝒂, presso il 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗶 𝗙𝗹𝗲𝗴𝗿𝗲𝗶, prosegue l’esposizione installativa dello scultore irpino 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐂𝐚𝐥𝐨̀. Inserita nel programma della rassegna 𝗔𝗻𝘁𝗿𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟱, la mostra 𝑷𝒂𝒔𝒔𝒂𝒈𝒈𝒊 riunisce una selezione delle sue ali di fango: opere di matrice “tellurica”, plasmate a partire dal substrato sulfureo della 𝑉𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑑’𝐴𝑛𝑠𝑎𝑛𝑡𝑜.

Perfettamente ascritta ad una poetica scultorea orientata alle implicazioni concettuali degli elementi naturali e dei materiali di recupero, l’essenza materica di queste ali rimanda ad una dimensione liminale, in cui la dialettica tra pulsione vitale e tensione thanatica dischiude un varco simbolico verso la più antica colonia greca d’Occidente.

Insignite di tale aura mitogenetica, le ali di fango appaiono come tracce fossili di un immaginario plasticamente trasfigurato, in cui sembra cristallizzarsi il tempo sospeso della soglia, inteso come stato di attesa e di trasformazione. È questa un’istanza liminale che all’interno dell’𝗔𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗶𝗯𝗶𝗹𝗹𝗮 amplifica il potere evocativo del lirismo scultoreo di 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐂𝐚𝐥𝐨̀ - come immortalato dall’obiettivo di 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗚𝗿𝗶𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼 - predisponendo le opere ad una fruizione contemplativa, in cui il confine tra tangibile e immateriale si dissolve nella continua metamorfosi del tutto.
Sul piano simbolico, infatti, l’installazione di queste forme alari consolida il tema del festival, ispirato alla citazione «𝐴𝑢𝑠𝑢𝑠 𝑠𝑒 𝑐𝑟𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑐𝑎𝑒𝑙𝑜» (Eneide, VI), trovando una possibile sintesi figurativa nel mito di Dedalo e nell’aspirazione eminentemente umana a trascendere la propria condizione.

Eppure, questa tensione permane, destinata a non trovare una risoluzione ascensionale: le ali, ripiegate su se stesse, si rivelano di fatto inerti, pur restando idealmente protese verso un altrove. La loro è un’attesa enigmatica, eternata nella forma, che restituisce allo spettatore la vertigine del divenire: una presenza/assenza che imprime nella propria materia il peso metaforico di un anelito disatteso o, forse, consapevolmente eluso.

[… 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑣𝑖𝑒𝑤© 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝐼𝑙 𝑀𝑎𝑡𝑡𝑖𝑛𝑜 | 𝐴𝑣𝑒𝑙𝑙𝑖𝑛𝑜 ]

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29/10/2025

Fino all’8 novembre, la cornice espositiva della 𝗡𝗜𝗧𝗜𝗗𝗢-𝗘𝘅𝗵𝗶𝗯𝗶𝘁𝗶𝗼𝗻 & 𝗕𝗼𝗱𝘆 𝗔𝗿𝘁 ospita la vetrina video-generativa di 𝐀𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐌𝐢𝐫𝐫𝐨𝐫𝐬, in cui si riflette l’immagine di una civiltà postumana, mediata dall’occhio algoritmico di 𝗞𝗮𝘁𝘀𝘂𝗸𝗼𝗸𝗼𝗶𝘀𝗼.𝗮𝗶. Un incessante flusso generativo che attraversa lo spazio espositivo, dissolvendosi in un gioco di riflessi.

In questa trance digitale, lo spettatore si ritrova dinanzi ad una serie di “specchi artificiali”: la vivida soglia di un sogno lucido, a tratti disturbante, sospeso tra l’intimità dello schermo e la vertigine dell’immagine, in cui l’inconscio algoritmico plasmato dall’artista altera e ricodifica archivi visivi sedimentati nell’immaginario collettivo.

Ed è nel cortocircuito di un futuro (non troppo) lontano che il surrealismo sintetico di 𝗞𝗮𝘁𝘀𝘂𝗸𝗼𝗸𝗼𝗶𝘀𝗼.𝗮𝗶 si configura come uno specchio potenziato dell’essere umano, che replica multiversi distopici sulla base di una proiezione amplificata del nostro presente.

Scenari rielaborati da reti neurali che sognano per interposta persona, dove soggettività futuribili, rimodulate come doppelgänger generativi, evidenziano il ricorso all’𝐀𝐈 quale dispositivo critico che indaga l’alterità e la frammentazione identitaria dell’individuo.

L’atto finale di un transumanesimo simulacrale, che, nel lirismo di stills dall’estetica post-fotografica, instilla il sincretismo iconografico di eterei feticci, che attingono da archetipi risemantizzati in chiave algoritmica.

E nella rivelazione speculare di questa morfogenesi sintetica riverbera il loop coreografico di una schiera di androidi che esibisce corpi ibridati, potenziati, perfettibili, customizzabili: corpi che incarnano l’infinita possibilità di performare la propria identità.

Ed è proprio all’interno di questa indagine sul corpo – main concept della Nitido Exhibition & Body art – che la lettura curatoriale di 𝗥𝗼𝘀𝘀𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗩𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮 contempla 𝐀𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐌𝐢𝐫𝐫𝐨𝐫𝐬 come un manifesto identitario dell’era AI.






22/10/2025

Indirizzo

Viale Dello Scalo San Lorenzo 45
Rome
00185

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 15:00 - 20:00
Mercoledì 15:00 - 20:00
Giovedì 15:00 - 20:00
Venerdì 15:00 - 20:00

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