ART FRICHE ZONE

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ART FRICHE ZONE IL FRUTTO EDULE DELL'ARTE CONTEMPORANEA: IL FINE? EDUCARE ALLE EVOLUZIONI DEL CONCETTO, DEL SEGNO E DEL GESTO NELL'ARTE

Questo blog prende in considerazione il pensiero di Jean Loup Amselle ne Lโ€™Arte Africana Contemporanea. Lโ€™ibridismo/meticciato espresso da Amselle nel gioco di parole tra "a-friche" e Africa, nella consegna di testimone di ART FRICE ZONE, ispira questo blog in una rigenerazione che forse non passerร  dallโ€™arte africana, ma che di certo abbandona la rovina della vacua arte per abbracciare la spontaneitร  di unโ€™arte che si vive e respira nella quotidianitร , e che di essa si nutre, sottolineando irriverentemente ciรฒ che i nostri occhi ormai sono disabituati a osservare. In questo โ€œimpacchettamento estetico del mondoโ€ la rigenerazione dellโ€™arte contemporanea per Amselle passa dallโ€™arte negra, non ancora contaminata dal saturo Occidente, vittima della post-industrializzazione; per ART FRICHE ZONE invece parte dalla garanzia di una ricerca mirata al connubio tra lโ€™inesplorato ed una costruzione sociale dellโ€™arte, che non si precluda al ludico.

In un momento storico in cui la provincia si ritrova al centro di un nuovo hype culturale e narrativo, la mostra fotogra...
10/06/2026

In un momento storico in cui la provincia si ritrova al centro di un nuovo hype culturale e narrativo, la mostra fotografica ๐“๐‘๐€๐๐’|๐‡๐”๐Œ๐”๐’: ๐€๐ง๐š๐ญ๐จ๐ฆ๐ข๐ž ๐๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฏ๐ข๐ง๐œ๐ข๐š di ๐—Ÿ๐˜‚๐—ฐ๐—ฎ ๐—ฉ๐—ฒ๐—ฟ๐—ป๐—ฎ๐—ฐ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐—ผ (Benevento, 1996) ne attraversa le contraddizioni piรน profonde.

La sua ricerca fotografica si sviluppa nellโ€™ambito di un eco-attivismo dalla marcata matrice performativa, in cui il paesaggio della dorsale appenninica viene immortalato come estensione agita del corpo. Un orizzonte effimero in cui lโ€™azione si sedimenta nel tempo, attraverso permanenze e osservazioni sul campo che ne registrano, per riflesso, tanto le assenze quanto le forme di resistenza.

รˆ quindi attraverso la pratica performativa dellโ€™autoritratto che ๐—Ÿ๐˜‚๐—ฐ๐—ฎ ๐—ฉ๐—ฒ๐—ฟ๐—ป๐—ฎ๐—ฐ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐—ผ introduce una dimensione processuale, facendo del proprio corpo uno strumento critico che, consapevolmente sottratto a ogni forma di estetizzazione e idealizzazione, va a intercettare la realtร  delle aree interne come traiettoria erratica di una piรน ampia โ€œgeografia del disincantoโ€.

Sono questi luoghi rurali e periferici, simbolicamente liminali e che sembrano esistere fuori dal tempo, profondamente segnati da dinamiche di spopolamento, di abbandono e di trasformazioni ambientali e infrastrutturali che ne stanno progressivamente erodendo lโ€™identitร . Il medium fotografico assume cosรฌ una dimensione antropologica attraverso incontri, materiali raccolti e interventi temporanei che concorrono alla formazione di un archivio in divenire, contenente una serie di mappe emotive del territorio.

Allโ€™interno di questa disamina, il progetto curatoriale di ๐“๐‘๐€๐๐’|๐‡๐”๐Œ๐”๐’ si concentra quindi sulla relazione tra corpo e contesto, che, proprio nella nozione stessa di โ€œanatomieโ€, instilla l'idea di uno spazio abitativo e performativo assunto come principale interlocutore processuale del proprio campo relazionale.

In tal senso, lo stesso titolo della mostra si configura come un dispositivo curatoriale. ๐“๐‘๐€๐๐’|๐‡๐”๐Œ๐”๐’ richiama, infatti, lโ€™idea di un attraversamento fisico, laddove il riferimento etimologico ai termini latini ๐—๐—‹๐–บ๐—‡๐—Œ (โ€œoltrepassareโ€) e ๐—๐—Ž๐—†๐—Ž๐—Œ (โ€œsuoloโ€) genera unโ€™istanza osmotica tra corpo e paesaggio, tra anatomia individuale e geografia collettiva, invitandoci ad abitare la cesura ideologica di territori ancora (apparentemente) incontaminati.

Ecco che lโ€™approdo presso la vetrina espositiva della ๐—ก๐—œ๐—ง๐—œ๐——๐—ข - ๐—˜๐˜…๐—ต๐—ถ๐—ฏ๐—ถ๐˜๐—ถ๐—ผ๐—ป & ๐—•๐—ผ๐—ฑ๐˜†๐—”๐—ฟ๐˜ - in occasione della prima personale romana dellโ€™artista - evidenzia una continuitร  curatoriale con le pratiche e le istanze della Body Art contemporanea. La mostra valorizza infatti una ricerca in cui il corpo non emerge come semplice soggetto rappresentato, ma quale territorio e archivio politico di pratiche ibride tra performance, autorappresentazione e sperimentazione visiva.

Infine, la stessa natura dello spazio-vetrina, esposto alla strada, impone una relazione immediata con lo sguardo urbano, entrando in frizione con lโ€™immaginario evocato dalle opere presentate in mostra. Questo confronto diretto apre uno spazio contemporaneo di riflessione, visiva e sociale, sulle dinamiche di centralitร  e marginalitร , mettendo in luce continuitร , fratture e reciproche influenze tra il ritmo e la densitร  relazionale della cittร  e la sospensione geografica, quanto simbolica, delle aree interne.
ph ๐—Ÿ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐˜‡๐—ผ ๐—•๐—ฎ๐—น๐—ฑ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฒ | ๐—ฆ๐—ถ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฎ ๐—š๐—ฟ๐—ถ๐—น๐—น๐—ผ
๐‘๐‘œ๐‘ข๐‘Ÿ๐‘ก๐‘’๐‘ ๐‘ฆ ๐‘œ๐‘“ ๐‘กโ„Ž๐‘’ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ก๐‘–๐‘ ๐‘ก ยฉ

15/05/2026
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13/05/2026

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Prima personale romana di Luca Vernacchio, la mostra fotografica TRANS-HUMUS: Anatomie di provincia approda nella vetrina espositiva della NITIDO - Exhibition & BodyArt

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12/05/2026

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ROMA โ€“ La NITIDO-Exhibition & BodyArt ospita TRANS-HUMUS: Anatomie di provincia, personale di Luca Vernacchio che, attraverso lโ€™autoritratto performativo, documenta la realtร  delle aree interne

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11/05/2026

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ROMA - La NITIDO-Exhibition & BodyArt ospita la mostra fotografica TRANS-HUMUS: Anatomie di provincia, personale di Luca Vernacchio che, attraverso lโ€™autoritratto performativo, documenta la realtร  delle aree interne

Alla ๐—š๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐Ÿฎ๐Ÿต๐Ÿญ ๐—˜๐˜€๐˜, ๐—ฆ๐—ถ๐—น๐˜ƒ๐—ถ๐—ฎ ๐—™๐—ฎ๐—ถ๐—ฒ๐˜๐—ฎ porta in mostra una riflessione strutturale sulla poetica dellโ€™imperfezione. Ed รจ c...
18/02/2026

Alla ๐—š๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐Ÿฎ๐Ÿต๐Ÿญ ๐—˜๐˜€๐˜, ๐—ฆ๐—ถ๐—น๐˜ƒ๐—ถ๐—ฎ ๐—™๐—ฎ๐—ถ๐—ฒ๐˜๐—ฎ porta in mostra una riflessione strutturale sulla poetica dellโ€™imperfezione. Ed รจ cosรฌ che la sua personale ๐Ÿญ. ๐Ÿญ. ๐Ÿฎ. ๐Ÿฏ. ๐Ÿฑ. ๐Ÿด. ๐Ÿญ๐Ÿฏ โ€“ ๐—”๐—น ๐—ฑ๐—ถ ๐—น๐—ฎฬ€ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น ๐—ฑ๐—ถ๐—ณ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ผ delinea uno spazio scultoreo in cui il pensiero matematico dialoga con una sottesa dimensione simbolica, ridefinendo il concetto di โ€œdifettoโ€ come principio di discontinuitร  generativa. In questo slittamento semantico, lโ€™artista mette in relazione lโ€™apparente rigore geometrico con la condizione dellโ€™imprevisto, dando origine ad una dinamica processuale ed epistemica volta ad interrogare le condizioni stesse dellโ€™esperienza artistica.

Fin dal titolo, che richiama la sequenza di ๐น๐‘–๐‘๐‘œ๐‘›๐‘Ž๐‘๐‘๐‘–, emerge il riferimento ad una progressione organica: un ordine latente che governa i processi del mondo naturale e che, nel lavoro di ๐—ฆ๐—ถ๐—น๐˜ƒ๐—ถ๐—ฎ ๐—™๐—ฎ๐—ถ๐—ฒ๐˜๐—ฎ, viene riletto come elemento di rottura, trasformando lโ€™imperfezione in un potenziale generativo inedito. In questa prospettiva, lโ€™artista si allontana dalla sua consueta pratica - fondata sulla purezza dellโ€™oggetto e sul controllo formale - estendendo la propria disamina al valore di ciรฒ che comunemente consideriamo come non conforme, marginale o imperfetto.

Queste sono le coordinate che consolidano lโ€™istanza tensiva delle dodici opere in mostra: dodici ambienti ideali, progettati in serie e identificati come โ€œluoghiโ€ in progressione. In essi si puรฒ rintracciare unโ€™affinitร  con gli environments monocromatici di ๐—Ÿ๐—ผ๐˜‚๐—ถ๐˜€๐—ฒ ๐—ก๐—ฒ๐˜ƒ๐—ฒ๐—น๐˜€๐—ผ๐—ป, in cui lโ€™assemblaggio e la ripetizione diventano strumenti di trasfigurazione simbolica e alchemica.

Ecco che, codificato da riferimenti numerologici e simbolici, ciascun ๐‘ณ๐’–๐’๐’ˆ๐’ si configura come un microcosmo assemblato per accumulo: un sistema aperto, in continua trasformazione e, per sua natura, intrinsecamente incompiuto. Ed รจ in tale reiterazione modulare che va ad instillarsi una sottile vertigine, accentuata dalla valenza simbolica del bianco e del nero, volta ad enunciare una possibile riconciliazione degli opposti in risposta al caos esterno.

Ne scaturisce un effetto ipnotico, in cui la dicromia dei volumi, alternata a schemi a scacchi e pattern ripetitivi, trasforma lo spazio espositivo della ๐—š๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐Ÿฎ๐Ÿต๐Ÿญ ๐—˜๐˜€๐˜ โ€” a cura di ๐—ฉ๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐—ฎ ๐—–๐—ฎ๐—ฟ๐˜‚๐˜€๐—ผ in collaborazione con la ๐— ๐—ผ๐˜€๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐—ฑ๐—ฎ ๐——๐—ฒ๐˜€๐—ถ๐—ด๐—ป โ€” in unโ€™unica installazione ambientale, capace di ridefinire i confini tra opera e spazio, tra visione e attraversamento. In tale dimensione immersiva, lo sguardo รจ guidato in una deriva percettiva, dove lo sguardo fluttua tra le enigmatiche epifanie di un possibile altrove.

[... ๐‘‘๐‘Ž๐‘™ ๐‘ก๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘Ÿ๐‘–๐‘ก๐‘–๐‘๐‘œยฉ ๐‘๐‘ข๐‘๐‘๐‘™๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘›๐‘’๐‘™ ๐‘๐‘Ž๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘œ๐‘”๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘š๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž]

Indirizzo

Viale Dello Scalo San Lorenzo 45
Rome
00185

Orario di apertura

Lunedรฌ 15:00 - 20:00
Martedรฌ 15:00 - 20:00
Mercoledรฌ 15:00 - 20:00
Giovedรฌ 15:00 - 20:00
Venerdรฌ 15:00 - 20:00

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