The Dissimilar

The Dissimilar The Dissimilar era il nome di una Fanzine fondata nel 1996, ispirata a Il Pungolo e Il Piccolo Giornale.

Già che un nome più bello io non l'ho mai trovato, oggi diventa il nome di una Pagina e un Blog dedicati a Cinema, Serie e Audiovisivo in genere.

“Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore, mentre fa correr via la macchina a vapore. E che ci giunga un giorno a...
06/08/2026

“Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore, mentre fa correr via la macchina a vapore. E che ci giunga un giorno ancora la notizia di una locomotiva come una cosa viva, lanciata a bomba contro l’ingiustizia”.

(1940-2026)

06/08/2026



All’esclusivo prezzo di 900 euro al minuto la Fantozzi con amica compró: fornetto centralissimo, 4 chilometri andata e ritorno dalle spiagge, no mezzi pubblici sincope assicurata. Open space con divisorio in puro truciolato, mobili di risulta, Folletto anni 70 e altri arnesi di modernariato, scarti di cantiere, ruggine e zanzariera al collasso. Febbre a 40 chiavi in mano, tutto incluso, no perditempo.

P.S. A fine centrifuga giuro che la Ignis non ha spiccato il volo!

Sono ormai 9 anni che il   è Santa Marta ma più che altro l'anniversario della morte del Materialista Storico.  , Daddy,...
29/07/2026

Sono ormai 9 anni che il è Santa Marta ma più che altro l'anniversario della morte del Materialista Storico. , Daddy, per la Garbatella Er Cardinaletto, per i più l'amplissimo Prof. Ing. Non ho ancora rammendato lo squarcio dove mi impediscono di salutarti, sentire le tue ultime parole. Immagino in molti ci aspettassimo il segreto del mondo, del linguaggio delle strutture. "As the world gave up the secret of its skeleton, stiff and white". Si dice che l'estrema sintesi, viceversa sia stata solo: "Io non ce la faccio".

Eri così terrorizzato all'idea di lasciarmi qui sola a dibattermi contro la legge della giungla, la legge del più forte. E in questi giorni più che mai avrei bisogno di sapere che ne pensi di questo e quest'altro. Vorrei aggiornarti sulle novità tecnologiche, i nuovi mostri, il crepuscolo delle idoli e la scomparsa delle lucciole, ma tanto lo so già. Avresti replicato solo con l'occhio croato. Il sommo sdegno dello "sguardo che uccide". Per controindicazione, talvolta faceva scoppiare a piangere noi studentesse. E invece meriti di essere ricordato con quel sorriso, unico e particolare, mai catturato da nessun obiettivo. Il sorriso e la tenerezza che ti faceva porgere con rapità felina una banconota da venti, cinquantamila lire a chi non chiedeva nulla, o magari ne chiedeva una. Aggiungendo sempre, solo una frase: "Ti offro un caffé".

"Ti offro un caffé" è tutto. "Ti offro un caffé" è il pezzo più importante. In un'altra vita, sono stata una bambinetta troppo sveglia per non ribattere: "Ma papà, guarda che un caffé non costa ventimile lire!". Non mi ricordo esattamente come me l'hai spiegata, la differenza tra chi elemosina e chi aiuta. Ma certo non era una formula, una frase fatta né una moraletta. Meno che mai una risata di scherno. Che c'avranno poi da ride ancora 'nsé capito.

Ricordo però come se fosse ieri la vecchia casa popolare, er du' camere e cucina, con la ghiacciaia e il duplex. Il ragazzo tutto sudato che aveva arrampicato su per cinque piani di scale ripide come la morte un tv color gigante, marchiato Aiwa, nuovo fiammante, che si stagliava grosso come un totem al centro del salotto. A distanza di quasi quarant'anni sembra ancora una foto della nostra lingua segreta. Quella che tanto ingelosisce. Fa impazzire chi pure ce l'aveva là davanti agli occhi, ma non l'ha mai voluta imparare, o quantomeno imitare. Chissà perché hai voluto insegnarmi una cosa tanto difficile. Non appartenere a quella maggioranza di chi è servile coi padroni, gli utili e i capi, ma si rivale su chi crede l'inferiore, il vile sottoposto.

Almeno, non mi hai insegnato a credere al destino né al fato. E nonostante tutto, qui ancora resiste la predilezione per lo Humour Nero del caso, il fascino beffardo di certe coincidenze. Una rete sottile, elastica ma resistente di limiti invalicabili, sotto i quali non si può scadere. Diventare grandi forse è significato comprendere che talvolta erano standard di comportamento troppo elevati per tutti, perfino per te. E nei miei sogni puoi continuare a vivere continuamente in vesti rocambolesche, coraggiose, stranissime. Abbatti i corvi, torni con l'aria triste o col sombrero, cerchi le tue sette ante d'armadio e poi risolvi il male del mondo, o soltanto il mio.

Seguono ora, come ogni anno un po' di canzoni. Grazie a chi ha versato qualche lacrima con me. Vedi meno

Non l’avevo visto arrivare.       Recensione in anteprima  :  ⭐️💥🔥✨
28/07/2026

Non l’avevo visto arrivare.


Recensione in anteprima :

⭐️💥🔥✨

26/07/2026

26/07/2026

  Leggo sempre più post e articoli che indicano “il caso”   e   come punto d’inizio della separazione non consensuale tr...
24/07/2026

Leggo sempre più post e articoli che indicano “il caso” e come punto d’inizio della separazione non consensuale tra , cannes e i più grandi festival internazionali. Peccato che Paul Thomas Anderson abbia scelto di non portare più le sue opere in anteprima mondiale a un festival dal 2012. L’ultima eccezione era stata proprio Venezia con il passaggio di The Master.
Anche senza che PTA abbia mai fatto dichiarazioni ufficiali, chi conosce la sua storia cinematografica sa che il rifiuto de Il Petroliere nel 2009 da parte della commissione del New York Film Festival era già stato determinante, in questo suo graduale processo di allontanamento da certe realtà e derive della critica contemporanea (o quel che ne resta). Processo che, a torto o a ragione, non è iniziato nel 2025 ma 14 anni prima.

Lo stesso Alberto Barbera ha avuto l'onestà intellettuale di discutere apertamente della questione Paul Thomas Anderson in più di una intervista. Sottolineando, pur senza condividerlo, il suo legittimo desiderio di conservare un contatto più diretto con il pubblico, senza prima sottoporsi a quel certo "fuoco di fila"... Prendiamo il caso eclatante di Todd Phillips con i suoi due capitoli sul Joker. Non sto esprimendo alcun giudizio critico né sul primo, né sul secondo film: mi sto limitando a segnalare dati storici sui quali ragionare. Senza che quasi nessuno nel mondo l'avesse ancora visto, è arrivato al debutto in sala già marchiato, già condannato al flop commerciale. E tra questi fenomeni non abbiamo ancora considerato il più lampante: non presenta un suo film a un festival da 26 anni.

Ovvero dal lontanissimo anno 2000, quando , la sua opera seconda venne selezionata proprio dalla Mostra del Cinema. E nonostante questo gli abbia garantito di diventare quasi istantaneamente un filmmaker di culto, ai festival non ci è mai più tornato. Per questo, dubito questa strada possa essersi aperta con PTA e Warner nel 2025. Pur all'undicesima candidatura, i bookmaker e gli esperti di scommettevano comunque non su PTA, ma sul trionfo di di Ryan Coogler.

Basterebbe osservare gli incassi e il clamore mediatico scatenato nelle ultime due settimana da Nolan con - oserei dire senza precedenti, quantomeno nella storia recente, tanto che si è già esposto personalmente, promettendo entro la fine dell'anno una sua contro-odissea anti-woke, generata dalla sue IA . Credo che le scelte, anzi meglio le policy di Christopher Nolan e altri autori - insieme ovviamente a quelle delle case di produzione disposte a finanziare un kolossal come questo, che costa circa 250 milioni di dollari - possano aver avuto un peso ben più consistente. In una strada che, forse, si era aperta già da molto tempo.

Forse a colpi di stroncature senza senso? Manciate di parole gettate in rete a caldo? Contenuti e polemiche portate avanti con la clava, a mozzichi, a spintoni, perfino quando stiamo esprimendo opinioni del tutto convergenti, se non identiche, perché il punto è solo prevalere sul proprio interlocutore?

Non lo so. So che la critica cinematografica e il giornalismo di spettacolo stanno scomparendo. E al loro posto prende sempre più corpo qualcosa che dovremmo contrastare, invece di azzannarci tra di noi per quattro spicci, o un'oncia di visibilità con contorno di follower.

  Happy Bday   P.S. La Spagna avrà anche vinto i mondiali, ma c’è un solo attaccante che ha riempito il mondo di improvv...
21/07/2026

Happy Bday

P.S. La Spagna avrà anche vinto i mondiali, ma c’è un solo attaccante che ha riempito il mondo di improvvise tifose della Norvegia e del Manchester City: il Golden Boy dai trecento goal e i mille mila meme 😍



20/07/2026

Domanda estemporanea, girata male ma vera. Parafrasando Woody Allen: non ho un problema con ma con le sue tifoserie.
E parlo di pro e contro, nella misura in cui si usa comunque la clava, il pressappochismo, la tracotanza o il volto più bullista della dinamica derisoria, al posto dei benché minimi strumenti critici e di analisi filmologica. Non vi chiedo perché secondo voi sia un’opera così divisiva. Ma perché scatena i peggiori istinti dialettici sia nei fan che nei detrattori?

P.s. scusate il rumore della tv di sottofondo, si tratta davvero di un interrogativo lanciato nel cosmo in una torrida notte insonne

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Rome

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