The Dissimilar

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The Dissimilar The Dissimilar era il nome di una Fanzine fondata nel 1996, ispirata a Il Pungolo e Il Piccolo Giornale.

Già che un nome più bello io non l'ho mai trovato, oggi diventa il nome di una Pagina e un Blog dedicati a Cinema, Serie e Audiovisivo in genere.

For any sincere upgrade about this awfully awfull years please visit: www.facebook/mzoep Scorrete e leggete, osservate l...
03/09/2026

For any sincere upgrade about this awfully awfull years please visit: www.facebook/mzoep

Scorrete e leggete, osservate la violenza concettuale e audiovisiva di un botto di profili - prima di azzannare al collo a caso qualcuno o qualcuna che cerca solo di non soccombere.

In   of  (Grappenhall and Thelwall, contea di   Inghilterra 19 aprile 1946 - Los Angeles USA  )
26/08/2026

In of
(Grappenhall and Thelwall, contea di Inghilterra 19 aprile 1946 - Los Angeles USA )




*BastaPerPieta*Grazie a chi prova sincero affetto per un gran casotto.
21/08/2026

*BastaPerPieta*

Grazie a chi prova sincero affetto per un gran casotto.

PREMESSO CHE NON LO FACCIO PER SOLDI:   per        : *EDIT prima di malmenare cercate bene:             * *E per chi è a...
18/08/2026

PREMESSO CHE NON LO FACCIO PER SOLDI:
per :

*EDIT prima di malmenare cercate bene: *

*E per chi è ancora oggi convinto de esse più svejo de me: guardate bene sto canale cogliete COINCIDENZE e CONSONANZE DIALETTICHE che sete fenomeni: 'Nnate qua a fa i FENOMENI: https://www.youtube.com/watch?v=qgna8isu-XU&list=PLAQ7NhDzseNQ*

*NB: Gente che non me conosce: come ovviamente ho già denunciato, nessuno m'ha mai torto una capello ma NON E' UNA BUONA NOTIZIA. Se ancora non capite vedete d'annavene *

Ma torniamo al caso : Era bella vero la mia struttura narrativa e la mia scaletta che non ti ho mai ceduto e che sta ovviamente in una lunghissima serie di screen, e che ora è diventata la tua personale allucinazione sui corpi di mia madre, mio padre, i fratellini-mostrini e noi che svolazziamo per scrivere un finale diverso giusto? Ah giusto, freudiani dotati di grande intuioro: nati ognuno per conto suo. Non stravedete. Io per ovvi precedenti non c'ho provato mai. Dicevamo? Il caro "giornalista amico". Peccato che che tu, carissssimo Autore abbia depredato senza mai ottenere il mio permesso e rivoltato tutto in nome delle tue psicosi, fino il passaggio ai superheroes, che ovviamente non era neanche così e non era neanche il finale. Forse posso ancora scriverla questa video storia a puntate. C'è chi è disposto ad ascoltare. Le diciamo che sarà l'ultima volta. Il grande autore sempre in chat mi ha chiesto perfino cosa significasse "Ala Sinistra del Vaticano" perché non ne aveva idea. E intanto stai qui a vantarti delle tue belle immagini di porti, pugni, ci chiami ab*orti, insinui l’ipotesi che “me la sia cercata” perfino dall’inferno, c'è bava violenza chiurgica e altra sempre di natura sess*uale, quello che ai tuoi occhi forse è romantico tutta calunnia e umiliazione. Manco l'incidente che mi è toccato con un furgone contromano hai saputo carpire per com'era. Quanto agli altri di Bugs Comics io non intendo minimamente rivalermi su di loro ma mi sembra evidente che ci siano delle persone informate sui fatti. In particolare, sul versante del mio privato Due che hanno solo fatto una figura indecorosa e sono stati immediatamente messi alla porta. A distanza di anni restano misteriosamente un Par de Pettegole che non se ne fanno ancora una ragione. Un altri paio di personaggi che hanno iniziato dal nulla a tartassarmi a tutte le ore del giorno e della notte e che fatalmente appaiono sempre "amici tuoi". Complimenti per come continuate a insistere. Complimenti per come inframezzavi queste conversazioni in chat per estorcermi informazioni con le foto di te e tua figlia, e per come sei riuscito a indurmi fino a gennaio a perdere il mio tempo per le presentazioni dei tuoi saggi. Se foste un po piu sani di mente ve sarreste fermati qualche giorno fa. Hai scritto su whatsapp che ovviamente era tutto tuo giusto? E stamattina mi hai chiesto come stai, credevi ti avrei risposto? E mo racconterete alle autorità e allo stato: chi siete e chi eravate.

P.S. Per le vere Pierre Merard che amano guardare dall'alto mentre tanta gente cerca le ciotole a terra: mi duole dirvi che sulla base della mia esperienza di vita NON siete femministe.

Lo strano a caso. Seguono dettagli.
18/08/2026

Lo strano a caso. Seguono dettagli.

L’unico mistero certo che conosca e abbia mai interrogato, indagato, raccontato e strutturato con chicchessia. Ragazzi a...
17/08/2026

L’unico mistero certo che conosca e abbia mai interrogato, indagato, raccontato e strutturato con chicchessia. Ragazzi allo specchio. The Cornwall Wonder: John Opie Painter - “Quello che cerchi” è un film di Marco Simon Puccioni (Votato a Bimbi Belli in un tempo lontano e vicino. Da qualche parte forse c’è perfino la scheda: Garrone Sorrentino Puccioni).

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“Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore, mentre fa correr via la macchina a vapore. E che ci giunga un giorno a...
06/08/2026

“Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore, mentre fa correr via la macchina a vapore. E che ci giunga un giorno ancora la notizia di una locomotiva come una cosa viva, lanciata a bomba contro l’ingiustizia”.

(1940-2026)

06/08/2026



All’esclusivo prezzo di 900 euro al minuto la Fantozzi con amica compró: fornetto centralissimo, 4 chilometri andata e ritorno dalle spiagge, no mezzi pubblici sincope assicurata. Open space con divisorio in puro truciolato, mobili di risulta, Folletto anni 70 e altri arnesi di modernariato, scarti di cantiere, ruggine e zanzariera al collasso. Febbre a 40 chiavi in mano, tutto incluso, no perditempo.

P.S. A fine centrifuga giuro che la Ignis non ha spiccato il volo!

Sono ormai 9 anni che il   è Santa Marta ma più che altro l'anniversario della morte del Materialista Storico.  , Daddy,...
29/07/2026

Sono ormai 9 anni che il è Santa Marta ma più che altro l'anniversario della morte del Materialista Storico. , Daddy, per la Garbatella Er Cardinaletto, per i più l'amplissimo Prof. Ing. Non ho ancora rammendato lo squarcio dove mi impediscono di salutarti, sentire le tue ultime parole. Immagino in molti ci aspettassimo il segreto del mondo, del linguaggio delle strutture. "As the world gave up the secret of its skeleton, stiff and white". Si dice che l'estrema sintesi, viceversa sia stata solo: "Io non ce la faccio".

Eri così terrorizzato all'idea di lasciarmi qui sola a dibattermi contro la legge della giungla, la legge del più forte. E in questi giorni più che mai avrei bisogno di sapere che ne pensi di questo e quest'altro. Vorrei aggiornarti sulle novità tecnologiche, i nuovi mostri, il crepuscolo delle idoli e la scomparsa delle lucciole, ma tanto lo so già. Avresti replicato solo con l'occhio croato. Il sommo sdegno dello "sguardo che uccide". Per controindicazione, talvolta faceva scoppiare a piangere noi studentesse. E invece meriti di essere ricordato con quel sorriso, unico e particolare, mai catturato da nessun obiettivo. Il sorriso e la tenerezza che ti faceva porgere con rapità felina una banconota da venti, cinquantamila lire a chi non chiedeva nulla, o magari ne chiedeva una. Aggiungendo sempre, solo una frase: "Ti offro un caffé".

"Ti offro un caffé" è tutto. "Ti offro un caffé" è il pezzo più importante. In un'altra vita, sono stata una bambinetta troppo sveglia per non ribattere: "Ma papà, guarda che un caffé non costa ventimile lire!". Non mi ricordo esattamente come me l'hai spiegata, la differenza tra chi elemosina e chi aiuta. Ma certo non era una formula, una frase fatta né una moraletta. Meno che mai una risata di scherno. Che c'avranno poi da ride ancora 'nsé capito.

Ricordo però come se fosse ieri la vecchia casa popolare, er du' camere e cucina, con la ghiacciaia e il duplex. Il ragazzo tutto sudato che aveva arrampicato su per cinque piani di scale ripide come la morte un tv color gigante, marchiato Aiwa, nuovo fiammante, che si stagliava grosso come un totem al centro del salotto. A distanza di quasi quarant'anni sembra ancora una foto della nostra lingua segreta. Quella che tanto ingelosisce. Fa impazzire chi pure ce l'aveva là davanti agli occhi, ma non l'ha mai voluta imparare, o quantomeno imitare. Chissà perché hai voluto insegnarmi una cosa tanto difficile. Non appartenere a quella maggioranza di chi è servile coi padroni, gli utili e i capi, ma si rivale su chi crede l'inferiore, il vile sottoposto.

Almeno, non mi hai insegnato a credere al destino né al fato. E nonostante tutto, qui ancora resiste la predilezione per lo Humour Nero del caso, il fascino beffardo di certe coincidenze. Una rete sottile, elastica ma resistente di limiti invalicabili, sotto i quali non si può scadere. Diventare grandi forse è significato comprendere che talvolta erano standard di comportamento troppo elevati per tutti, perfino per te. E nei miei sogni puoi continuare a vivere continuamente in vesti rocambolesche, coraggiose, stranissime. Abbatti i corvi, torni con l'aria triste o col sombrero, cerchi le tue sette ante d'armadio e poi risolvi il male del mondo, o soltanto il mio.

Seguono ora, come ogni anno un po' di canzoni. Grazie a chi ha versato qualche lacrima con me. Vedi meno

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