11/02/2019
Ogni spettacolo è un’occasione per incontrare nuovi compagni di viaggio e per capire chi, tra questi, rincontrerai oppure no.
È un continuo alternarsi di shock fortissimi: stanchezza e adrenalina, conquista e rassegnazione, nervosismo e serenità, fiducia e ansia, delusioni e gioie.
È ogni volta un modo diverso per avere conferma dei nostri punti di forza, sempre più solidi, e per imparare a conoscere e gestire le nostre debolezze al fine di farle diventare nuovi punti di forza.
Un grande lavoro di artigianato per smussare i nostri spigoli e imparare ad avere un obiettivo comune a discapito di quello personale: rinunciare ad una battuta o un movimento o un silenzio per dare più luce all’altro personaggio, rinunciare alle nostre convinzioni per affidarsi a quelle di qualcun altro, farsi da parte per fare avanzare l’altro. Ecco: il preciso momento in cui si arriva ad essere consapevoli di questo e si mette in pratica, quello è il momento in cui si diventa grandi.
Ringrazio Andrea, Luca e Giorgia: le sole persone che conosco con cui mi sembra possibile affrontare questo f***e processo di evoluzione in teatro.
Grazie per la vostra fiducia, la vostra pazienza e per le piccole e grandi soddisfazioni che, grazie e insieme a voi, sto raccogliendo.
Home sweet home è stata per noi quattro l’ennesima occasione di crescita, sia personale che del nostro straordinario gruppo che ogni volta vede aggiungere (e confermare) collaboratori importanti.
Grazie ad ognuno di loro: Lorenzo, Laura, Stefano, Giulia, Lucia, Marco.
Ma grazie soprattutto al pubblico che, come ogni volta, ci regala ciò che ha di più prezioso: il suo tempo.
Viva Home sweet home
Viva i The Burrow
Alla prossima
Fabrizio